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5 March 2007

Cose da non fare nella SEO

Cose da non fare nella SEOStefano giorni fa ha fatto una breve scaletta di alcuni fattori on-page che devono essere tenuti in considerazione quando si vuole sviluppare un sito che ‘piaccia’ ai motori di ricerca (parlo spesso al plurale, ma di fatto tutti sappiamo che in Italia la quasi totalità del traffico è veicolata da Google). Quindi per lo più queste considerazioni si possono applicare a lui in primis.

Di seguito una lista di piccoli accorgimenti che salveranno il vostro sito, la vostra permanenza negli indici dei motori, e ovviamente, la vostra credibilità agli occhi dei navigatori.

  1. Non utilizzare come prassi ordinaria i comunicati stampa come contenuti per il vostro blog o sito, come fa qualche miserabile wannabe (crazy) marketer. E’ una strategia idiota, però forse nemmeno così scontata nella sua vera natura, visto che il web pullula di siti che inseriscono contenuti duplicati. Quindi non fatelo. E’ solo dumb marketing, più che crazy (horse). Non rischiate il ban, ma verrete filtrati. I copioni si sa, hanno vita breve. In generale evitate di copiare i contenuti. Copyscape non lo hanno inventato per sbaglio, e a beccare i furbetti ci si mette poco.
  2. Non utilizzate il meta keyword. I meta non influiscono in alcun modo nel posizionamento. Mentre il meta description però è molto utile, al di là della posizione che occupate in Serp, per stimolare quelle che in gergo vengono definite call-to-action, o ancora, semplicemente per offrire contenuto informativo che invogli il lettore a preferirvi.
  3. No Keyword Stuffing. Quella pratica che vi mette sulla buona strada per essere bannati. Consiste nella ridondante ripetizione di keyword all’interno della pagina di un sito/blog. Un esempio di keyword stuffing può essere (crazy marketing, crazy marketing, crazy marketing, crazy marketing, crazy marketing, crazy marketing, crazy marketing, crazy marketing, crazy marketing, crazy marketing, crazy marketing, crazy marketing, crazy marketing…Spero di aver reso l’idea).
  4. No a link invisibili o semi nascosti. Repubblica.it docet. Ve lo ricordate? I link servono agli utenti per navigare e agli spider per muoversi all’interno della vostra struttura. Quindi se utilizzate dei link (quasi) invisibili state attenti. Se non se ne accorgono gli spider, può sempre partire una segnalazione a Google da parte di qualcuno.
  5. Non utilizzare i frame.
  6. Non utilizzare url con id di sessione, url kilometriche, etc…
  7. Non inserire i commenti nel codice html sperando di posizionarvi. Non servono a una mazza. Se ce li avete, cancellateli please. Appesantiscono solo le pagine.
  8. Non usare testo nascosto. Il testo nascosto è un’altra strategia miope adoperata da quanti vorrebbero fare i Seo ma non sono in grado di posizionare. Solo un rischiosissimo trick. Da non emulare. Idem come per il punto precedente. E anche in questo caso, se non se ne accorgono gli spider, qualche occhio più esperto può sempre segnalarvi.
  9. Non scrivere contenuti ridondanti e troppo simili sullo stesso argomento. Useless.
  10. Doorway page. Beh, delle doorpage abbiamo già parlato. I poveracci vedono solo quelle. Ma la Seo è ben altro che questo. Non usatele o il motore vi sega le gambe.
  11. Redirect in javascript. Evitateli come la peste manzoniana.
  12. Linking. Anche su questo ci siamo più volte espressi. Linkare fa bene a chi linka e a chi riceve il link. Fate in modo di non linkare fonti inattendibili, che adottano pratiche contrarie alle guidelines dei vari motori di ricerca. Abbiate sempre a mente ciò che nel google-gergo viene identificato come good neighborhood e bad neighborhood… Da evitare l’inserimento di un sito in decine e decine di directory. Non serve.
  13. Hosting. Spendete per il vostro piano di hosting. Scegliere un piano di hosting adeguato aiuterà molto il vostro impegno. Se poi potete avere un server dedicato, ancora meglio.
  14. Tempi di risposta del server. Collegati al punto precedente, sono molto rilevanti. Che siano i più rapidi possibili. I crawler non attendono all’infinito che il vostro sito ‘carichi’.
  15. Immagini. Ottimizzate le immagini nel peso, con gli Alt ovviamente, nel nome del file ed infine utilizzate i metadati. Invisibili agli utenti, visibili ai motori. Anche in questo caso, evitare lo stuffing e il peso eccessivo.
  16. Link Farm. Chi le usa sa di cosa parlo ma forse non sa di sbagliare. Chi non le conosce, è meglio che continui a non sapere.
  17. Lingua. Se non volete che il vostro sito italiano venga scambiato da Google per un sito straniero (certo che i vostri sforzi di Seo non verrebbero esattamente premiati), attenzione al peso dei link in entrata, a quelli in uscita, a dove fisicamente risiede il server utilizzato etc…
  18. Evitare i typo. Anche il copywriting vuole la sua parte, come l’ortografia.
  19. CSS. Meglio utilizzarli in un file esterno, che dite?
  20. Cloaking. Se ricorrete al cloaking, beh avete qualche guaio in arrivo.
  21. Fiducia. Attenzione a prendere per oro colato i consigli che vi vengono dati dal primo Seo che passa. Meglio talvolta pagare per una consulenza SEO di uno capace, che preferire una decina di consigli gratuiti di qualche millantatore.
Social Bookmarking
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Aggiungerei anche:
- scegliete un argomento definendone il perimetro. Se volete essere il miglior venditore di elettrodomestici, non potete essere al contempo il miglior venditore di pizza.

