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24 July 2008

Internet e la crisi

Mi chiama al telefono una delle miei migliori amiche e mi dice che entro la
fine della settimana l’azienda dove lavora, la stessa in cui ho lavorato anch’io
fino al 2003, comunicherà quante e probabilmente anche quali persone
della sede direzionale saranno licenziate a breve. Sapevo che l’azienda, un
famoso gruppo di cartiere, era in crisi, ma la notizia mi lascia comunque un
po’ stupita.

Ebbene sì, la crisi esiste davvero, anche qui nel nordest super produttivo e sembra che siano solo le società e le agenzie che vendono pubblicità on-line a non sentirla.

All’ultimo IAB Seminar si è continuato a dire, perchè comunque è da un po’ che lo si ripete, che Intenet è l’unico media che ti offre la possibilità di misurare i tuoi investimenti e io aggiungo che è forse il meno caro.

Stavo riflettendo che probabilmente le aziende, essendo in crisi e avendo budget molto limitati per la pubblicità, si siano dette "Vabbeh, soldi non ce ne sono, non ci resta che fare pubblicità su Internet", quasi come fosse l’ultimo baluardo ;) Si rivolgono, quindi, alle agenzie che ovviamente sono ben felici di mostrare loro la "retta via".

Quello che però mi domando è se le aziende e nello specifico i responsabili marketing delle stesse, siano consapevoli dei vantaggi che offre la pubblicità on-line, oppure se stiano investendo nel Web solo per ripiego. E quando, perchè speriamo sia così, la crisi finirà e le aziende torneranno ad avere budget sufficienti, che faranno? Investiranno solo nei media tradizionali o si ricorderanno anche di Internet?

Voi che ne pensate?

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Sono d’accordo su tutto. Il problema è che quando la situazione ritornerà alla normalità le suddette aziende non solo manterranno gli stessi volumi di investimento attuali ma pretenderanno sempre di piu’ senza aumentare la spesa.
Oppure effettivamente l’aumento della quota allocata sui media digitali non sarà dovuta solo a fattori contingenti (ergo crisi e pianificazione web perchè si deve)ma ad una reale percezione dei media digitali come performanti.

Comment by Felix — 24 July 2008 @ 16:37

@
le aziende e nello specifico i responsabili marketing delle stesse, siano consapevoli dei vantaggi che offre la pubblicità on line.

Dalla media impresa in giu; NO NELLA MANIERA PIU’ ASSOLUTA, e te lo dice uno che si sguazza dentro da 25 anni !

@
oppure se stiano investendo nel web per ripiego

Dalla media impresa in giù; CERTAMENTE, OSEREI DIRE CHE FANNO UN TENTATIVO e naturalmente si aspettano risultati da un minino di 2 settimane ad un massimo di 2 mesi, se non arrivano “francobollano” l’attività come un c.g.t.

Cosa succederà in futuro è un mistero a mio avviso

Comment by Dell'Orto Fabio — 24 July 2008 @ 16:48

che pessimismo…

in realtà credo che il mercato si stia ripulendo di un sacco di seo/sem improvvisati ed un pò inutili…

le imprese lentamente prendono confidenza con il mezzo, ma è un problema di cultura aziendale. un buon consulente non è sufficiente. l’azienda deve partecipare al disegno della strategia. finchè delegherà tutto il web non darà i risultati sperati.

ma siate fiduciosi…
lentamente internet si sta diffondendo e chi naviga, crescendo anagraficamente, diventa un target sempre più appetibile.

Comment by Riflessioni di un Commercialista — 24 July 2008 @ 17:24

Secondo me coloro che hanno incontrato consulenti competenti continueranno ad investire sempre di più in pubblicità online. Certo non tutti i consulenti sono competenti, quindi sicuramente c’è chi si è scottato investendo online con ritorni bassi e per annia vrà l’errata convinzione che internet non è un buon canale pubblitiario. Se usato bene è il più economico ma soprattutto il più performante.

Comment by Asriano De Arcangelis — 24 July 2008 @ 18:05

Secondo me coloro che hanno incontrato consulenti competenti continueranno ad investire sempre di più in pubblicità online. Certo non tutti i consulenti sono competenti, quindi sicuramente c’è chi si è scottato investendo online con ritorni bassi e per annia vrà l’errata convinzione che internet non è un buon canale pubblitiario. Se usato bene è il più economico ma soprattutto il più performante.

