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B[log] of the week: Quinta weblog »

2 June 2007

E’ sempre la stessa canzone che va, la stessa di 1200 anni fa

web marketing Un giovane quale io sono non poteva che citare Lorenzo Cherubini per iniziare un post in cui è la riflessione ad imporsi!
La fredda cronaca…
Meditavo sul SES 2007, neppure 100 partecipanti! Pur tuttavia dovrebbe essere l’evento degli eventi in ambito Search Marketing. Ne discutevo con Jacopo: il costo, di fatto, ha dissuaso molti professionisti del settore a parteciparvi.

Ma io temo non sia solo questo il motivo. Credo che di argomenti di cui discutere ve ne siano molti meno che in passato. Onestamente, negli ultimi mesi, faccio veramente fatica a trovare qualcosa di realmente innovativo a cui dedicare un po’ del mio prezioso tempo.
Abbiamo anche importato dagli USA quella infame abitudine di cambiare nome alle cose, come dire, per ridargli respiro. Non voglio fare polemica, ma confesso che il termine Web 2.0 mi irrita e, ancor di più, l’essere costretto ad utilizzarlo. Tuttavia non posso fare a meno di utilizzarlo, altrimenti, non mi si comprende…

Insomma, non ho la presunzione di dare risposte, ma soltanto la volontà di porre interrogativi: stiamo veramente discutendo di qualcosa di innovativo? Oppure è sempre la stessa canzone che va? Altro quesito: il bacino di utenti appassionati (con questo termine includo, ovviamente, anche i professionisti) di Web Marketing è aumentato o ristagna?
Perché, più di una volta, ho come avuto l’impressione di far parte di un bellissimo, ma chiuso, circolo: scriviamo articoli, ciascuno nel suo blog, ce li leggiamo, ci facciamo i corsi tra di noi e che altro?

Vedo tutto nero? No, anzi, mi sento piuttosto lucido, tanto da dichiarare pubblicamente che potrei anche aver preso una delle più grosse cantonate della mia vita.

Ai commenti l’ardua sentenza…

P.S.: credo sia, in assoluto, il mio post più breve, mi auguro ciò venga apprezzato! :)

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Il titolo del tuo post ha attirato il click del mio mouse su google reader :-)
My 2 cents: ho un team di 5 persone che si occupa di web e web marketing. Ognuno di loro ha un budget di formazione dedicato soprattutto a eventi di questo genere. Dovendo scegliere (si paga, ma anche 800 euro devono essere ben spesi), abbiamo preferito altri eventi, perlopiu’ all’estero. Ritenevamo che avrebbero aggiunto maggior valore.

Comment by Paolo — 2 June 2007 @ 14:03

Mah, sulla parte del ses non posso pronunciarmi in quanto non partecipo a queste iniziative a priori (non per snobismo eh!), ma sul fatto della cerchia chiusa e del periodo di stanca mi sento di rati ragione: ultimamente anche io sento e leggo più o meno sempre le stesse cose, mascherate con termini più o meno à la page ma che nel bene o nel male sempre la stessa aria fritta sono…
Potrebbe anche essere colpa dei clienti: qui si inizia a parlare di social, di semantica e amici vari, mentre il cliente medio sta ancora cercando di capire se è giusto investire in internet oppure no.. forse questa forbice che si allarga tra quello che si potrebbe fare in potenza e quello che poi realmente si fa ci tarpa un po’ le ali e ci condanna a a parlare sempre delle stesse cose.. chissà.

(forse c’è anche da dire che le ultime frontiere del web marketing sono sempre più intangibili dell’accumulo lin ottengo pr, spendo su adwords aumento le visite) ;)

Ryan

Comment by Roma — 2 June 2007 @ 14:40

Ciao,
io faccio invece parte di quella maggioranza (o minoranza) silenziosa che lurka, per dirla à la usenet, e che cerca di imparare qualcosina. E comunque sono di fatto un profano che si è avvicinato al mondo seo senza alcuna competenza. Nel mio piccolo dopo essermi documentato su seo blogs e su seo books, e soprattutto dopo tanta pratica, posso dire di aver appreso qualcosa e di averlo messo a frutto nel posizionamento del mio hotel. Tutto questo pur non essendo un seo professionista, sono infatti un albergatore di Cattolica con la passione per il web, e tutto ciò che ne consegue… Ho anche scritto giorni fa nel mio blog aziendale un articolo sul posizionamento di un hotel su google improvvisandomi seo blogger (chiaramente cercando di spiegare la cosa a chi di seo non conosce neppure il significato), spero che voi seo-guru non storciate troppo il naso leggendolo :-) ti allego l’url dell’articolo se ti va di leggerlo:
http://www.hboston.it/ita/2007/05/posizionamento-hotel.html
Ciao.
Marco

