26 January 2006

Autori

AUTORI DI MARKETING ROUTES

Jacopo GonzalesJacopo Gonzales 30 anni, bilingue e, per tutti quelli che lo hanno già pensato, non è spagnolo, o meglio, lo è solo di origine; viene da molti soprannominato Il Maestro. Ha tante idee quanti capelli. Se uno dei protagonisti di Italian Job rivendicava la creazione di Napster, lui punta in alto e afferma che internet è un SUO prodotto; “frequenta” infatti il mezzo da almeno 10 anni.

E’ il supporto web nelle strategie di marketing e SEO, oltre ad essere uno degli editor di DMOZ. Vive valutando l’efficacia delle keyword e se gli si propone un cliente, lui arriva dopo due ore con circa 3000 key phrase disponibili. Chiama Larry (Page) e Sergey (Brin) i suoi scagnozzi; infatti non gli parlate di Google che va in asistolia. Conosce gli Stati Uniti meglio di casa sua. Non può lavorare se non ha come sfondo del desktop un’immagine di San Francisco; infatti è il più frequente visitatore di Craig’s List.

Vive di sushi e ogni cena con Andrea Signori finisce con un conto da pagare che è più simile ad una rata del mutuo. Le cronache lo segnalano come giocatore di pallavolo. Per ogni viaggio sceglie l’albergo in base alla potenza di banda disponibile. Ha una repulsione profonda per il doppino telefonico e millanta spesso attacchi ai non adsl-izzati. Ti chiama nella notte per informarti che qualcuno dei suoi siti è primo o al massimo terzo su Google.

Si ipotecherebbe il cane invece che il laptop. Sta facendo pressioni politiche per consentire l’uso di internet sugli aerei perché i film trasmessi non sono di suo interesse. Alla domanda perché questo lavoro? Risponde dicendo: “ per comprarsi Google”. Ma lanciare un’OPA?

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Andrea Signori, anche lui 30enne, il gene impazzito del gruppo d’autori. Comunicatore a 360° tanto che parla anche quando dorme. Lo appassiona tutto ciò che è considerato fuori dal comune. Ogni sua strategia di comunicazione è un’esperienza di vita più che un progetto commerciale. I suoi lavori si riconoscono dal minimalismo e dalla follia che ama far convivere insieme. Figlio (illegittimo) del guerrilla marketing.

Si fa la barba una volta alla settimana perché la mattina deve impiegare il tempo per pensare di fronte la tazza di latte e cereali. Laureato in Scienze della Comunicazione, “masterizzato” in Corporate Communication e PR management, ha studiato negli USA e vissuto e lavorato a Londra e a Montpellier, e parafrasando il film Blow: “ha lasciato pezzi di cuore qua e là”. E’ sfuggente, ed il motivo, afferma, è per sfuggire alla vertigine ontologica. Vittima del Panta Rei, ex frenetico indossatore di maglie con il collo a V. Preferisce i semafori verdi a quelli rossi. Mandava pizzini già ai tempi del liceo, ma il contenuto era molto più scabroso di quelli inviati dal più recente personaggio.

Odia in maniera viscerale gli oroscopi ma soprattutto chi ci crede. Ex rugbista, traduzione: non lo fate arrabbiare. Il fine settimana scompare e dove va è uno dei segreti di Fatima; fonti attendibili, tipo Echelon, lo danno spesso su qualche barca a vela in giro per il Tirreno. Adora fare radio, entro i 30 anni vorrebbe avere una trasmissione notturna di musica rock anni ‘60-’70. Ogni emozione la metabolizza e la trasforma in tatuaggi e da quanto si vede…si è molto emozionato nella vita. Parla fluentemente tre lingue e ama sorseggiare (mai dirgli bere!) vino. Vive di sushi grazie al quale, afferma, elabora migliori idee. Alla domanda perché questo lavoro? Risponde dicendo: “ per sviluppare un progetto talmente semplice ma fuori dal comune da far restare il suo nome nella storia della professione”. Ma non poteva fare il Grande Fratello?

