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22 November 2007

Perché l’article marketing in Italia è un fallimento?

Article marketing in ItaliaLa domanda nasce spontanea, ma forse la risposta non lo è poi così tanto. Quindi dopo avervi espresso il mio giudizio sulla faccenda ci tengo molto a conoscere il vostro punto di vista sul perché l’article marketing in Italia, valutato nel suo complesso, sia un flop.

Basta una rapida occhiata ad una serp come questa per essere certi che il fenomeno di cui stiamo parlando è più che conosciuto dalle nostre parti (ovvio che si potrebbero fare anche tanti altri esempi). I limiti che già riscontravo quando scrissi in merito alle basi dell’article marketing sembrano soglie impossibili da superare. Soprattutto due sono le principali pecche dell’article marketing italiano:

- Brevità
- Inutilità

E allora mi chiedo questo, tralasciando per un momento il discorso link e pagerank: come mai se si ha il tempo di scrivere 10 articoli insulsi, non si può piuttosto impiegare lo stesso tempo a scriverne uno utile e dettagliato. Come mai il web italiano è sommerso da comunicati stampa (della cui utilità e strategia ormai dubito fortemente), la cui stesura comunque richiede un minimo di tempo, anche se fatta secondo i crismi della old school, e le aziende non trovano il tempo, non dico per sostituire tale forma comunicativa, ma almeno per integrarla ad altre. Si potrebbe ad esempio fare in modo che lo stesso zelo che un’azienda pone nel veicolare di CS, lo dedicasse anche alla stesura e distribuzione di contenuti utili, relativamente al settore in cui quella opera.

Chiaramente la produzione di contenuti riguarda anche il singolo non necessariamente legato ad un’azienda, ma anche in quel caso, l’article marketing, per come è concepito in Italia, sembra fallire…

Ci sono tantissime risorse in rete che spiegano come scrivere per il web, che parlano di copywriting e simili, eppure la quasi totalità degli articoli che girano sui circuiti di article marketing sono a dir poco inutili. Eppure il modello Wikipedia sembra funzionare benissimo, per cui non colgo come mai la stessa spinta filantropica non la si riesca ad avere anche dalle nostre parti, sui siti che consentono la pubblicazione gratuita di articoli di qualità (o presunta tale).

A voi la parola.

Social Bookmarking
blinkbits  BlinkList  blogmarks  co.mments  connotea  del.icio.us  De.lirio.us  digg  Fark  feedmelinks  Furl  LinkaGoGo  Ma.gnolia  NewsVine  Netvouz  RawSugar  Reddit  scuttle  Shadows  Simpy  Smarking  Spurl  TailRank  Wists  YahooMyWeb 

Non credo che la penalizzazione o meglio, l’abbassamento del PR sia dovuto al “cattivo” modo di scrivere o di linkare…
Spulciando tra i vari siti di comunicati, ho notato che un sito PR5 nonostante non permettesse l’inserimento di link, è passato ugualmente a 0.
Sarà una questione di contenuti duplicati? Ma non esiste un filtro apposta per questo, che provvedere ad eliminare dalle S.E.R.P. il contenuto duplicato?

Comment by Multimedia Player — 22 November 2007 @ 17:07

Perchè cambia lo spirito e il valore attibuito alla risorsa: a wikipedia uno partecipa per sentirsi parte ci una comunità e per condivedere idee e conoscenza (ahahahah)… il sito di AM o CS viene visto tutt’al più come il sito di un tizio che ti pubblica e ti passa pr gratis e in cambio guadagna di adwords… (anche se nn tutti i siti di AM sono così, parlo della percezione..)

Se volete una spiegazione più sociologicheggiante, gli italiani scrivono male, non hanno tempo/voglia per mettere dei contenuti sui propri siti (ammesso che sappiano come produrre contenuti innovativi, figuriamoci su quelli degli altri… tutta colpa della tv! :D :D

Comment by Ryan — 22 November 2007 @ 17:10

Molti parlano di Cs e AM inutili, e molti scrivono CS e AM, anche gli stessi. Molti parlano di CS e AM, ripetendo sempre le solite cose, è un circolo vizioso.
Sono tutti inutili? Ed ogni giorno, o quasi, nasce un nuovo sito/blog che permette di pubblicare CS e AM.
“…ammesso che sappiano come produrre contenuti innovativi” e cioè? Quali sono questi contenuti innovativi? é facile a dirsi, ma a farlo? Se devo scrivere del lancio di una nuova macchina al taglio laser, mi metto a parlare di Star Trek??

Comment by Luka — 22 November 2007 @ 17:43

@ Ryan cosa intendi per contenuti innovativi? cosa vuoi dire?

