4 May 2007
Alle tedesche piace nascosto…
Ricordiamo tutti il caso del ban di BMW.de, che ha aperto la strada anche ad altri casi noti (es. Ricoh.de), veicolando l’attenzione sul fatto che ormai, i big brand vivono online un po’ come nella Casa delle Libertà. Grosso modo in quel periodo, cominciarono anche a sollevarsi questioni relativamente alla eccessiva fiducia che Google mostra verso certi domini e subdomains al seguito.
Ora, sfogliando le web pages di Search Engine Land, leggo con poco stupore che anche il sito di Volkswagen ricorre a stratagemmi contro le guidelines di Google. Precisamente testo nascosto:

Se ne parla anche su Threadwatch e sul blog di Google (che però l’ha recensito, invece di bannarlo).
Matt Cutts, fatti un caffè.


























Il bello è che spesso durante i corsi mi sento fare dagli allievi la domanda “Frà, ma se hai detto che ’sta cosa non si può fare, perché X, Y e Z la fanno e sono lì?”
A volte mi verrebbe da dire, meno male, che così prima o poi li affossano e restiamo noi. Invece, purtroppo, non li affossano mai abbastanza (ed il motivo c’è, chiaramente).
La cosa ridicola, tra l’altro, è che a volte a ricorrere a trucchi e trucchetti sono siti che non ne avrebbero alcuna necessità, che sarebbero primi comunque e che basterebbe solo avere metodo e pazienza. Ma si sa. Tutto deve arrivare oggi, non domani. E possibilmente gratis.
Comment by Fradefra — 4 May 2007 @ 12:13