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Paolo Guaraldi, l’avamposto veneto di Marketingroutes.com. Chiamato (da noi giovinastri) “lo zio” per una caratteristica lampante: l’età. E’ infatti del 1964 ed è il fascinoso del gruppo, non che gli altri autori siano da buttare, anzi, ma quelle “brizzolature” lo rendono il Richard Gere del Triveneto.

Laureato in Economia Agraria, ha percepito subito la passione con il marketing specializzandosi nella costruzione di modelli econometrici di sviluppo nel settore produttivo lattiero caseario. Si da anche all’insegnamento, ma per colpa di quel look da attore yankee consumato riempiva le aule universitarie di studentesse idolatranti trasformando l’università in una Cannes nostrana.

Oltre alla passione per la terra e per il latte, sviluppa la passione per la tecnologia e per la comunicazione sicura via internet; praticamente inventa un condom digitale. Vive portandosi sulle spalle, oltre ai capelli sciolti, una quantità notevole di ansia, di stress e di insoddisfazione. Lui dice che tutto ciò lo aiuta a migliorarsi, chi gli sta vicino (anche fisicamente) non è così d’accordo.

Decisamente gioviale ed empatico, anche se alle feste non lo si riesce mai a vedere perché sempre circondato di donne che ne chiedono almeno l’autografo. Nel 2005 ha fondato Ipsofactory Studio un’agenzia di comunicazione e specializzata in tecnologia dell’informazione il che testimonia, visti anche i successi della stessa, che ovviamente aveva sbagliato percorso di studi.

Al ritorno dall’ufficio lo si può trovare o in cucina tipo massaia cantonese o di fronte ad una tela vuota pronta ad essere riempita; con cosa ancora non è dato saperlo. La sua caratteristica principe è l’abbronzatura il che sommato alla sigaretta perennemente accesa, al capello lungo ed alla voce bassissima lo fanno auto-definire il James Dean “de noantri”.

Pigro come un bradipo si da però un gran da fare ad organizzare feste per far conoscere ragazze venete ad Andrea Signori. Ma aprire un’agenzia matrimoniale?

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Stefano Gorgoni, dalla Puglia col pc (potentissimo). Anche lui quasi trentenne come la maggior parte degli autori di Marketingroutes.com e come per gli altri una testa in perenne pensare. Anche lui, è ‘localizzato’ nell’emisfero australe; infatti è un orgoglioso pugliese della Firenze del Sud (Lecce ovviamente!). Non pensate però a lui col tipico accento del Tavoliere, il ragazzo infatti ha vissuto per 18 anni sul confine trevigiano, per 3 anni a Ferrara (università e donne, anche se lui non conferma), per altri 3 a Treviso (aridaje) ed ora è tornato, come qualcuno prima di lui, sulle natie sponde salentine in preda ad un’astinenza forzata di taralli e pane tipici della zona.

Proprio questa astinenza l’ha portato ad aprire Inari.it una società che vende su internet prodotti alimentari tipici oltre a farlo interrogare sulla questione dei fattori arcani. Talmente affascinato dalle attività bucoliche che ha diversificato l’offerta offrendo servizi di posizionamento online, hosting e housing. Voi direte perché? Se lo chiede anche Stefano Gorgoni, ma in fondo ha iniziato a lavorare con e su internet quindi smanettare con l’html e consimili lo affascina.