Comment by Marco Belemmi — 2 June 2007 @ 15:44

ragazzi a mio avviso l’evento è stato pubblicizzato male … in particolare tra aziende e responsabili marketing … e poi … il prezzo… gli addetti ai lavori erano sicuramente le migliori aziende in italia ma si può chidere 800€ per un evento con soli 2 edizioni???

Comment by vinarcid0810 — 2 June 2007 @ 18:16

Ho gia scritto sulla cosa ma ribadisco.
Il SES va considerato come un evento. Non è l’evento degli eventi, ma un evento for profit organizzato per fare soldi da un’azienda americana.
Forse con un biglietto più basso si sarebbero iscritte più persone, ma forse non sarebbero aumentati gli utili di chi organizzava.

In realtà quello che traspare dai commenti che ho letto in queste ore in rete è che quello che la gente vuole e vorrebbe è un evento che abbia più finalità divulgative finanziato da altre realtà che non siano solo espositori e partecipanti. Chissà che non arrivi. Nel frattempo godiamoci il SES, una di quelle cose che si apprezzerebbero di più se non ci fossero più…

Comment by Andrea Cappello — 2 June 2007 @ 20:22

La mia esperienza: lavoro nel dipartimento commerciale di un’agenzia SEM e ogni giorno di più sento risvegliarsi l’interesse verso il web marketing da parte delle aziende, che vogliono capire e conoscere questo mondo. E non parlo di aziende piccole o medie, ma anche di grosse realtà che fino a ieri sul web hanno fatto poco o niente, o male. Più che ristagno, quindi, io sento un gran fermento.

Comment by Lucia Vellandi — 2 June 2007 @ 22:08

Credo di essermi espresso male. Sinceramente non volevo entrare nel merito SES, non ci sono stato e non posso dare giudizi. Ho usato quel tema solo per introdurre due interrogativi: siamo sempre gli stessi a discutere dei medesimi argomenti? :)

@Lucia: sono molto contento di leggere quanto scrivi; mi sa che devo fare un salto a trovarvi uno di questi giorni, così saluto anche Miriam! :)

Comment by Enrico Ladogana — 2 June 2007 @ 23:26

[...] riflette sul post SES, e si pone due interrogativi sul presente e futuro del web [...]

Pingback by Caro Enrico ti scrivo... Commento post SES Milano 2007 — 2 June 2007 @ 23:50

Mi associo a chi sostiene che ci sia fermento nel settore, il fatto è che l’Italia in media è un paese lento nell’adeguarsi, adattarsi, rinnovarsi a tutto e tutti.
Anche dal punto di vista delle persone, argomento al quale ti riferisci, presto vedremo volti nuovi alla porta, diamogli solo il tempo di crescere e farsi un nome.

Odio anche io il termine Web2.0, ma d’altro canto le mode sono mode e poi le search parlano da sè, quella parola se vuoi un po insensata, spece in coppia con ajax, è capace di incanalare visite su visite più di molte campagne di web marketing, quindi folle chi non la usa (sentimenti di repulsione a parte)

Comment by Bandreus — 3 June 2007 @ 16:24

Sono d’accordo con Lucia. Attorno a me vedo gran fermento sul Web Marketing. Le aziende cominciano pian piano a capire cos’è, come ci si relaziona e cosa fare.
Progetti stanno nascendo ovunque.

Per quanto mi riguarda, sarò fortunato, non so, ma sono ottimista.

Comment by fradefra — 4 June 2007 @ 09:57

Sono stato al corso “SEO EXTREME” di Madri.com e vista la “folla” presente (un 300 persone buone) dubito che il Web marketing/SEM stia perdendo fascino…anzi tutto il contrario.
Forse il SES ha peccato in organizzazione (ad es. prezzi di parteciapzione troppo alti)non credo in contenuti, visti i relatori presenti.
Insomma non credo che da un solo evento, seppur illustre, si possa stabilire se il web marketing è destinato a morire…quando non se ne parlerà più in rete allora bisognerà cominciare a preoccuparsi…

Comment by justaman — 4 June 2007 @ 10:50

Ciao, ho letto il tuo articolo con grande interesse, mi trovo in grande accordo con quanto hai scritto.

