8 June 2007
Non creare più pagine, sottodomini o domini dai contenuti sostanzialmente duplicati
Quindi, a questo punto, i portali di annunci gratuiti sarebbero in difficoltà con Google?
Da pochi giorni Google ha aggiornato le guidelines per i webmaster ribadendo ancora una volta la necessità di creare pagine di qualità. Pagine scritte per gli utenti, e non per i motori di ricerca. La verità è che le SERP di Google hanno "oscillato" in qualità proprio per il fatto che certe strategie e architetture di siti sono riuscite a penetrare nelle serp, "sporcando" (brutta parola ma è proprio così) i risultati e togliendo allo stesso tempo l’opportunità ad altri siti.
Questo è il caso dei portali di annunci; ma vediamo il perché:
La strategia di un portale di annuncio si basa sui sottodomini. Creando una struttura del tipo: http://milano.nomedelportale.it e http://treviso.nomedelportale.it (e così per ogni città) si ha maggior possibilità di comparire nella stessa SERP con più di un risultato, a volte anche tutti i risultati; questo è successo in Google con uno dei più famosi portali di annunci al mondo che opera anche in Italia. Lo stesso risultato non si otterrebbe mai usando http://www.nomedelportale.it/milano/ e http://www.nomedelportale.it/treviso/. Questo perché i sottodomini potrebbero essere due cose diverse, come ad esempio: http://docs.google.com , diverso da: http://www.google.com (nonostante abbiano in comune il dominio: google.com).
Tornando ai portali di annunci, sono stato sempre molto incuriosito da queste SERP dato che si parla tanto (iniziando da Google) di pagine di qualità e contenuto duplicato. Non vorrei avanzare l’ipotesi che queste pagine siano state create per gli spider, altrimenti si infrangerebbe più di un punto della guidelines di Google, ma una cosa è certa: agli utenti non servono a nulla; il loro contenuto, infatti, non è rilevante e nemmeno attinente. L’utente rimane così deluso quando subito dopo aver fatto una ricerca sul settore "Formazione", si ritrova un annuncio di "Massaggiatrici" (l’ho constatato realmente
)
In questo caso non possiamo parlare nemmeno di Long Tail, perchè la coda, come tutte le code, ha una fine. Definiamo quindi non attinenti i contenuti che seguono il "codone", la coda infatti seppur lunga non è infinita.
Se Google mette davvero in pratica severi controlli sulla qualità delle pagine indicizzate, tutti questi portali potrebbero essere in seria difficoltà visto la bassa qualità e la duplicazione dei contenuti (dato che di solito cambia soltanto il nome della città nei contenuti). A tal proposito, "l’annuncio" (solo per rimanere in tema) relativo a questi controlli è stato pubblicato da Google nelle Guidelines. Forse i portali dovrebbero ri-disegnare le loro strategie e, perché no, prendere un consulente di web marketing per risanarsi, visto che tante SERP sono già state pulite; ovviamente solo se ritengono importante il traffico dai motori di ricerca, anzi da Google.


























La decisione presa da Google a mio avviso è legittima e buona. La qualità è l’elemento centrale di Google: è l’unica leva che utilizza per fidelizzare i navigatori. Qualità che molto spesso latita invece nei siti di annunci… una decisione del genere potrebbe essere la scossa giusta a smuovere il settore.
Comment by Emanuele — 8 June 2007 @ 22:33