Intorno al Natale 2005 è stato assente per molto tempo dal web e diciamo che non si era dato nè Buddismo né era partito per l’Isola dei Famosi. Aveva “soltanto” incontrato un “baco”; ma non informatico. Alla domanda, perché questo lavoro…non risponde. Ha la bocca piena di taralli pugliesi. Chi vuol capire…

  

Stuart ha 31 anni , da tempo immemorabile studente (ovviamente fuori corso) presso la Facoltà di Giurisprudenza di Torino, indirizzo forense ossia il più banale e inflazionato piano di studio ai tempi dell’iscrizione. Diciamo subito che Stuart non è il suo vero nome e che il cognome non lo conosce neanche l’FBI. Per noia, per curiosità e perchè gli dissero che si conoscevano tante(?) belle(?) donne(!) si affaccia al mondo di internet nel 1998, rimanendone affascinato. Il desiderio di trasformare quello che è stato un amore a prima vista in lavoro è stato l’immediato passo successivo.

Termina l’obbligatoria via crucis iniziale dell’aspirante web developer, ossia la creazione a titolo gratuito di siti per la PPI (acronimo, appena coniato, che sta per Piccola e Piccolissima Impresa), fortunate collaborazioni esterne (con Buongiorno S.p.A, tra le altre) e la speranza di un buon contratto di assunzione, coltivata grazie a demenziali colloqui spesso degenerati in risse e minacce, nel 2000. In quell’anno infatti fonda la sua prima web agency, a dimostrazione non solo delle sue profonde ambizioni, ma anche di come erano andati i colloqui di lavoro prima menzionati. I primi passi nella search engine optimization li muove a cavallo tra il 2001 e il 2002,  durante una delle tante crisi del settore. Le basi del funzionamento dei motori di ricerca gli vengono generosamente impartite dal suo ex socio, che non smetterà mai di ringraziare per perle di assoluto valore come: "Ora finalmente ho capito! Google indicizza le prime 14 parole del tag TITLE!!!" (…).

Nel 2002 inizia a collaborare con il sito Googlerank.com, per il quale scrive "The Definitive Google….". Kitsch a partire dal titolo, è uno dei tanti esempi di applicazione del detto "you can’t judge a book by the cover". Di "definitivo", infatti, ha ben poco: si tratta per lo più di una quarantina di pagine contenenti una continua sfida al buon senso e alla tolleranza degli algoritmi di Google. Dimessosi dalla web agency di cui sopra (ai soci superstiti l’onore e onere di continuare a perseguire la mission aziendale) dall’inizio del 2005 è Consulente SEO.

Si occupa del posizionamento (e talvolta della creazione) di siti internet di aziende e società di servizi del Nord Italia. Dal 2006 gestisce in qualità di editor il già menzionato sito Googlerank, per il quale ha riscritto da zero l’anch’essa già menzionata Guida al posizionamento su Google e, sempre quest’anno, è diventato moderatore della sezione Posizionamento nei motori di ricerca del Forum GT. Alla domanda, perché questo lavoro, risponde: “per avere una scusa per non fare l’avvocato”. Ma cambiare facoltà?

 

Giorgio Taverniti. Se Paolo è l’avamposto veneto, Giorgio è la lunga coda calabrese. La carta d’identità alla voce “Luogo di Nascita” recita Monasterace che, a dispetto delle apparenze, non è un acronimo di almeno tre termini, ma una ridente località calabra. E’ infatti l’autore dell’emisfero australe di Marketing Routes. Il nome ufficiale è Giorgio Taverniti ma per il web è semplicemente Giorgio Tave o meglio GT (da lui hanno preso lo spunto quelli di Sony per il noto gioco a tema automobilistico).

Sul web è più famoso di Pamela Anderson, anche se lui non ha (ancora) messo online nessun video hard, tanto che la query del suo nome è sotto studio al Google Plex e si dice debba diventare la release di un tool (in BETA ovviamente) per l’ottimizzazione delle keyword dalle parti di Mountain View. Fondatore del Forum per SEO (e organizzatore del Convegno GT) e per sviluppatori web più ben frequentato (“se non sono pazzi non li vogliamo” recita una targa sul suo pc) della rete che ha come policy la condivisione e la diffusione delle più efficaci tecniche sviluppate dagli iscritti che ad oggi sono oltre 5.000, praticamente come le query contenenti il nome Giorgio Tave che giornalmente registra Google.

