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31 May 2007

SES 2007: un flop?

SES 2007

Premetto che non sono stato a Milano per il SES. Per tante ragioni, la prima e la più importante delle quali è che non mi interessa prendere parte ad eventi dove (almeno per l’edizione italiana) quel poco che impari, nel migliore dei casi, è pagato a peso d’oro.

Ma ho sentito diversi racconti in giro (ovviamente i nomi non li faccio nemmeno sotto tortura cinese) che etichettavano, con convinta decisione, l’edizione italiana del SES 2007 come un flop. Forse annunciato, per il Bel Paese. Facendomi un giro sul sito ufficiale del SES, i vari seminari non è che sembrassero giustificare l’esoso esborso da un punto di vista contenutistico, almeno per chi attivamente opera nel settore dell’online. Specie se poi compariamo l’edizione italiana a quella americana.

So che c’è stato un numero di partecipanti davvero risibile (una ottantina di persone, anche meno) esclusi gli addetti ai lavori, che lì si trovavano, anche loro a carissimo prezzo, per ovvie ragioni di presenza. Oltre a errori di grammatica segnalati in vari punti strategici, tipo sui pannelli all’entrata delle conferenze, per non parlare dei folder dei badge mai giunti dalla dogana al SES in the city. 

Personalmente se dovessi scegliere di prendere parte al SES, preferirei partecipare alla edizione a stelle e strisce, magari a San Josè o NYC.

In Italia forse, è meglio dedicarsi allo IAB, che l’anno scorso mi pare abbia registrato un discreto successo oltre ad una notevole affluenza di partecipanti. Oltretutto è stato gratuito. E mi pare che la rete ne abbia parlato discretamente bene.

Comunque chi è passato per il SES di Milano in questi giorni, se la sente di lasciare qualche impressione, dal momento che non cerchiamo colpe o responsabili? Dai forza, voi altri 70 che avete partecipato, com’è andata davvero?

Intanto chi non c’è stato e vuole approfondire può farlo sul blog di Miriam Bertoli che ha fatto una raccolta di link utili sull’argomento, oppure leggere il pensiero di Stefano, in attesa di segnalare altre impressioni a caldo o a freddo di quelli che seguiranno.

UPDATE

Fradefra ha scritto un bel post su cosa potrebbe essere migliorato nella prossima edizione del Search Engine Strategies edizione 2008: Spunti dal SESit 2007, per un SESit 2008 migliore. Lettura davvero interessante.

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e su web2oltre? hai in mente di scrivere qualcosa? anche quello un flop?

Comment by svr — 31 May 2007 @ 11:30

Sono totalmente d’accordo con te!
Io sono stato ieri e c’era veramente pochissima gente. La maggior parte della quale era costituita da operatori del settore. Parlando qua e là con i colleghi (che erano presenti anche il giorno precedente) anche loro sottolineavano la pochezza dell’affluenza nonchè dei temi trattati.
Se l’obiettivo del SES è attirare clienti vecchi e nuovi e quindi da qui la necessità di sintonizzare le conferenze su registri più abbordabili, allora il risultato è flop. Non c’erano clienti praticamente.
Se invece l’obiettivo è una rimpatriata tra agenzie, allora perchè organizzare speech del genere e farli costare quasi un migliaio di €? Non interessano! E poi, sinceramente, così facendo la conoscenza sul mondo search rimane sempre chiusa tra i soliti noti. Quindi flop di nuovo.

Questo è il SES all’italiana! Gran PR tra conoscenti!

Comment by Matteo — 31 May 2007 @ 13:50

Ciao, ho partecipato al SES l’anno scorso.
Lavoro nell’area net mkt della mia azienda, un’agenzia di comunicazione.

A parte il costo esoso (che non mi interessa perché ovviamente ha pagato la mia azienda), ho subito notato che il SES non corrispondeva a ciò che pensavo di trovare.

In molte occasioni ho avuto l’impressione che molti speaker erano lì per “farsi belli”. Quindi ho dedotto che dovevano esserci per forza 2 diversi target tra i partecipanti al SES.

