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	<title>Comments on: Discografici, per vendere musica non basta il bonus track</title>
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	<description>Marketing, Comunicazione e Advertising</description>
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		<title>By: Gabriele</title>
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		<dc:creator>Gabriele</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Jul 2008 16:33:05 +0000</pubDate>
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		<description>Il Cd di Meg è solo packaging (truffaldino) e se non ci fose Mtv col cavolo che venderebbe le 7.000 copie che vende. Ha una voce orrida,un fisico orripilante (e la faccia pure) e ricordiamoci che è tutto (voce e aspetto) ampiamente modificato al Computer. Quello che possiede è una forte capacità di ubriacare la gente con le parole (pur essendo ignorante come una capra). Ma la sua forza è Mtv che la sponsorizza ad ufo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il Cd di Meg è solo packaging (truffaldino) e se non ci fose Mtv col cavolo che venderebbe le 7.000 copie che vende. Ha una voce orrida,un fisico orripilante (e la faccia pure) e ricordiamoci che è tutto (voce e aspetto) ampiamente modificato al Computer. Quello che possiede è una forte capacità di ubriacare la gente con le parole (pur essendo ignorante come una capra). Ma la sua forza è Mtv che la sponsorizza ad ufo.</p>
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		<title>By: Sander</title>
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		<dc:creator>Sander</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Jul 2007 22:14:22 +0000</pubDate>
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		<description>passi tanto tempo nei negozi per scegliere un cd e poi ti prendi dei dischi vergognosi come quello di Meg?
come è vero il detto che la classe non è acqua e che la cultura va ben al di là dall&#039;aver sfogliato qualche libro (nel tuo caso le riviste musicali gestite da critici musicali pagati)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>passi tanto tempo nei negozi per scegliere un cd e poi ti prendi dei dischi vergognosi come quello di Meg?<br />
come è vero il detto che la classe non è acqua e che la cultura va ben al di là dall&#8217;aver sfogliato qualche libro (nel tuo caso le riviste musicali gestite da critici musicali pagati)</p>
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		<title>By: Ele</title>
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		<dc:creator>Ele</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Jun 2007 13:11:20 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao a tutti! Anche io lavoro in una major nell&#039;area marketing ma vorrei tanto avere un&#039;etichetta indipendente...magari tutti insieme ce la possiamo fare no?! :)
Nonostante la mia giovane età sto cercando di approfondire il più possibile le mie conoscenze sulla discografia, su quale possa essere il suo futuro e come indurre la gente all&#039;ascolto prima che all&#039;acquisto. 
A presto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao a tutti! Anche io lavoro in una major nell&#8217;area marketing ma vorrei tanto avere un&#8217;etichetta indipendente&#8230;magari tutti insieme ce la possiamo fare no?! <img src='http://www.marketingroutes.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /><br />
Nonostante la mia giovane età sto cercando di approfondire il più possibile le mie conoscenze sulla discografia, su quale possa essere il suo futuro e come indurre la gente all&#8217;ascolto prima che all&#8217;acquisto.<br />
A presto.</p>
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		<title>By: Francesco</title>
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		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 May 2007 14:24:38 +0000</pubDate>
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		<description>ahahahaha, grande, davvero, te lo consiglio anche dal punto di vista del marketing è interessante, passa a farmi sapere che ne pensi dopo.... sono curiosissimo.

tra 20 anni probabilmente ricorderemo (aimè) muse, coldplay, travis, palcebo, oasis tutta gente che fra 20 anni, un certo revisionismo storico-musicale, avrà reso grandi.

Dai retta a me, oggi questi gruppetti che ho citato ci paiono poca cosa (e per fortuna), ma 30 anni fa se chiedevi a qualche pensatore indipendente un parere su Floyd, Queen e Zeppelin, non ti avrebbe certo parlato bene. Erano mainstream quella volta e il tempo e le vendite li hanno portati in alto. 