Il suo Avatar sembra uscito da una comunità di tossici informatici, ma lui non se cura ed anzi organizza incontri tra gli iscritti; praticamente vuole realizzare una Comune. Il suo forum è per gli smanettoni del web come il Joe Bar per i motociclisti, con una accortezza: con gli occhiali che sfoggia sull’avatar non entrerebbe neanche nel più squallido bar di Caracas. Alla domanda, perché questo lavoro, afferma : “Per avere un ruolo primario sul web e diventare il Robert Scoble dei SEO”. Ma non poteva semplicemente scrivere un libro?


Johnnie Maneiro.
1968, venezuelano. Basta il nome ad identificare la stravaganza del soggetto; cognome di origine portoghese preceduto da un nome altrettanto bizzarro datogli dal padre ispirato da una bottiglia di Johnnie Walker. E se a questo ci si aggiunge la potenza della data di nascita… ecco fatto un personaggio davvero singolare!

Non ancora alle soglie dei quaranta vanta un’esperienza di vita “ultracentenaria”; la sua curiosità e creatività lo hanno portato a sperimentare un numero incalcolabile di professioni, e condotto a varcare i confini natii per poi approdare, dalle coste caraibiche, in veste di webmaster, sulle sponde del lago di Garda.

Taxista, piastrellista, imbianchino, cameriere, tecnico del suono, apprendista bancario, doppiatore, musicista, cantante, ciclista, graphic designer, web designer, programmatore…ecco alcune fra le performance del nostro Johnnie. Difficile crederci? Può darsi, impossibile però dopo averne constatato il poliedrico carisma di matrice carachegna e gli infiniti interessi che spaziano dalla musica popolare alle dissertazioni su Plutone, passando per Google.

Ed ora? Pare, dopo anni di incessante trasformazione, essersi placato sulle rive del Sile a contemplare la quiete della Marca Trevigiana, da cui trae perpetua ispirazione per indagare le incognite del web. Qui, dopo una bella esperienza in TSW come Algorithmic Search Analyst, ha dato il via a 980km (www.980km.com)

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Fradefra. Eccomi qui, stilografica in mano e foglio bianco vuoto a scrivere il profilo per Marketing Routes, dato che da poco faccio parte della redazione del blog.

“Beh, che c’è di strano?” – direte voi – “Ne hai scritti tanti, visto che rompi le palle su una marea di siti, al punto che siamo stufi di te!”
Già, avete ragione, ma qui il problema è che Jacopo m’ha chiesto di scrivergli una quindicina di righe che poi lui renderà un po’ ironiche. Cosa che in generale non mi piace. Quindi che faccio? Ideaaaaa, un bel dispetto. Adesso mi diverto a buttar giù qualcosa che voglio vedere se cambierà.

Ho solo un dubbio. In un profilo ovviamente si deve parlare di sé, ma alcuni vedono nei blog eccessiva autoreferenzialità. Qualcuno me l’ha anche detto chiaramente. Che faccio? Ok, inizio.

Mi chiamo Francesco de Francesco (questo posso dirlo?) e negli anni ho cambiato così tante volte lavoro, che ci vorrebbe una guida, quindi, non vi dirò assolutamente nulla. Se volete informazioni, basta che facciate una ricerca su Google, vi dirà tutto lui, compreso il codice fiscale. Non ditemi che non sapete fare una ricerca, che altrimenti mi chiedo come siate arrivati qui e che ci facciate.

Certo, se la Direzione di Marketing Routes mi ha consentito di scrivere qui, evidentemente ci deve essere una qualche relazione tra me ed il Web Marketing.

Passiamo alle cose che mi piace fare nel tempo libero. Dato che penso che alla maggioranza di voi ciò non interessi minimamente, per utilizzare al meglio il tempo e le energie di tutti, ancora una volta, non scrivo nulla. Chi è interessato, quei pochissimi, si potrà fare una ricerca o contattarmi via MSN. Qual è l’account? Beh, cercate pure questo no? Devo proprio dirvi tutto?