1. clienti finali (”Tizio Macchine Utensili” che vuole un sito fatto bene e arrivare tra i primi risultati con le kw del suo business)
2. agenzie ed operatori web mkt -tra cui io-, che lavorano per gli utenti finali, tra cui anche Tizio Macchine Utensili.

Non ci vuole un genio per capire che il melange di gente che c’era non era proprio ben assemblato.
Da un lato hai Tizio M. U. che vuole avere un’idea chiara su come spendere la parte del suo budget dedicata alla promozione on line, dall’altro hai l’operatore SEM che vuole conoscere le tecniche di promozione e posizionamento e cercare di capirle al meglio per migliorare la propria attività e quindi appetibilità verso i clienti.
Non capisco come anche quest’anno abbiano rifatto lo stesso errore di fare un SES unico per tutti. specificassero meglio a chi è destinato. Avranno fatto un piano di mkt per il SES…chi avranno scritto alla voce “target”?

Personalmente, se devo andare a fare un corso che mi professionalizzi sulla mia materia di lavoro, prefersico andare (dove peraltro sono stata, a Roma, il 18 maggio) a uno dei corsi di Madri. Anche le aziende sono più contente: costano 6 volte di meno del SES se prenoti prima. I contenuti sono “veri” e molto pratici. E la qualità e la professionalità dei docenti non è elevata, è elevatissima. E nessuno si fa bello ;)

Una domanda: perché prefeririresti partecipare a un SES a stelle e strisce? In cosa differisce da quello italiano?

Ciao

Comment by Marica Pietroni — 31 May 2007 @ 14:46

A proposito di Miriam Bertoli, devo dire che il suo intervento e quello degli altri relatori del suo incontro sulla scrittura ottimizzata, sono quelli che mi sono piaciuti di più, in una visione complessiva pensando anche al contenuto formativo per chi c’era in sala.

Comment by fradefra — 31 May 2007 @ 16:31

Confermo quanto detto da FradeFra,
inoltre esprimo alcune mie impressioni, cosi’ a sprazzi :)
- alcuni relatori hanno fatto degli Ottimi interventi:
**Pier di TSW, sulle campagne su differenti nazioni
**Jose Gonzalez Galicia di Isobar Italia sulle Landing Page
**Gaia Simonato di Views on Venice sulle Strategie di linking
- altri relatori(2) sono stati deludenti
- secondo me ogni settore(tipo blog, tipo video, tipo social) doveva avere una sessione tutta per sè
- hanno fatto fare 1 quarto d’ora d’intervento per ogni relatore(poco) e poi facevano pause di 15 minuti, con tanto di 1 pausa durante la mattina di 45 minuti.
- cosa buona: vedi come si muove il settore, prendi spunti, tocchi con mano, quello per cui una persona ci lavora e ci vive:)
- delusione: a fine ses, l’area expo era gia’ smontata= niente roba da bere e da mangiare!

Cmq: sono del parere che da un evento del genere, si trae degli spunti, il vero neo di questo appuntamento è il costo.

Ciao!

Comment by Marco — 31 May 2007 @ 17:26

[...] Jacopo di Marketing Routes e Stefano i quali, sebbene non fossero presenti, raccolgono commenti e impressioni nei rispettivi post [...]

Pingback by SES Milano 2007: Considerazioni | News | Il blog di Petro — 1 June 2007 @ 00:28

In effetti mi sono chiesto quanto fossero i partecipanti paganti. Personalmente avevo un accredito stampa e sbirciando i badge ho visto praticamente solo speaker, espositori, sponsor e stampa. Sicuramente il messaggio per gli sponsor è chiaro: rinunciando ai (pochi) ricavi delle iscrizioni si potrebbe massimizzare la presenza di pubblico e quindi di visibilità per le aziende coinvolte.
Che di visibilità - all’esterno della cerchia di addetti ai lavori - sicuramente ne hanno bisogno.