&quot;Il tempo crea eroi&quot; e &quot;nessuo è profeta in patria&quot;.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ahahahaha, grande, davvero, te lo consiglio anche dal punto di vista del marketing è interessante, passa a farmi sapere che ne pensi dopo&#8230;. sono curiosissimo.</p>
<p>tra 20 anni probabilmente ricorderemo (aimè) muse, coldplay, travis, palcebo, oasis tutta gente che fra 20 anni, un certo revisionismo storico-musicale, avrà reso grandi.</p>
<p>Dai retta a me, oggi questi gruppetti che ho citato ci paiono poca cosa (e per fortuna), ma 30 anni fa se chiedevi a qualche pensatore indipendente un parere su Floyd, Queen e Zeppelin, non ti avrebbe certo parlato bene. Erano mainstream quella volta e il tempo e le vendite li hanno portati in alto. </p>
<p>&#8220;Il tempo crea eroi&#8221; e &#8220;nessuo è profeta in patria&#8221;.</p>
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		<title>By: Raffaello</title>
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		<dc:creator>Raffaello</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 May 2007 14:11:51 +0000</pubDate>
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		<description>Certo io ho citato dei mostri sacri, ma più che altro per sottolineare epoche musicali; tra vent&#039;anni per ricordare questi anni chi citeranno, mi chiedo. Di sicuro c&#039;è che le case discografiche dovrebbero fare qualcosa. Per il momento mi sono incuriosito con &quot;il futuro della musica&quot;, esco a comprarlo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Certo io ho citato dei mostri sacri, ma più che altro per sottolineare epoche musicali; tra vent&#8217;anni per ricordare questi anni chi citeranno, mi chiedo. Di sicuro c&#8217;è che le case discografiche dovrebbero fare qualcosa. Per il momento mi sono incuriosito con &#8220;il futuro della musica&#8221;, esco a comprarlo.</p>
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		<title>By: Francesco</title>
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		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 May 2007 14:02:38 +0000</pubDate>
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		<description>Purtroppo la musica è cambiata, oggi la qualità si trova a livelli di indipendenti (indie), anche andrea parla di etichetta indipendente.

Se guardiamo al mainstream gruppi come quelli che citi più non esitono e, come caso mediatico, non esistono nemmeno a livello di indipendenza. Una volta era possibile coniugare qualità e vendite. Oggi c&#039;è genete brava magari come i gruppi da te citati, ma che non venderà mai tanto e per questo non raggiungeranno mai quegli status. 

Ti assicuro che c&#039;è tantissima qualità.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Purtroppo la musica è cambiata, oggi la qualità si trova a livelli di indipendenti (indie), anche andrea parla di etichetta indipendente.</p>
<p>Se guardiamo al mainstream gruppi come quelli che citi più non esitono e, come caso mediatico, non esistono nemmeno a livello di indipendenza. Una volta era possibile coniugare qualità e vendite. Oggi c&#8217;è genete brava magari come i gruppi da te citati, ma che non venderà mai tanto e per questo non raggiungeranno mai quegli status. </p>
<p>Ti assicuro che c&#8217;è tantissima qualità.</p>
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		<title>By: Raffaello</title>
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		<dc:creator>Raffaello</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 May 2007 13:58:14 +0000</pubDate>
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		<description>Appunto! Sensazioni che non hanno prezzo. Ma tu li spenderesti 20 euro per Britney Spears??? Poi che in giro ci sono gruppi interessanti sono d&#039;accordo con te; ma vale lo stesso discorso: 20 euro per un loro cd? Parlo di un acquisto di massa non del &quot;malato&quot; di Andrea (pardon, ma lo hai detto tu...) che sicuro ce li spenderebbe? In giro non ci sono Pink Floyd o Queen o Led Zeppelin. I gruppi che fanno parlare sono la versione pop degli U2 (sempre molto apprezzati, per carità) e dei Red Hot. Ma di nuovo che valga 20 euro, dimmi tu cosa posso trovare (però nuovo)? L&#039;altro giorno volevo comprare due cd, sono entrato in un negozio e ne sono uscito con Supernatural di Santana, Stripped dei Rolling Stones e Canzoni dello Zecchino (per mio figlio di 3 mesi, ma questa è un&#039;altra storia...). Cd per altro ricomprati perché li ha sempre in macchina mia moglie. Sul panorama mondiale al momento vedo poco o nulla. Tu cosa ne pensi?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Appunto! Sensazioni che non hanno prezzo. Ma tu li spenderesti 20 euro per Britney Spears??? Poi che in giro ci sono gruppi interessanti sono d&#8217;accordo con te; ma vale lo stesso discorso: 20 euro per un loro cd? Parlo di un acquisto di massa non del &#8220;malato&#8221; di Andrea (pardon, ma lo hai detto tu&#8230;) che sicuro ce li spenderebbe? In giro non ci sono Pink Floyd o Queen o Led Zeppelin. I gruppi che fanno parlare sono la versione pop degli U2 (sempre molto apprezzati, per carità) e dei Red Hot. Ma di nuovo che valga 20 euro, dimmi tu cosa posso trovare (però nuovo)? L&#8217;altro giorno volevo comprare due cd, sono entrato in un negozio e ne sono uscito con Supernatural di Santana, Stripped dei Rolling Stones e Canzoni dello Zecchino (per mio figlio di 3 mesi, ma questa è un&#8217;altra storia&#8230;). Cd per altro ricomprati perché li ha sempre in macchina mia moglie. Sul panorama mondiale al momento vedo poco o nulla. Tu cosa ne pensi?</p>
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		<title>By: Francesco</title>
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		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 May 2007 13:40:40 +0000</pubDate>
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		<description>Non credo nei discorsi &quot;la musica di un tempo era meglio&quot; troppo semplicistico. La musica non è mai stata così in salute, ci sono tantissimi gruppi e molti hanno qualità da vendere. E&#039; l&#039;industria discografica che è in crisi e da la colpa della propria incapacità di adattarsi ad internet al download illegale.