Comment by Adriano De Arcangelis — 24 July 2008 @ 18:05

Ciao Mariangela,
a mio avviso il dirottamento degli investimenti su internet non deriva da una scelta di natura economica e/o contingente, quanto piuttosto dalla “ormai necessaria” possibilità, offerta dal web, di relazionarsi con gli utenti, ascoltarli, capirne gusti e tendenze (vedi “cooperative innovation”).
E’ cambiato il ruolo del consumatore, sono cambiate le modalità di comunicare e rapportarsi con esso.
Il mio parere sul “ritorno al passato” è pertanto pirronista.

A presto

Comment by daniele — 24 July 2008 @ 18:14

A costo di dire una banalità: Il mercato sta cambiando, a pari passo con la società.

Una volta i ragazzini leggevano i fumetti, si sparavano qualche ora di tv e uscivano con gli amichetti.
Ora, chiunque entri in età scolare, vive e convive con il computer. Tutti o quasi sono twitterizzati, facebookati, msn-zzati, myspacezzati, tumblrati, friendfeeddati, bloggati, httpizzati. e quando dico tutti, dico TUTTI (o quasi)!

La rete ha un ruolo sociale che dovrà essere riconosciuto!
Io di marketing non ne so molto se non a livello di passione personale, personalmente non ci lavoro nemmeno dentro, ma trovo molto allarmante che coloro che dovrebbero “saperne” sono ancora ai metodi tradizionali. Il loro lavoro dovrebbe essere di correre più veloci dell’innovazione sociale!

A mio avviso comunque SEO & SEM sono una frontiera di internet che ancora è poco conosciuta in italia ma che da qui a poco avrà una evoluzione esponenziale e dubito che vedrà crisi nel breve periodo.

Comment by Jasha Nardiello — 25 July 2008 @ 01:21

Onestamente non credo che l’attuale situazione sia un momento di transizione. Secondo me tra ieri e domani non c’è grande differenza, quindi l’oggi è come ieri e domani.

Che voglio dire?
Che non vedo cambiamenti a breve. Forse tra anni, questo sì.

Sono d’accordo con Adriano. Non conta se l’azienda è grande o piccola. Conta l’imprenditore / management che ha. Se ha lungimiranza e visione e trova un buon consulente web marketing, investiva, investe e continuerà ad investire.

Dove non c’è un imprenditore / management di un certo tipo, potrà capitare di tutto, come ieri, oggi e domani.

Comment by fradefra — 25 July 2008 @ 08:42

ma che fine ha fatto il mio commento?

Comment by daniele — 25 July 2008 @ 10:10

scusate…non lo visualizzavo

Comment by daniele — 25 July 2008 @ 10:11

A me sembra invece che anche nelle piccole aziende si percepisca che il marketing sul web sia il futuro ma non c’e’ ancora abbastanza conoscenza per effettuare delle scelte.

Le web agency dovrebbero quindi cercare, investendo del proprio tempo, di creare degli appuntamenti dove incontrare i manager e far loro formazione sulle potenzialità del web.

Il ROI allora è assicurato e il successivo lavoro sarà reso più facile da un cliente consapevole e motivato.

Comment by MarcoZeta — 25 July 2008 @ 16:54

A mio modesitissimo avviso le aziende non investono sulla pubblicità online piuttosto che nei canali tradizionali per un effettiva presa di coscienza.

Molte campagne non sono calcolate all’interno di un progetto di comunicazione preciso, sono soldi spesi più o meno a caso sotto l’effetto “essere primi su google”

Se poi andiamo a vedere nel dettaglio, notiamo spesso e volentieri siti dalla realizzazione molto dubbia che troneggiano i link sponsorizzati di google.

Da questo si potrebbe ipotizzare che il volume di affari, oltre alla fisiologica penetrazione del media, sia condizionato da un concetto mutuato dagli ambiti tradizionali, ovvero essere presente ovunque e sempre (senza domandarsi quanto efficace sia effetivamente l’artefatto esposto).

Sottolineo che questo sono impressioni molto empiriche e personali.

Comment by vision-x — 1 August 2008 @ 17:06

Esistono tanti motivi più o meno validi per cui le aziende investono online, ma per mia esperienza personale la maggior parte sono spinte da:
a) pochi soldi da spendere
b) ultima spiaggia, o la va…
c) boh, le abbiamo provate tutte, proviamo anche questa.
Poi è vero, ci sono anche strartegie pensate e mirate, ma quando il web sarà assurto a traditional media come tv e giornali, allora diventerà un gioco per colossi come per quest’ultimi.
Se l’economia mondiale è in discussione per la rottura di molti equilibri, oggi l’italia è proprio alla “deriva” (non per fare pubblicità al libro).

