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1 December 2009

Pentoleonline: le ricette e i neuroni specchio

Qualche giorno fa uno dei visitatori dell’e-commerce PentoleOnline, facendo i complimenti per l’aspetto e la facilità d’uso del sito, ha dichiarato che ciò che gli era piaciuto di più erano state le ricette contenute in ogni scheda prodotto.

Da qualche anno mi occupo di ricerche sulla decisione d’acquisto on-line. Stare dietro alle persone ad osservare mentre acquistano su siti di commercio elettronico continua a confermare il mio pensiero (non solo il mio, ovviamente): le emozioni e la parte irrazionale sono spesso quelle che fanno fare click sul pulsante "Aggiungi al carrello".

Potrà sembrare banale, ma visitando molti siti di commercio elettronico, sembra che i gestori non tengano conto delle emozioni dei loro potenziali acquirenti.

Eppure anche la scienza ci dà delle solide conferme. Come?

Una delle più belle scoperte degli ultimi anni nel campo delle neuroscienze è stata quella dei Neuroni Specchio, vanto per la nostra penisola, dato che l’autore, Giacomo Rizzolati, e il suo staff sono italiani. I neuroni specchio sono fondamentalmente neuroni di tipo motorio, ma la loro particolare caratteristica è quella di attivarsi quando si guarda qualcuno compiere un’azione e non quando l’azione medesima viene compiuta direttamente.

L’attivazione di questi speciali neuroni avviene solo in un determinato contesto, cioè quando colui che guarda è emotivamente coinvolto. Io, per esempio, quando guardo qualcuno ballare mi emoziono, sono i miei neuroni specchio che mi fanno emozionare, perchè è come se la protagonista fossi io e non la ballerina sul palco. Vi è mai capitato qualcosa del genere? Io penso proprio di sì :)
Studi con la fMRI (risonanza magnetica funzionale, utilizzata per registrare l’attività delle varie aree del cervello) hanno evidenziato che non solo i neuroni specchio si attivano quando la persona guarda compiere l’azione di qualcun altro, ma anche nel momento in cui legge.

E’ come vivere in un film o all’interno del libro, come se le azioni del protagonista del racconto le stessimo facendo noi stessi.
Mi ricollego, quindi,  alle schede prodotto del sito PentoleOnline . All’interno di ognuna di esse gli autori hanno creato un box che contiene una ricetta. Al momento sono scritte in forma impersonale, ma sto pensando di fare un esperimento (ve ne parlerò più avanti).

Credo infatti, che possa essere più coinvolgente per il visitatore, potenziale acquirente nella maggior parte dei casi un appassionato, leggere la ricetta scritta come se fosse il cuoco a raccontare ciò che lui sta facendo (come accade in un video). In quest’ultimo caso saranno i suoi neuroni specchio a coinvolgerlo, gli sembrerà di  cucinare ciò che la ricetta propone e a spingerlo definitivamente a fare clic sul famigerato pulsante "Aggiungi al carrello".

L’acquisto on-line avendo dei limiti inevitabili, come ad esempio la poca interattività e la freddezza, ha bisogno di tutto ciò che c’è a disposizione per coinvolgere emotivamente il potenziale cliente.

Mio padre, essere razionale per definizione (per lui tutto è razionale) e appassionato di motociclette da strada, ha ammesso che un certo tipo di moto sarebbe un acquisto emozionale, mentre l’altra, meno sportiva usata per andare al lavoro, razionale. Io credo che siano entrambi irrazionali, potrebbe comprarsi un motorino piccolo o uno scouter per andare al lavoro, non gli serve di certo la moto!
Noi siamo esseri quasi esclusivamente irrazionali.