Il SES si è proposto con un prezzo molto alto, questo è vero, ma non è il motivo principale dell’assenteismo riscontrato, c’è chi non ha partecipato non solo per i contenuti (sempre la stessa pappa, reciclata) ma anche per i relatori, onestamente ho visto dei nomi che mi hanno fatto sorridere (e non poco). Poi il buon vecchio Lupi può sponsorizzare quanto vuole sul suo blog, se un’evento non c’è… non c’è.
Sono certo che il numero degli appassionati è in crescita, ancor di più il numero di coloro che sia vvicinano al web marketing sperando che un giorno diventi attività lavorativa. Il problema principale secondo me è che gli addetti ai lavori scrivonos ui loro blog pensando soltato a loro stessi, leggo dei post assurdi, un egocentrismo senza limiti, ci si parla addosso senza dire nulla, e la preoccupazione principale qual’è? Scambiare punti di vista e crescere insieme? NO!
La grande preoccupazione è chi mi legge, chi mi linka, sono più letto io o lui? Tutte prime donne, altro che web Marketing!

Comment by Adriano De Arcangelis — 4 June 2007 @ 11:50

D’accordissimo con adriano, quoto in tutto e per tutto…
preciso soltanto che nel mio primo intervento dicevo che sono sempre i soliti quattro gatti a parlare, ma questo non vuol dire che non vi siano “giovani leve” che vogliano aprendere il mestiere.. ne è la riprova l’affollamento dei corsi che danno le nozioni di base di posizionamento e web marketing… ma dire che c’è fermento secondo me è un’altra cosa ;)

Ryan

Comment by Roma — 4 June 2007 @ 12:02

Sempre i soliti che parlano a volte le solite slide ….
Guardi bene i loro siti e lavori,
ti accorgi che predicano bene e razzolano male…

Comment by Lorenzo — 4 June 2007 @ 14:17

Ve beh, almeno non si mettono in firma i siti a luci rosse :D:D:D:D

Comment by Roma — 4 June 2007 @ 14:35

[...] come mai tale distorsione di aspettative per alcuni, come ad esempio tentano di fare FraDeFra, o Enrico e [...]

Pingback by » SES Milano 2007: questioni di aspettative » Search Engine Marketing e Motori di Ricerca | Search Advertising Blog — 4 June 2007 @ 15:35

credo che, con un pò di follia, sia giusto dare ragione sia ad enrico che a fradefra.

l’ambiente ristagna, ma paradossalmente le aziende sono interessate… forse gli specialisti hanno smesso di correre… forse le aziende riescono, dopo aver digerito un pò di web, a guadagnare terreno.

ora tocca ai webmaster iniziare a correre verso le aziende imparando un pò di strategia e non limitandosi a “link e google”.

Comment by spiderpanoz — 5 June 2007 @ 20:19

di base concordo con lucia, fradefra e coloro che sostengono che c’è “fermento”. quoto justaman: alle 2 edizioni seo extreme c’erano oltre 500 persone. e non erano tutti seo esperti (nonostante il nome del corso). molti erano alle prime armi.
ho incontrato miei clienti (albergatori) che vogliono capire meglio cosa sia il seo. che vogliono formarsi.

e mi pare che le richieste per lavori di web marketing stiano crescendo.

certo da qui a dire che ne capiscano.. ce ne corre. lo vedo dalle domande che mi fanno i clienti. non hanno idea di cosa siano gli UGC, i social bookmars o il web 2.0 (e scommetto che molti di voi sbadigliano solo a sentire questi nomi). forse qui sta il circolo chiuso di cui parlavano Enrico o Marco.
da una parte gli addetti ai lavori che si parlano da blog a blog, dall’altra gli imprenditori che cercano di capirne di più..

la strada è lunga..

ps 1
il ses forse costava davvero troppo. io penso che allo Iab ci sarà molta gente.
ps 2
jacopo.. ma i link ai siti p*rno sono consentiti??

