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WEB 2.0: dichiarazione d’incompetenza »

17 March 2007

Faremo tanti soldi!

SoldiDa oltre dieci anni vengo avvicinato di continuo da strani personaggi che sono convinti di essere furbi, di avere avuto l’idea vincente e che mi chiedono di intraprendere una qualche attività con loro, perché, dicono, “c’è da fare i soldi”. Parlo, ovviamente, della realizzazione di un progetto per il web.
Non frequento gente di malaffare, sia chiaro! Quelli che definisco “strani personaggi”, a volte, sono pure colleghi, amici, parenti.

C’è quello che mi chiede di realizzare gratuitamente un sito di ricette; idea certamente rivoluzionaria, nessuno ci aveva pensato prima! Tanto poi i soldi li facciamo, non sa neanche lui come, ma li facciamo. E si divide! Sicuro, si divide esattamente a metà come nelle migliori società… Io ci penso e ragiono per qualche secondo, anche tralasciando il fatto che il progetto fa acqua da tutte le parti pervengo comunque a questa conclusione: io mi accollo tutta la progettazione del sito, la realizzazione e la messa on line e tu hai la faccia tosta di chiedermi di dividere a metà? In questi casi amo citare Totò: “Ma mi faccia il piacere!”

Anni fa un altro episodio divertente. Un tizio mi chiama, non so come sia entrato in possesso del mio c.v., e mi convince in qualche modo ad incontrarlo a casa sua per un’offerta di lavoro. Non so il perché, ma ho accettato. Mi presento e dice qualcosa del tipo: “Ho bisogno di un amico che mi realizzi un sito, un portale turistico, faremo un sacco di soldi”. Un altro con l’idea geniale! Un portale turistico su Venezia, fantastico, non ci ha ancora pensato nessuno. Continuava, poi, ad utilizzare il termine “lavorare in amicizia”, eppure era la prima volta che lo vedevo. Ovviamente l’ho rispettosamente salutato e ho declinato…un così allettante invito.

Chiudo, infine, con la recente richiesta dell’amico di un mio parente che ha la pretesa di farmi posizionare, per la chiave appartamento Venezia, una pagina html composta da due righe di testo e da una foto. Questa però è una persona onesta! È disposto a pagarmi sino a 50 euro!

E poi ci sono i clienti, quelli veri, non i cialtroni di cui vi ho parlato in precedenza. Clienti che non hanno la minima idea di quello che puoi realizzare per loro, che non si impegnano a capire la portata di un investimento nel web, né ti ascoltano quando cerchi di spiegarglielo. E, nonostante questo, si permettono di definire unilateralmente il prezzo di quello che gli stai proponendo. Che so, mi è stato richiesto un cms, usabile e posizionato per chiavi competitive a meno di 500 euro, perché l’amico imprenditore, tramite il cugino del fratello del nipote della zia del figlio della centralinista, ha speso una cifra simile.

Sorrido ricordando questi episodi e ce ne sarebbero molti altri da raccontare… Poi però continuo a pensarci e mi prende il malumore e quindi, non si potrebbe dire, lo so, ma lo faccio lo stesso: mi incazzo di brutto!

Possibile che queste persone siano così stolte da pensare che bastano due righe di codice e un’idea che sa di rancido “per fare i soldi”? Possibile che non si rendano conto che fare del buon web costa denaro e sangue? Possibile che non si rendano conto che tra la massa di cugini e fratelli dell’amico che sa “programmare i siti” esistono anche dei professionisti che hanno studiato per decenni e che devono essere remunerati come per qualsiasi attività altamente specialistica?

Non riesco a credere che un’attività così moderna, così tecnologicamente avanzata debba essere sempre sminuita e sottovalutata dalla maggior parte delle persone che ci circondano.

Il WEB è cosa seria! Sono necessari investimenti adeguati per ottenere dei risultati in termini di appeal, immagine e vendite. In questo mondo non è possibile improvvisare, neppure convertirsi, se non dopo un lasso di tempo di studio adeguato.

