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5 March 2007

Il valore economico di un blog

Valore economico di un blogForse non sarò il primo, più probabilmente non sarò l’ultimo ad interrogarsi sul valore economico di un blog. Come valutarlo? La domanda appare semplice. La risposta lo è molto meno.

Calcoliamo i link in entrata? E quali? Quelli di Yahoo? Google? Quella ciofeca di cadavere di Live nemmeno lo prendo in considerazione. Forse quelli di Techno-crap-arati con le sue blog reactions? O prendiamo in considerazione quella menata del PageRank.

Oppure ai fini di una valutazione più realistica da un punto di vista economico conta maggiormente Feedburner, i fedeli lettori che seguono via feed i post dei blogger. Ciascuna di queste possibilità mi appare limitata e limitante nella sua valenza. Allora forse ci sono, contano i famosi contenuti di qualità? Valutati come? Al kilo, a cartella? Oppure il numero di commenti, quanto effettivamente il blog riesce a coinvolgere i suoi lettori in modo attivo e partecipato. O più che il numero, il livello più o meno intelligente dei commenti? O ancora, conta il traffico? Misurato come, con le pagine viste, gli unici, le hits, la banda utilizzata?

Oppure il numero di autori che ci scrivono. Beh no, forse questo non conta poi tanto. E’ che mi pare folle quello che ho letto di Dada relativamente a Blogo.it.

A me Dada non è mai piaciuta come azienda. E il fatto di acquisire il 30% di un’azienda che ‘offre’ informazione mi è parso una discreta ca*zata. Questione di punti di vista. Mi sa tanto di bolla però. E poi come è stato calcolato quel valore. Sui guadagni di Adsense? Speriamo di no. Quindi su cosa?

Non vi nascondo che un momento di imbarazzo (per loro più che per me) ce l’ho avuto leggendo quanto Punto Informatico ha riportato dell’acquisizione (fortunata o fortuita?):

In una nota pubblicata dai fondatori di Blogo, spiegano: "Non abbiamo ancora capito bene se siamo stati poco abili noi a trattare, o molto abile DADA. Certo è che rispetto ai cugini inglesi di Shiny Media (o peggio ancora, agli americani di Weblogs Inc), i numeri sono meno importanti, ma siamo comunque contenti di aver fatto qualcosa di concreto e innovativo ed aver contribuito a smuovere un po’ il fermo mercato dei new-media Italiani".

Quindi i blog sono new media? C’è una leggera (contro) tendenza tutta italiana a definire new qualcosa che esiste da anni. E no, i blog per essere precisi non sono new media. Il paragone con Weblogs Inc mi pare poi quanto meno azzardato, prima che improprio. Parliamo di realtà e mercati totalmente diversi. Poi cosa vende Blogo, come si rientra di 2.4 milioni di euro da un mini network di blog verticali? Quanti milioni di impression devono passare per le mani di qualche account prima del botto?

Ok, tralasciamo le recenti acquisizioni e concentriamoci sul valore prettamente economico del blog, qualunque esso sia. Voi come lo calcolereste? Marketing Routes secondo voi quanto vale (tranquilli che non lo vendo)?

Ho posto tante domande, forse troppe. Ma davvero, ditemi quali sono le vostre idee al riguardo. Perchè ne vedo sparare di certe ultimamente che la pippa mentale del lunedì mattina, forse, ci stava tutta. O forse sarà che semplicemente, traducendo il tutto in cifre, i blog non valgono una mazza?

Social Bookmarking
blinkbits  BlinkList  blogmarks  co.mments  connotea  del.icio.us  De.lirio.us  digg  Fark  feedmelinks  Furl  LinkaGoGo  Ma.gnolia  NewsVine  Netvouz  RawSugar  Reddit  scuttle  Shadows  Simpy  Smarking  Spurl  TailRank  Wists  YahooMyWeb 

Con il mio blog non guadagno un centesimo… Direttamente. Non ospito nulla di vendibile ne pubblcità, se non qualche recensione di blog amici.

Ma il traffico che genera, i link spotanei che mi ha procurato, il prestigio che mi da nella mia piccola cerchia di lettori, come li posso quentifcare?

Semplice, da quando è on-line mi ha procurato tre cleinti, un utile netto (per ora) di circa 1.500€.

