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25 November 2007

Dns Marketing

Yes Please

La politica di Google è generalmente molto chiara: vengono offerti dei servizi e, fruendone, si garantisce, in cambio, la cessione di parte della propria Privacy.

In alcuni casi, però, il servizio viene ad essere imposto negando all’utente la libertà di scelta o, perlomeno, di parte di essa.

A questo riguardo mi sono imbattuto in vecchio post di Cnet in cui si celebrava la partnership tra Google e Dell, peraltro ora attivata anche con altre società di informatica.

Le due aziende hanno previsto che in tutti i pc assemblati dall’azienda americana sia installata la Google toolbar. Strumento utile se vogliamo, ma di fatto dalle caratteristiche un po’ troppo simili a quelle delle applicazioni che fanno la fortuna dei tool antispyware.

Ma non è finita: oltre alla suddetta, viene installato, in ciascun pc, un’ulteriore applicazione dal nome piuttosto minaccioso: Browser Address Error Redirector.

In pratica, ogniqualvolta viene effettuato un errore di digitazione di una url, anziché essere indirizzati verso la classica pagina di errore di Microsoft (o a quella prevista da browser/S.O./Provider), si giunge, invece, in una pagina contenente i marchi di Dell e Google: un esempio qui di seguito.

Dns Marketing  

Tale pagina, come potete notare, suggerisce alcuni url a cui l’utente probabilmente voleva giungere e l’immancabile colonna di ads in primo piano. Se vi ricordate le immagini degli studi sull’eye tracking delle pagine di Google potete notare come l’area riservata agli annunci sia esattamente quella più “vista” dagli utenti.

La disinstallazione di Google Toolbar e Browser Address Error Redirector non è un’operazione semplice, almeno per un dummy user. Anche lo fosse, in tutta onestà, non mi sembra giusto che non sia l’utente a poter scegliere ex ante se dotarsi o meno di tali applicazioni.

Il precursore credo sia stato OpenDNS (questo articolo è stato ispirato da un post del loro blog che tratta proprio della concorrenza di Google), un servizio che offre Dns alternativi a quelli del proprio provider e che permette un maggiore controllo nella navigazione e, almeno nella presunzione, maggiore velocità.

La Privacy Policy di questa azienda è molto chiara ed è riassunta in questo paragrafo:

In addition, OpenDNS also collects potentially personally-identifying information like the Internet Protocol (IP) addresses from which DNS requests are made. For its DNS services, OpenDNS temporarily stores logs to monitor and improve our quality of service, and to collect high-level aggregate statistics. For customers without an account, OpenDNS removes the IP address from its logs within 2 business days. For customers with an account, such data may be stored for as long as the account is open (although, customers with an account may also choose to have DNS data purged automatically, at any time, from within their account).

In aggiunta anche OpenDNS utilizza lo strumento della pagina con ads quando si digita un url non corretto (ads comunque certamente meno invasivi di quelli imposti da Google).

Qual è la differenza tra i due servizi? Nel primo caso, lo ribadisco, l’utente è costretto a fruirne (almeno sino a quando non disinstalla le applicazioni suddette), nel secondo può fruirne secondo sua libera scelta. Permettetemi, non è una differenza da poco!

Abbandoniamo ora l’argomento privacy e ragioniamo in ottica puramente commerciale.

Moltiplicando il numero di utenti (che utilizzano, volenti o nolenti, pagine di errore custom) per il numero di errori che ciascuno di essi può compiere in un dato lasso di tempo si ottengono dei numeri di tutto rispetto: il meccanismo è altamente remunerativo. Se poi pensiamo che Dell o chi altro ci guadagna anche in termini di immagine, ci troviamo di fronte ad una attività molto redditizia.

Oltre agli ads di terzi, queste pagine potrebbero pure ospitare banner e ogni altro tipo di oggetto di web advertising. Ci si potrebbe addirittura costruire delle Landing Page!
Per farla breve mi aspetto che, nei prossimi mesi, provider e altre aziende interessate si doteranno di meccanismi simili e si creerà un vero e proprio mercato all’interno di questi spazi.

Dovesse accadere scriverò o riporterò un articolo su come disabilitare queste funzionalità!

Per il momento, se doveste disporre di un Dell e voleste eliminare tali applicazioni, le operazione da effettuare sono le seguenti:

1. Start –> impostazioni -> pannello di controllo -> installazione applicazioni e disinstallare la Google Toolbar.
2. Start –> impostazioni -> pannello di controllo -> Opzioni internet -> Programmi -> Gestione componenti aggiuntive -> Disattiva CBrowserHelperObject

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