Non tentiamo di giustificare il nostro ultimo  acquisto con risposte razionali del tipo: " Mi servivano proprio quel paio di stivali, certo ne ho già tre paia, ma questi sono di un colore diverso :P !" Saranno solo scuse. Provate a pensare al vostro ultimo acquisto, quanti secondi ci son voluti per entrare nel negozio o fare clic? Spesso ne bastano pochissimi :)

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E’ proprio per questo che sul sito del mio locale nella parte dedicata all’e-commerce, intendo mettere ricette di cocktails, frullati, frappè etc… oltre a numerosi consigli e spiegazioni per far capire alla gente cosa deve guardare quando entra in un bar

Comment by Giulio — 7 December 2009 @ 04:26

ciao a tutti!
sapreste consigliarmi un buon master in comunicazione integrata o comunque di marketing sia in generale sia in relatione ai digital media? Vivo a Milano.
grazie!Giux

Comment by giuseppe — 15 January 2010 @ 10:42

Ciao Mariangela, complimenti per larticolo lo trovo molto interessante. La storia dei neuoroni specchio mi affascian molto e ho provato a metterla in pratica durante alcune operazioni di micromarketing.

E’ incredibile come le nostre azioni siano dettate dagli impulsi com-pulsivi. LA differenza la fa molto la struttura dela strategia che parte al contrario: dall’azione voluta come risposta dal cliente alla costruzione degli elementi che vanno messi in campo per stimolare l’azione.

Durante i miei studi ho capito che in realtà il modo corretto di approcciare alle strtegie di controllo sui processi di acquisto sta nel partire da questa affermazione: ” le persone acquistano da se stesse”

La domanda guida spesso è: ” come facciamo per fare in modo che le persone vendano a loro stesse il prodotto del brief?”
Ciao e grazie per l’articolo

Comment by emiliano — 20 January 2010 @ 18:59

Ho letto di recente un libricino divertente e facile da leggere proprio su questi temi e in particolare legato al web. Il titolo è “Neuro Web Design: What Makes Them Click?” l’ho acquistato su amazon ed è in inglese, non ho idea se esiste qualcosa di simile in Italiano.
Ci sono svariati capitoli che riportano numerose ricerche scientifiche sui comportamenti umani e per ogni capitolo i risultati delle ricerche vengono lette alla luce di un loro utilizzo nella costruzione di un sito web.
Tra questi si parla proprio della capacità di immedesimazione, di qui l’importanza di raccontare storie di persone più che presentare prodotti o servizi.
Sono personalmente convinta che molte cose leggendole sembrano scontate, in realtà se tutti questi accorgimenti fossero applicati anche solo un decimo delle volte in cui si progetta un sito web, la rete sarebbe molto più “partecipata” e coinvolgente.
L’ostacolo che trovo spesso nei confronti di questi approcci nella creazione di una strategia è dovuto a quelle persone che appunto sono sicure di essere super razionali e che riflettono il loro modo di pensare sugli altri, autoconvincendosi che in pochi possono “cascare” su esche così banali. Peccato che non vogliano accettare il fatto che tutti i nostri comportamenti sono un’interazione tra conscio ed inconscio e la parte inconscia proprio perché è tale non la percepiamo, ma è quella che ci guida, semplicemente per un fatto di sopravvivenza e di genetica.

Comment by Viviana — 10 March 2010 @ 13:13

Mi è venuta la idea di regalare una idea.
Di creare uno spazio d’incontro per marketers e associazioni non profit. Un e-luogo aperto alla collaborazione per beneficio di tutti. Una opportunità per professionisti, appassionati, studenti, guru, autodidatti, agenzie, di donare tempo e competenze a enti senza animo di lucro.
Per ottenere risultati, queste organizzazioni hanno bisogno di sviluppare campagne efficaci, accedere alla consulenza, contrattare personale di alto profilo e diventa a volte economicamente insostenibile per loro. Ma regalando idee possiamo fare che questo investimento sia risparmiato in favore dei più bisognosi.
Valendosi delle nostre strategie, della nostra abilità e destrezza, queste case solidarie possono potenziare la comunicazione per raggiungere obiettivi mentre noi marketers, arricchiamo relazioni, esperimentiamo, studiamo il marketing da un’altra prospettiva, guadagnando prestigio per il nostro settore e soprattutto qualità umana.
Voi che siete cosi bravi vi aspetto! Dona anche te le tue idee!

Comment by Malena — 13 April 2010 @ 16:57

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