Comment by nelli — 6 June 2007 @ 17:31

@ Nelli: ogni tanto, leggendo commenti come questo, mi verrebbe da dire “non vi interessa il punto di vista dei clienti, e capire cosa per loro e’ rilevante e cosa e’ invece privo di sostanziale interesse”?
Io il mio punto di vista di cliente solitamente cerco di metterlo da parte, tuttavia mi sento di fare un piccolo contro-commento.
Gli UGC, forse intendi user.generated.contents (scusa, sono solo un cliente e non ho skills raffinati): interessante, ma chi e’ cosi’ strano da passare il suo tempo a fare le creativita’ al posto di agenzie pagate per farlo? Costui, oltre ad avere un po’ troppo tempo libero per rappresentare un target potenzialmente interessante (cosa compra se non lavora e quindi non ha soldi?), rappresenta il suo mondo mentale e non produce comunicazione funzionale agli obiettivi dell’azienda. La quale azienda deve fare soldi, facendosi amare dai clienti in modo tale che comprino i suoi prodotti, non che postino i propri malesseri malamente brandizzati su youtube (sto estremizzando, ma non troppo).
Il web 2.0, invece… secondo te che c@..o e’ il web 2.0 per un cliente, visto che il significato non lo conosce neanche l’inventore del termine? Vedi l’autorevole parere di Andreessen, o quello postato l’anno passato da Berners Lee.
Io sono piu’ ottimista, ho visto imprenditori capire il web molto in fretta, ma sui concetti a loro funzionali. Non conoscevano i pippotti che aleggiano nel circolo chiuso del web marketing, da sempre affetto da una crisi di auto-affermazione, e sapevano cogliere forti opportunita’ in maniera laica e saggiamente utilitarista. Credo sia sufficiente un approccio dalla banalita’ sconcertante: ossia, pensare a cosa puo’ fare il web per i prodotti, e non l’esatto contrario, come capita presso il 90% dei fornitori di servizi.

Comment by Paolo — 6 June 2007 @ 19:39

@Paolo:

mi sembra un’analisi molto lucida la tua, mi trova abbastanza d’accordo in particolar modo per il contrasto che metti in evidenza tra quelli che definisci i nostri pippotti e quello che in realtà è funzionale ad una promozione per un’azienda sul web.

D’altra parte mi sento anche di porre l’attenzione che forse dipende anche dal prodotto che si “vende” sul web… se questi sono prodotti fisici hai pienamente ragione, ma quando il focus si sposta sui servizi o sul mero branding allora vedi come sono utili i UGC ;)

fermo restando che concordo pienamente, come già dettoo sopra, sul fatto che il web marketing sia un mondo dannatamente autoreferenziale e, passatemi il paragone, “in cerca ‘d’autore”, stato comune agli addetti ai lavori di un mercato non maturo e incentrato su prodotti intangibili….

ciao,

Ryan

Comment by Roma — 6 June 2007 @ 21:16

Forse io sono fortunato ad averli incontrati, non so, ma gli imprenditori che capiscono Internet ci sono eccome, con tutto quello che ne consegue. Non sanno usarlo, non saprebbero mettere mano su una tastiera, navigare hanno solo un vago senso di cosa voglia dire, ma nei tratti progetto/economico/business si muovono alla grande e con Internet ci vivono e pure bene.

Non faccio testo? Beh, meglio per me :-)

Comment by fradefra — 7 June 2007 @ 09:11

@fradefra:
è un problema di linguaggio…
l’imprenditore o il cliente vuole soluzioni ed obiettivi. il seo/sem spesso parla un linguaggio molto tecnico soprattutto per dare importanza al proprio lavoro. rischia di parlare troppo di strumenti.

non dimentichiamo poi che non tutti i seo/sem hanno cultura aziendale. è un mondo fatto ancora da molti semiprofessionisti.

Comment by spiderpanoz — 7 June 2007 @ 09:18

@paolo: abbiamo detto esattamente la stessa cosa!!!
le sigle (ho scritto deliberatamente UGC e non user generated content e non è un caso abbia parlato di WEB 2.0) da circolo chiuso i clienti non le conoscono, mentre nei blog di settore li trovi nominati e discussi ogni giorno. senza che molti imprenditori ne capiscano l’utilizzo.
e questo è un paradosso. non va bene!
ma sull’altro punto mi trovi meno concorde.
saputi applicare, saputi usare, a qualsiasi servizio o prodotto, eccome se questi strumenti funzionano!

credo che il vero sforzo sia tradurre certi concetti e farne capire le potenzialità alle aziende, con 1 approccio professionale (e qui concordo con spiderpanoz: troppi semiprofessionisti!)
se vuoi vendere nel 2007 non puoi pensare di ignorare quello che dicono gli altri di te. e non parlo dei video demenziali su youtube.
se vuoi vendere e non sei conosciuto da nessuno, forse varrebbe la pena creare un dialogo con i tuoi clienti, capire cosa vogliono da te, cosa gli piace dei tuoi prodotti e cosa no. limitarsi a un approccio di bombardamento di pubblicità a senso unico temo non funzionerà ancora a lungo (a meno che tu non abbia miliardi da buttare via).

bisogna partire dall’azienda, da quello che vende, da quello che vuole e capire come il web possa aiutarla a trovare soluzioni.