Comment by Alberto — 1 June 2007 @ 09:58

Grazie dell’indicazione Jacopo. Ho riflettuto a lungo se scrivere o no quel post, infatti non l’ho fatto subito.
Poi alla fine mi sono detto che criticare tra gli amici ha poco senso e che io sono il primo interessato ad andarci l’anno prossimo, quindi se posso in qualche modo contribuire vorrei farlo.
Ovviamente quelle sono solo mie considerazioni e sarò contento se l’organizzazione ne vedrà il lato costruttivo. Soprattutto perché credo che diverse si potrebbero attuare, volendolo, senza troppi problemi.

In definitiva, io al SES ci credo. In Italia di eventi di portata ne abbiamo pochi, quindi vorrei che questo andasse avanti :-)

Comment by fradefra — 1 June 2007 @ 13:02

Ciao Jacopo,
sono perfettamente d’accordo con fradefra e le sue considerazioni riguardo al SES. E’ vero che l’evento non è stato frequentatissimo ed è altrettanto vero che esistono margini di miglioramento. Tuttavia rimane il fatto che attribuire etichette negative a quei pochi eventi che forniscono spunti di formazione, confronto e crescita non è costruttivo per questo mercato. Personalmente sono contenta che l’Italia faccia parte di questo circuito internazionale e mi auguro che la qualità e l’appeal del SES italiano crescano con l’evoluzione del mercato stimolando nuove idee, entusiasmo e spunti costruttivi.

Comment by Paola — 1 June 2007 @ 16:58

Mi unisco alla delusione di molti altri… Il costo era eccessivo per i contenuti per lo più pubblicitari delle diverse agenzie-sponsor (ora si paga per avere pubblicità????)… Tuttavia, essendo il mio primo SES, qualcosa ho imparato di nuovo. Ma sottolineo QUALCOSA… che di certo non vale i 955 euro + hotel + treno + fatica spesi…

Comment by Daniele — 1 June 2007 @ 17:02

@ SUR

Non penso di scrivere qualcosa sul web 2.0 a breve.

@ Marica

Preferirei l’edizione americana per i personaggi che vengono invitati (senza nulla togliere ad alcuni dei presenti a Milano) e che qui non troviamo, oltre alle aziende che sono presenti (i.e. Google che ha snobbato questa edizione italiana), e per i contenuti che vengono trattati. Ti linko l’agenda del primo giorno del SES di NYC così ti fai un’idea di chi c’era: http://www.searchenginestrategies.com/sew/ny07/agenda.html

PS: trovo conferma di quanto hai scritto dalle considerazioni che ho sentito fare in questi 2 giorni. :)

@ Paola

Questo esattamente quello che penso, cominciando con il problema delle etichette. Il fatto che non si possa dire (o che sia meglio non dirla, o dirla in modo soft) che una cosa è andata male perchè fa male al mercato è errato secondo me.

L’impressione che ho io sentendo diversi commenti sul SES (e che ho avuto personalmente anche a IAB lo scorso anno), che ho maturato nel tempo leggendo blog e commenti al seguito, forum di settore e compagnia bella, e che a mio avviso è una delle responsabili della non crescita del web panorama aziendale italiano, è dovuta al fatto che:

1) il settore del search marketing è costituito per lo più da poche aziende che si conoscono tutte tra di loro, sono più o meno sempre le stesse, e per essere politically correct, non si criticano mai l’una con l’altra (pacifico che si sottintenda ove è necessario farlo). Non arrivo a dire che fanno ‘cartello’ ma l’idea penso di darla. :)

2) la mancanza di critiche (posto che il mio ‘pezzo’ non vuole esserlo, avendo io premesso che non vi ho preso parte e quindi so solo per sentito dire) è un aspetto dannoso per qualunque settore, ovviamente critiche costruttive e non fini a se stesse.

A giudicare da quello che ho letto qui grazie ai vostri feedback e che ovviamente non mi aspetto di trovare sui siti/blog di relatori vari dell’evento (tranne qualche caso illuminato), direi che è opportuno essere costruttivi/propositivi/diretti nel sottolineare quello che non è andato a genio singolarmente ai partecipanti, invece di gridare al successo.

