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13 May 2007

GOOGLE INC.: QUANDO JACK THE RIPPER NON FA MALE A NESSUN(A)

GOOGLE INC. : QUANDO JACK THE RIPPER NON FA MALE A NESSUN(A)

Ecco i numeri salienti del personaggio della foto:

  • 12.238: Numero di dipendenti
  • $10.6 miliardi: Ricavi nel 2006
  • $3.1 miliardi: Profitto nel 2006 (non so se prima o dopo le tasse, ma nel Delaware poco conta)
  • 53.7%: Percentuale di “penetrazione” nel mercato U.s.a per la ricerca
  • 528 milioni: Utenti unici el Marzo 2007
  • $143.5 miliardi: Capitalizzazione a Wall Street.
  • $461.47: Valore per azione

Anni fa, preconizzando una “portalizzazione” di Google (che è avvenuta e continua e continuerà), oltre a scontrarmi con la miopia di qualche “moon-walker” ancora non uscito dal suo (.) coma, individuavo in una fusione-acquisizione di Yahoo da parte di Microsoft un possibile problema al predominio di Google, per lo meno per quel che riguarda la search; da quello che leggo in questi giorni, una ipotesi del genere è sempre più realistica; non so a dire il vero in quanto tempo accadrà che l’oligopolio attualmente in mano a pochi soggetti diverrà un triopolio e poi alla fine un duopolio (futuro comunque certo per il web), ma sono sicuro che se – oggi – Microsoft comprasse Yahoo, poco cambierebbe per Google, se non un suo possibile rafforzamento.

Fondendo Msn con Yahoo nascerebbe un soggetto molto più grande (e più ricco) di Google e – tranne che nelle nazioni Google-centriche come l’Italia (dove Google ha una penetrazione ben superiore che in paesi come gli U.s.a o la Thailandia o il Regno Unito), diverrebbe il primo “search-engine-directory” di tutto il mondo. Lo diverrebbe però soltanto in virtù della somma degli utenti unici che sarebbe fatta “ex post”, da un punto di vista più finanziario che funzionale e strategico.

Di Google amo spesso parlar male, sia perchè – almeno fino a poco tempo fa – se ne parlava solo bene (soprattutto in certi nobili blog che, come la maggior parte dei nobili, sono ora molto poveri e male in arnese), sia perchè credo che il leader della ricerca web, ma anche il lader di un nuovo modo di “fare affari” nel web debba essere sempre criticato e analizzato più ferocemente che altri siti-società meno “agonisti’ (come per esempio la stessa Yahoo o anche Microsoft, ancora, divisa fra Vista e Malaria nel mondo e poco attenta a quello che accade nel world wide web).

Beh, purtroppo in questi ultimi anni, durante una serie di mosse “azzardate” o “sconclusionate” dei BrinBoys, siamo stati costretti ad assistere ad una grande inazione da parte degli altri due giganti. Il più grande fallimento è sicuramernte il nuovo motore di ricerca di Msn che – da “Underdog”, così battezzato dagli stessi ingeneri di Microsoft al momento della start-up del progetto search engine, ora si chiama Windows Live, ma  - per lo meno per quel che riguarda il solo potere di spiderare il web – dovrebbe essere considerato un “middle dog”. Google ha un solo punto debole ed è anche il suo punto di forza: la ricerca; tutto il resto è satellitare; di certo Google sarebbe Google senza Google Earth, senza Google Documents, senza l’ottimo Web Accelerator e anche senza Gmail, Gtalk e Google Desktop, mentre tutti questi satelliti – da bravi satelliti – non riuscirebbero a essere nulla senza Google, tranne che per Youtube, che ancora dopo un anno dall’acquisizione non ha ancora capito che la pubblicità testuale non serve a nulla in un sito dalle caratteristiche “calde” come quelle dei video (che fanno di YouTube un medium molto più simile alla BBC piuttosto che a un sito web).

