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14 April 2007

Demografia del Web: sesso, età e capacità di spesa dei navigatori

Demografia Web Sembra che Xerox abbia ideato un nuovo strumento per analizzare le caratteristiche demografiche di ciascun utente. Attraverso di esso sarà possibile individuare, con una certa precisione, il sesso e l’età del navigatore e, probabilmente, anche la sua appartenenza ad una certa classe sociale e, di conseguenza, la sua capacità di spesa.

Il funzionamento dell’applicazione dovrebbe essere più o meno il seguente: si analizzano i pattern di pagine e siti visitati dagli utenti e si confrontano con quelli contenuti in database che raccolgono le abitudini e le caratteristiche della navigazione di altri utenti di cui però è noto il background.

Il brevetto è denominato "User Profile Classification By Web Usage Analysis”.

L’applicazione, si legge, può essere implementata utilizzando hardware, software o una combinazione di entrambi. Attraverso di essa sarà possibile archiviare e tracciare le visite a pagine web di un numero definito di utenti che navigano a scopo di test. A questo punto il software sarà in grado di determinare dei “vettori baricentrici” (centroid vectors), cioè la definizione di set di utenti e pattern che descrivono le caratteristiche di questi ultimi sulla base dei loro dati di navigazione.

Ottenuti quindi i vettori campione sarà possibile estendere l’indagine all’utente comune: viene analizzata la sua navigazione, viene delineato il suo vettore e quindi messo a confronto con i vettori baricentrici di cui l’applicazione dispone. I vettori considerano, inoltre, quali variabili il numero di siti visitati, l’ordine di visita e la frequenza.

Attualmente il sistema, ancora in fase di test, è in grado di attestare con esattezza il sesso di un utente con una precisione del 75%, a patto di aver analizzato un numero sufficiente di pagine.

Se le promesse saranno mantenute si tratterà di una rivoluzione, soprattutto per i siti di Commercio Elettronico: provate a pensare cosa significhi poter individuare in pochi minuti la caratteristiche di un utente, riuscire a capire a che classe sociale appartiene e, soprattutto, a predire quanto sia disposto a spendere per un certo prodotto.

I software di tracking attualmente in uso presentano spesso grossolani errori di valutazione; nessuno di essi, peraltro, è in grado di definire a priori classi di utenti e di valutare, quindi, a quali di queste ciascun singolo navigatore appartenga. Con la tecnologia attuale, chi ci ha provato, si è scontrato con errori e varianze imponderabili.

Forse funzionalità analoghe sono già ottenibili attraverso l’analisi della navigazione di utenti che hanno installato delle toolbar, ma, tutti sappiamo quanto è difficile convincere questi ultimi ad effettuare tale operazione.

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Problema delle ricerche di mercato è stabilire cluster sufficientemente predittivi del comportamento d’acquisto futuro.In estrema sintesi: dimmi chi sei e saprò come ti comporti. Questo sistema sembra al contrario: dimmi come ti comporti e ti dirò chi sei. Da rifletterci.

Comment by roberta milano — 18 April 2007 @ 18:11

Ciao Enrico.
Il discorso che qui affronti è molto interessante.
La profilazione dell’utenza è un nodo fondamentale per capire se davvero internet è in grado di generare RICCHEZZA per chi vi investe.

Personalmente, ho sempre pensato che il Web si sarebbe avvicinato sempre più al modello dei MEDIA GENERALISTI dove a far soldi sono i produttori/editori di contenuti e noi utenti (e potenziali consumatori) siamo la vera merce di scambio.
La pubblicità in questo caso, pur pensata per un target specifico, quando gira, GIRA PER TUTTI, senza distinzione! E le strategia media (con i loro studi di profilazione e segmentazione) solo in parte riescono a ridurre l’inevitabile margine di generalizzazione.

Il brevetto che tu descrivi invece, con la sua sofisticatezza tecnologica, sovvertirebbe questo modello aprendo uno scenario senz’altro interessante per chi, investendo on line, vuole vedere crescere i suoi RETURNs.

Inutile dire che, come professionista, la possibilità di avere dati ed informazione precise che mi aiutino a pianificare, creare e valutare, mi affascina tantissimo.
Ma come consumatore, l’idea di essere monitorata e profilata a mia insaputa ovviamente mi disturba (e forse anche spaventa). Non è come rispondere ad un questionario o essere membro di un panel AudiTel (o Audi-qualcos’altro)!!!
E a tal proposito, mi ha stupito molto quello che tu scrivi sulle TOOLBAR: semplicemente non lo sapevo!
Dimmi un pò: sono stata un UTENTE DISTRATTA o scarsamente TUTELATA?

Comment by Elena — 19 April 2007 @ 12:27

Ciao Elena! Beh il discorso toolbar è un po’ complesso, a mio avviso comunque quelle applicazioni sono molto meno distanti da uno spyware di quanto si pensi.

Sono costretto a citarmi :) e ad invitarti a leggere questo mio articolo sulla Privacy che potrebbe rispondere, almeno in parte, al tuo quesito: http://www.ranked.it/google/privacy-google-e-la-ricerca-personalizzata/

Comment by Enrico Ladogana — 19 April 2007 @ 12:42

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