Io so (e anche se non lo sapessi sarebbe scontato immaginarlo) di aziende sponsor giustamente inca**ate per aver investito in un evento che ha avuto riscontri di partecipazione inferiori a una fiera di paese.

Consideriamo poi che il SES è equiparabile ad un format (come il grande fratello, l’isola dei famosi e simili che infestano la TV), più o meno standard in tutti i paesi che lo ospitano, dove come sottolinea anche fradefra ci sono anche degli utenti paganti ben mille euro, per avere accesso a speech di 15 minuti (talvolta autopromozionali), eventi in cui parte del corredo della presentazione viene bloccato alla dogana e nemmeno giunge a destinazione, dove chi ha partecipato attivamente alla gestione dell’evento porta con sè qualche responsabilità, diretta o indiretta che sia.

A questo aggiungo anche, visto che non è un giorno che lavoro online e che non partecipo a questi eventi proprio perchè totally useless da un punto di vista formativo (anche se come accennato rimango curioso per la sessione americana del SES), che come sottolineato da qualcuno (mi pare Marica) in questa edizione nostrana c’è forse stato un problema comunicativo di fondo, e cioè non è stato chiaro a chi si deve o vuole rivolgere il SES: a chi non sa nulla di web? Alle aziende sponsor? A degli esperti del settore?

Elemento di insuccesso secondo me è poi il costo. Se io voglio imparare, posto che in 15 minuti per speech nessuno impara una mazza, non posso pagare 1000 euro per sentire responsabili che si autocelebrano. Idem se io aspiro ad attirare partecipanti.

Ricordiamoci che il tessuto economico italiano non è fatto da Google, Microsoft o Sun. La nostra economia al 99% è fatta dalla famigerata piccola e media impresa, che se di web non sa una mazza, forse, lo si deve anche al fatto che gli operatori del search marketing italiano si parlano (mia personalissima impressione) un po’ troppo addosso, e non sono così abili comunicatori verso l’esterno.

Direi che forse è meglio puntare sulla gratuità di eventi come IAB, dove 2 o 3 mila persone sono transitate lo scorso ottobre, magari facendo meno sessioni, ma piu’ approfondite su quelle che sono le necessità conoscitive delle aziende italiane (posto che le si conosca), piuttosto che puntare su un format che mi pare di capire non ha funzionato e che l’anno prossimo non funzionerà di nuovo, a meno che lo si trasformi o tenti di trasformare in qualcosa che non è e che non vuole essere nella mente di chi lo ha ideato.

Che dite?

Comment by Jacopo Gonzales — 1 June 2007 @ 18:23

Andare al Ses per imparare a fare SEO o SEM e’ come andare a una conferenza di sessuologi per sc+++++ meglio; se lo sai fare, non ti serve, e se non lo sai fare, non ti serve; se costa 1000 euro, ho delle alternative valide da consigliare a tutti quelli che vogliono “vedere gente, fare cose”.

Comment by mailoo — 1 June 2007 @ 18:28

che dico?
quoto tutto!
bravo jacopo!

Comment by marco — 1 June 2007 @ 18:28

Ciao Jacopo,
il mio commento non era affatto mirato a celebrare il successo del SES: ero presente e ho avuto quindi modo di notare e di riflettere su tutte gli aspetti critici che hai giustamente approfondito e che tra l’altro condivido in gran parte.
Quello che invece non mi trova d’accordo è la critica sulle caratteristiche distintive di questo evento che sono standard a livello internazionale: il SES non è un evento gratuito e neanche economico, i relatori hanno a disposizione poco tempo e non possono quindi tenere un corso nel vero senso della parola, le presentazioni sono(o dovrebbero essere)riflessioni sulle tendenze del mercato o esperienze sul campo. Modificare queste caratteristiche significherebbe snaturare l’evento: sarebbe quindi un Search Engine IAB o un Search Engine Madri Training ma non sarebbe il SES. Tu stesso sostieni che ti piacerebbe partecipare al SES a San Josè dove forse troveresti relatori più illustri di quelli locali, spunti legati a un mercato più evoluto e quindi per te più stimolanti, un numero maggiore di partecipanti, ma rimarrebbero tutte quelle condizioni distintive del SES sopracitate e criticate che sono solo parzialmente “localizzabili”. Credo inoltre che probabilmente torneresti da San Josè pensando di avere ricevuto spunti per un successivo approfondimento ma non credo che sentiresti le tue conoscenze realmente incrementate da questo evento (almeno per me è stato così quando ho partecipato a un SES in America).
In definitiva credo quindi sia assolutamente auspicabile aumentare la qualità del SES, eliminare gli interventi autocelebrativi e commerciali e attuare le azioni migliorative di cui si è discusso. Mi sembra invece meno utile cercare di trasformare il SES in qualcosa che non è, possiamo affiancarlo a tante altre forme di eventi, affini a vari tipi di target, ma non uccidiamo un evento che in qualche modo ci avvicina al mercato internazionale e da cui forse possono e potranno nascere spunti costruttivi.