Alex

Comment by AAA Copywriter — 5 March 2007 @ 03:09

@Jacopo [...i blog non valgono una mazza?]

Perché non ne facciamo l’oggetto di una Video Conferenza??

Piero Viscardi

Comment by Piero Viscardi — 5 March 2007 @ 09:34

ragionando in termini prettamente economici se dovessi comprare un blog ragionarei su quanto rende attualmente (con adsense ed altro) e su cosa ci potrei fare. Il secondo punto e` secondo me quello più importante, cioè` credo che il prezzo possa variare a seconda di vuole comprarlo. Naturalmente non mi riferisco alle capacita` finanziarie(più soldi hai più te ne chiedo…), ma al valore aggiunto che può portare e ricevere l`acquisitore. Ad esempio per un blog sulle moto può avere molto più valore per una casa editrice di riviste di moto oppure per una azienda di accessori per motociclisti, piuttosto che per qualcuno che si occupa di cose completamente fuori tema.
ciao

Comment by ferdi — 5 March 2007 @ 09:34

temo che il blog, preso singolarmente, valga pochi soldi, per quanto bene possa essere fatto. Nessuno che io sappia, perlomeno in italia, ha mai abuto un reddito serio dal proprio blog.

Diverso è il discorso sulla “massa” dei blog, o sulle community che si creano più o meno spontaneamente. Ma anche in questo caso ci si basa ancora sui vecchie metodi con banner e pubblicità varie, non si sa bene come maneggiare questa nuova cosa (perlomeno in italia) piuttosto “anarchica”.

Io credo che la pubblicità tradizionale sia morta, almeno sulla rete. I banner sono antidiluviani, rispetto alle potenzialità offerte dalla rete.

Comment by aghost — 5 March 2007 @ 09:47

Contribuisco al post “spostando” l’attenzione non solo sui possibili ritorni economici di un blog, quanto sulla stima dei risultati puramente informativi e relazionali.

Personalmente ritengo che i blog debbano essere considerati come agorà virtuali, cioè aree di dibattito e, possibilmente, di confronto.

Partendo da questo assunto, le possibili situazioni di vantaggio deriverebbero dall’interesse che i temi proposti suscitano, e dal successo del dibattito conseguente.

Se il blog viene considerato quindi nell’ottica di “spazio di discussione”, le “metriche” più adatte a valutarne i ritorni potrebbero essere i contributi esterni e la diffusione degli argomenti.

L’impostazione che ho dato al mio blog é volutamente differente: cerco di offrire i miei contributi su una parte specialistica del marketing, in modo da offrire una particolare collezione di informazioni, esperienze e risorse.

Comment by Claudio Iacovelli — 5 March 2007 @ 10:31

Caro Jacopo,
Come sicuramente sai si sta iniziando a modificare il concetto di roi passando da quello “classico” [return on investment] a quello di maggior attualità [return on influence] le cui metriche sono attualmente in fase embrionale; quando saranno definite con buona approssimazione sarà possibile ritengo dare un valore oggettivo anche ai singoli blog.
Un abbraccio.
Pier Luca Santoro

Comment by PedroelRey — 5 March 2007 @ 11:11

e come lo misuri il roi on influence??? :)

Comment by aghost — 5 March 2007 @ 11:21

Di tutti i blog che leggo, Marketing Routes è sicuramente quello che mi riichiama più spesso. Si leggono i post, poi ti arreiva l’avviso via mail dei commenti al post, poi ti arrivano quelli dei commenti ai commenti e si generano affirittura delle chat indirette fra gli autori dei post e di commentatori. Marketing Routes genera EVENTI.

Questo crea traffico sul blog, e di conseguenza ne aumenta l”importanza e la credibilità, a tutto favore degli autori e delle loro attivita professionali.

Se tutti i blog fossero gestiti nella stessa ottica e con la stessa competenza dubito che ci poteremmo anche solo porre il problema.

Da semplice veicolo di informazione, il blog può e deve diventare un aggregatore per avere un valore.

D’altronde se dovessimo ragionare in termini di “avviamento commerciale”, che valore avrebbe MR esnza i suoi autori?

Ma lo stesso concetto può essere esteso ai blog “commerciali?” Io ne dubito fortemente. Qui abbiamo un rapporto quasi diretto con gli autori, che riescono ad infodergli peso e personalità. Non li vedo nelle eemanazione di quel ristretto numero di aziende ch usano i blog.