Io sono un professionista! Altrettanto lo siete voi che state leggendo o, perlomeno, molti tra voi. Ho passato degli anni a studiare come realizzare un buon prodotto per il web e continuo a farlo, ogni santo giorno. Non ho la presunzione di essere in grado di creare qualcosa di realmente nuovo o innovativo, ma ci metto l’anima e continuo ad ottenere, sino ad ora, risultati almeno soddisfacenti. Non credo di essere inferiore quanto a preparazione e specializzazione ad un avvocato, ad un commercialista, ad un giornalista o ad un dottore. Possibile che ogniqualvolta parlo del mio lavoro vengo guardato con gli occhi sgranati quasi fossi un alieno? A volte rinuncio a spiegare la mia professione e mi definisco, più semplicemente, un consulente informatico: “quello che aggiusta i computer”, così evito discussioni sterili.

Eppure a volte le cose vanno esattamente come devono. Riesco a convincere il potenziale cliente ad investire una cifra adeguata per il progetto; ad ottenere quel minimo di collaborazione che ti permette di individuare le esigenze dell’azienda, il mercato, i competitor. Ne nasce sempre qualcosa di positivo, sempre! Quando vengono rispettati certi principi e certi parametri il cliente ti chiama e ti ringrazia, perché il lavoro effettuato ha creato del valore aggiunto alla sua attività.
Il sito o l’applicazione web che hai realizzato ha ridotto e/o semplificato la mole di lavoro, oppure ha aumentato le vendite o, ancora, ha permesso di fare conoscere prodotti in mercati sino ad ora inesplorati.

Il web funziona se fatto cum grano salis! Mettetevelo nella zucca una buona volta, voi ignoranti in materia!

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Anche io faccio lo stesso tuo lavoro e mi trovo tutti i giorni ad avere a che fare con gente del genere.
Ti capisco benissimo!
Non sai quanta gente mi chiede di realizzargli 2 paginette, facili facili, in amicizia…
Ed io in amicizia presento regolare preventivo, in tutta risposta.
E’ incredibile come un foglio stampato (è sempre lo stesso) con qualche zero sopra di troppo rovini sul nascere certe amicizie. ;-)

Comment by Fabio Mattei — 17 March 2007 @ 21:15

Interessante questo post, perché pensavo di essere diventato un catalizzatore, invece noto con sadico piacere che accade a tutti. La locuzione “programmare i siti” poi, è talmente aderente al vissuto che ho quasi temuto che mi avessero spiato.

Il problema rimane sempre che non c’è la percezione del lavoro svolto. Ma io credo (spero) negli effetti della comunicazione tra aziende. “Io ho fatto questo, ho speso tot, ma ho ottenuto questi risultati”. Forse una frase del genere porterà all’effetto domino. O quantomeno inibirà queste amicizie…

Comment by Francesco — 17 March 2007 @ 21:39

Sono pienamente d’accordo con te, e mi unisco al tuo sfogo, purtroppo per noi professionisti del settore è veramente deprimente veder sminuire i nostri lavori, frutto di giorni e notti passate a studiare(ed a ingegnare) e sentirsi dire èeee… ma è troppo caro, ma caro chè!!!, ma come fai te ignorante(in materia!) a valutare il lavoro che ci vuole per realizzare un sito, quando poi le stesse persone pagano 150 euro, senza fiatare un idraulico per mezz’ora di lavoro. Purtoppo il lavoro non è lavoro se non si suda o si alzano pesi oppure si usa la zappa!!! Noi con il computer ci giochiamo, io però la sera arrivo a casa stanco come se avessi lavorato veramente…..

Comment by Klod — 17 March 2007 @ 21:57

… avevo quasi intenzione di proporti un’idea geniale che Ci avrebbe fatto guadagnare un sacco di soldi… fa niente, lo farò con mio cognato…

A parte gli scherzi, io sono uno di quei “cognati” che “programmano siti”, non ci vedo niente di male, anzi.
Nel mio caso è un’associazione che non si può permettere (soldi ma sopratutto energie) tutta la serie di attività che un buon sito richiederebbe: le varie riunioni, le decisioni, lo studio del logo, dell’immagine, etc. La soluzione è trovare qualcuno di fidato che sappia fare il lavoro senza casini e che costi poco. Ah, cosa non da poco, che non rompa troppo i maroni per fare riunioni per decidere il colore dello sfondo.