Una struttura rigorosa creata attorno e per l’argomento è fondamentale, per essere ben messi sui motori di ricerca. Troppo spesso vedo siti ben ottimizzati, ma dei quali l’argomento è impreciso, mal definito e mal rappresentato.

Strutturazione rigorosa significa divisione in sotto-argomenti in coerenza con le necessoità e se possibile con l’albero semantico dello stesso. Quando si riesce a fare questa cosa, si un un tredici milionario in mano.

Rappresentazione dell’argomento significa selezione di un set di frasi che vi rientrino, che lo chiariscano, che lo aggancino a ciò che di vicino vi è, consentendo di individuare lo spazio (ed in qualche caso il tempo) che occupa, nell’immensa rete di informazioni.

Un sito non è un semplice insieme di pagine ottimizzate. Così come una coppia non è solo la somma di due individui. Il valore della coppia è qualcosa di più, che forse è difficile spiegare, ma facile da capire quando lo si è provato.

Comment by fradefra — 5 March 2007 @ 19:02

Jacopo,
chiedo a voi SEO: avete mai scritto un crawler per poter dire che i frame non devono essere utilizzati? Sapete per certo che i crawler ignorano i meta keyword? Da quali fonti avete queste informazioni e per quali crawler? Tali fonti sono attendibili? Di quanti crawler avete analizzato il codice “open source” per poter valutare le migliori scelte possibili per chi fa un sito?
Apprezzo il buon senso dei consigli di “marketing” che hai riassunto in questo post, ma dietro a un crawler c’è un pool di informatici (anche quando di tratta di Google) e non sono così convinto che abbiano scritto sulla pietra le regole per determinare la “bontà” di un sito. Semmai hanno “scelto” di impostare un algoritmo di cammino del web-grafo per ottenere la massima velocità, profondità e capienza del loro indice, fattori tra loro in competizione che richiedono un compromesso tra le scelte possibili. Su questo compromesso si basano molte leggende dei SEO sui buoni consigli da dare a chi si accinge a migliorare il proprio sito. Quando avremo in mano il codice sorgente di un crawler allora potremo discutere di come sia meglio fare un sito.
Con la simpatia di sempre…

Comment by Fabio — 6 March 2007 @ 01:12

In attesa che gli altri seo ti rispondano parto intanto io:

1) No, non ho mai scritto un crawler. Ma che c’entra?

