29 October 2007
Link popularity e buon senso

Ho voglia di dire la mia sull’argomento link popularity. Ne ho parlato al corso di posizionamento sui motori organizzato e tenuto da Fradefra giusto l’altro giorno ed ho pensato che potesse essere un utile ripasso (o spunto per l’approfondimento) anche per i lettori di Marketing Routes, oltre che per quelli che ancora non lo sono e magari lo diventeranno grazie all’utilità del metodo di seguito suggerito, che da null’altro è mosso se non dal grano salis.
Il recentissimo segnale che Google ha lanciato a una parte del web, (mi riferisco alla perdita di punti mostrata dalla toolbar di Google la cui visualizzazione del PageRank dovrebbe sparire per il bene della rete tutta) dovrebbe insegnare a molti qualcosa. Dovrebbe insegnare qualcosa innnanzitutto a chi vende link, in secundis a chi compra, e last but not least, a chi non compra.
La prima categoria di soggetti, i venditori, in realtà mi interessa relativamente poco. Ho sempre ritenuto che vendere link sul web (se non seguendo alla lettera le linee guida di Mr Google, ad esempio mettendo il famoso nofollow sui link) fosse una delle attività più stupide per guadagnare denaro, e sintomo di strategie miopi, utile solo a creare una fake net economy sganciata da qualunque parametro sensato. Vendere contenuti online, ad esempio, potrebbe essere molto più smart, ma lo hanno capito in pochi. In effetti poi, le 2 cose sono abbastanza collegate.
Passiamo alla seconda categoria di soggetti: coloro che comprano i link. Da diverso tempo vedo agenzie di posizionamento e search marketing italiane (potrei farvi i nomi di tali agenzie, ma sarebbe troppo ‘facile’) che acquistano link in giro per il web. La cosa un po’ mi preoccupa, perché mi metto nei panni dei loro clienti, ai quali magari tocca lo stesso trattamento, cioè lo sviluppo pompato e innaturale di una tematizzazione su web, magari all’interno di qualche link farm (ne ho viste diverse bannate). La link popularity infatti dovrebbe innanzitutto cambiare nome, per cominciare a non essere più fraintesa. Attualmente dalla stragrande maggioranza delle persone, la link popularity è concepita unicamente come voto dal sito A al sito B. Il che significa tutto e niente.
Molti Seo o sedicenti tali, si fermano a questo. Non hanno voglia di approfondire o cercare di andare oltre il mero concetto di ‘voto’. Cercano la scorciatoia, magari perché sono sottopagati o poco stimolati da qualche agenzia, ma non il funzionamento ‘logico’ di un motore prima ancora che algoritmico.
Infine ci sono quelli che non comprano link. Questa categoria di soggetti è spesso quella più a rischio. Il maggiore tra tutti è quello di ricevere il consiglio errato da qualche improvvisato di passaggio. A questa categoria di soggetti però ci tengo assai, e avrei desiderio che certe cose gli fossero chiare. Proverò a fare il paragone con le elezioni, momento questo estremamente importante (o almeno dovrebbe esserlo) per votare in questo paese le persone che ci dovranno rappresentare. Lo faccio per semplificare molto la questione, ma anche per rendere comprensibile a tutti l’argomento. Dopo ogni elezione, come sanno anche i sassi, avviene la fase di scrutinio dei voti. In principio tutti hanno diritto al ‘voto’. Non tutti i voti sono però validi ed efficaci (ci sono schede valide, schede bianche, e soprattutto schede nulle o annullate). I link sono un po’ la stessa cosa. Ci sono link che contano, altri inutili, altri ancora dannosi (chi ad esempio vorrebbe essere linkato da uno spam engine).
Veniamo ora al web e alla struttura ipertestuale che lo caratterizza. Senza link, il web non esisterebbe. Il link è quello che sorregge il famoso www. Individuiamo ora nel link 2 funzioni principali:
- consentire agli spider dei motori di ricerca l’indicizzazione del web.
- Far passare informazione da un documento all’altro (consiglio lettura del post di Kerouac al proposito: “Links come passaggio d’informazione”). Se siamo bravi, cercheremo di porre attenzione a questo secondo punto, in quanto è nostro primario interesse. Badate bene che la popolarità non c’entra nulla con l’importanza del voto. Se vota Berlusconi, il suo voto vale tanto come il mio. Nel web succede (quasi) la stessa cosa.