Comment by Paola — 1 June 2007 @ 19:54

ho provato a fare un simil riassunto di ciò che mi è piaciuto di questo ses, e di ciò che invece non è andato…
l’ho già scritto altrove… come dicevano alle medie : ” il ragazzo è in gamba, ma non si applica, e potrebbe fare di più” ;)

Comment by dsom — 1 June 2007 @ 20:13

scusate basta boiate. Ses è un flop, hoax, fake etc. e madri che cosa c’entra coi motori di ricerca? basta. andate a lavorare. andate. :)

Comment by mailoo — 1 June 2007 @ 21:26

[...] per iniziare un post in cui è la riflessione ad imporsi!La fredda cronaca… Meditavo sul SES 2007, neppure 100 partecipanti! Pur tuttavia dovrebbe essere l’evento degli eventi in ambito Search [...]

Pingback by E’ sempre la stessa canzone che va, la stessa di 1200 anni fa — 2 June 2007 @ 12:46

Sto cercando di leggere tutti i commenti ed i feedback e cercherò di farne tesoro e di suggerire all’orgarganizzazione del SES eventuali modifiche.

Ci sono però cose che non sopporto, a partire dal sfornare opinioni “per sentito dire”. Per carità, ognuno decide a cosa partecipare e se 900 euro per 2 giorni (in realtà 2+2 viste le due track partallele) valgono i soldi spesi. Mi piacerebbe però un confronto leale e veritiero.

Ad esempio: si parla di autopromozione: io ho assistito al 50% dei 60 speech e solo in un caso ho ascoltato 5 minuti di autopromozione (il cui relatore è praticamente bannato dal prossimo SES). Un’altra precisazione: tranne 2 sessioni ed i forum, in tutte le altre ogni relatore ha avuto 20 minuti (non 15).

Comment by Mauro Lupi — 2 June 2007 @ 18:26

Parlo da speaker ma mettendomi nei panni di un partecipante pagante. Credo che non ci siano molte occasioni in Italia utili per fare il punto sullo stato dell’arte del sem (e del web marketing operativo).

Certo, se devo imparare a fare il lavoro di SEO o del consulente di marketing, l’evento non va bene (e forse i delusi sono proprio le persone che si aspettavano di fare dei corsi di formazione). Per tali obiettivi sono molto più utili i corsi come quelli di FraDeFra o html o master vari..

La delusione degli espositori per la bassa presenza di possibili prospect non deve quindi confondersi con quella dei partecipanti alle sessioni a pagamento.

Personalmente quindi credo che chi abbia partecipato, come ho constatato, è rimasto soddisfatto dalla adeguatezza o qualità dei contenuti (spero che anche i miei siano stati apprezzati), decisamente in crescita rispetto anche l’anno scorso.

Concordo con Mauro su una cosa però, che personalmente non riesco a capire. Molti parlano del SES dandone giudizi senza esserci stati. Cosa che accade anche a molte altre iniziative legate al “nostro mondo”. Non mi riferisco tanto a Jacopo che nella situazione si è messo nei panni di un “megafono” ;), ma a molte altre persone (alcune delle quali personalmente conosco e so non essere state presenti)che postano commenti senza essere presenti!

