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2 March 2007

Fattori on-page: Top 10 per SEO

Top 10 per SEO: Fattori on-pageVisto che la SEO interessa molti ma è capita da pochi, eccovi alcuni punti che devono essere presi in considerazione nel caso vogliate dare una spinta in più al vostro sito.
Ovviamente la lista non è esaustiva, ma è comunque una buona base di partenza.

Di seguito una breve check-list di fattori on-page per aspiranti SEO. Ovviamente i contenuti e il copywriting non sono inclusi in dettaglio, in quanto senza quelli non staremmo nemmeno qui a parlare della SEO:

  1. Trovare le keyword migliori
    Con strumenti di ricerca di parole chiave come Il keyword tool di Google è possibile trovare molte parole correlate alla nostra keyword principale, ordinandole sia per livello di competitività tra inserzionisti Adwords sia (più importante) per volume di ricerche da parte degli utenti. Questi tool non sono certo precisi, ma danno comunque molte indicazioni utili su quali siano le parole chiave più importanti.
  2. Analisi della concorrenza
    Quanto sono competitive le SERP? Quanti backlink hanno i top10 per le keyword principali? Quali sono i migliori backlink che hanno? Quanto è ottimizzato il codice dei siti? Quanto sono anziani i domini? Quali keyword sono presenti nei title? Che pagerank hanno le pagine? Che Alexa rank hanno i siti?
    Dalla risposta a queste domande, possiamo capire meglio in che settore stiamo lavorando, sia come mercato sia come SEO vero e proprio.
  3. Architettura del sito
    L’analisi di usabilità del sito si riflette anche nell’ottimizzazione per i motori di ricerca. La spiegazione è pressochè banale: se una informazione è utile per gli utenti, lo è anche per i motori di ricerca. Una posizione visibile di una informazione a livello di architettura permette di far capire ai motori di ricerca che quella informazione ha maggior valore. Di conseguenza, il motore di ricerca premia il posizionamento di queste informazioni rispetto a quelle meno importanti, che magari sono delegate a sotto-categorie del sito.
  4. Title univoco, breve ed esplicativo
    Il title deve essere univoco per ogni pagina. D’altra parte, se più pagine possono avere lo stesso titolo, probabilmente c’è dietro un errore concettuale. Il title è la presentazione della pagina, e deve fare riferimento al contenuto presente sulla pagina stessa. Non solo keyword, ovviamente, ma un messaggio che incentivi l’utente a scegliere quella pagina tra le 10 proposte dalla prima pagina dei risultati di ricerca.
  5. Codice pulito e validato
    Non sempre è possibile, vero. Ma il codice deve essere il più possibile snello e pulito. Praticamente l’ideale è rappresentato dall’xhtml e i css. Ed il codice deve essere validato tramite gli appositi check tool del W3C. Se questo è l’ideale, non deve essere un obiettivo da raggiungere a tutti i costi. Ma bisogna, per esempio, usare l’attributo title sui tag href, l’attributo alt sui tag img, etc etc etc.
  6. Uso degli heading (h1, h2 etc).
    Self-explanatory.
  7. Content is the king
    Il contenuto è vitale, sia per gli utenti sia per i motori di ricerca. Bisogna quindi fare in modo che gli spider trovino contenuto nelle pagine, ovvero deve esserci contenuto e deve essere visibile agli spider.
  8. No flash, no javascript
    Flash e javascript sono un problema, in quanto gli spider non li sanno interpretare se non in piccolissima misura. Sono, di fatto, delle barriere architettoniche, e gli spider sono utenti sulla sedia a rotelle. Codice valido e accessibile significa anche permettere agli spider di poter fare il crawling di tutto il sito.
  9. Sitemap
    La mappa del sito è uno strumento importante non solo per gli utenti che dovessero incontrare difficoltà nel reperire le informazioni ricercate, ma anche per gli spider, in quanto permette di riassumere la struttura dell’architettura, oltre che ridistribuire la forza trasmessa tramite link, anche attraverso un uso di anchor text complementari.
  10. Uso del robots.txt
    Il robots.txt permette di comunicare agli spider quali parti del sito possono visitare e quali no. Ma anche qualora non ci siano porzioni di sito da inibire agli spider, è bene usare il robots.txt. In questo caso, il suo contenuto sarà esclusivamente: 
    User-agent: *
    Disallow:
Social Bookmarking
blinkbits  BlinkList  blogmarks  co.mments  connotea  del.icio.us  De.lirio.us  digg  Fark  feedmelinks  Furl  LinkaGoGo  Ma.gnolia  NewsVine  Netvouz  RawSugar  Reddit  scuttle  Shadows  Simpy  Smarking  Spurl  TailRank  Wists  YahooMyWeb 

[...] Una lista interessante delle cose importanti nel lavoro di SEO: http://www.marketingroutes.com/2007/03/02/fattori-on-page-top-10-per-seo/ [...]

