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29 March 2007

Milky Guerrilla

Il latte fa crescere sani e fa bene alle ossa. Questa cosa ce la sentiamo dire dall’età dell’infanzia. Uno degli alimenti più granarolocompleti che esistano, lo associamo spesso al tepore familiare. Anche per quanto riguarda la comunicazione pubblicitaria, le varie agenzie pubblicitarie sono solite utilizzare il linguaggio canonico: famiglia-bambini-tazza di latte-colazione.

In quasi esclusiva invece vi diciamo che qualcosa sta cambiando. Infatti da oggi è on-air la nuova campagna della Granarolo che ha come claim "Scegli le cose che durano di più". La campagna, realizzata per sostenere il lancio del latte "Più Giorni" sarà in TV ma sarà supportata da un’azione di guerrilla marketing, che è iniziata da Bologna e continuerà a Firenze, Milano e Roma e da un sito internet. Ovviamente queste due cose sono strettamente correlate.

Sono stati prodotti 16.000 anelli come quelli che vedete in foto che riportano all’interno l’indirizzo del sito internet dedicato e completati con i cartellini adesivi che invece riportano il claim. Gli anelli verranno ritrovati nell’ambiente urbano, per strada, come se fossero stati smarrito da qualcuno.   

L’idea è dell’agenzia G-Com, "specializzata" in azioni di guerrilla marketing, in collaborazione con FullSix/DMC

Che la caccia abbia inizio quindi.

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[...] Granarolo ha fatto questo … [...]

Pingback by Guarda Oltre il Muro » Quando il sito nasce da un anello — 29 March 2007 @ 22:13

[...] non mi convince di questa sedicente e presunta campagna di marketing non convenzionale? Innanzitutto arriva tardi, estremamente tardi. A distanza [...]

Pingback by » Acido lattico » Totanus.net » Blog Archive — 29 March 2007 @ 23:35

Ma sono anelli d’oro o pataccate?

Nel primo caso mi pare una campagna molto costosa, nel secondo il primo effetto mi pare possa essere la delusione. Delusione che poi viene collegata al brand.

Comment by Stefano "Free.9" Scardovi — 30 March 2007 @ 09:13

Scommetto il mio stipendio di tutto il 2007 che non sono d’oro…e vabbé ma te pare?
E poi scusa, deluso de che? Troppa grazia che hai una “pataccata” in mano, come la chiami tu, c’è chi ti riempie di inutile carta e basta :)

Comment by MagOronzo — 30 March 2007 @ 09:48

Giusto molto meglio buttare immondizia per strada…

Comment by An — 30 March 2007 @ 10:07

Hola, sarei curioso di sapere in realtà quanto ci stanno in strada. Voglio dire, veri o finti, se brillano, qualcuno li prende su…o no?

Comment by xcess — 30 March 2007 @ 10:18

l’idea è simpatica…ma l’anello assomiglia troppo ad una fede… le mamme comprano il latte…
non so, non mi convince…

più che parlare al proprio consumatore in questa come in altre campagne mi pare che si punti a far parlare di se…

poi associare al latte qualcosa che trovo per terra…

non so..

Comment by dottorecommercialista.eu — 30 March 2007 @ 10:37

aaa Dico, non “somigliano”.. “sono” fedi nuziali.. chissà che non se la tengano al dito..ratzinger gode.

Comment by MagOronzo — 30 March 2007 @ 11:10

…Il solito problema, non è la comunicazione, è il prodotto!

Alex

Comment by AAA Copywriter — 31 March 2007 @ 03:11

Obiettivo degli anelli (che non sono d’oro ;) ) è proprio quello di brillare per essere presi; inoltre ricordano volutamente una fede in quanto il claim dice “scegli le cose che durano di più”.

Ora però dovremmo andare OT e parlare della crisi del concetto del matrimonio ma questa è un’altra storia… :D

Comment by Andrea Signori — 31 March 2007 @ 12:24

Ok, carina l’idea dell’anello tarocco, gettato in pasto ai passanti e alla nettezza urbana. 16.000 anelli, 1% di view through? 160 visite, quelle che fa un blog personale in due giorni. Quindi e’ saggio confidare nell’effetto viral, ottenuto anche tramite un sapiente “mailto:” in alto a destra. L’ho provato adesso dal pc del suocero, con fiammante installazione di Vista. Codesto sistema ha sconsigliato di aprire il client di posta.
Peraltro non si vince nulla e non si guadagnano ne’ soldi ne’ sconti. Ah, puoi sempre farti i biglietti da visita brandizzati, a patto di acconsentire a essere databasizzato (il Garante non sarebbe d’accordo, tuttavia non mi sembra pratica scorretta).
Ora, non vorrei fare il disfattista, tuttavia:
- per esporre 16.000 volte il brand “granarolo” su Internet bastano meno di 50 euro, e posso pure cliccare il banner :-D
- in ultima analisi: perche’ mai dovrei andare sul sito a vedermi dei filmati pubblicitari?

Vedremo i risultati effettivi…

Comment by Paolo — 31 March 2007 @ 17:15

a me l’idea piace. una tv locale c’ha pure fatto un servizio, che è il modo in cui l’ho conosciuta io, visto che di anelli non ne ho

Comment by Albert — 2 April 2007 @ 22:42

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