Comment by Luca-Seo — 4 August 2008 @ 12:57

Ciao Mariangela :) ,
La penso più o meno come Fra aggiungendo che se l’imprenditore / manager (sopratutto ques’ultimo) ha un’età troppo alta è meglio lasciare perdere e neanche parlagli di pubblicità on-line e tantomeno di web! E’ un fatto culturale, quindi, ahimè un’onda lunga. Fino a quando i decisori non avranno un minimo di “pratica” con questo tipo di interazioni/tattiche/strategie faranno fatica a comprenderne le potenzialità. E’ anche vero che la “massificazione della customizzazione” (ogni cliente vuole il suo prodotto personalizzato) non può che orientare le aziende verso il web e le sue dinamiche e, essendo un fenomeno tirato dalla domanda, le aziende si troveranno “costrette” a far qualcosa, altrimenti rischiano di rimanere fuori dall’arena competitiva del proprio settore di riferimento.
Temo che chi approccia un media come il web per “caso” e/o riepigo manchi di strategia a riguardo e quindi la probabilità di insucesso, più alta.

Comment by Marcello — 4 August 2008 @ 16:25

[...] Proprio questi strumenti sembra stiano dando nuovo vigore al mercato pubblicitario (soprattutto in periodi di crisi come quello attuale) e come altrove anche sugli aggregatori di varia natura fioccano le finestre [...]

Pingback by E’ un mondo che conversa | Artlandis.net — 19 August 2008 @ 12:26

Infatti ciò che manca è la cultura. Spesso l’azienda si trova di fronte ad una necessità di cambiamento, per anni ha investito molto sulla carta e sentendo a singhizzo parlare del web chide approffondimenti sia all’agenzia di comunicazione che ad aziende che si occupano principalmente di me. Influenzato il prospect da vari aspetti, quali quello economico si sforza a percepire il vantaggio che il web gli può offrire. Siamo noi web company ad acculturare il cliente e a dissilluderlo che non si tratta di un momento fortunato ma di un vero e reale strumento di marketing.

Comment by Active121 s.r.l. — 29 August 2008 @ 09:55

forse bisognerebbe puntare di più sulla formazione e spiegare alle PMI che internet non serve solo a vendere, ma anche ad attrarre i migliori talenti, ad analizzare la concorrenza, ad acoltare meglio i clienti ed il mercato…

poi certo anche a vendere.

l’approccio deve cambiare anche attraverso ad una migliore integrazione on line ed off line.

Comment by spiderpanoz — 30 August 2008 @ 12:15

[...] in faccia ai Clienti e prospect che mi capita di vsitare. Mi rifaccio a questo post significativo http://www.marketingroutes.com/2008/07/24/internet-e-la-crisi/ che mi ha fatto pensare ma anche diciamo così confortato in un certo [...]

Pingback by Ma dov’è sto 10% del fatturato sul digitale? « Felfoss’s Weblog — 17 September 2008 @ 12:01

La crisi è avvenuta anche perché molte aziende che hanno ricevuto fondi regionali per l’informatizzazione si sono mangiate i finanziamenti e non hanno creato un vero e proprio mercato nel settore. Soprattutto al sud.

Comment by Riverrun — 18 September 2008 @ 11:58

Buongiorno a tutti. Il mio parere è che come tutti i mezzi internet vada considerata in base al target.
Dire che gli investimenti internet siano piu’ performanti e meno costosi e’ una affermazione superficiale. Bisogna analizzare il target in primis. Per quanto riguarda la crisi, ovviamente ce’.Le aziende, anzi i manager senza portafoglio (quelli che possono decidere solo le spese di cancelleria), sono continuamente pressati da proposte commerciali di ogni genere. Tra un aperitivo, un’alba e altro molte volte non hanno la lucidita’ necessiaria (o la preparazione) per essere degli interlocutori efficaci.

K

Comment by karzar — 20 September 2008 @ 14:48

Siti web dinamici, siti web statici, restyling siti, fai crescere il tuo business con internet si può, rendi visibile la tua società in tutto il mondo, è così facile con Google

Comment by sviluppareimprese — 22 September 2008 @ 18:07

Come si può non comunicare: internet marketing, siti web, google marketing

Comment by sviluppareimprese — 22 September 2008 @ 18:10

credo che si investa nel web anche perchè “fa moda”, fa figo… tanta gente non sa neanche cosa vuol dire fare un planning serio di marketing on line: ha un nuovo prodotto, vuole svonvolgere e raggiungere il più alto num. di persone con meno soldi possibile e allora si butta nel web, magari tra le braccia di qualche web agency disperata, che promette visite da paura e che gioca sull’ignoranza del settore industriale di oggi in merito ai new media… Non credo sia la crisi a far levitare gli investimenti ma sia una moda di questo periodo…

