11 June 2007
Google Street View ovvero: che ci faccio?
Di solito tendo a non essere mai un early user dei vari prodotti che vengono presentati. Aspetto sempre che la primizia di turno "giri" un po’, che ne vengano smussati i difetti di gioventù e che ne inizino a venire fuori i pregi e i difetti. In seguito arrivo io e mi faccio la mia opinione.
Stessa linea adotto con le numerose release di Google (in beta ovviamente); appena escono non corro a provarle ma aspetto un po’. Pochi minuti fa ho infatti fatto un giro su Google Street View, praticamente un’integrazione ultra cool del collaudato Google Maps.
Tecnicamente è veramente ben fatto con una elevata qualità dei particolari permettendo una navigazione virtuale dei vari luoghi (al momento solo 4 grandi città americane). I macro problemi sono obiettivamente due: la privacy (come giustamente hanno notato tutti) e l’utilità.
La privacy è un problemino (eufemismo) mica da ridere per questa applicazione. Prima, mentre "giravo" per San Francisco ho potuto notare che posso zoomare il volto dei passanti, degli automobilisti e puntare una finestra in attesa che succeda qualcosa. Per quanto riguarda poi le auto ho notato che le targhe si riescono a zoomare fino a leggere nitidamente i numeri e diciamo che non è proprio simpatica come cosa. In rete iniziano già a nascere blog che mostrano scene di vita privata catturate via Google Street View.
Il secondo macro problema è l’utililità. Mentre lo usavo mi sono detto "si bello, ma a cosa mi serve?". Google Maps è utile e simpatico, di questa ultima beta release non ne sentivo però la mancanza. Ho provato a vedere la cosa da diversi punti possibili: quello dell’utente e quello dell’azienda. Il primo, a parte una piacevolezza iniziale, non ha vantaggi dall’utilizzo di questo tool. Certo potrebbe essere un simpatico passatempo ma se lavoro non ho da passare il tempo e se voglio svagarmi non mi metto a sorvolare virtualmente il Sud Dakota per vedere come si vestono gli yankee continentali.
Per quanto riguarda le aziende, su Google Maps qualche iniziativa di marketing si poteva pure tirare fuori (che io comunque sconsiglio) ma su questo ultimo baby boy made in Mountain View ho difficoltà a trovarne applicazioni.
Torniamo sempre al solito punto: che sembra che a molti sfugga che prima bisognerebbe rendere funzionale la spina dorsale di Internet, i motori di ricerca, riuscendo a dare agli utenti risultati attinenti; in seguito ci si potrà concentrare sugli orpelli aggiuntivi.
Ma in fondo in un periodo un cui ho visto persone presentarsi come "esperti di Second Life" (giuro questa mattina l’ho visto) non ho molte aspettative.


























Beh dai io non sono così severo. Non posso certo dire che Google Street View mi abbia cambiato la vita, ovvio, ma l’ho trovato utile, ad esempio, per avere una visuale reale del luogo dove devo andare.
So che devo andare al 20 di una certa via, Google mi fa vedere ciò che vedrò, cosi posso gia avere dei punti di riferimento da usare in una via che non conosco per niente.
Sul problema della privacy c’è davvero tanto da dire. E’ molto grave come situazione. Qualche sforzo nell’oscurare targhe e volti potevano farlo…
Comment by Francesco — 12 June 2007 @ 08:52