Comment by nelli — 7 June 2007 @ 09:48

Eravamo presenti per uno speech sul click fraud detection e abbiamo evitato la presenza in fiera come espositori, in parte anche perche’ presagivamo la quantita’ esigua di pubblico (purtroppo poi effettivamente riscontrata).

Dire se il SES sia andato bene o male, secondo me, dipende dagli obiettivi che ci si prefiggeva.

I seguenti obiettivi sono stati a mio avviso pienamente raggiunti:

1- Luogo di scambio opinioni tra gli addetti ai lavori;
2- Meeting “tra” professionisti del settore per eventuali strategie comuni di lavoro;
3- Incontri internazionali (l’effettiva presenza di numerosi esponenti di aziende straniere del settore e’ stato, a mio avviso, motivo d’orgoglio, in un Paese, il nostro, dove purtroppo non e’ cosi’ facile attirarle in un unico evento del settore).

Su questo ultimo punto, basti pensare al seminario in cui ho partecipato personalmente come Speaker a fianco di un sudafricano di DoubleClick che veniva da Londra, un norvegese di 77Agency che veniva dall’Olanda e che il mio e’ stato l’unico intervento in italiano su 3: quindi il clima internazionale e’ stato sinceramente molto stimolante.

Per le ragioni di cui sopra noi ad esempio siamo stati contenti di essere presenti.

Certo altri obiettivi potevano esserci, e quindi potrebbero non essere stati pienamente rispettati:

1- Acquisire nuovi contatti con potenziali clienti (per le aziende sponsor)
2- Diffondere le basi d’informazione sul Search Engine Marketing & SEO agli addetti ai lavori o ai “neofiti”

Purtroppo pero’ il numero di partecipanti all’evento era troppo esiguo.

Su questo le ragioni possono essere tante, ma a mio avviso, la principale e’ la diversa cultura e “mentalita’” che si trova nel nostro Paese.

Si e’ tanto parlato del prezzo d’ingresso per esempio:
bene, in Italia la gente non e’ come in America entusiasta di qualunque novita’ e disposta a spendere dollaroni per entrare… (anche se l’ingresso valesse quegli importi, e forse li valeva pure, dipende dai punti di vista e ripeto dagli obiettivi…).

Questo e’ stato sicuramente uno dei punti nevralgici della quantita’ di persone intervenute.

Lo stesso evento con gli stessi sponsor e speaker e lo stesso prezzo d’ingresso a Londra o a New York avrebbe sicuramente avuto un n. molto maggiore di adesioni.

Questo ripeto, proprio per ragioni di mentalita’, di usi e di costumi del ns popolo rispetto ad altri.

Sono certo pero’ che gli organizzatori americani e i loro partner italiani (Mauro Lupi ha fatto veramente un ottimo (e duro) lavoro per mettere insieme i vari speech) ne terranno conto per il futuro.

Infine, sul WEB2.0 sono proprio d’accordo con Enrico…

Ahime’… ci stanno propinando denominazioni diverse della stessa minestra…

Forum o sito personale… non piaceva piu’? Ora parliamo di blog…

Javascript che e’ nato fin dall’inizio del web,
non va piu’ di moda? Mettiamo insieme 2 strategie che usano javascript e parliamo di Ajax…

Insomma ragazzi… dalle mie parti si dice “chiamala comu voi… sempri cucuzza!” :-)

(traduco: Cucinala come vuoi, rimane sempre zucca lo stesso).

My 2 cents! :-)

Fabio Pagano

Comment by SitoVivo — 9 June 2007 @ 23:17

scusate per l’ OT ….
@ Fabio pagano …
dalle miei parti diciamo allo stesso modo “chiamala comu voi… sempri cucuzza!”

potrei avere la tua mail?? … se vuoi la mia è info[at]seo-carpediem.com

Comment by vinarcid0810 — 10 June 2007 @ 13:00

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