Comment by luke darkside — 24 October 2008 @ 09:41

Posso dire che di ritorno da una nota fiera internazionale di cibo e bevande, almeno il 3 quarti dei produttori non hanno nemmeno la vaga idea che internet potrebbe aiutarli a vendere e farsi conoscere. Ci scambiavano per “venditori di enciclopedie” anni ‘80.
Questo purtroppo è il terreno su cui ci stiamo muovendo…

Comment by vendere-di-piu — 28 October 2008 @ 10:37

Il male di internet, o meglio di ci lavora, è quello di non fare cartello come negli altri settori, ci si rovina a prezzi stracciati con una concorrenza spietata a caspito di professionalità e competenze. Il prodotto e/o il servizio passa in secondo piano, le aziende chiudono e i precari aumentano. Il settore deve unirsi! Manca un unità collante che tuteli aziende e lavoratori.

Comment by Roberto — 27 November 2008 @ 15:25

Racconto la mia ultima esperienza: Mi telefona il titolare di una grande azienda del Lazio. Dice che vuole investire su internet perche’ con il sistema tradizionale non riesce ad avere piu’ i risultati che fino a qualche tempo fa aveva. Mi chiede un preventivo di un e-commerce molto articolato incluso eventuale posizionamento su “gogle” (come lo chiamava lui) se non il ppc (suggerito da me). Dopo alcuni giorni invio il preventivo e dopo mezz’ora ricevo la sua telefonata. Mi dice che sono un pazzo a chiedergli 3500.00 euro + iva (con sei mesi di ppc incluso!) e si dice esser pronto a inviarmi il preventivo di un webmaster di sua fiducia. Il prezzo che gli viene fatto e’ di 500.00 euro senza fattura!!!
Cosa dire di piu’! “Se lo faccia costruire dal suo webmaster il sito e poi quando vuole ci sentiamo…perche’ magari non chiamera’ me per vergogna ma si rivolgera’ ad una azienda tra non molto”.
Roberto hai ragione quando dici che il settore deve unirsi ecc. ecc. Ma a noi tutti chi ci tutela? Il primo che si alza la mattina fa siti a prezzi assurdi e improponibili. Questa non e’ concorrenza ma ignoranza di chi non ha idea cosa e’ un sito e cosa c’e’ dietro. Ti assicuro che e’ cosi! Ogni giorno mi imbatto in situazioni analoghe e non sono il solo. Ho feedback di altri miei colleghi che lamentano lo stesso problema. Cio’ non ha nulla a che fare con la recessione (parola messa in bocca alla gente dai media) ma e’ pura ignoranza. Cosa fare?

Comment by Maurizio — 11 January 2009 @ 21:38

Ho avuto un’esperienza analoga.
E’ difficile far comprendere che quantità (di lavoro) e qualità (del risultato) nello sviluppo di applicazioni sono strettamente legati (se non la stessa cosa).
Spesso i clienti misurano in quantità di pagine e di bottoni: facciamo il MEA CULPA perchè li abbiamo abituati noi ai listini prezzi “tot a pagina”

Comment by luca-seo — 20 January 2009 @ 11:10

Il problema è l’ignoranza. Apparentemente c’è un problema cognitivo tutto peculiare a Internet: “siccome Internet è facile da usare (usare IE voglio dire) alloa deve essere per forza altrettanto facile da fare.”

E’ questo il tipo di pensiero che circola tra i potenziali clienti delle web agencies. Ovviamente nessuno si sognerebbe di pensare qualcosa del tipo “siccome è facile entrare in una casa e abitarla, deve essere altrettanto facile progettarla e costruirla”.

Dunque, cosa produce la distorsione cognitiva sul web? Come e cosa fare per correggerla?

Comment by Amazing — 11 April 2009 @ 12:23

Ciao a tutti,
sono una studentessa universitaria e posso confermare ciò che dite in merito all’ignoranza per quanto riguarda l’internet marketing.
Ancora si preferisce il tradizionale elemento cartaceo perchè considerato più efficace…Ancora la maggior parte dei responsabili marketing delle aziende non conosce la reale efficacia di internet come mezzo pubblicitario, soprattutto per quanto riguarda il positivo rapporto costi/benefici. Bè per ulteriori informazioni se siete interessati potete visitare il blog del mio professore universitario.

Comment by Simona Colli — 29 May 2009 @ 12:03

Mi pare che relegare tutto all’utilizzo di IE sia riduttivo e comunque fuori tema con la crisi economica ed Internet.

Inoltre, dati alla mano, pare che proprio la crisi dell’economia reale abbia spinto le imprese spendere di più nel web marketing (non lo considerano investire).

Comment by Webmarketing Rangoni — 3 June 2009 @ 10:11

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