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28 November 2008

Web e Crisi

Che la crisi della Finanza abbia investito l’Economia reale ormai è un dato certo. E lo era già prima che ne parlassero i telegiornali o che ci abituassimo alla frase falsamente sensazionalistica e, spesso, fatalmente fuorviante: “le borse hanno bruciato 200 e più miliardi di euro”.

Crisi dei consumi, insomma. La gente è meno propensa a spendere e tende ad acquistare principalmente prodotti di prima necessità; le aziende, come è ovvio che sia, riducono esponenzialmente il loro fatturato e, in genere, tagliano drasticamente gli investimenti nel marketing.

Non lo nego, alle prime avvisaglie di questo periodo di recessione, temevo che il settore in cui operiamo, il web, sarebbe stato tra i primi a crollare: vendiamo qualcosa di impalpabile in fin dei conti!
Potete allora immaginare la mia sorpresa quando ho constatato che, invece, la quantità di richieste e di preventivi, a quanto si dice tra i colleghi con cui sono in contatto, sono aumentati in questo periodo.

A vostro parere quale può essere il motivo che ha determinato un presunto aumento della richiesta di servizi web (non dispongo di un campione statistico valido e scrivo del “sentito dire” pertanto, se osservate fenomeni opposti, lasciate una testimonianza tra i commenti)?

Personalmente credo che vi siano due distinte ragioni:

1. in alcuni settori il web è diventato, ormai, uno degli strumenti cardine per realizzare campagne di promozione; pensiamo, per esempio, al turismo.
2. la crisi sta, come dire, permettendo al web di “fare breccia” tra un buon numero di piccoli e medi imprenditori che mai, prima d’ora, hanno investito un solo centesimo in Internet.
Insomma, presi dalla disperazione, alcuni industriali e professionisti, non ottenendo risultati con i metodi classici, decidono “di tentare” col web!

E i professionista del web come devono comportarsi?

Dal mio punto di vista, devono necessariamente speculare, pur rendendomi conto che la mia non è una affermazione moralmente ineccepibile. E per speculare intendo agire e modificare il proprio “atteggiamento commerciale” in funzione di questa rinnovata richiesta.

Come ho già anticipato trattasi principalmente di piccoli e medi imprenditori, dotati , quindi, di budget ridotti (ovviamente anche a causa della recessione) che hanno poca o nulla dimestichezza con il mondo del web.

Dovessi rinnovare la mia offerta di servizi web punterei di certo sulla semplicità. Quale fosse la forma di promozione prescelta (brochure, e-mail, volantino, spot radio, ecc.) tre dovrebbero essere gli obiettivi da raggiungere:

1) la chiarezza;
2) la concisione;
3) la traduzione degli inutili tecnicismi (propri di molte proposte commerciali in ambito web) in termini comprensibili alla massa.

Poi, ovviamente, altro elemento essenziale dovrebbe essere la pacchettizzazione!

Io mi considero un sarto del web ma questo, evidentemente, non è il periodo giusto per progetti “tailor made”. Per come è strutturata la domanda sembra necessario ridurre i costi e creare forti economie di scala. Pertanto l’ideale sarebbe sviluppare un’offerta base a prezzo contenuto e, via via, servizi più costosi ad alto valore aggiunto, utilizzando, magari, prodotti Open Source, laddove, sino a poco tempo fa, si sarebbe fatto a mano.

Ecco l’unico settore in cui, per partito preso, non sarei disposto a serializzare è il seo ma, come dicevo, sono un sarto e tale rimarrò per tutta la vita, altri ci possono riuscire senz’altro.

Veniamo ora, per concludere, all’E-Commerce.
Sicuramente, in tempo di crisi, diventa un sistema di acquisto più appetibile per la massa. Dovrebbe verificarsi, inoltre, un aumento degli accessi ai comparatori di prezzi.
Pertanto, se disponessi di uno store on-line credo che cercherei di aumentare la mia presenza in tale tipologia di siti web. Investirei in Ads, anche contestuali in siti che trattano del risparmio o di come salvaguardare i propri investimenti.