Comment by Multimedia Player — 22 November 2007 @ 17:58

Tu dici di dubitare fortemente sull’utilità e la strategia dei comunicati stampa. Anch’io dato che l’80% sono poco informativi e molto promozionali. Nella mia esperienza nell’agroalimentare, press release rules, è molto utile compendiare il comunicato stampa con altro materiale di approfondimento a richiesta. Il problema? Molti addetti stampa credono che il comunicato stampa sia alla fine più che sufficiente, ma spesso non è così.

Comment by Carlo Odello — 22 November 2007 @ 18:02

oh scusatemi, nella fretta ho scritto adwords al posto di adsense.. e per innovativi intendevo nuovi…. nel senso non della freschezza e della bontà… nel senso vero del “saper scrivere”… scusatemi per l’errore :D

Comment by Ryan — 22 November 2007 @ 18:13

Ryan, non ho capito cosa vuoi dire, per “innovativi” intendi: nel senso vero del “saper scrivere” ???

e cche vuol dire? senza commettere errori grammaticali?

Io una cosa ho capito, tutti sono bravi a parlare e a dare consigli al top… contenuti innovativi, contenuti di qualità…
ma una volta che hai scritto un CS o AM leggibile, senza errori grammaticali e con contenuto originale NON BASTA?

Comment by Giusy — 22 November 2007 @ 18:26

@ Giusy

Scopo dell’article marketing non è quello di dimostrare al mondo di saper scrivere nella propria lingua. Quello diciamo che viene dato per scontato.

Quando uno parla di utilità si riferisce al fatto di scrivere un articolo che, dato un argomento, ne analizzi in maniera approfondita ed esaustiva, uno o più aspetti.

Comment by Jacopo Gonzales — 22 November 2007 @ 18:32

Grazie ora ho capito :)

Comment by Giusy — 22 November 2007 @ 18:51

quali siti pongono barriere all’entrata?
un blog come questo non può in qualche modo considerarsi un sito di AM?

il segreto sarà creare siti con un numero ristretto di autori autorevoli su argomenti specifici.

altrimenti il grosso è caccia al link

Comment by spiderpanoz — 22 November 2007 @ 19:55

A mio avviso c’è molta confusione, quindi bisognerebbe fare chiarezza per prima cosa, purtroppo però non c’è la volontà di farlo…

Modero da qualche mese un sito nato con il preciso obiettivo di fare da apripista per un importante progetto di comunicazione che probabilmente prenderà vita nel 2008, il sito di test mi serve per fare esperienza, studiare l’utenza, capire ciò che piace o non piace ai motori, bla bla…

Nell’header del sito c’è scritto, a mio avviso in maniera inequivocabile, che è un circuito di divulgazione di comunicati stampa e come tale andrebbe dunque utilizzato.

Ciò nonostante 99 iscritti su 100 postano degli ibridi che non sono ne comunicati stampa ne article marketing; confondendo fra loro regole di comunicazione e obiettivi, facendomi capire palesemente che se hanno rilasciato sta “cosa” è solo ed esclusivamente per i backlinks verso il loro sito,finora sono stato magnanimo concedendone fino a 4 e vi potete dunque immaginare cosa succede…

Se capissero che un comunicato stampa deve essere corto ( scongiurando così il filtro antiduplicazione ).

Rimandare a una pagina di destinazione.

Che il suo scopo finale non è quello di informare chi legge ma i giornalisti.

Probabilmente gli resterebbe più tempo per scrivere meglio gli article marketing che a differenza dei CS dovrebbero essere molto più dettagliati e informare i lettori.

Sul mio test site c’è un regolamento, non lo legge nessuno ! Infatti ci sono degli utenti che arrivano a postare fino a 8,9 links - quando invece c’è scritto nel regolamento che se ne possono mettere solo 4 ( che sono già troppi probabilmente ).

C’è una guida, dove viene spiegata la differenza fra CS e AM, quali sono i loro obiettivi, bla bla… non la legge nessuno !

Si scrive solo ed esclusivamente per i links !

Comment by Dell'Orto Fabio — 23 November 2007 @ 10:13

Riprendendo quello che avevo chiesto io, e Giusy “cosa vuoi dire, per “innovativi”” non significa certo “un articolo che, dato un argomento, ne analizzi in maniera approfondita ed esaustiva, uno o più aspetti.” e cosa c’è qui di innovativo? Non mi sembra una risposta pertinente. E’ ottimo comunque il concetto espresso, quello appunto di dare un contenuto utile al proprio testo, e non “solo” pubblicità.
E forse sto interpretando male questa frase di Fabio “Se capissero che un comunicato stampa deve essere corto (scongiurando così il filtro antiduplicazione ).” Ma se è corto, e pubblicato sempre uguale in 10 siti, sempre contenuto duplicato è. Non ha importanza la lunghezza, ma l’originalità, e non l’innovatività…

Comment by Luka — 23 November 2007 @ 11:04

@Luka

Il filtro antiduplicazione entra in funzione su articoli con un certo corpo, su quelli corti no.