Critichiamo per migliorare quindi, non per eliminare, e speriamo nella crescita qauntitativa e qualitativa di eventi come questo che personalmente difendo a spada tratta.

Comment by Andrea Cappello — 2 June 2007 @ 20:11

@ Mauro

Se ti riferisci a me con: “Ci sono però cose che non sopporto etc…” il mio non voleva essere un post critico contro il SES. Ho anticipato nel post e ribadito nei commenti che io non ho preso parte.

Siccome però ho ricevuto diversi commenti (e a dirti la verità, di quelli che sono giunti a me nessuno è stato positivo) da persone che ritengo ‘attendibilissime’, ho aperto questo post megafono, il cui senso è stato perfettamente colto da Andrea Cappello e, spero, anche da chi ci legge e leggerà.

Tendo nella mia vita a essere SEMPRE leale, aspetto che penso, mi caratterizzi fortemente, così come sono sempre diretto nel dire quello che penso, e anche questo, penso sia qualità apprezzata da chi ci legge ancorchè scomoda, forse, per alcuni. :)

Ti ringrazio della precisazione sui 20 minuti invece che i 15 a disposizione degli speaker, da me segnalato.

Però un piccolo consiglio per le prossime edizioni italiane lo vorrei dare, giusto per rispetto all’intelligenza e al portafogli di chi parteciperà l’anno prossimo al SESit:

1) Massima attenzione alla comunicazione offline (ivi inclusi gli strafalcioni di grammatica tipo Grazzie, conferenzie e simili, che seppure fanno ridere quelli che l’ortografia la conoscono, forse offrono idea di approssimazione a chi i soldi li ha spesi per quel format.

2) Riallacciandomi alle considerazioni di Andrea Cappello, eviterei frasi sul sito UFFICIALE del SES, dove testualmente e’ scritto:

Cosa imparerai:

- la differenza tra i risultati organici e i link sponsorizzati dei motori di ricerca

- come sviluppare traffico dai risultati organici, realizzando un sito ottimizzato per i motori di ricerca e piacevole per i visitatori

- come acquistare in maniera efficiente i posizionamenti a pagamento, per garantire alla tua società le prime posizioni sui risultati dei motori di ricerca

- come calcolare il ROI delle tue campagne SEM, tracciando il percorso dei tuoi visitatori dal momento in cui accedono al sito fino a quando acquistano, oppure ricevendo consigli utili su come migliorare le tue conversioni

- come costruire link che generano traffico al tuo sito web e come evitare azioni di spam sui motori di ricerca
cosa cambierà nel mondo in costante divenire del Web e come trarne profitto

…posto che mi pare che in 20 minuti di discorso sia pacifico che non si possa insegnare/imparare tutto ciò, che richiede invece molto tempo. Diversamente, credo, è inevitabile che le proprie aspettattive, se confrontate al costo, sollevino feedback negativi.

Questi i miei 2 consigli per il sesit 2008. Ottima anche l’idea del ban delle autopromozioni per i più audaci.

Ora scappo che mi si fredda il sushi. :)

Buon weeekend a tutti.

Comment by Jacopo Gonzales — 2 June 2007 @ 21:00

ANCORA? basta non rompeteci i cog**oni. il primo che blatera a sproposito lo spu**ano. state zitti e rispettate con onore chi sa e fa.

Comment by mailoo — 3 June 2007 @ 02:31

Ragionandoci a mente fredda credo che il problema sia stato di “target”.

l’evento nasce (credo) organizzato come evento per il pubblico più che per confronto tra professionisti del settore.

Se poi la composizione delle sale è al 85% fatta da operatori e il resto fatto dal pubblico è ovvio che si forma confusione.

Con questi dati tutto viene rivalutato (in modo errato).

Un esempio: io ho scritto nel mio blog che non mi ha entusiasmato il forum sugli organici, mentre magari agli occhi di chi sa poco o niente in materia è stato illuminante.

Il problema è che il successo dell’evento dovremmo misurarlo per gli speech con le opinioni dei clienti, e per gli expo con gli opinioni delgi operatori.

