18 May 2007
Long Tail e Search Marketing
Apro con questo post una collaborazione con Marketing Routes, e ringrazio Jacopo per l’invito e l’accoglienza!
Ho pensato di partire con una trilogia
di post su un modello economico che personalmente trovo affascinante e che credo vedremo applicato nei prossimi anni ad ambiti di business inaspettati: quello della Long Tail.
L’aspetto che solitamente si analizza parlando di SEO e Long Tail sono le parole chiave. Qualche giorno fa Jacopo ha svelato la long tail di parole chiave di Marketing Routes. Accanto alla testa, cioè alle parole chiave che portano la maggior parte del traffico, c’è una lunga scia di parole chiave che veicolano poche visite. La coda è un insieme estremamente frammentato di microricerche che portano anche una/due visite, ma che unito riesce ad avere il peso numerico delle parole chiave che portano traffico a tre cifre.
Quale che sia l’ambito di applicazione del modello della ‘codona’, teniamo a mente quelle che sono alcune caratteristiche fondanti:
- l’economia della coda lunga è possibile in un mercato dell’abbondanza (contrapposto a quello della scarsità). Portandolo al contesto web, si adatta perfettamente ad un blog ricco di contenuti o ad un sito aziendale con una ampia sezione con risorse di approfondimento;
- una delle principali condizioni che attivano una coda lunga è la varietà; spesso per parlare di Long Tail si porta come esempio Amazon.com, con la varietà dei titoli offerti. Ci sono libri e cd per tutti i gusti, nuove uscite e pubblicazioni introvabili nella maggior parte delle librerie in città, di diversi livelli di prezzo. Nel contesto di un sito web, un portale monotematico (hotel cinque stelle a Firenze) avrà con ottime probabilità una coda meno frammentata rispetto ad un portale con contenuti maggiormente diversificati (hotel e ristoranti nelle città d’arte, Firenze, Roma e Venezia);
- potenziare la coda lunga non vuole necessariamente dire restringere la testa. Nei mercati a coda lunga infatti le opzioni di scelta vanno da una modalità ‘or’ a una modalità ‘and’. Parliamo quindi di un contesto inclusivo e non esclusivo. Passando ad un esempio per il web, potenziare la visibilità del sito di una nota casa automobilistica per parole chiave non contenenti il brand – per esempio promuovere gare automobilistiche o altre sponsorizzazioni -, non significa veder ridurre il traffico per le parole chiave di brand.
Nei prossimi post approfondirò l’applicazione del modello della Long Tail al SEO, analizzando due leve che tendono a disporsi in una curva del tipo delle code lunghe: i link di accesso al sito e le pagine visitate (inteso qui come elemento per identificare aree di contenuto) . Come faccio a scoprire che cosa succede appena fuori dal centro città? Come valuto se questa vivace periferia di link e contenuti merita attenzione, tempo ed investimenti? Come posso praticamente svilupparla?
Per approfondire:
- Articolo originale di Chris Anderson pubblicato su Wired.com ad ottobre 2004
- Il blog The Long Tail- A public diary on themes around a book


























beh, benvenuto, ottimo inizio!
Comment by greenkey — 19 May 2007 @ 11:20