Io mi faccio pagare poco, non perchè mi voglia svendere, ma semplicemente per me è un hobby e per questo motivo lo faccio volentieri (in alcuni casi anche non pagato).
Di certo non farò il sito di grosse aziende ma mi diverto e offro anche un servizio (magari mediocre) a piccoli clienti (magari mediocri) che i professionisti non possono permettersi.
Mi sembra una cosa giusta, è una differenziazione di mercato (giusto?), è come IBM che ha la PA come cliente, piuttosto che la società di 5 dipendenti che ha lo studio professionale…

Comment by greenkey — 18 March 2007 @ 03:29

Purtroppo non è solo un problema vostro… Io sono traduttrice e mi sento dire le stesse identiche frasi, solo che invece di “programmare” è “tradurre”.
“Che ci vuole a tradurre 100 pagine a 100 euro per dopodomani? Lo potrei fare io, solo che sono molto impegnato” Beh, fallo tu, perché piuttosto che fare un lavoro di m***, lavorando di notte, sottopagato, preferisco fare una passeggiata!
Ma la più bella è: “Me l’ha tradotto mia figlia, che quest’estate è stata un mese in Irlanda, dovresti solo dargli un’occhiata (in amicizia ovviamente)”.
Hahaha
Purtroppo in Italia tante persone ancora non riconoscono il valore di certi lavori! Peccato che siano proprio i nostri lavori ;-)

Comment by Chrystel — 18 March 2007 @ 05:55

Vi segnalo un 3d sul tema che si trova nel Forum GT (sezione Web Marketing)intitolato: “Prezzi servizi SEO SEM: come fissarli al livello più alto possibile?

Comment by Piero Viscardi — 18 March 2007 @ 09:56

Sono assolutamente d’accordo, lavorando in Italia si ha la percezione che, eccezion fatta per alcune sacche di esperti e professionisti del settore, il resto del paese non ha la minima idea di cosa sia il web e di cosa si faccia/si possa fare col web. Di conseguenza guarda con sospetto chi dice di lavorare, e quindi di mantenersi, grazie al web.

All’estero le cose sono completamente diverse. Ho gestito alcuni progetti web per aziende estere ed ho trovato comprensione, attenzione e rispetto. Quanti decenni ancora dovranno passare perchè questo accada anche in Italia? Troppi, temo, dato che è pieno di ventenni che non sanno neppure accendere un PC…

Comment by Francesco — 18 March 2007 @ 10:09

Per curiosità. Mi potresti dire in mail privata chi è il veneziano? Ho uno strano presentimento che abbia fatto diverse proposte in giro.
Ovviamnete non sei obbligato, solo se ti va di provare a fare un gioco.
E’ forse quel tipo che si spaccia per professionista di una materia tanto di moda?
Per il resto dell’articolo concordo con te. Proprio ieri sera un amico che mi avanzava una proposta oscena mi ha persino indicato il nome di dominio scelto per questa proposta vincente.
Che, ovviamente, era già in uso :-)
Così va il mondo.
Tra poco uno ti chiederà di fare una guerra in medio oriente. Lui ci mette l’idea, tu il resto :-) E poi dividete a metà!
Ciao

Comment by Gianluigi Cogo — 18 March 2007 @ 10:35

@greenkey: in realtà io ce l’ho molto di più con chi ti fa proposte assurde convinto che sia semplice creare e gestire un sito web e non valorizza il tuo lavoro. Credo che se fossi stato tu il protagonista degli episodi che vi ho raccontato, ti saresti comportato nello stesso modo. Nulla di male a creare siti web a livello amatoriale, sia chiaro…

@Chrystel: hai ragione, conosco molto bene l’ambiente, visto che per due anni ho lavorato in un’agenzia di traduzioni. Lì in molti non si rendono conto del lavoro che sta dietro ad una buona traduzione e non possiedono una reale percezione del prezzo. Però avendo vissuto in quel mondo ti dico che lo status di traduttore ha valenza maggiore rispetto a quello dell’”uomo di web”, almeno a livello aziendale.