Laddove possibile sostituirei il lei/voi con il tu (bisogna aumentare la fiducia nei potenziali acquirenti) e aumenterei (senza esagerare) il numero delle newsletter e, soprattutto, delle promozioni spot.

Come si diceva i budget sono ridotti e si bada all’essenziale. Ecco allora che il mio store dovrebbe contenere un sistema di ricerca che utilizzasse il prezzo quale discriminante. Insomma, vorrei quasi a dire all’utente:“Quanti soldi sei disposto a spendere? Eccellente, ecco che prodotti puoi acquistare con quella cifra”.

Infine darei disposizioni al Customer Care al fine di aumentare il grado di gentilezza e pazienza proprio in funzione dei nuovi clienti al primo acquisto on-line.

Social Bookmarking
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ma ci voleva la crisi per capire che bisogna parlare il linguaggio dell’impresa, ripulire i progetti di inutili fronzoli e puntare al sodo? ;-)

vedrai catone quanti cambiamenti da qui a due anni..vedrai…

Comment by spiderpanoz — 28 November 2008 @ 15:24

l’ho notato anche io. Secondo me è perché il web, di solito, consente una forma di contenimento dei costi, o comunque un controllo più puntuale. “posso destinare tot a questa attività” e in genere non si sforano quei tot; inoltre online è anche più facile correggere e riallocare la distribuzione del budget.

Comment by Marco Cilia — 28 November 2008 @ 15:37

Da venditore di banner (per alcuni grossi siti) quale sono, posso dirvi che il periodo attuale è buono, come tutti i “quarti trimestri” degli ultimi anni.
Il mio motto?
Ai clienti dico sempre (più o meno…):
“Investite su Internet perchè è 1) economico, 2) misurabile, 3) targhettizzato” (ovviamente rispetto a tutti gli altri media dove abitualmente investe l’azienda tipo).
Ed è il motto che ho sempre usato, anche prima che ci fosse la crisi… ;-)

Comment by Tagliaerbe — 28 November 2008 @ 20:39

salve,
oggi internet e’ un mezzo che funziona, secondo il mio parere puo funzionare davvero bene se avete un buon/ottimo prodotto. cosi il mio consiglio prima di investire su internet e’ di dare unicita, valore e credibilita al vostro prodotto.

buona fortuna,
franco

Comment by franco — 1 December 2008 @ 01:41

articolo davvero interessante, riflessioni a cui da qualche tempo mi sto dedicando nel tentativo di definire quali sono gli scenari commerciali in cui la nostra categoria dei web-qualcosa si muove. Mi hai offerto degli ottimi spunti ;-)

Comment by flashmotus — 1 December 2008 @ 15:15

In effetti questa sensazione l’ho avuta anche io. Direi che a livello generico le grandi aziende stanno tagliando o nella migliore delle ipotesi contenendo gli investimenti futuri in comunicazione. Dall’esperinza sul campo in base agli imput che mi hanno fornito due o tre grosse realtà ho constatato questo.
Come considerazione personale credo che nell’ambito degli investimenti in comunicazione all’interno del cosidetto mediamix ci saranno degli strumenti che perderanno risorse nei confronti del digitale e credo che la stampa in genere sia la principale indiziata. Fatta salva l’assunto che comuqnue un minimo di livello di visibilità di comunicazione anche in tempi di crisi si debba fare a parità di budget ci creerà una competizione fra mezzi e come detto stampa e online saranno in comopetizione per spartirsi la torta. Per le pmi mi sembra una analisi molto vera.

Comment by Felix — 1 December 2008 @ 16:04

è bello leggervi e sono contento di avere letto questa discussione. il segreto sta nella GLOBALIZZAZIONE. gli imprenditori italiani solo adesso si stanno rendendo conto di poter utilizzare un mezzo “il web” che permette loro di promuovere e fare conoscere i loro prodotti al mondo intero…..le aziende turistice e di servizi in assoluto.
quindi parleri di evoluzione, nel modo di pensare e di operare! se avessi una web agency….???? forse punterei piu sulla formazione!oggi il pay per click è un ottima opportunita sia per medie che per piccole imprese…. metterei il cliente in una condizione di imparare ed essere poi indipendente nella gestione delle campagnane… magari darei supporto con realizazione pagine web etc……
nella formazione oltre si a spiegare i segreti del pay per click inserirei una lezione di markenting…o meglio come creare un buon prodotto, credibile,dare valore … è inutile altrimenti essere primi su tutti i motori quando poi abbiamo un prodotto che vale poco!