Se Yahoo o Msn fossero riusciti a scalzare Google dalla posizione di predominio nella Search, sicuramente oggi una fusione fra Filo-Gates-Young sarebbe più interessante e più devastante per Google e forse non sarebbe nemmeno necessaria. Inoltre, le fusioni – quelle vere – portano almeno un anno o due di parziale “vacatio” strategica e operativa (questo vale per l’online come per l’offline) e quindi in questo periodo di tempo, Google potrebbe finalmente - oltre ad acquisire siti o inventare qualche altro Orkut_project – fare quel salto di qualità, dalla ricerca lessicale a quella semantica che in futuro farà guardare alla search dei nostri giorni così come oggi i medici guardano alle sanguisughe come utile rimedio contro la pressione alta; posto che Msn ha dimostrato la propria pochezza nel riuscire a mettere in piedi un team capace di fare non dico meglio di Google – per quel che riguarda la search – ma anche solo di avvicinarvicisi.

Ora, anche se qualcuno, sbarcato dalla luna, riuscisse a produrre un motore di ricerca migliore di Google, beh, sarebbe troppo tardi e questo per un unico motivo: partendo dal presupposto che gli utenti internet hanno imparato a ‘cercare”e  a “trovare” con Google (che ha pensato giustamente fosse più semplice insegnare alla gente a cercare come se fossero delle macchine piuttosto che a far pensare le macchine come degli esseri umani…) e dalla seconda premessa – che attualmente nessuno potrebbe realizzare un motore di ricerca sensibilmente più potente (come stocking delle pagine web e come velocità di caricamento delle pagine) e dalla terza premessa che l’unico passo oggi da fare è quello dalla fase lessicale a quella semantica della web search, appare cogente che solo Google può ora fare quella rivoluzione, così come può decidere di differirla, qualora non la trovasse strategicamente interessante (diciamo, antieconomica); non fare il male non vuol dire che non si possa infatti aspettare un pochetto prima di fare il bene, a dimostrazione che non solo nelle case farmaceutiche, ma anche nel www (mutatis mutandis) il progressoè frenato (o frenabile) dagli stessi che sono incaricati (grazie alla resa del pubblico potere) di promuoverlo.

Purtroppo non si tratta nemmeno di di un problema di Big Bucks. A prescindere dal fatto – pacifico- che Google ne ha a sufficienza e che qualsiasi prova di forza sarebbe quindi stata da fare prima della IPO del 2004 – a Msn e Yahoo manca la strategia; il CEO di una startup della Frisco Bay ha recentemente lamentato che "Google is sucking the oxygen out of the system”  per il solo fatto che Google gli aveva appena strippato un collaboratore offrendogli “solo” il triplo del suo stipendio attuale…Posto che mi pare bizzarro criticare i caposaldi calvanistici su ci si basa il self-made-cowboy-mission-accomplished-mood degli Americans, credo che i soldi non siano mai sufficienti a chi crede di arginare lo strapotere di Youtube lanciando un sito che – grazie al soldalizio fra NBC Universal, News Corp., Yahoo, AOL, Microsoft e MySpace, si proponga di offrire – non si sa come – i prodotti che ora tutti possono vedere online gratuitamente su Youtube, per quanto coperti da copyright; Google, secondo gli amici di Nielsen/Netratings si colloca oggi come motore di ricerca leader assoluto (anche se “solo” per il 53,7%, contro il pregevole 21,8% della premiata ditta Filo & Young) e – dati e-marketer – nel 2007 il 75,6% di tutta la pubblicità su search engine sarà dei DelaBoys di G66gle.

Senza sapere cosa fare, Bill Gates & Charitable Partner non fanno altro che stimolare cause per supposto trust (loro?), o per copyright infringment (loro?) ovvero per “privacy issues” (hey Bill…:)) paragonando Google a Jack the Ripper per il senso di rispetto della legge; beh, questo non fa onore a Google, ma nemmeno a Jack the Ripper che – nascondendosi nella foggy London di fine ‘800 - sapeva bene di stare facendo qualcosa di male; Brin & Page non pensano di fare nulla di male e non hanno bisogno di nascondersi; sono (stati) fatti così…

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Perdincibacco! Che voli pindarici!
Bello e condivisibile.