2) Il meta keywords ai fini del posizionamento su Google (che è di gran lunga il motore di ricerca più usato) è del tutto inutile e non concorre a determinare in alcun modo il ranking di un sito. Lo stesso dicasi per il meta description che però svolge una funzione differente, poichè appunto ‘descrive’ ciò che l’utente troverà visitando una determinata pagina. Indi quest’ultimo è assai utile.

3) Per quanto riguarda lo scrivere sulla pietra concordo, non lo hanno fatto. :) Ma è proprio per questo che agli albori, si posizionava con i meta keywords e ora non servono a una mazza. Se poi qualche crawler ‘minore’ ancora gli dia rilevanza, beh, è possibile. Ma a chi importa? Chi li usa i motori di ricerca minori? Quelli che parlano della presenza in centinaia di motori di ricerca esistenti non sono ben visti in questo settore. :D

Di tutti i buoni consigli dati in questo post, ti potrei dire che di leggende (che odio) non ce n’è nemmeno una.

Comment by Jacopo Gonzales — 6 March 2007 @ 01:56

@ Fabio: ovviamente il reverse engineering di un motore di ricerca è impossibile, non solo per quanto riguarda l’aspetto del crawling, ma anche di quel vitale processo dell’information retrieval.
Ciò non toglie però che un seo, sulla base di test e osservazioni (vedi: esperienza), sia in grado quantomeno di ‘intuire’ quelli che sono i fattori che influenzano il ranking di un documento e, conseguentemente, i fattori che lo penalizzano.

Ah, ti confermo l’inutilità del ‘meta keywords’ :)

@ Jacopo: ottimo post, come sempre :)

Sui Css esterni/interni: mettendoli esterni si rende sicuramente il documento più leggero (in KB); metterli interni non è comunque un errore, visto che lo spider li salta a piè pari.

Ci sarà chi obietterà che il ‘meta description’ serve anche al posizionamento, non solo a rendere più catchy la snippet, preparati :D

Comment by Stuart — 6 March 2007 @ 10:49

Ciao Jacopo,
“meta keyword” ho letto numerosissimi post, scritti da fonti autorevoli, dove si dice non usate, non servono, sono dannosi. Se il sito è vecchio non danno noia, se il sito è nuovo si, ecc….

Ho diversi siti vecchi e nuovi dove ho usato meta keywords che hanno raggiunto discrete posizioni.
Il mio dubbio è: e se tolgo il meta keywords migliorano? C’è stato un test su questa cosa?

Premetto: non faccio stuffing, al massimo inserisco 3 – 4 key, tutte pertinenti, tutte che sono inserite anche nel testo, tutte diverse per ogni pagina.

Per spiegarmi meglio: il meta keywords è completamente bandito e ci sono test che lo confermano, oppure sostenete no keywords perchè solitamente ci si inserisce il mondo su quella stringhina, creando stuffing?

Grazie Deborah

Comment by Deborah — 7 March 2007 @ 09:46

[...] punto 13 dei miei consigli su cosa convenga non fare nella SEO, menzionavo l’hosting. In particolare l’ideale per chi opera sul serio e con impegno in questo [...]

Pingback by Ip dedicato. I motori ringraziano — 7 March 2007 @ 10:04

Ciao Deborah,

dunque, il meta keywords non ritengo sia di per sè dannoso. Dico che non serve. Se speri o anche pensi che concorra a determinare il ranking del tuo sito su Google, ti sbagli. Quindi eliminarlo dalle tue pagine non concorre a farti perdere ranking, così come non è quello che eventualmente te lo ha fatto guadagnare.

