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17 December 2007

Il professionista del web: commerciale, tecnico, psicologo e pure evangelizzatore…

Ho più volte espresso la convinzione che la maggioranza degli ottimi articoli e case history disponibili in rete siano concepiti per realtà aziendali medio-grandi.
I metodi di lavoro in essi contenuti sono realizzabili solo se si dispone di un elevato budget e, credo, di un team piuttosto ampio (grafico, programmatore, copywriter, seo e via dicendo).

La letteratura tiene raramente conto della moltitudine di piccole aziende e di professionisti che vogliono affacciarsi al web senza disporre di un reparto marketing e di ingenti capitali. Costoro, in genere, si rivolgono all’indipendente o alla piccola web agency.

In questi casi si è al massimo in due dal cliente ed il professionista del web deve adattarsi ad essere tecnico, commerciale, psicologo.

Professionista del web

Ho notato, inoltre, che le aziende a conduzione familiare o di stampo paternalistico fanno molta fatica ad accettare che esistano mezzi di comunicazione diversi dal volantino, il fax e le pagine gialle (è banale, lo so). Alcune non hanno nessuna confidenza con il mezzo né tantomeno fiducia. Altre sono rimaste alla bolla di qualche anno fa ed esigono che il sito disponga di componenti inutili e assolutamente dannose per l’utenza ed i motori di ricerca: vengono richieste, ad esempio, splash page (l’inutile pagina priva di contenuti, con una immagine o una animazione Flash ed il tasto entra), il testo scorrevole, il marquee, animazioni Flash fine a sé stesse, pesanti effetti rollover e via dicendo.

Di conseguenza il professionista che si rispetti deve svolgere, almeno in parte, anche il ruolo di evangelizzatore del web; deve cioè assecondare il cliente solo quando vi sia almeno una minima corrispondenza tra quello che costui chiede e ciò che effettivamente è utile.

Quando invece il cliente richiede un servizio od una funzionalità di cui è universalmente riconosciuta l’inefficacia è necessario dissuaderlo portando degli esempi concreti che dimostrino, senz’ombra di dubbio, che sarebbe un grossolano errore portarli a compimento.
Questi non devono per forza essere di proprietà del professionista: non credo ci sia nulla di male a mostrare i risultati ottenuti da altri se si è certi di poterli replicare.

Un altro aspetto critico è il coinvolgimento del cliente: non è pensabile di potersi improvvisare esperti di qualsiasi argomento e, pertanto, senza la fattiva collaborazione di quest’ultimo difficilmente si può realizzare un buon progetto.

Ebbene considerando questi e altri aspetti ecco una serie di suggerimenti utili alla alienazione di un servizio web. Ammetto che sono solo alcune delle attività che possono garantirvi il successo, che non sempre funzionano ma che, almeno in media, mi hanno sempre aiutato nella delicata fase della vendita:

  1. anteriormente alla prima visita al cliente è indispensabile effettuare una minuziosa ricerca in merito all’attività dell’azienda e al mercato in cui opera. Al limite anche una visura camerale;
  2. cercare di stabilire, laddove possibile, la propensione al web e alla tecnologia di chi si occuperà dell’acquisto del servizio;
  3. tentare di individuare le possibili obiezioni del cliente in merito alla vostra proposta web;
  4. offrire solo ed esclusivamente ciò che si in grado di fare, senza promettere ciò che non si è certi di poter mantenere (esternalizzare parte del progetto può avvenire solo se si ha una perfetta conoscenza degli eventuali collaboratori);
  5. evangelizzare: mai dare nulla per scontato, è necessario prendere per mano il cliente e spiegargli, passo passo, perché quello che chiede non è fattibile o perché quello che si offre è la soluzione migliore per l’azienda;
  6. sconsigliare l’uso di grafica ed effetti pacchiani (come quelli descritti in precedenza); sconsigliare pure la creazione di un sito su di un singolo file swf (Flash per intenderci e non mi sembra il caso di spiegare il perché);
  7. proporre al cliente la compilazione di un questionario in cui si evidenzino le aree in cui opera l’azienda, una prima sfornata di keyword (che non è detto che siano le più efficaci, sta a voi determinarlo), qualche cenno storico, l’organigramma, ecc.;
  8. richiedere il nome ed il cognome di un referente quando il vostro interlocutore non si occuperà direttamente del progetto o risulti non adatto allo scopo;
  9. in sede di progettazione mostrare due, massimo tre progetti: è universalmente riconosciuto che l’eccessiva varietà, in questo frangente, non aiuta il vostro lavoro;
  10. rispettare i tempi! Prendetela larga durante la contrattazione piuttosto che ritardare la pubblicazione o l’implementazione del progetto web;
  11. proporre, a pagamento, un monitoraggio dei risultati, non solo in ambito seo;
  12. cercare di coinvolgere l’intera azienda quanto alla valutazione dell’usabilità (e, quando necessario, dell’accessibilità) del progetto;
  13. all’opposto coinvolgere il minor numero possibili di dipendenti in merito alla implementazione grafica;
  14. stabilire immediatamente quali sono i servizi effettivamente acquistati e quali invece sono facoltativi, al di là dell’offerta e del contratto;
  15. consegnare una copia del progetto su cd o dvd al cliente una volta che questo è stato realizzato;
  16. ricontattarlo, di tanto in tanto, per conoscere il suo grado di soddisfazione.