La maggior parte di voi probabilmente ignora del tutto quale tipo di informazione lascia passare ogni volta che mette un link. Immaginiamo di partire da una situazione in cui Google non abbia nessun tipo di dato di storico sulla nostra ‘net activity’. Supponiamo quindi che io abbia appena registrato un sito. In questo momento il sito si trova in una sorta di limbo in cui non è né carne né pesce agli occhi del motore di ricerca. Quello che a noi in questa fase interessa, ai fini di una link popularity sana, è riassumibile in 3 punti:
- aver sviluppato una strategia precisa rispetto al chi si è e al dove si vuole andare (questo punto spesso manca del tutto).
- Sviluppare contenuti utili e di buona qualità.
- Scovare in rete zone affini alla nostra, che offrano buoni contenuti ai propri utenti. Potrebbero essere nostri competitor, ma non è necessariamente detto.
Non posso qui ipotizzare tutte le fattispecie concrete che si riferiscono al primo punto. Il che tradotto in cifre, vuol dire che ci possono essere mille strategie diverse dietro ciascun sito. Diamo però per scontato che quella che avete scelto sia ottimale, o comunque buona. Bene, a questo punto una volta che il sito è online con tutti i buoni contenuti, a noi serve capire quali siti sono affini al nostro. Quali offrono contenuti che ben si potrebbero integrare coi nostri. Questa fase viene spesso evitata da quelli che considerano i link in uscita (detti outbound links) come un tubo rotto che fa ‘sprecare pagerank’. Il che è errato. Linkare siti a tema, aiuta chi lo riceve tanto quanto chi lo mette. Se non ci fossero link in uscita (oltre al fatto che non esisterebbero quelli in entrata), sarebbe impossibile offrire a Google la possibilità di tematizzare correttamente il nostro sito, ed inserirlo nella ‘zona corretta’. Parlo di zone per rendere visivamente chiaro nella vostra testa il concetto di come un motore organizza l’informazione raccolta.

Visione di lungo periodo nella link popularity
Diverse volte mi è capitato di ricorrere al termine visione tra le pagine di Marketing Routes. L’ho anche accennata in apertura di post riferendomi al chi si è e al dove si vuole andare. La visione del web è caratteristica che nel nostro paese non hanno in tanti. Ma non dispero che la situazione, sooner or later, migliori. Se la propria strategia online punta ed aspira ad una presenza di lungo periodo, quello che ci conviene fare è comportarci in maniera corretta. Verso i motori di ricerca e verso gli utenti. Conviene quindi evitare tutti quei trucchetti da black hat seo di breve momento, tipici di chi vuole tutto e subito. Sicuramente non vi insegnerò mai come ‘foolare’ (leggasi prendere per il c*lo gli algo di Mountain View) perchè è sì ancora possibile, ma molto poco utile se ci si vuole porre come punto di riferimento nella propria nicchia.
Alcuni consigli li abbiamo già dati in diversi post, scritti da alcuni autori di questo blog (li linkerò in calce a questo per rapida consultazione). Forse il succo di alcuni vale però la pena di ribadirlo:
Tematizzazione della Link Popularity
Rimanere in tema: sembra piuttosto facile a dirsi, ma nella pratica capita di sovente che un sito nel tempo esca ‘fuori tema’. Che si allontani cioè dal tema generale o complessivo che lo caratterizza. Questo forse non farà perdere link in entrata ma vi ‘spostera’ verso zone dove, forse, a voi non interessa troppo essere. E’ fondamentale quindi mantenere una certa costanza del tema nel tempo. Se curate i vostri contenuti è molto probabile che il problema della tematizzazione per voi non si ponga. Se scrivete articoli di buona fattura è naturale che veniate indicati e quindi linkati come risorsa utile rispetto ad un dato argomento. Per far ciò l’unica cosa di cui vi dovete preoccupare è il contenuto che proponete a chi vi legge, o meglio, a chi volete che vi venga a leggere. Ecco perchè sentite dire in giro (mai troppo spesso comunque) che content is king. Anche il linking interno del vostro sito aiuta molto a mantenere una relazione tra diverse pagine di contenuto.
Sono il primo a sapere che delle volte, avere contenuti interessanti per l’utente può non bastare a soddisfare certe necessità di link in entrata. Ove si abbiano le competenze per farlo (altrimenti lasciate perdere!) l’adozione del site networking può essere utile. Per site networking semplicemente s’intende questo: la costruzione di un network di siti satellite in linea col tema trattato nel dominio principale che abbiano l’unico scopo di ‘spingere’ questo nelle serp. Ci sono diversi accorgimenti in questo caso da tenere presente (e forse vale la pena di rimandare la loro trattazione ad un altro post).