Inoltre oggi giorno è un campanello d’allarme non indifferente per dire al motore: hey lo vedi che sto cercando di posizionarmi per queste parole chiave? :)

Sui siti che gestisco (vecchi o nuovi) lo faccio sempre togliere in blocco se presente, e perdite di ranking non ne ho mai avute nè viste nè sentite. E le pagine talvolta pesano qualche Kb in meno, il che non guasta. :D

La parola agli altri SEO…

Comment by Jacopo Gonzales — 7 March 2007 @ 10:57

PS: Se ti vuoi fare una cultura sui meta utili e inutili, ti consiglio la sezione relativa della guida di Stuart: http://www.googlerank.com/ita/guida-posizionamento/meta-tag.html

Comment by Jacopo Gonzales — 7 March 2007 @ 11:01

Perfetto, grazie per la delucidazione.
Conosco la guida di Stuart e confermo utilissima
(rilegata con tanto di copertina plastificata) :D

Il motivo di tanta perplessità sui meta keywords è che su bobby è richiesto per l’approvazione.

Per questo è nata la domanda dannosi o no.

Grazie di nuovo, un salutone a tutti.
deb

Comment by deborah — 7 March 2007 @ 12:31

A proposito dell’inutilità del meta keywords leggo a questo indirizzo:

http://www.cduweb.com/articoli/Ottimizzazione-regole-base/Metatag/keywords.htm

informazioni che indicano una invece l’utilizzo del meta keywords da parte di Google e Yahoo. Da un commento nell’html della pagina relativo alla data di creazione della stessa se non sbaglio la pagina è datata 26 settembre 2006, quindi 6 mesi fa.

Qualcuno sa darmi ulteriori conferme o smentite in merito? Anche io sapevo del non utilizzo di tale meta da parte degli spider ormai da tempo…

Grazie e saluti a tutti
Roberto

Comment by Roberto — 13 March 2007 @ 10:52

@ Roberto:

solitamente tendo a non dar molto credito ad articoli che non citino esattamente le loro fonti.
Infatti nell’articolo di cduweb si fa menzione di un ‘generico’ studio fatto da jon Ricerca di searchenginegeek.com.

Nessuna data, nessun link, nessun riferimento concreto a questo studio, come ad esempio l’ambito nel quale è stato effettuato.

Facendo un rapido giro di internet, scopro che la ricerca (di Jon Ricerca :D ) a cui -probabilmente- fa riferimento cduweb è “Do Commas In Your Keywords Metatag Affect Ranking?”, diffusissimo nei circuiti di article marketing americani (dove appunto l’a.mkt funziona), che focalizza i contenuti sull’uso o meno della virgola all’interno del meta keywords (!!!)

Scorrendo altre chicche di questo autore, esiste un suo studio comparativo della KEYWORD DENSITY dei siti comparsi in alcune serp e altre baggianate simili.
Lo stesso sito di cui è titolare, searchenginegeek.com, non mi viene in soccorso per conferirgli maggiore o minore autorevolezza dal momento che è una semplice landing page che invita all’acquisto di un accesso ad un’area riservata.

Sinceramente non mi trovo d’accordo con quanto scritto nell’articolo da te menzionato, e a giudicare la fonte che viene citata, non credo proprio che mi re-innamorerò del meta keywords :D

Comment by Stuart — 13 March 2007 @ 11:26

Grazie per l’opinione Stuart, conferma l’idea che mi ero fatto dati i temi trattati da cduweb.com e legati alla loro attività di posizionamento

Grazie e saluti
Roberto

Comment by Roberto — 13 March 2007 @ 13:20

Esiste un programma gratuito o un sito aggiornato che mi possa consigliare qualche prodotto da promuovere giusto per cominciare?
E’ una richiesta da pivello, vero?

Comment by giovanni — 25 July 2007 @ 14:15

giovanni: più che altro è una richiesta che (io, eh) non capisco. cosa vuoi fare, di preciso?

Comment by Stefano Gorgoni — 14 August 2007 @ 14:05

Aggiungerei anche l’utilizzo di link assoluti rispetto a quelli relativi, ed in questo caso ci viene in aiuto proprio un metatag, il “base href”.

Complimenti per l’ottimo articolo.

Comment by 00_digital — 15 August 2007 @ 19:00

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