Potrei andare avanti a scrivere per molte altre ore, ma lascio a voi questo compito!

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bravo enrico,
concordo. il segreto di qualunque consulenza è coinvolgere il cliente, in-formare.
l’obiettivo deve essere la co-produzione del servizio

Comment by spiderpanoz — 17 December 2007 @ 11:25

Evangelizzatore…educatore…è forse proprio questo il compito più arduo di chi ha a che fare con il mobiliere che vede il volantino come imprescindibile ed unico mezzo di comunicazione, con il titolare di un autosalone che conosce solo la radio locale, etc. etc…vaglielo a spiegare il web 2.0 ! Il blog per loro è qualcosa di onomatopeico che ha a che fare con una cattiva digestione o addirittura col reflusso esofageo…Ma vale veramente la pena? Ma cos’è, una missione? Certo, se il mio lavoro non fosse scaturito da una irrefrenabile passione per le relazioni pubbliche, per la comunicazione in tutte le sue forme, e per quella sorta di edonismo grafico che mi fa ancora fare le nottate a riguardarmi se quanto dovrò sottoporre al cliente l’indomani è o meno funzionale…non ne varrebbe la pena ! Ma la realtà è un’altra e…grazie per averlo sottolineato !

Comment by Cosimo Errede — 17 December 2007 @ 12:41

Ciao, post interessante. Anche noi (vedi url) postiamo periodicamente consigli del genere.
Concordo su quasi tutto e soprattutto condivido il metodo maieutico proposto.
Riguardo allo sconsigliare Flash però ho qualche dubbio.
In uno dei nostri post ho scritto che “Un sito in Flash non è sempre la scelta migliore” e lo ribadisco.
Ma esistono casi in cui invece Flash È la scelta migliore, ed esistono modi di implementarlo senza mandare a monte l’aspetto SEO (e rispettando le guidelines di Goo).

Comment by Mr Oz — 17 December 2007 @ 13:26

PS: io il testo bianco su sfondo verde lo leggo con molta fatica…

Comment by Mr Oz — 17 December 2007 @ 13:27

[...] il bel post di Enrico Ladogana pubblicato sul blog di cui è autore, Marketing Routes, perchè lo ritengo un [...]

Pingback by Il decalogo del professionista del web: figura tuttofare | FRANCESCO's Blog — 17 December 2007 @ 15:52

Ciao Enrico,
io ti farei “santo subito”, avendo condiviso le tue fatiche.
Il tuo mi sembra un ottimo post: ti va di scriverlo “tomo-tomo/cacchio-cacchio” sul Forum del Web Mktg di Neurona?
Mi pregerei di averlo tra i post…
Let me know.

Ciao, Marco

Comment by Marco Marelli — 17 December 2007 @ 19:10

ma ora spiegaci quali tecniche usi tu per evangelizzare!!!

;-)

Comment by spiderpanoz — 18 December 2007 @ 11:16

@ Marco

Perchè non lo linki? E’ sempre meglio evitare di duplicare… ;)

Comment by Jacopo Gonzales — 18 December 2007 @ 14:07

Concordo con Jacopo, tra filtro antiduplicazione e risultati secondari direi che è sempre meglio non duplicare integralmente un post.