Scrivendo CS lunghi si fa un doppio errore

Esaurire subito la notizia.

Incorrere appunto nel rischio dei filtri.

Meglio corti che puntano una pagina di destinazione sul nostro sito, dove inoltre siamo sempre in tempo a scrivere eventuali variazioni della notizia, su un circuito dopo un po di tempo non è + possibile farlo e ti dovesse succedere, avresti in giro… articoli con notizie sbagliate.

Comment by Dell'Orto Fabio — 23 November 2007 @ 11:43

Scusa Fabio, ma io, per esperienza personale, non sono d’accordo che un CS corto, non cada nei filtri anti-duplicazione. Se così fosse, mi farebbe piacere, e in tal caso, si sa “quanto dev’essere corto”?
Sicuramente anche tu parlerai per esperienza personale, ma a me, da vari test fatti, risulta che lunghi o corti, sono sempre duplicati…

Comment by Luka — 23 November 2007 @ 12:03

e aggiungo come non sia ancora abbastanza chiaro un aspetto: lo slogan, la “marketta”, la “sbrodolata” non sono comunicati stampa. E Internet ne è pieno.
Scarseggia l’approccio professionale al mondo dell’article marketing

Comment by Anakyn — 23 November 2007 @ 12:59

Ragazzi lungi da me la voglia di fare polemiche ci mancherebbe…

Il fatto che sia corto non è sottinteso che sia una marketta, io quando parlavo di corto… mi riferivo al classico comunicato;

Occhiello

Corpo, se possibile nel pieno rispetto delle fiveW, una coda.

Dalla coda un Link alla pagina di destinazione dove viene ripresa più dettagliatamente la notizia, se poi il circuito consente di mettere dei links nel corpo tanto di guadagnato.

Infine vi assicuro, che tutti i comunicati che ho fatto secondo queste regole non hanno mai avuto problemi con i filtri antiduplicazione.

Comment by Dell'Orto Fabio — 23 November 2007 @ 15:00

Perché l’article marketing in realtà non esiste:A
http://www.gelosi.it/perche-larticle-marketing-non-esiste/2007/11/22/

Comment by Aemilius — 24 November 2007 @ 17:14

Le auto sono la più bella invenzione del secolo scorso.

Che poi ogni famiglia abbia quattro auto e che queste siano usate male, che ci sia gente che guida ubriaca, che ci siano persone che usano l’auto per fare 10 metri, credo sia una cosa non imputabile all’auto in sé.

L’auto ha consentito di superare barriere che difficilmente si sarebbero potute superare senza. Parlo di barriere anche sociali, non solo di distanze.
L’auto ha dato autonomia e per una donna, ad esempio, l’auto significa non dover dipendere da altri nelle sue scelte di vita e di utilizzo del proprio tempo libero.

Che c’entra l’auto col fatto che alcuni deficienti escano da una discoteca ubriachi ed impasticcati e vadano a 150 all’ora in posti dove non si dovrebbe andare neppure a 50?

Ecco, questo è l’article marketing, che esiste in Italia dal 1995, prima ancora che esistesse il posizionamento (sempre in Italia) e ci sono persone che proprio all’article marketing devono la loro notorietà, il lavoro che fanno, il pane che mangiano e le buffonate che poi possono dire e fare (tipo me :P )

Allora, provocatoriamente, convinciamo tutti del fatto che l’Article Marketing sia inutile. Così a farlo resto solo io e qualche fidato amico. Diremo grazie :)

Comment by fradefra — 28 November 2007 @ 16:04

Scusa, passo di qua per caso, ma che le auto siano la più bella invenzione del secolo scorso è la caz*ata del XXI secolo.

1) perché l’auto è stata inventata nel XIX secolo
2) perché non esiste un prodotto che abbia causato più danni ambientali, civili, di salute pubblica, di guerre (per il possesso del petrolio) senza offrire in cambio niente altro che un po’ di comodità personale in più.

Comment by Avenger — 2 December 2007 @ 23:59

Avenger, il mondoi è bello perché tutti possono avere una propria idea :)
Non sono state le auto a produrre i danni che hai citato, ma l’uso che ne abbiamo fatto noi umani, cosa ben diversa.

Tu il fatto che una persona possa spostarsi autonomamente a qualunque ora della notte per andare in ospedale, ad esempio, la consideri una semplice questione di comodità personale?

Un bisturi può essere usato per uccidere, ma anche per salvare persone…

Comment by fradefra — 3 December 2007 @ 14:43

Il problema credo sia da parte degli autori, in quanto spesso pubblicano lo stesso articolo su diverse article directory senza cambiare una sola virgola.

Comment by Article Directory Italia — 26 September 2009 @ 12:53

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