22 January 2009
Gli e-commerce di abbigliamento per la danza
Volevo riportarvi la mia esperienza con alcuni e-commerce nel campo dell’abbigliamento per la danza. Non voglio fare critiche o commenti negativi, ma semplicemente raccontare com’è andata.
Danzo da quando ho 6 anni e la danza è sempre stata la mia grande passione, on-line vi sono tante comunità, alcuni blog, forum e portali dedicati alla danza, purtroppo niente di molto serio, nessuno se la prenda a male. Immagino ci sia dietro una schiera di appassionati come me, che lo fanno a tempo perso e fin qui nulla di male.
Però quando si parla di vendite, negozi e azioni commerciali credo che il discorso dovrebbe cambiare, giusto? Non si tratta più solo di passione. E qui casca l’asino. L’esperienza di acquisto da semplice utente è stata disastrosa.
Ho pensato che il settore della danza non si presti molto al commercio elettronico, però è anche vero che in Italia l’abbigliamento è il terzo settore dopo il turismo e l’elettronica di consumo. Inoltre, i negozi di danza, intendo quelli fisici, non sono sempre dietro l’angolo. Chi abita a Milano ha a disposizione vari shop monomarca e altri negozi specializzati, ma per chi abita nei paesini la cosa è molto più difficile. Si deve avere il tempo e spesso si devono fare parecchi km per andare a scovare scarpe, tutu, pantaloni o magliettine.
Mi faccio un giro tra portali e portalini che danno consigli su questo e quel negozio più o meno tecnico. Per tecnico intendo un e-shop che vende abbigliamento e accessori per la danza classica come ad esempio le punte, le mezze punte, i tutù e le calzamaglie. Inoltre, visito anche i sito e gli e-commerce dei grandi marchi. Non ho intenzione di fare nomi, come dicevo all’inizio del post, perchè il post non vuole essere una critica verso questi marchi.
Vi sono degli e-shop multimarca, gestiti piuttosto male: categorie senza alcun prodotto, foto brutte, non c’è la possibilità di pagare con la carta di credito, occorre mandare una mail, prodotti senza il prezzo (sembra assurdo, ma è così), l’usabilità risulta una cosa del tutto sconosciuta, ecc.
Fin qui tutto molto comprensibile, la gestione è del solito appassionato che ha scaricato oscommerce e si è improvvisato venditore, lavorandoci la sera. Comprensibile, anche se non giustificato, ben inteso
Quando però si tratta di marchi famosi, che sono fortemente pubblicizzati in tv, per cui l’immagine è tutto, le cose cambiano. I negozi tradizionali sono graficamente super fighi, mentre gli e-shop collegati spesso una schifezza. Una vera e propria schifezza. Messo lì tanto perché è di moda e il mio concorrente ce l’ha.
Un marchio molto importante ha un sito vetrina osceno e una community abbandonata a sé stessa: le news risalgono a marzo 2008. Un altro brand importante ha un e-shop, ma se non ce l’avesse sarebbe lo stesso. Infatti, Ii sito ha problemi a caricare le pagine, vi sono pochissimi prodotti. Potrebbero esserci più prodotti nelle aree riservate a scuole e rivenditori, ma sinceramente, ne dubito. In ogni caso, non riuscirei mai a comprare in un sito con così pochi prodotti, sapendo bene che nel catalogo ve ne sono molti altri. Mi piacerebbe domandare al direttore marketing come mai hanno fatto la scelta di mettere on-line solo alcuni prodotti. Non credono fino in fondo all’e-commerce? Allora perché farlo?
Ho deciso di provare a fare un acquisto sull’unico sito (brand famoso del settore) che mi ha dato un po’ di fiducia e l’esperienza è stata abbastanza buona. Il sito non è fatto nei migliore dei modi, però i prodotti ci sono, le categorie sono quasi tutte piene, graficamente non è male. L’inglese è imperante e va bene, anche se ho cliccato sull bandierina italiana, però la registrazione è obbligatoria. Siamo alle solite, c’è il controllo sul CF, che ormai per legge non è più obbligatorio chiedere e poi deve arrivare la conferma della registrazione via mail.
L’ordine è andato in porto. La merce è arrivata in 5 giorni, mentre l’autorizzazione sulla carta di credito ci ha messo un po’, mi hanno addebitato il pagamento circa 20 giorni dopo. Meglio, direbbe qualcuno, non so se il loro controllo di gestione lo sia allo stesso modo


























uff non capisco questa reticenza ad inserire nomi e link, questo -nonostante i pochi aggiornamento- è un blog no?
Comment by cacchione — 22 January 2009 @ 22:02