Del resto si blogga in due modi: si scrivono cose originali o si arricchiscono e commentano cose originali scritte da altri. In questo frangente mi auguro di far parte di coloro che rientrano nella prima categoria. Voi potreste far parte della seconda con pari diginità e utilità! :)

Pertanto invito anche chi ha già ripubblicato il post a farne qualcosa di personale, integrando o commentando quanto vi è scritto, credo questo avvantaggi non di poco anche il vostro blog/sito/forum e, soprattutto, l’intera comunità… :)

Comment by Enrico Ladogana — 18 December 2007 @ 16:46

Davvero un bel post! Complimenti! Queste informazioni sono davvero utili per un giovane grafico come me :D

Comment by Baso — 21 December 2007 @ 11:38

Complimenti: “ottimo articolo”

Non riesco però a capire cosa intendi dire al punto 15: “consegnare una copia del progetto su cd o dvd al cliente una volta che questo è stato realizzato”

Cosa intendi: consegnare il progetto nella fase di star-up, correlato di slide, prove grafiche, studio di fattibilità, o consegnare il progetto nella fase finale di sviluppo?

Se intendi la consegna del progetto finale, come sembra, secondo me si potrebbero creare delle incomprensioni con il cliente se non vi è una spiegazione approfondita in fase di preventivo che motivi questa consegna.

L’incomprensione potrebbero nascere dal fatto che il cliente nel momento in cui riceve il CD si aspetta che il sito possa funzionare anche su un supporto diverso di un web server, mentre noi - il più delle volte - gli consegneremo un cumulo di file dinamici (ASP - ASP.NET - PHP - …)

P.S.
… forse è una mia paranoia… ma secondo me, se si intende consegnare il codice sorgente del sito, bisogna essere molto chiari nella fase di preventivo/contratto…

Comment by Demetrio Polimeno — 23 December 2007 @ 11:55

[...] 4) Enrico Ladogana: il professionista del web - commerciale, tecnico, psicologo e pure evangelizzatore. [...]

Pingback by Top Ten internet marketing - Dicembre 2007 — 31 December 2007 @ 10:19

Sono d’accordo quasi su tutto.

Il quasi è legato al mio modo d’operare, che non prevede l’evangelizzazione. So di operare in un mercato favorevole (il nord Italia, zona Lombardia), ma onestamente non so se sia sempre il caso di spiegare, convincere, dimostrare, ecc. ecc.

Per quanto mi riguarda, ho alcuni argomenti che illustro al potenziale cliente, sia per gli obiettivi, sia per la strategia ed il metodo. Se poi non è del tutto convinto, non faccio null’altro.

Insomma, non capisco perché io venditore di sedie debba spiegare al cliente perché comprare una sedia. Se ci fosse una necessità simile, forse per mio limite, cambierei lavoro. Preferisco vendere sedie a chi vuol sedie (tentando di vendergli quella migliore per lui, semmai), vendere vino a chi vuol vino o vendere case a chi vuol case. Perché dovrei vendere Web Marketing a chi non ne vuole? Non mi ritengo in grado di influenzare a tal punto e quando ci sono riuscito (sì, perché spesso ci sono riuscito, in passato), poi alla fine a me non è convenuto per i tanti problemi successivi.

In sostanza, vendo a chi vuole e basta. Per il resto, sono d’accordo con Enrico su tutti i punti.

Comment by fradefra — 3 January 2008 @ 18:34

Anche io faccio i complimenti per l’articolo ed aggiungo:

non mi trovo molto d’accordo con Fradefra…! Secondo me l’evangelizzazione del cliente è molto importante, soprattutto perchè il web (per non parlare del web 2.0) non è un tema così scontato e chiaro a tutti. A volte anche per aziende con un’importante management molte cose non sono così chiare, quindi non mi stupisce che un proprietario di un’autosalone, per esempio, possa essere un bel pò scettico ad investire sul web.
Inoltre, parlo per esperienza personale, una volta che il cliente, qualunque esso sia, ha veramente capito su cosa sta investendo e perchè vedrai che tutto è molto più semplice. E’ molto peggio avere un cliente che pensa di conoscere il web!!!

Sono d’accordo con te, però, sul fatto che il tuo mercato è molto favorevole…!

Comment by Rosario Toscano — 24 January 2008 @ 21:52

Ciao ENRICO, e spero che tutto vada al meglio.

Commerciale, Tecnico, Psicologo, Evangelizzatore… sono in sintonia assolutamente, e condivido pienamente. Il web è oggi un media a tutti gli effetti, ed è potentissimo a mio avviso. Il rischio + grande ? Mi pare sia dare un’arma micidiale in mano ad un possibile incompetente. Non ci dimentichiamo mai che “spariamo” P2P. Scusate i termini, ma mi fà piacere usarli per rendere bene l’idea.

Sempre a disposizione per riflessioni e confronti, un saluto cordiale a tutti gli Amici di questa Piazza, e un Grazie ad ENRICO per avermi fatto scrivere queste righe.

LUCIANO da Savigno- Bologna

Comment by Luciano LUCKY Amodio — 31 January 2008 @ 09:18

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