Per il resto, appuntamento al primo articolo che io avrò il piacere di leggere e voi quello di saltare sulla home, visto che per lo più scrivo banalità. Ciaoooooooo.

 

Mariangela Balsamo, età… - non si dovrebbe mai chiedere l’età ad una donzella- comunque purtroppo già trentaquattrenne (magari in lettere si nota meno). Nata a Milano (e questo è male), ha vissuto per la maggior parte della sua vita in un paesino di 1000 anime alla pendici dei Colli Berici (e questo è ancor più male), bellissima, a detta soltanto sua, zona del vicentino. E’ praticamente la dirimpettaia di Paolo Guaraldi. L’amore e il lavoro l’hanno poi riportata alle sue origini nella città meneghina (e questo è il peggio). Dopo aver fatto l’Istituto Tecnico Commerciale per sbaglio, molto per sbaglio, ha passato molti anni tra scrivanie, scartoffie e fantomatici responsabili e direttori in un ufficio di contabilità.

Stanca delle troppe scartoffie, del solito ufficio e delle stesse facce tutti i giorni, si è dedicata alla sua grande passione per la psicologia. Fermi tutti! Non è diventata psicoterapeuta (sembra che studiare psicologia faccia solo diventare degli “strizzacervelli”!), ma si è laureata in Psicologia Cognitiva Applicata, percorso che le ha permesso di approfondire materie come l’interazione uomo-macchina, l’ergonomia, le neuroscienze e la psicologia della decisione; ha avuto praticamente la formazione tipica di uno psycho killer.

Oggi si occupa di usabilità e user experience soprattutto applicate agli e-commerce. Sue le ricerche sulle difficoltà che incontrano gli utenti quando acquistano on-line. La prima ricerca ha evidenziato fenomeni di stress legati all’acquisto di prodotti enogastronomici con target persone che avessero già acquistato on-line, la seconda, invece, si è focalizzata su persone che non avessero prima di allora comprato on-line, sempre in riferimento ad e-commerce del settore enogastronomico.

E’ Direttrice Scientifica di YoYo - Formazione rotolante, centro di formazione che organizza corsi di Web Marketing, anche interni alle aziende e personalizzati. Inoltre, come consulente esterno, gestisce campagne on-line per i propri clienti.

Inoltre, le piace molto mangiare bene, bere del buon vino e cucinare, sperimentando con ingredienti e strumenti di cottura, scrivendone poi sul suo blog maisazi.com, che oggi è diventata una vera e propria scuola, che organizza corsi di cucina monotematici la sera e nel week-end.

 

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Enrico Ladogana come ogni geek che si rispetti ha un proprio nick di riconoscimento sul web; lui ha optato per Catone, rinomato scrittore latino noto anche come Il Censore, e considerando che Enrico su internet è abbastanza conosciuto, diventa uno di quelli da tenersi amico. E’ il più grande frequentatore delle sezioni OT dei vari forum che si incontrano navigando; praticamente lui è uno di quelli che chiedono quando si potano i pioppi mentre si parla di ROI sulle campagne di KA.

Fa parte della “cellula” veneta di Marketing Routes e tra una bottiglia di bianco e uno spritz dispensa perle di Web Marketing, sia sui forum (quando non va OT) sia a chi, in preda a crisi da web, vuole capire finalmente come funziona la Rete.