Comment by franco gren — 2 December 2008 @ 00:57

http://lozarathustra.splinder.com/post/19203935/i+post+dell%27avvento

il web cresce, vero, ma come scritto nel mio post linkato sopra, quanto questa crescita è inerziale? quanto invece non conviene cominciare a “prepararsi all’inverno”
poi è sicuramente vero che se c’è crisi ci sono pochi soldi–>se ci sono pochi soldi si possono investire ancor meno soldi–>ma non è possibile rimanere fermi ed in silenzio–>quindi ci si “muove” e si “parla” dove costa meno farlo, ovvero il web.

Comment by zarathustra — 2 December 2008 @ 17:17

Il turismo è un buon esempio, come hai fatto notare…
Quello che so, parlando con colleghi e operatori vari, è, ad esempio per un agriturismo, un’agenzia turistica tradizionale chiede una commissione molto alta per le prenotazioni (25% se non mi sbaglio). I costi invece di una campagna Adwords (che probabilmente è una delle modalità di promozione più care) sono ridicoli a confronto…

Comment by ThanX — 4 December 2008 @ 11:03

L’unica cosa con cui non concordo è la pacchettizzazione. Capisco che i tempi siano magri, ma io credo che il cliente abbia bisogno di essere rassicurato, seguito e i progetti standard non di sicuro il mezzo giusto per farlo.

Siti fatti con 300 eu ce ne sono a bizzeffe, c’è chi ancora offre posizionamenti con pachetti di chiavi su un tot di MdR.

Così credo che invece di andare avanti, torniamo in dietro.

Con tutti i nostri clienti, partiamo da un piccolo budget e arrivati i risultati, solitamente sono loro a voler alzare il budget e continuare il percorso verso la visibilità in Internet.

Quindi , non pacchettiziamo o standardizziamo, ma ritagliamo su misura col buon senso :))

Comment by copertina75 — 12 December 2008 @ 13:38

@Franco hai fatto bingo! Il tuo discorso non fa una piega ed in realtà non riguarda solo il web ma il marketing in generale. E’ praticamente ovvio che un prodotto di scarso valore, anche se promosso bene off e online, otterrà i risultati che si merita :)

@Enrico bello il concetto dell’aumentare la fiducia… concordo ed aggiungo che in un ecommerce sto per inserire i video di chi davvero opera in azienda e chissà che non venga inserita direttamente una webcam live :) La gente ha bisogno del “contatto umano” anche online :) ciao

Comment by Alessandro Sportelli — 15 December 2008 @ 21:48

Ma davvero credete alle cose che avete scrito?

Comment by Amazing — 11 April 2009 @ 12:11

La crisi c’è, e me ne sono accorto, visto l’aumento di clienti che cercano di fare pubblicità sul web per poter non chiudere la propria attività…

Comment by Agenzia Web Roma — 29 January 2010 @ 10:30

Ciao Enrico,

mi occupo di SEO da diversi anni e mi trovo completamente d’accordo con la tua affermazione che pacchettizzare il SEO sia davvero…confezionare una vera e propria “sòla”.

Che ci sia un’estrema necessità di semplificazione è poco ma sicuro, ma conosco personalmente web agency (chiamiamole così…) che vendono cose come “5 parole chiave per 500 euro, poi se ne riparla…”.

In un settore in cui il più delle volte i clienti non ne vogliono minimamente sapere di usare Google Analytics (et similia) e decidono se i risultati sono positivi o meno in base all’intuizione del momento, vedo spuntare sempre più frequentemente pacchi e contropacchi SEO che approfittano di questa situazione.

Il mercato online, “fiorente” grazie alla crisi, lo rimarrà solamente se non c’è gente che se ne approfitta, ma per il momento vedo esattamente il contrario.

Saluti e complimenti per il blog!
Alessio

Comment by Alessio — 23 February 2010 @ 15:31

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