@GianluigiCogo: Beh, a dire il vero, io sono il Veneziano di Marketing Routes! :) L’episodio che ho raccontato risale a circa 4 anni fa, non ricordo il nome della persona che mi ha fatto quella proposta, ma credo che, alla fine, abbia rinunciato al progetto. Lo spero, almeno…

Comment by Enrico Ladogana — 18 March 2007 @ 13:51

Beh, in effetti non c’è più l’amicizia di una volta…
Non sei il solo, anche da me ogni tanto approdano “amici” di cui non sento proprio il bisogno.
I post come il tuo (anch’io ne ho scritti di recente) servono a dissuadere da certi approcci ed a mettere in guardia chi ancora non è stato sfiorato dal fenomeno.

Comment by MarketingPark — 18 March 2007 @ 17:45

Che post!! complimenti Enrico. Non sono di quelli a cui piace commentare per fare i complimenti, ma non c’è niente da aggiungere alle tue parole. Lavoro in Italia dal 2001 e sono convinto che le cose cambieranno! Non sono un sognatore, lavoro seriamente ogni giorno per vedere le cose cambiare.

Comment by Johnnie Maneiro — 18 March 2007 @ 19:21

Io non sono SEO, ma il web maerketing fa spesso parte dei miei compiti. Anche a me capita di trovare webmaster implumi che mi chiedono di fornire loro i testi per dei siti di cui si potrebbe (e dovrebbe) fare a meno, soggetto inflazionato, posizionabilità dubbia, vendibilità ancora minore… E di soldi, si quealche centinaio di Euro per un lavoro compromesso in partenza! :(

Alex

Comment by AAA Copywriter — 18 March 2007 @ 21:52

Enrico non te la prendere.. purtroppo è così. siamo in tanti a sperimentarlo ogni giorno. ne parlavo ieri con una persona che mi diceva “voglio fare l’idraulico, l’elettricista..” insomma uno di quei lavori, dove solo il fatto di esser chiamato a casa e vedere qual’è il problema, ti fa autorizzare a chiedere XX euro l’ora.

portiamo pazienza, magari come dice johnnie cambierà..

Comment by nelli — 19 March 2007 @ 12:52

vorrei chiederti una cosa a proposito della realizzazione di un sito…

Comment by Simone — 24 March 2007 @ 17:15

Dai Simone, chiedi, non farci stare sulle spine! :D

Alex

Comment by AAA Copywriter — 24 March 2007 @ 20:01

perche non realizzate un sito dove le aziende possono inserire i loro loghi per farsi pubblicità e voi guadagnate sui pixel venduti

Comment by Simone — 24 March 2007 @ 21:43

Io la vedo un po’ diversamente da voi…
Nel senso: ok, il panorama italiano è abbastanza deprimente in quanto a potenziali clienti che siano competenti e che sappiano attribuire il giusto valore al lavoro sul web.
Benissimo, ma allora perchè invece di prendere i clienti a 300 euro non ci si svilupppa dei progetti in proprio? Io da quando ho adottato questa politica non solo campo dieci volte più felice, ma mi tolgo pure moltissime soddisfazioni, spesso anche in termini economici.
Ad esser sincero mi sembra che tra di noi serpeggi un po’ tropppo vittimismo e spesso una sfiducia nei propri mezzi e nelle proprie potenzialità, quando basta guardarsi intorno per capire che il livello web italiano è ancora alla preistoria e basterebbe davvero poco per realizzare progetti vincenti (non credo che tra 5-6 anni ci sarà questa stessa facilità.)
E poi diciamoci la verità: non c’è nessun campo lavorativo dove non ci si lamenti dei clienti e di quanto questi siano ignoranti e vogliano trattare sul prezzo, quindi se vogliamo bene a noi stessi comportiamoci di conseguenza: mandiamo al diavolo il cialtrone di turno e pensiamo a cose serie.
Complimenti ad Enrico per l’apparizione di questo articolo su WMP :D

Comment by RyanGiggs79 — 30 March 2007 @ 09:53

@Ruan

Quoto al 100% il tuo commento.

Va davvero piacere leggere le cose che scrivi.

Comment by Piero Viscardi — 30 March 2007 @ 10:00

Io farei il pubblicitario. Spesso mi offrono di fare da mediatore in progetti “interessanti”. In pratica dovrei trovare lo sponsor.