Alex

Comment by AAA Copywriter — 5 March 2007 @ 11:55

Caro Aghost,
Come dicevo il return on influence è in fase embrionale e quindi le metriche sono, altrettanto, in via di definizione. Proverò, con grave azzardo come mia abitudine, così come ho fatto recentemente per il roi degli internal corporate blog a fornire un mio contributo su questo tema mercoledì o giovedì [a seconda del tempo che avrò a disposizione nei prox giorni]……..se avrai voglia di parlarne ancora sai dove trovarmi.
Un abbraccio.
Pier Luca Santoro

Comment by PedroelRey — 5 March 2007 @ 12:14

perfetto pierluca, ti attendo a piè fermo :)

Comment by aghost — 5 March 2007 @ 12:24

Parliamo di metriche per la misura del ROI di un Blog Aziendale (o Corporate Blog) ?

Penso che utile al dibattito sia questo riferimento di micropersuasion ad una ricerca dell’Agenzia Forrester.

http://www.micropersuasion.com/2007/01/forrester_creat.html

Davvero interessante !

P.S. @Alex
Tu dici “…da quando è on-line mi ha procurato tre cleinti, un utile netto (per ora) di circa 1.500€.”
E’ la prima volta che sento parlare di un dato numerico a tal proposito e, penso, si possa fare qualche esperimento per trovare una foruletta :-)
Se mi autorizzi mi ci voglio divertire io !

Comment by Marco — 5 March 2007 @ 14:12

Ehm Ehm, volevo dire FORMULETTA :-)

Comment by Marco — 5 March 2007 @ 14:13

Salve,
io credo che bisogna fare distinzioni tra singolo blog e nanopublishing.
Blogo ad esempio era una nanopublishing con entrate non proprio di poco conto, ricordiamoci gli sponsor ufficiali, come la Ducati o l’Alfa Romeo.
Inoltre, la cura dei blog tematici era a livello di rivista di settore, ed eccoci giunti al quid vero e proprio, secondo me, il blog che guadagna è che raggiunge un valore economico è quello che diventa una sorta di “rivista” interattiva con gli utenti di un determinato settore di interessi.
Il valore di blogo.it è stato valutato su questo.
Diverso è il discorso dei singoli blog e bloggers.
Certo ci sono eccezioni che determinano una valore economico particolare, ma sempre a tema devono essere, sempre la dinamica della “rivista” interettiva con i lettori. Solo adsense o qualsiasi altro mezzo di guadagno su blog è del tutto inutile se i contenuti del blog sono “aria fritta” o vicissitudini personali.
Anzi, nel secondo caso, forse se il blogger è abbastanza in gamba, qualche casa editrice potrebbe azzardare ad acquistarne i diritti. (vedi setteincondotta)

Io tento proprio a far diventare il mio blog un archivio di idee per usare i blog per guadagnare.

Comment by Alessandrog — 5 March 2007 @ 15:21

Il Blog in se è un misero miscuglio di tecnologie già utilizzate.

Il web-log era un notepad on line e tale è rimasto a parte tutta la fuffa e tutti gli strumenti che ci consentono di collegarlo e arricchirlo fino alla nausea.

Quello che vale davvero è l’autore, quello che scrive, quello che mette a disposizione della comunità il suo tempo e le sue energie.

I Blog verticali sono dei siti tematici e language friendly con un forum appiccicato ai piedi; poco più.
I WebLog personali tenuti da persone in gamba invece trasformano l’autore in personaggio, conferendo valore al Blog, mai però in senso oggettivo.

Hanno valore le persone, le idee e ed il ROI di AAACopywriter ne è la prova!

Io già una volta sono riuscito a trovare lavoro grazie (anche) al mio Blog e adesso, che il lavoro lo ho, sto cercando di sviluppare ulteriormente questa formula.

Ci si rivede tra qualche mese…

Comment by Antonio LdF — 5 March 2007 @ 15:26

Grassie della cosiderazione, sior! ;)

Alex

Comment by AAA Copywriter — 5 March 2007 @ 15:34

Io credo che calcolare il valore di un blog sia impossibile e forse, tutto sommato, inutile.
Comprare un blog è come comprare certe aziende di servizi, che hanno un valore solo associato ad alcune persone, che se poi se ne vanno ti lasciano una scatola vuota in mano.