Poi molti marciano anche sul fatto che ascoltare musica è cool. Molti con iPod e con la possibilità di scaricare di tutto (anche gruppi che non ascolteranno mai) si riscoprono improvvisamente amanti della musica, ma per piacere.....

Io nono solo rimpiango lo scartare il ciddì, ma anche il vinile. Io quando compro un disco nuovo, mi leggo a fondo il libretto e spesso me lo porto pure al cesso:

guardare foto e artwork, leggere luoghi di registrazione, musicisti, ringraziamenti....etc etc

sono sensazioni che chi scarica e basta nn proverà mai.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non credo nei discorsi &#8220;la musica di un tempo era meglio&#8221; troppo semplicistico. La musica non è mai stata così in salute, ci sono tantissimi gruppi e molti hanno qualità da vendere. E&#8217; l&#8217;industria discografica che è in crisi e da la colpa della propria incapacità di adattarsi ad internet al download illegale.</p>
<p>Poi molti marciano anche sul fatto che ascoltare musica è cool. Molti con iPod e con la possibilità di scaricare di tutto (anche gruppi che non ascolteranno mai) si riscoprono improvvisamente amanti della musica, ma per piacere&#8230;..</p>
<p>Io nono solo rimpiango lo scartare il ciddì, ma anche il vinile. Io quando compro un disco nuovo, mi leggo a fondo il libretto e spesso me lo porto pure al cesso:</p>
<p>guardare foto e artwork, leggere luoghi di registrazione, musicisti, ringraziamenti&#8230;.etc etc</p>
<p>sono sensazioni che chi scarica e basta nn proverà mai.</p>
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		<title>By: Raffaello</title>
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		<dc:creator>Raffaello</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 May 2007 13:34:56 +0000</pubDate>
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		<description>Aprire il cd appena comprato, sentirne il profumo... non ha prezzo ti capisco. Poi, siamo in Italia, si cresce e capisci che su questa passione tanti si arrichiscono e in cambio non danno nulla. I concerti poi è un discorso a parte; avete visto che prezzi??? I Rolling Stones a Roma sono solo per benestanti (per fortuna li ho visti a Milano 6 anni fa). In più aggiungo (ma forse confermo quello che volevi dire) che, secondo me, la qualità musicale degli ultimi anni, sfiora il sottosuolo. Ho 35 anni. Mio padre ascoltava (e io di conseguenza) Pink Floyd, Rolling Stones, Queen (e gli &quot;altri&quot; degli anni 70); negli anni ottanta, insieme a tanta spazzatura, c&#039;erano poi gruppi unici (inutile elencarne anche solo alcuni); erano anni eclettici. Ora è tutto pianificato, piatto e di qualità livellata. L&#039;altro giorno un cliente mi consegna una foto da ritoccare per una pubblicità su una rivista. Era una sala d&#039;ascolto. Appoggiato accanto ad un amplificatore a valvole c&#039;era il 33 dei Marillion &quot;Clutching at Straws&quot;; che ricordi... Chi scarica il proprio gruppo preferito si perde tanto. Ma a questo punto credo che le case discografiche, più che di marketing, si debbano occupare di qualità del prodotto; poi fare pace con gli appassionati