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2 July 2007

Il Seobotaggio

Seobotaggio La maggioranza degli addetti ai lavori ne è cosciente: il mondo dei motori di ricerca non è perfetto! Esistono, infatti, delle tecniche di posizionamento, il Negative SEO come amano definirle i colleghi anglofoni, che, con una certa pratica, permettono di affossare un sito web.

Forbes ha pubblicato un articolo molto interessante sull’argomento giusto qualche giorno fa. Non occorre prendere appunti: se frequentate forum e blog di settore avrete certamente già sentito parlare di queste tecniche distruttive.

La prima tecnica che prenderemo in esame è il cosiddetto Google Bowling. Essa consiste nel piazzare una quantità molto considerevole di link ad un sito, in tempi ridottissimi,  allo scopo di farlo penalizzare dagli algoritmi anti-spam. In effetti, agli occhi di Google (o di Yahoo!), un sito che riceve migliaia di link nell’arco di un weekend non può che essere sospetto e quindi penalizzabile.

La tecnica funziona? Assolutamente sì! Tanto è vero che alcuni consulenti SEO l’hanno messa a listino, con profitto, molto profitto. E Cutts che dice? È stato costretto ad ammettere, ovviamente in puro stile Google, che il rischio che tale pratica porti dei risultati esiste eccome.

Veniamo ora ad altre deliziose attività che consentono di danneggiare i propri avversari…

  • fare la spia: informare Google che un proprio concorrente fa uso di link a pagamento (cosa che deve ovviamente essere provata);
  • fare il delatore: reclamare in merito al Copyright dei contenuti presenti nel sito di un concorrente (poco importa se i contenuti siano stati duplicati da un sito di altri);
  • fare il contraffattore: affossare un sito, attraverso il filtro anti duplicazione, ripubblicandone i contenuti su di un altro con più spessore;
  • fare il terrorista: lanciare un attacco di tipo Denial of Service contro il sito di un avversario;
  • fare il baro: destabilizzare una campagna di PPC mediante un continuo click-fraud.

Quanto a Google, le sue linee guida parlano chiaro: “almost nothing a competitor can do to harm your ranking or have your site removed”. Quasi niente, quindi, di fatto, qualcosa…

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Situazione tipo (fatti e persone sono puramente inventati ;D ).
Mi sono rivolto per anni ad una agenzia di web-promotion per la gestione presenza della mia azienda sul web.
Di punto in bianco decido che, in un momento di superbia mista ad orgoglio, sono in grado di fare quello che la suddetta agenzia ha fatto fin ora; badate bene, la superbia non arriva al punto da farmi pensare che potrei farlo meglio, ma solamente che potrei farlo “quasi” allo stesso modo (forse ritengo, non a torto, che la l’agenzia non si sia impegnata abbastanza ;) ?).
A questo punto per dimostrarmi che non potrei esistere nel web senza di lei, la web-agency mette in atto le tecniche descritte nel post e nella migliore delle ipotesi mi fa perdere posizioni…

Secondo voi quanto è reale una situazione del genere ?
E se si dovesse verificare, come correreste ai ripari ?

Comment by DAG — 2 July 2007 @ 15:17

Mi unisco alla seconda domanda di DAG: a vostro parere, quali difese ci sono contro chi dovesse massicciamente linkare un sito “nemico”, magari da pagine spam?

Comment by Gig — 3 July 2007 @ 10:08

Onestamente penso che lo scenario prospettato sia puramente teorico (a parte gli attacchi DoS).

Nella realtà delle cose non mi preoccuperei troppo del fatto che una web agency possa avere anche solo il tempo di tentare di affliggere il mio ranking sui motori.

Per quanto riguarda una possibile difesa rispetto alle tecniche su elencate, beh non credo che ci sia…:)

Comment by Jacopo Gonzales — 4 July 2007 @ 10:51

Difesa contro gli attacchi descritti non credo neanche io che ci sia…

Relativamente al tempo che un’agenzia ha per affossare il sito di un ex cliente… beh, se ne ha, significa che non ha nessun sito da tirare su e, forse, hai fatto bene a cambiare…

Comment by sitionweb — 8 July 2007 @ 10:09

[...] inoltre un interessante articolo di Marketing Routes, sulle varie teniche di sabotaggio che un conorrente potrebbe [...]

Pingback by Il TrustRank e la penalizzazione passiva « La Scatola di Pandora — 23 August 2007 @ 12:10

[...] Google Blogoscoped, ripresa da Marketing Routes e parzialmente anche da SjA. negative seo, seoCondividi Postato alle 22:02 di Lunedì, 2 [...]

Pingback by Il Negative SEO — 30 August 2007 @ 10:28

Personalmente ho il sentore che invece la cosa stia diventando più verosimile di quanto si creda, specialmente in nicchie particolari di mercato. In questo momento in cui le risorse lavorative a basso costo abbondano (leggi stagisti e precariato vario) il tempo per infastidire la concorrenza pare non sia mai troppo poco…

Comment by crea tivo livorno — 16 September 2007 @ 23:08

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