Io tra i miei blog e quelli che ho avviato per alcuni clienti, ho i dati di vari contesti.
Se faccio i calcoli in relazione al costo d’avvio e gestione, ottengo certi valori. Se il calcolo lo faccio in relazione al fatturato direttamente dato, ottengo altri valori. Se poi considero il fatturato indotto, ottengo un valore ancora diverso.

Ovviamente spesso le aziende mi fanno questa domanda ed una risposta chiaramente c’è, ma non si tratta ne di una formula, ne di un numero.

Comment by fradefra — 5 March 2007 @ 18:53

Siccome per lavoro devo monitorare il mercato di cui state parlando (mi occupo di finanza…) e ho letto un paio di considerazioni quanto meno approssimative mi permetto di intervenire. Per rispondere alla domanda su come sia stato calcolato il valore per acquisire Blogo, la società ha prodotto risultati economici interessanti, nel 2006 ha fatturato €420k con un 12% di ebit, e genera comunque un traffico discretamente profilato (che in effetti giustifica questi stessi risultati). La presenza di RCS potrebbe poi indurre a qualche riflessione sul perchè e il percome di un’acquisizione del genere, e anche l’acquisto al 30% con possibilità di rivedere le partecipazioni tra 2 anni potrebbe far pensare ad una strategia in via di sviluppo. Dada, comunque, si è presa la concessione per la pubblicità in esclusiva, se non altro sono sempre almeno 400 mila euro a fine anno (e forse qualcosa di più). (informazioni prese dai comunicati stampa fatti alla Borsa)
Quanto al problema di generare soldi con i blog, mi pare che la concessione degli spazi su myspace a favore di google (mi sembra di un anno fa più o meno) per la parte b2b2c, o il nuovo friend$ lanciato settimana scorsa dalla stessa Dada per la parte meramente b2c potrebbero essere esempi abbastanza significativi. Se vogliamo trovare un filo conduttore tra questi due casi credo si possa individuare il traffico generato come main driver per la creazione di valore, che poi fare soldi con la pubblicità su veicoli che nascono più come indipendenti e liberi sia irritante mi pare un’altra questione…

Bella!

F

Comment by Francesco — 6 March 2007 @ 12:49

Grazie Francesco per quest’ultimo commento che mi risparmia un pò di fatica a quest’ora della sera e mette chiarezza in un post un pò troppo generico che rischia di mescolare pali e frasche e confondere le idee inutilmente.

Comment by Francesco — 7 March 2007 @ 22:21

Ciao Francesco

posso approfittare del tuo intervento per chiederti, qualora sia possibile, di diffondere qualche dato in piu’ su questa acquisizione, visto che siete i diretti interessati? :)

Chissà che non si apra uno spiraglio per capire qualcosa di piu’ su come misurare il valore di un network di blog o nanopublishing che dir si voglia.

Grazie. ;)

Comment by Jacopo Gonzales — 7 March 2007 @ 22:45

Ciao, sono di Dada, dunque di parte. Non affronto argomenti sui massimi sistemi (M&A, ecc.) ma vi parlo di un programma per i singoli utenti di Dada.net (chi scrive un blog ma anche chi posta video, foto, partecipa a forum, ecc.). Si chiama friend$, è stato lanciato la scorsa settimana e, per la prima volta, si basa su un modello web advertising web 2.0, con condivisione delle revenue tra tutti gli attori coinvolti: Google che fornisce gli annunci testuali, in linea coi contenuti pubblicati, Dada che fornisce la piattaforma su cui compaiono pagine e annunci e i singoli utenti che sono premiati non solo per la propria attività ma anche per l’entusiasmo con cui coinvolgono i loro amici. Conoscete altri programmi di questo tipo, dedicati agli utenti ‘normali’, non a chi vuol fare informazione di qualità, ma a chi cerca un posto virtuale in cui condividere i propri pensieri, le foto e anche i video divertenti, perchè no, con i propri amici? Mi dite cosa ne pensate?

Comment by Laura — 9 March 2007 @ 10:46

@Laura: facci capire, ma DADA ci sta chiedendo una consulenza? No, perchè se fosse così saremmo ben disposti ad aiutarvi, ma vi dovremmo poi inviare la fattura :D

Comment by Andrea Signori — 9 March 2007 @ 20:49

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