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21 September 2007

Quanto stanno al Kg le impression?

Lunga vita ai portaloni ;)Da un paio di mesi mi trovo nel cuore super pompato della Silicon Valley: Palo Alto (e dintorni). Ho avuto modo di incontrare tante persone, di confrontarmi con realtà assai diverse da quelle che ogni giorno viviamo, e soprattutto sono riuscito a distaccarmi da quel limbo tricolore in cui solitamente sono inserito. Quel limbo che vede di difficile realizzazione ogni forte e sensibile innovazione, per il semplice fatto che è ‘out of schemes’.

Per esempio una delle cose che mi ha piacevolmente sorpreso è stata quella di non sentire mai nessuno ricorrere all’espressione Web 2.0. Cosa che invece mi sarei aspettato di trovare, visto il gran fracasso che tale termine ha generato (e forse genera ancora in Italia). Ma per fortuna non è accaduto. Il motivo è che nella Silicon Valley (ben lungi dall’essere un luogo incantato e perfetto) non c’è propriamente bisogno di etichettare le cose per ‘venderle’, o proporle. In modo più pragmatico si mira al vantaggio potenziale o oggettivo che una certa operazione può portare, spesso e volentieri lasciando il meno possibile al caso.

Passiamo al punto successivo. Poco fa ho avuto una conversazione con un collega che mi riferisce di una certa azienda italiana, operante nel campo della vendita e gestione di spazi pubblicitari online, che gli ha consigliato di dividere le index del suo sito in piu’ parti, al fine di pompare il numero di impression generate.

Ora, trovando quanto meno bizzarro e old style questo approccio, mi domando perché da noi prolifichino ancora atteggiamenti di questo tipo. Mi spiego più nel dettaglio: quello che avrei proposto io invece al posto di quel tizio, sarebbe stato qualcosa del tipo: conosci gli utenti che visitano il tuo sito ogni giorno? Sai quali operazioni questi compiono sul tuo sito e perché? Hai idea di cosa li possa interessare al di là di banner flashanti venduti al kilo come se fossimo al mercato della frutta?

Eppure vedo che sono qui a bloggare da oltre un anno e mezzo e lavoro online da svariati anni, ma quello che da noi non cambia mai è l’approccio di molti. E buona parte del web italiano è ancora popolato da incapaci, cattivi suggerimenti e qualche bilancia che starebbe meglio da un’altra parte.

I just don’t get it…

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[...] Ecco come al solito qualche link interessante. 10.000$ a chi fa la prima telefonata dalla Luna entro il 2015 Feed RSS di MyBrianza.it (Locali, ristoranti e negozi in Brianza) Colour Lovers WebC e la chiacchierata di giovedì Quanto stanno al Kg le impressions? [...]

Pingback by Il meglio della settimana - 45 | Napolux.com — 23 September 2007 @ 09:10

nella mia più totale ignoranza penso questo …

Negli Stati Uniti si sono dati un gran da fare per questo web 2.0 e la sua operazione di marketing, quindi magari ora non lo citano più perchè acquisito è solo questione di tempo anche qui.

si vende ancora ad impression? non pensavo, ero convinto che dall’arrivo di adwords si fossero conformati tutti a questo modo di fare.

ciao, Alessio

Comment by YouON — 23 September 2007 @ 12:19

Hai perfettamente ragione….io lavoro in un centro media e mi occupo di sviluppare piani pubblictari on line…devo dirti che nel mix del piano, oltre a keywords e DEM, è sempre necessario inserire la tabellare sui siti più inn target…
ciò che mi sconcerta quando vado ad acquistare gli spazi, è l’esosità dei prezzi che le concessionarie propongono, ben sapendo che poi la visibilità e le performance che i loro formati offrono è ben ridotta…
eh si che siamo in un momento in cui le aziende si affacciano sempre con più forza sull’online, e si dovrebbe fare del tutto per favorire gli investimenti sul mezzo…
invece si continua a vendere al chilo a prezzi esagerati, quando potremmo pensare di lavorare a performance (il buon cpc o l’ancor migliore cpl)…sono convinto che cambiare il paradigma spingerebbe concessionarie e agenzie creative a sviluppare formati più accattivanti ed efficaci, ed aziende e centri media a sviluppare strategie migliori…
senza pensare poi che il behavioural targeting, erogare cioè advertising sulla base delle precedenti navigazioni dell’utente, qui in Italia non si neanche cosa sia…

Comment by Claudio — 25 September 2007 @ 10:37

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