Scambio Link
Da molti intravisto come attività da evitare a tutti i costi, lo scambio link non è necessariamente pratica da condannare a priori. Può aver senso farlo. Quello che è sbagliato invece è impostare tutta la propria attività di link in uscita linkando sempre e comunque le stesse risorse che linkano noi. Il motivo? Perchè è semplicemente ‘innaturale’. E tutto ciò che sembra palesemente artificiale e fatto con l’unico scopo di alterare il ranking a Google non piace. Google è attualmente in grado di rilevare pattern piuttosto complessi in modo del tutto algoritmico. Quindi state attenti a non abusare dello scambio link diretto o indiretto che sia.
Linking interno
Una struttura di link coerente e sensata aiuterà il vostro posizionamento nei motori di ricerca. Sembra così ovvio? Mi fa piacere, perchè molti dei siti che vedo in giro, siano questi siti aziendali, ecommerce, blog, etc… hanno una struttura che di logico non ha granchè. La struttura di link interni al vostro sito, deve essere in ogni momento, lo specchio della vostra strategia online. Sono ovviamente da evitare tutti quei fenomeni da wanna-be-placed-number-one-on-google-today. Niente link stuffing, keyword stuffing magari nascondendo il tutto. Una struttura che offra una buona categorizzazione dei vostri contenuti online andrà benissimo. A tal fine consiglio di riscrivere le url con Mod Rewrite, nel caso in cui le url siano dinamiche e quindi poco user friendly. Aiuterete sicuramente gli utenti e i motori di ricerca. E’ essenziale che ogni pagina del vostro sito web sia raggiungibile da almeno un link testuale. Anche realizzare una mappa del sito (aka site map) che linki le sezioni più rilevanti del vostro sito è operazione gradita ai motori e ancora prima, agli utenti.
Strumenti di ricerca di parole chiave
Alcuni strumenti per la ricerca di parole chiave li avevo indicati alcuni mesi fa. Se si ha un dominio nuovo a disposizione, probabilmente puntare da subito su parole molto competitive non ha molto senso. Forse può essere intelligente basarsi inizialmente su keyphrase che lo siano meno, ma che magari siano in grado di offrire un migliore tasso di conversione. Quello che conta è il traffico qualificato. In sostanza, non quanto, ma quale. I tool per cercare parole chiave possono essere utili a diversificare i propri contenuti, ma anche per il posizionamento di pagine interne del vostro sito (non esiste solo la home page). Se infatti diversificate l’anchor text dei vostri link, aumenterete le vostre chance di essere trovati, per il semplice fatto che:
- non tutti gli utenti utilizzano le stesse chiavi di ricerca.
- Google non è intelligente e quindi se non vi aiutate, lui certo non vi aiuterà.
- Diverse keyphrase possono, seppur diverse, caratterizzare in modo corretto un certo documento.
Google dichiara: “Quando il sito è pronto fai in modo che altri siti correlati inseriscano dei link al tuo sito.” Quindi fatelo!
Individuate risorse a tema col vostro sito e provate a segnalare, magari navigando qualche directory a tema (ne esistono migliaia e anche Dmoz potrà fornirvi utili risorse) se non conoscete quali altri player occupano la vostra stessa nicchia.
Per quelli che sono arrivati sin qua, e ancora non sono convinti che scrivere buoni contenuti aiuti la vostra link popularity naturale, guardate questa immagine. E’ lo screenshot del pannello di controllo di Google Webmaster Tools. Secondo Google ci sono 173.326 link in entrata che puntano verso Marketing Routes, sia verso la home page che verso pagine interne. Quindi scrivere buoni contenuti basterà anche per voi!
Altri post sui link:


























Complimenti, bel post!
A volte però ci sono dei problemi nel fare quello che tu dici (linkare risorse a tema e farsi linkare, creare contenuti ecc.): molte aziende non vogliono creare contenuti (i contenuti costano!), nè è facile linkare a farsi linkare se occorre posizionare un ecommerce (gli utenti in genere linkano naturalmente risorse free). Per questo è nato lo scambio e la compravendita di link.
Molto interessante anche il discorso del site networking: aspetto un tuo post esplicativo!
Ciao e grazie
Comment by Francesco — 29 October 2007 @ 15:42