Alex

Comment by AAA Copywriter — 30 March 2007 @ 12:05

Hai ragione Ryan dovunque ci si lamenta dei clienti. Però il web è uno di quei settori in cui la professionilità viene troppo spesso sminuita. Insomma manca una cultura del web, ecco, questo è il succo del mio articolo.
Poi era un phamplet e quindi ho detto tutto… :)

Comment by Enrico Ladogana — 30 March 2007 @ 17:29

A volte mi viene da ridere sentir gente che vuole fare ancora soldi col web… e cerca persone professioniste per far siti; sono d’accordo con Voi fatevi sempre pagare da professionisti e rispettare, il web è una cosa seria, ma in Italia forse la serietà per questo campo non esiste ancora!
Si pensano che con quattro pagine hanno risolto tutto e fatto soldi, ma facendo così continueranno a non far mai decollare la rete…Vi saluto e sempre a vs. disposizioni Tobia

Comment by Tobia — 28 April 2007 @ 10:57

Salve a tutti, mi sono imbattuto casualmente in questo blog che ho letto con attenzione e interesse. Premetto di non essere nè un programmatore nè un blogger. Vorrei solo raccontare alcuni fatti dalla parte del cliente ed esperienze vissute con alcuni freelencer. La storia comincia circa un’anno fà … cerco un’idea su cui investire o meglio vorrei iniziare un’attività online e mi metto alla ricerca di un dominio da acquistare attinente al settore scelto.. attivo un server dedicato, acquisto un cms, cerco dei programmatori per personalizzare e sviluppare alcuni moduli. Decido di contattare un discreto programmatore cfm italiano, dopo alcuni discorsi introduttivi sull’usabilità e l’accessibilità questo freelancer mi spara circa 70€ l’ora. Ovviamente non è alla mia portata e il discorso si conclude con un arrivederci.. (anzi addio). Torno alla ricerca di qualche altra persona e ben presto mi rendo conto che l’unica cosa da fare e trovare qualcuno in gamba o in india/pakistan or est-europeo (per evidenti motivi budget). Beh devo dire che gli indiani costano poco ma non hanno assolutamente il senso del design e dell’estetica. I russi e moldavi sono capaci di sviluppare ma approfittano del fatto che non vengono controllati per fregarti sulle ore di lavoro. Allora chiudo il rapporto dopo un paio di mesi e cerco altre soluzioni.. Trovo una donna programmatrice.. Dopo alcuni lavori minori su SQL questa programmatrice rumena PHP insiste nel tentare di modificare e aggiungere le features di cui ho bisogno.. dopo qualche settimana con mia sorpresa la ragazza inizia a sviluppare una API in cfm che gestisce interamente il sito integrandola nel cms che fà da contenitore.. Risultato eccellente.. anche se i costi fissi ci sono.. Dopo alcuni mesi questa persona comincia ad avere problemi di salute e a lei subentra il marito anche lui con lo stesso background.. e qui cominciano i problemi. Il marito ovviamente vuole guadagnare di più magari pensa che in Svizzera siamo tutti banchieri.. e quindi utilizza il ricatto e la psicologia per ottenere il massimo. Lui sà perfettamente che ho bisogno di continuare il lavoro iniziato 7 mesi fà, io sò che lui ha bisogno dei soldi che verso ogni mese.. praticamente sono ostaggio di un programmatore molto bravo nel suo mestiere ma che lavora al 25%. Come potete capire dalla mia esperienza non ci sono solo “amici” che vogliono approfittare delle vostre conoscenze in fatto di informatica .. ci sono anche molti vostri colleghi “con tutto il rispetto per le persone che hanno postato in questo blog” che non sono sempre all’altezza del compito affidato o pretendono di gestire a modo loro il mio progetto oppure cambiano i termini degli accordi nel momento a loro più favorevole.

Con questo concludo e vi ringrazio della vostra disponibilità. Ciao a tutti.

Comment by Maurizio — 12 July 2007 @ 03:15

Mai sentito parlare di lavoro “a progetto”?

Alex

Comment by AAA Copywriter — 12 July 2007 @ 09:48

@ maurizio: ci sono avvocati in gamba e avvocati cialtroni, ci sono commercialisti in gamba e commercialisti ladri, ci sono programmatori bravi e programmatori incapaci…. non è una novità.
L’importante quando non si conosce la controparte è mettere tutto nero su bianco, i contratti esistono proprio per la tutela delle parti. ;)

Ciao,

Ryan

Comment by Roma — 12 July 2007 @ 12:00

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