Comment by Federico — 14 May 2007 @ 09:26

Ciao Federico,

sarebbe interessante definirla, sta portalizzazione. Cosa ti fa dire che si sono portalizzati? La pagina iGoogle? Google Finance? Qualcuno dice sia imminente anche Google Travel. Tre indizi sono una prova, quindi è un portale?

Anche se fanno magari il 50% del fatturato su siti altrui, con Adsense etc? A me, al limite, e ancor più dopo l’acquisizione di Doubleclick, sembrano una grande, enorme ed efficiente concessionaria. Ma sono punti di vista.

Comment by Massimo Moruzzi — 14 May 2007 @ 13:18

“preconizzando una “portalizzazione” di Google (che è avvenuta e continua e continuerà)”

Federico, guarda che è successo l’esatto contrario di quanto tu racconti.

Tutti i motori di ricerca tranne Google si sono portalizzati, e sono caduti come mosche o inglobati… Infoseek-Go, Excite, Altavista, Lycos… resiste solo Yahoo che era il più solido essendo partito per primo.

Google invece è rimasto motore di ricerca puro e semplice, monetizzando proprio con il core-business, attraverso il pay per click.

Forte di questo, nel frattempo ha sviluppato (o inglobato) tutta una serie di servizi alternativi off-site, lasciando sempre al centro di tutto il motore di ricerca

Comment by Alessandro Venturi — 14 May 2007 @ 13:45

Mi dite in che cosa non e’ portale? google news (la mia home di google ha il meteo, le notizie, la borsa, foto di sport…e potete farvela anche voi forfree:)) , youtube, gmail, googlemaps, googleearth, gtalk etc etc? Non basta avere una grafica orrenda per non essere considerati un portale :) cmq, posto che gli assunti sono sbagliati, siamo d’accordo con le conclusioni?

Comment by naturalboiledkisser — 14 May 2007 @ 15:24

ma no, i contenuti (news, borsa, meteo etc) sono sempre esterni, no?

Comment by Massimo Moruzzi — 14 May 2007 @ 15:43

La differenza può sembrare formale ma invece è sostanziale.

Il modello del portale è a-centrico, non ci sono gerarchie e in ultima analisi tutto è dispersivo. E’ un tentativo malriuscito (perchè impossibile) di riprodurre in un’unico sito tutta la rete.

Il modello di google è invece fortemente concentrico. Google si è stabilito come il centro di internet, e tutte le altre cose che offre in qualche modo ci ruotano attorno.

Quanto alle conclusioni, beh, su quelle sono d’accordo. Per quanto evil, Google non è certo evil come Microsoft ;-)

Comment by Alessandro Venturi — 14 May 2007 @ 16:04

@morux: io ho la home personalizzata (I-Google) e mi sembra solo un portale fatto con logica 3.0 (quando i tecnici si occupano anche del layout…). per il resto google adotta una politica da vecchio proporzionale, per cui 100 unita’ sommano piu’ di 100 (e in parte e’ vero); oltre al fatto che questa strategia (si licet) serve per non attirarsi strali antimonopolistici (che comunque arrivano) e al fatto che per fare un portale ci vuole una direzione unica e una logica (cosa che - leggendo il buon libro di Battelle su Google di due anni fa sembra essere totalmente estranea negli uffici di notaxview), diciamo che Google e’ un po’ come la nestle’; pensare che venda solo cioccolato mi pare un po’ miope. Google diciamo che ha voluto “diversificare” facendo come ha sempre fatto: comprando pezzi e unendoli solo con dei link che piano piano dovranno unirsi anche graficamente, quando assumeranno un grafico. Ma -veramente - e’ solo una questione formale, anche dire che Google e’ un portale (per quanto frammentato) e’ riduttivo. Google e’ una media company, e’ una cosa nuova: 99% web e 1% tasse.

Comment by naturalboiledkisser — 14 May 2007 @ 16:26

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