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8 June 2007

Ed ora il 3.0

In una giornata in cui Roma è bloccata per l’arrivo di un cowboy con uno stuolo di circa 2000 guardaspalle (per la cronaca hanno bloccato Fiumicino per l’arrivo di 4 e dico 4 Air Force One, un aereo che, visto lo stile del "propietario", lo immagino con gli speroni sulle ali e le corna sul muso…) mi ha colpito una notizia.

Partendo dall’assunto che non amo la definizione di web 2.0, più che altro perchè una nomenclatura vera e propria riconosciuta non l’ho ancora trovata ma la trovo più una mossa di marketing lanciata da qualche big player (qualcuno conosciuto) del settore che ha tirato fuori la parola "web 2.0" per dare nuovo slancio all’industria dopo la nota bolla. Una specie di linea di confine per segnare o comunque per far percepire alle aziende un cambiamento.

Secondo me Internet è sempre lo stesso dal 1996 (data della mia prima connessione) è solo che con il tempo ha subito, come ogni mezzo "nuovo", degli sviluppi; ma come succede ad ogni "utensile" inventato dall’uomo. La televisione all’inizio era una scatola con delle pessime immagini, poi è diventata mezzo di comunicazione per pochi, poi è entrata in tutte le case, poi è diventata (semi) interattiva ma non ha mica cambiato nome o aggiunto desinenze! Stesso dicasi per molte "cose" inventate dall’uomo (come ad esempio il telefono, che da semplice contatte tra due ora è diventato integrato e broadband).

Ora però sembra che c’è qualche lungimirante che addirittura punta al 3.0!! Leggo infatti l’intervista di qualche super mega Chief Executive (è americano quindi nessun riferimento negli italici confini) che prevede l’avvento del 3.0 a brevissimo. Il bello di tutta questa mega previsione è che…non dice nulla. L’unico riferimento al web che fa è che praticamente il 3.0 potrebbe risiedere nella possibilità da parte degli utenti di poter avere parte in causa nella ridefinizione dei brand aziendali, concepiti come "terreno" di sperimentazione dove gli utenti possono dire la loro.

Ora non voglio fare il rompipa**e di turno però inizio a non vedere tutte queste linee di demarcazione tra il sedicente 2.0 e il "neo-nato" 3.0.

Ma forse sarò io…

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come darti torto?
forse la vera evoluzione arriverà con l’evoluzione dei cellulari… riuscendo a risolvere i problemi di banda, costi e dimensioni di schermo…

Comment by spiderpanoz — 8 June 2007 @ 16:39

Assolutamente d’accordo con te. IO l’unico passo in avanti degno di nota che vedo a breve tempo è una maggiore integrazione fra i 3 grandi mezzi di comunicazione televisione, web, telefonino.

Comment by Andrea — 8 June 2007 @ 17:05

E’ perchè ancora non avete capito che siamo in pieno web 4.0, caratterizzato dal fatto che il primo che si sveglia la mattina può dare sigle, etichette e release a quello che gli pare…… ottenendo gente che gli presta attenzione.

quando vi accorgete che io sono web “sempreunopiùdite” ready fatemi un fischio che vi faccio qualche consulenza :D :D :D

Ryan

Comment by Roma — 8 June 2007 @ 22:13

io mi sveglio molto presto..;-)

Comment by spiderpanoz — 9 June 2007 @ 10:25

riguardo la definizione di web 2.0 esiste e ovviamente l’ha creata colui che lo ha “inventato” il web 2.0. può sembrare un po’ astratta ma almeno delimita il concetto:
“Web 2.0 é la rete intesa come piattaforma, che abbraccia e si estende su tutti i sistemi ad essa connessi; le applicazioni Web 2.0 sono quelle che riescono a sfruttare i vantaggi di una tale piattaforma: offrendo software come un servizio sempre aggiornato che migliora all’aumentare del numero di persone che lo usano (anche detto network effetct), utilizzando e rimescolando i dati provenienti da sorgenti diverse, offrendo i propri dati in una forma che ne permetta un facile riutilizzo da parte degli altri, creando network effects attraverso una architettura della partecipazione, andando oltre la metafora della pagina tipica del Web 1.0 in modo tale da offrire agli utenti una esperienza di utilizzo realmente ricca”.
questa definizione dovrebbe comprendere parecchie “release” del web.
La vera sfida del web consiste nel realizzare quel progetto chiamato “web semantico” (non mi sono svegliato presto per inventare il nome, esiste già dal 2001…) alla faccia delle tante release che lo precederanno.

Comment by dep — 11 June 2007 @ 12:10

Analogica, Digitale, Via cavo, Satellite, IPTv, WebTv, mobile-tv…
la televisione è cambiata molto…

cordless, mobile-phone, blackberry, smartphone, (iPhone), senza poi parlare delle “tecnologie” gps, gprs, edge, umts…
anche il telefono è cambiato molto…

il web…
bè se penso che nel 96′ potevo princiaplmente guardare le foto di siti che vendevano (off-line) siti p*rno e ora posso diventare un produttore o un venditore (o comunque, fare soldi muovendo solo 2 dita e il cervello!)o quel cavolo che voglio (ebay, secondlife, youtube…)…
…bè penso che anche il web sia cambiato molto.

saluti

Comment by andrea — 13 June 2007 @ 11:56

[...] che non me la chiamino "web 4.0" (perchè il 3.0 per qualcuno già esiste, io ancora devo capire però qual’è l’1.0 ) Social [...]

Pingback by Neroogle: ovvero Google in salsa ecologica — 5 July 2007 @ 20:39

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