abbassando i prezzi. Magari ne crescono di nuovi</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Aprire il cd appena comprato, sentirne il profumo&#8230; non ha prezzo ti capisco. Poi, siamo in Italia, si cresce e capisci che su questa passione tanti si arrichiscono e in cambio non danno nulla. I concerti poi è un discorso a parte; avete visto che prezzi??? I Rolling Stones a Roma sono solo per benestanti (per fortuna li ho visti a Milano 6 anni fa). In più aggiungo (ma forse confermo quello che volevi dire) che, secondo me, la qualità musicale degli ultimi anni, sfiora il sottosuolo. Ho 35 anni. Mio padre ascoltava (e io di conseguenza) Pink Floyd, Rolling Stones, Queen (e gli &#8220;altri&#8221; degli anni 70); negli anni ottanta, insieme a tanta spazzatura, c&#8217;erano poi gruppi unici (inutile elencarne anche solo alcuni); erano anni eclettici. Ora è tutto pianificato, piatto e di qualità livellata. L&#8217;altro giorno un cliente mi consegna una foto da ritoccare per una pubblicità su una rivista. Era una sala d&#8217;ascolto. Appoggiato accanto ad un amplificatore a valvole c&#8217;era il 33 dei Marillion &#8220;Clutching at Straws&#8221;; che ricordi&#8230; Chi scarica il proprio gruppo preferito si perde tanto. Ma a questo punto credo che le case discografiche, più che di marketing, si debbano occupare di qualità del prodotto; poi fare pace con gli appassionati abbassando i prezzi. Magari ne crescono di nuovi</p>
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		<title>By: Francesco</title>
		<link>http://www.marketingroutes.com/2007/05/10/discografici-per-vendere-musica-non-basta-il-bonus-track/comment-page-1/#comment-48139</link>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 May 2007 10:29:00 +0000</pubDate>
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		<description>SEgnalo a tutti &quot;il futuro della musica&quot; spiega davvero bene la crisi delle case discografiche, e lo quoto in pieno quando dice che NON E&#039; ASSOLUTAMENTE COLPA DI INTERNET.

Bellissimo il paragone fra la crisi di Playboy e Penthouse quando il p*rno approdò su internet. Ci fu un calo impressionante di abbonamenti per le 2 riviste, ma chi fa porno su internet non si è forse arricchito ???

Si può fare soldi con la musica, ma le case discografiche utilizzano modelli obsoleti basati su scippi (letteralmente) sui diritti degli &quot;artisti&quot;. 

fran</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>SEgnalo a tutti &#8220;il futuro della musica&#8221; spiega davvero bene la crisi delle case discografiche, e lo quoto in pieno quando dice che NON E&#8217; ASSOLUTAMENTE COLPA DI INTERNET.</p>
<p>Bellissimo il paragone fra la crisi di Playboy e Penthouse quando il p*rno approdò su internet. Ci fu un calo impressionante di abbonamenti per le 2 riviste, ma chi fa porno su internet non si è forse arricchito ???</p>
<p>Si può fare soldi con la musica, ma le case discografiche utilizzano modelli obsoleti basati su scippi (letteralmente) sui diritti degli &#8220;artisti&#8221;. </p>
<p>fran</p>
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