Causa pochi clienti si sta invertendo la tendenza e tutti (me compreso!) si sono trovati a parlare delle cose che hanno visto agli speech.

Ed è quasi ovvio che nessuno sia rimasto colpito dalla qualità, salvo pochi esempi sono tutte cose che ogni operatore del settore dovrebbe conoscere a perfezione.

Comunque tutte queste critiche sono anche indice (positivo) di forte voglia di confronto tra chi lavora in questo campo.

Ed è forse una cosa alla quale si potrebbe lavorare, pensiamo ad esempio ad una bella “tavola rotonda” di almeno un paio di ore tra soli operatori, senza speaker, e un moderatore. Il tutto caratterizzato da una comunicazione più diretta, più tecnica e senza troppi fronzoli :)
Mah.. Vedremo il prossimo anno :)

Comment by dsom — 3 June 2007 @ 10:04

Sul questionario valutativo completato ho giudicato:

- 3 sessioni come sufficienti (3 stelline)
- 4 sessioni come buone (4 stelline)
- 3 sessioni come eccellenti (5 stelline)

valutando anche l’esposizione, il modo di raccontare, il contenuto… perché d’accordo gli speaker possono raccontare pure l’algoritmo segreto di Google ma devono metterci anche un po’ più di enfasi o di attenzione nelle slide che presentano. Il tempo era limitato, e tutti lo sapevano, alcune presentazioni, a mio avviso, erano “pesanti”: troppo testo, troppe parole… A volte un’animazione spezza la monotonia, una battuta, un disegno tiene attento l’ascoltatore…

Quello che mi ha colpito è partecipare alla sessione “Incontriamo i motori di ricerca” e non vedere Google tra gli speaker. Di certo ci sarà stato un motivo (Google si sarà rifiutato ma perché????) ma, parlando, qualcuno mi ha sussurrato che Google c’era e come! Solo che figurava tra i partecipanti………

Comment by Daniele — 3 June 2007 @ 11:32

[...] svolto a Milano la seconda edizione italiana del SES (Search Engine Strategies). Alcuni come Jacopo si domandano se sia stato un flop, io purtroppo non sono riuscito ad andare ma ho letto diverse cose interessanti nella sezione live [...]

Pingback by SES Search Engine Strategies 2007 a Milano | SEO news - Novità, notizie e articoli sul mondo del posizionamento nei motori di ricerca — 3 June 2007 @ 16:44

[...] Leggo di Alessio Semoli e poi un simpatico post di Johnnie Poi leggo due blog con molti commenti, Marketing Routes e quello di Html.it. Poi da non perdersi i post di Motoricerca.net e quindi vi linko il loro Tag: [...]

Pingback by » I Feedback sul SES di Milano 2007 — 3 June 2007 @ 16:57

[...] Nella rete vari commenti sono spuntati sul SES, riassunti o raccolti in parte da Giorgio Tave, che stanno ad indicare soprattutto una cosa: aspettative errate da parte di alcuni partecipanti. Chi si aspettava di andare ad un corso di formazione professionale SEO, come se ne trovano molti in rete, certamente è rimasto deluso. Chi si aspettava di capire come trasformare il suo sito in una macchina da business bypassando agenzie e consulenti, ancora di più. Chi invece si aspettava di fare il punto sulla situazione, sulle competenze, sugli strumenti, sugli argomenti, con qualche approfondimento utile a ordinare le idee e con spunti necessari a proseguire un percorso di continua un’informazione e formazione sulla materia, è rimasto altamente soddisfatto (come il sottoscritto).C’è da chiedersi come mai tale distorsione di aspettative per alcuni, come ad esempio tentano di fare FraDeFra, o Enrico e Jacopo. [...]

Pingback by » SES Milano 2007: questioni di aspettative » Search Engine Marketing e Motori di Ricerca | Search Advertising Blog — 4 June 2007 @ 15:35

[...] Ecco cosa scrive  Jacopo di Marketing Routes: [...]

Pingback by ▷&#9655 SES 2007 - edizione milanese - Katame - web marketing solutions — 11 July 2007 @ 15:36

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