10 April 2007
Consumatore ho bisogno di te
In pieno spirito di par condicio, dopo un post sulla Coca-cola eccone uno riguardante la Pepsi. In stile "I want you", i grandi brand sembrano in crisi di idee, più che i brand direi i marketer ed i creativi che nelle grandi aziende lavorano ma dove non sembrano un granchè stimolati a pensare e a creare.
A memoria mi sembra che uno dei primi settori a fare massiccio ricorso al "vieni su questo sito e scegli la colorazione e gli allestimenti dell’auto che vuoi" sia stato proprio il settore automotive. Comunque siamo in pieno periodo di attivismo del target. Molti brand chiedono ai proprio consumatori di (quasi) creare il proprio prodotto, gli chiedono di sceglierne la forma, i colori e di inventarne la pubblicità. Che io allora mi chiedo:"ma allora cosa vengono pagati a fare i creativi, se l’idea gliela devo dare io?". Ma io sono un rompipalle e magari non faccio tanto testo, però non mi so proprio spiegare questa strategia di brand experience(?).
La Pepsi ha lanciato questo nuovo sito dove si chiede agli utenti di creare attraverso un tool user friendly il nuovo design della confezione.
Il consumatore deve "parlare" con l’azienda vedendola come "umana" e non più come un mega ingranaggio realizzatore di prodotti finiti, e su questo sono pienamente d’accordo, e in questo i blog ci vengono in aiuto, ma non vedo la strategia a lungo termine (vedo solo scarsi effetti a breve termine) di voler far entrare il consumatore nel processo finale del prodotto.
In tutto ciò vedo solo la paura delle aziende che per evitare di mandare in fumo milioni di dollari di progettazione di una bevanda, magari a causa di un packaging o di un colore non azzeccato, "chiedono" ai consumatori la loro opinione per tastarne i gusti e poter lanciare il prodotto secondo i gusti più popolari (inteso come numeroso in base al campione esaminato).
Il web dovrebbe essere usato per "sentire" cosa dicono gli utenti riguardo, per esempio, ad un prodotto e non per usarli come automi per il gusto di fargli dire "questa l’ho fatta io". Gli utenti (in special modo quelli online) dovrebbero essere un vantaggio da saper ascoltare per le aziende e non un campione di futuri consumatori che se pungolati a dovere rispondono. Perchè questa non è innovazione, ma solo la ri-proposizione sotto nuove spoglie della visione del consumatore passivo. Questo diventa attivo quando, ascoltato, permette di mostrare all’azienda quale strada prendere.
In questo caso l’azienda ha già scelto la "festa a cui andare", al consumatore non resta che scegliere il vestito da indossare. Ma se al conumatore non fosse andato di uscire?


























Secondo me il punto fondamentale è che ti senti più “tuo” il prodotto. Anche se poi il design scelto non sarà il tuo, ci vedrai un po’ della tua creazione inconsciamente, e quindi ti sentirai intelligente, soddisfatto, genio incompreso… e tutto grazie ad una campagna marketing, non male no?
Riguardo al rischio io direi che è minimo… non prendono mica il design più “fico”, è chiaro che ci saranno fior fior di esperti a scegliere il packaging più “giusto”, no?
Comment by greenkey — 10 April 2007 @ 22:41