Come qualcun altro prima di lui è Uno e Trino. Infatti dietro al nick da gens Latina, si celano due personalità che collidono spesso in un corpo dal forte tasso alcolico: in alcune aree ci si trova di fronte ad un cabarettista specializzato in storielle surreali, di quelle che dopo averle sentite inizia a sentirsi forte la volontà di imboccare il tunnel della droga, mentre in certe altre ad un professionista pragmatico e, si dice, a volte, piuttosto brusco in pieno stile Marketingroutes.com (ovvero evitate di farci arrabbiare…)

La realtà, diceva Fox Mulder “è la fuori”, una famosa pornostar invece diceva che “sta probabilmente nel mezzo”; lui preferisce la seconda definizione e si autoproclama come appassionato di web piuttosto spiritoso, consapevole però che quando c’è da lavorare bisogna ritornare ad essere seri.

I satelliti spia lanciati da Mountain View dicono che Enrico, attualmente, lavora come Web Project Manager in una piccola azienda di Venezia e riceve, su appuntamento, anche clientela privata. Praticamente è a metà tra un dentista e uno psicologo del web.

I suoi consulti riguardano però solo il SEO ed il Web Marketing in generale. Non chiedetegli di sistemare la stampante o di mettere lo screensaver con il vostro nome perchè si incazza e comincerà a ingiuriarvi, dicendo che una simile attività sarebbe “equivalente ad aver costretto Einstein ad insegnare alle scuole elementari.”

Ad ogni modo se la richiesta è ben posta (leggi siete donne aitanti, dallo sguardo intrigante e caratterizzate da ipertrofia mammaria) forse ci può anche pensare. Si considera un venditore di idee. Alcune, talvolta, anche buone. Tra i suoi hobby non figurano il modellismo o la numismatica, ma l’usabilità e l’accessibilità dei siti web.

Alla domanda “perché questo lavoro?” risponde “Per entrare in contatto con qualcuno della segreteria della Facoltà di Economia della Ca’ Foscari e farsi finalmente mandare a casa il certificato di Laurea (sono passati più di quattro anni)”. Ma chiamare un corriere espresso? 

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Miriam Bertoli - A cosa servono le Lauree Umanistiche? Ad avere abbastanza curiosità per fare tante altre cose. Nata in marzo, 1974, in una ridente cittadina friulana famosa per il suo prosciutto crudo. A Venezia si laurea in Lingue e Letterature Straniere, e poi ci rimane a vivere.  Nel 2002 si prende un anno sabbatico che passa tra Barcellona e New York, studiando e divertendosi. Molto.

Durante la tesi indaga sulle influenze della lingua inglese sull’italiano e lo spagnolo usati on line, e cade nella Rete. Però da lì si rialza. Il vero amore comincia dopo l’estate, grazie ad un annuncio su un portale di ricerca lavoro. Tatah! Sono i brillanti inizi della carriera di una giovane SEO specialist. Erano i tempi di Altavista e Terra.es, quando un bel title ti risolveva la vita.  Poi il marketing nei motori di ricerca diventa una passione quotidiana, studia, impara e sperimenta.
Conserva con cura gli articoli scritti per Internet.pro e ne scrive altri per blog e portali, ma molti meno di quanti ne prometta. Dicono che sia gentile e determinata. Che è come dire una rompiballe zuccherata.

Da fine 2005 ha una figlia bellissima e molti più pensieri.

E’ Search Marketing Director per TSW e nel tempo libero (!), invece di dedicarsi a corsi di ikebana o voga veneta, scrive per il suo blog, Colore Rosso.

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 …i profili degli altri autori a breve…Stay Tuned!

About Marketing Routes:

Blog multi-autore che ha come focus il mondo del marketing, dell'advertising e della comunicazione online ed offline. Non solo un bookmark da controllare giornalmente ma un dispensatore di notizie, consigli, strategie per tutti coloro che operano in questi settori. Nato con la convinzione che di blog riguardanti il marketing, la comunicazione e la pubblicità ce ne siano molti, ma quelli veramente di qualità sono pochi, Marketing Routes vuole apportare agli utenti della rete i modi di vedere, le esperienze e le considerazioni di diversi giovani professionisti del settore così da aprire un dibattito con gli utenti senza mai prendersi troppo sul serio.

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