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21 March 2007

Google lancia il Pay per Action

Google Pay per ActionChe Google stesse pensando ad un sistema di Pay per Action era nell’aria già dalla scorsa estate. Sinceramente mi auguravo che tali rumors sfociassero in un nulla di fatto, ma purtroppo così non è stato.

Leggo infatti dall’ottimo Search Engine Land che il programma PPA è partito nella solita beta limitata ad una piccola fetta di advertiser Adwords del mercato statunitense. Quindi il resto del mondo dovrà frenare i propri entusiasmi.

Aggiungo anche che il sistema di Pay per Action sarà disponibile, da quello che leggo, soltanto per la rete di contenuti (leggasi Adsense). Che strano.

Che non siamo assolutamente d’accordo o a favore dei modelli basati sull’action di un utente lo abbiamo ribadito più volte. Che la pubblicità non si paga ‘a successo’ e quindi ’solo se va bene’ anche. Idem per il fatto che i sistemi di Pay per Action puri (e cioè quelli in cui si paga davvero soltanto l’azione dell’utente) non esistono, perchè agli eventuali costi del lead vanno aggiunti le varie fee (di cui stranamente nessuno parla mai).

Quello che può essere il pensiero di qualche big spender lo posso anche intuire e probabilmente questi saranno gli unici ad esserne contenti. Mi interessa piuttosto l’opinione dei comuni amministratori di siti e webmaster in merito, che a mio avviso, difficilmente accoglieranno a braccia aperte il PPA. Che poi lo faccia Google, poco cambia. E la scusa dell’introduzione del PPA per mettere una pezza al click fraud davvero non sta in piedi. ;)

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Come ho gia’ detto in passato, credo che il problema del modello di pricing (CPA, CPC, CPXXX…) sia meno rilevante di quanto non si pensi. L’advertiser deve vendere, e per farlo deve investire. Se no, non vende, e al suo posto ci sara’ un altro advertiser che investe piu’ di lui. Se poi col CPA si creano i presupposti perche’ l’investimento salga, tanto meglio. Se invece si creano i presupposti perche’ l’investimento venga tagliato, beh, non cambia nulla: prima o poi succederebbe comunque.

Comment by Paolo — 21 March 2007 @ 12:43

Posso comprendere lo stato d’animo festoso di chi acquista click con adwords a CPA invece che CPC… (ci sarà da veredere i prezzi!)….

Comprendo anche che molti siti già oggi sottoutilizzati e sottoquotati per mezzo del cpc adsense varranno probabilemnte ancor meno per G… (è solo un’ipotesi)

Il fatto ad esempio che GT abbia tolto adsense per dar spazio ad altra pubblicità direttamente gestita secondo me la dice lunga.

Se G riuscirà a mantenere alta la motivazione dei webmaster con congrui “incentivi” probabilmente eviterà una netta flessione delle pubblicazioni dei proprio annunci.

Comment by alexs2k — 21 March 2007 @ 14:30

Caro Jacopo, sai che su questo fronte sono completamente schierato con voi ed anzi mi sto battendo con la mia concessionaria e nel mio settore, per impostare la vendita cpc su prezzi che valorizzino anche il lavoro degli editori che rappresentiamo. La scelta di introdurre questo metodo solo per i siti AdSense e non anche sui risultati sponsorizzati del motore, già da sola la dice lunga. Se aggiungi poi che è visivamente valutabile (in negativo) l’impatto che le prime attività referrer (con i banner google e firefox) abbiano rispetto agli annunci contestuali (unici a mio avviso ad interessare l’editore), comprendi immediatamente che successo possa avere presso gli editori un’iniziativa cpa da parte di Google. Se è vero che “content is king”, è altrettanto vero che publisher is king per il sistema pubblicitario. Ciao, Fil.

Comment by Filippo Ronco — 22 March 2007 @ 13:49

Caro Filippo, qualsiasi inserzionista vuole generare valore. Piu’ vendite, piu’ notorieta’, o al limite piu’ mazzette (l’Italia e’ anche questo, purtroppo).
Non credo che Adsense si sia finora rivelato cosi’ adatto ad alcuno di questi scopi. Credo che Google intenda vagliare i modi per far crescere il fatturato Adsense, senza continuare a dipendere esclusivamente dalle adwords sul search.

Comment by Paolo — 22 March 2007 @ 14:06

@ Paolo
Io parlavo di valore riferito agli editori, non agli inserzionisti. :-)

Comment by Filippo Ronco — 22 March 2007 @ 14:11

Mi era chiarissimo, purtroppo non sono gli editori a decidere se un prezzo piace o non piace all’inserzionista :-)

Comment by Paolo — 22 March 2007 @ 15:16

E’ questo il problema.
Occorre che tutti quelli che lavorano nel settore siano uniti nel non “svendere” il lavoro degli editori, a partire da AdSense…prendi per esempio l’esperienza americana. Ci sono network come Gawker che vendono alla bellezza di 20 - 25 dollari cpm. Non dico che dobbiamo / possiamo fare lo stesso in Italia ma regalarle come si fa normalmente con AdSense… figuriamoci i referral o il CPA. No, quello che serve è un po’ di amore per il proprio lavoro. Smettiamo di svendere e cominciamo a dettare noi le regole facendo mercato. Credibile, non da bolla, ma mercato.

Comment by Filippo Ronco — 22 March 2007 @ 16:28

Guarda, secondo me in molte occasioni siamo ben oltre il mercato. Un’operazione come quella che ha fatto qualche settimana fa ENI, bombardando con un pop-up gigante (peggio che ai vecchi tempi) una serie di homepage e, presumo, “strapagando” lo spazio…
Mi viene da fare un test: qualcuno si ricorda di di quell’operazione, che era impossibile non vedere? Qualcuno ricorda cosa c’era scritto nel super-mega overlayer a tutta pagina?

Comment by Paolo — 22 March 2007 @ 20:28

Io spero solo che ci sia quantomeno la possibilita’ da parte dei publisher di disattivare questo tipo di campagne perche’ altrimenti sono convinto che i Publisher con bassi-medi volumi di traffico lasceranno perdere TOTALMENTE il sistema della pubblicita’ contestuale di AS.

Il problema infatti e’ di chi sta nel mezzo.

I BIG PUBLISHER non avranno problemi perche’ vendono-venderanno direttamente gli spazi senza intermediazioni di sorta e addirittura ad Impression.

Chi non potra’ permettersi di fare tutto questo dovra’ scegliere se accontentarsi delle briciole (perche’ essere pagati per sale o per action e’ proprio un insulto verso chi investe denaro e tempo come editore e publisher)

Non so ,io pero’ non la vedo grigia.

Credo che Google cerchera’ di far contenti un po’ tutti anche se la tendenza sara’ quella di agevolare il ROI degli inserzionisti.

Forse non e’ tutto perduto (o si?)

Comment by Marco — 27 August 2007 @ 18:21

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