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25 June 2007

Quando la strategia è tutto

trafficSe produci frigoriferi molto probabilmente l’ultimo luogo dove il tuo responsabile marketing ti consiglierebbe di investire sarebbe uno dei paesi dell’estremo nord o estremo sud del mondo. Se "produci" petrolio gli ultimi Stati con cui intavolare una trattativa d’acquisto sarebbero quelli arabi. Se invece un’azienda italiana produttrice di motocicli decidesse di penetrare nuovi mercati, volete sapere quali di questi gli vengono consigliati? Cina, India e Vietnam.

A prima vista potrebbe anche suonare bene ma a ben pensarci qualcosa di bizzarro mi sembra esserci. Che infatti la Piaggio cerchi per il rilancio del brand di lanciare la Vespa nei paesi del sud est asiatico è già particolare, nel senso che se devi rilanciarti non vai a cercare 3 nuovi mercati (tra l’altro già saturi) ma prima di tutto provi a riprendere le quote di mercato nei mercati dove già sei presente e che magari hai perso.

Inoltre, i tre paesi menzionati non mi sembrano un così nuovo mercato per le due ruote. Anzi per quanto ne posso sapere o comunque immaginare mi sembrano mercati saturi dove la torta se la spartiscono diversi brand "locali".(vedasi anche foto a corredo)

Il potere d’acquisto dei popoli del sud est asiatico è noto per essere decisamente basso quindi sarei curioso di sapere quale sarà la strategia di pricing studiata per "attaccare" il mercato; spero non si ritiri fuori la storia del made in italy. Sicuramente qualcuno di questi stati ha la bomba atomica ma diciamo che di questo potere economico ne è cosciente la sola borghesia (il 5% della popolazione)

Inoltre in India viene già prodotta una Vespa simile in tutto e per tutto al nostro caro e vecchio Vespone.

Gli uomini marketing di Piaggio hanno mai fatto un giro per le vie del centro di una città del sud est asiatico? Magari in tutto quel marasma di clacson e polvere non è di primario interesse il design del mezzo.

Nel discorso di Colaninno si è parlato molto di Vietnam come "mercato straordinario con 80 milioni di abitanti"; peccato però che il Vietnam dopo la riunificazione degli anni 80 ha vissuto una crisi economica gigantesca dalla quale ne sta uscendo ora grazie agli investimenti stranieri (leggi che gli stranieri vengono a produrre in Vietnam proprio perchè costa poco e rivendono in tutto il mondo, aumentando le ricchezze delle multinazionali straniere e non dei vietnamiti).

Ma forse la vera strategia è quella di vendere l’MP3 nel per-niente-caotico traffico delle città del sud est asiatico; lì magari lo possono usare come rishò a motore.

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caro marketing-blogger, ti è passata per la mente che il marketing piaggio abbia pensato a tutto questo e che magari sia tu con le tue non conoscenze a non aver compreso bene le opportunità?

Comment by asscleaner — 26 June 2007 @ 09:58

Si, è una delle ipotesi ;)

Comment by Andrea Signori — 26 June 2007 @ 10:03

AH!

In Thailandia tutti hanno il motorino, lo pagano a rate. Il potere di acquisto è basso, ma vedi un sacco di motorini in giro, ma un sacco :)

Forse la Vespa non andrà in Thailandia (lo so che non è menzionata nel tuo post, ma sto li e ti porto la mia esperienza) per motivi abituativi, infatti i Thai hanno dei motorini stretti, ma il mercato non è male.

Inoltre, se fai un’ottima pubblicità in TV (e non costa come qui ovviamente), riesci ad attirare un sacco di persone.

Ad esempio, l’Honda Click. In Thai c’è stata una pubblicità molto simpatica che ha portato il brand sulla bocca di tutti e le vendite sono andate bene, credo (visto che nei mesi successivi ne ho visti molti in giro, tra cui il mio :D).

Il motorino è questo
http://www.flickr.com/photos/krashkraft/121675902/

Il Made in Italy piace un sacco, ma ci vuole un mix di prezzo (rate ;)), studio dei bisogno che hanno li, pubblicità e tante altre cose.

Sicuramente, quelli della Piaggio, non sono pazzi, anzi :)

Comment by Giorgio Taverniti — 26 June 2007 @ 11:40

Parlare di strategia di marketing in un blog è sempre un po’ come sparare dalla fondina (per usare un’espressione del mio Amministratore Delegato, ma liquidare un pensiero speculativo, anche se basato su dati sommari, solo sulla presunzione che i signori della Piaggio “ne sanno di più” oppure “non sono pazzi” mi sembra un po’ troppo semplicistico. Sono in giro da troppi anni in questa professione per credere nell’infallibilità mia e dei colleghi e l’ansia del fare senza prima pensare sta lasciando segni in tutti i settori. Andrea continua così!

Comment by bisco — 26 June 2007 @ 22:51

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