Pingback by Digital Design News » fattori on page top 10 per seo — 3 March 2007 @ 13:48

[...] giorni fa ha fatto una breve scaletta di alcuni fattori on-page che devono essere tenuti in considerazione quando si vuole sviluppare un sito che ‘piaccia’ ai [...]

Pingback by Cose da non fare nella SEO — 5 March 2007 @ 18:42

Trovo gli articoli di questo sito ottimi per contenuto, chiarezza e precisione.
Faccio la copywriter e sempre più spesso mi chiedono di scrivere per i siti (è molto più divertente e accetto volentieri!) e ancora più spesso mi trovo a dover scrivere anche i meta tag quindi per forza di cose sto studiando il mondo SEO.
Vengo al dunque: fino a che punto secondo te è opportuno che il copy (o meglio web)writer si spinga nelle tecniche SEO? Fino a che punto i due mestieri si possono mescolare? All’inizio confesso che provavo imbarazzo, da laureata in lettere classiche, a parlare di title, headings e alt text, adesso mi rendo conto che in giro c’è ignoranza totale in materia, anche perché molte aziende si affidano a web agency che poi si rivelano accoppiate di grafici e tecnici informatici e poco più, quindi…il cliente chiede a me, sempre più spesso.
Che mi consigli? Esistono corsi di SEO copywriting? Almeno potrei esibire un’etichetta e farmi pagare meglio la consulenza.
Grazie e bravo!

Comment by Carla Lattanzi — 7 March 2007 @ 11:55

[...] post su MR che parlano della SEO e gli spider: Fattori on-page: Top 10 per SEOCose da non fare nella [...]

Pingback by Spider Sotto Controllo II — 4 April 2007 @ 00:46

Ciao Carla,

in attesa che Stefano dica la sua, questo è il mio pensiero. Senza meno il copywriting è un aspetto chiave di un qualsivoglia progetto di posizionamento. Non a caso avrai letto in giro per la rete frasi tipo: Content is king!

Se i motori di ricerca fossero in grado di comprendere ancor prima che dare rilevanza ad un linguaggio di tipo ‘naturale’ probabilmente il problema del copywriting in ottica SEO nemmeno ce lo porremmo.

Direi comunque che un copywriter come figura a sè non abbia necessariamente bisogno di conoscere per intero il mondo della SEO, la cui complessità va ben oltre la mera stesura di un testo e richiede anni ed anni per essere affinata a certi livelli.

Per quanto riguarda i corsi sul SEO Copywriting non ne ho mai fatti, ma penso che Fradefra li organizzi. Attendiamo che intervenga anche lui che organizza corsi da parecchio tempo. :)

Comment by Jacopo Gonzales — 13 April 2007 @ 11:24

Io da tempo affermo che scrivere buoni contenuti per immagine e comunicazione e, dall’altra parte, ottimizzarli per i motori di ricerca siano la stessa cosa.

Ormai la maggior parte del posizionamento è fatto dagli aspetti redazionali. L’unica cosa di cui si deve convincersi è che scrivere ottimizzato significa scrivere organizzato.

- un buon glossario
- esplorazione degli argomenti
- distribuzione corretta degli argomenti sul documento
- occhiello ben fatto (importante sia per la comunicazione sia per i motori di ricerca)
- conclusione ben fatta (importante sia per la comunicazione sia per i motori di ricerca)
- separazione su pagine diverse con link per gli argomenti collaterali
- confinamento a paragrafi delle parti non attinenti che comunque devono stare sul documento
- individuazione della miglior rappresentazione del dominio di conoscenza che si sta affrontando

queste cose sono fondamentali per la comunicazione, ma anche e soprattutto per i motori. Il bello è che convergono.

Il tutto, poi, si riflette sui benchmarking della concorrenza on-line. Spesso i siti dei concorrenti sono meglio visibili, non più visibili.
La visibilità non è un fatto di potenza, ma di larghezza e spettro, di durata nel tempo, di target.

Comment by Fradefra — 17 April 2007 @ 12:21

Lista ottima e intervento chiarificante.
Forse a te che sei all’avanguardia sull’argomento sembra di dire cose ovvie, ma quanto dici apre nuove e piacevoli strade per i copywriter, spesso chiamati a diventare web writer. Molti di noi pensano ancora che basti scrivere un bel testo e molti (quasi tutti) i clienti dicono che tanto poi basta rivolgersi a quelli che fanno indicizzazione e pagarli bene per avere il sito visibile. Invece c’è tutto un mondo da studiare e il tuo (vostro) blog è un eccellente punto di partenza.
Anche se concordo con Jacopo sul fatto che un copy non si può addentrare completamente nel SEO.
Grazie ancora, mi iscrivo al feed RSS oggi stesso.
Bye, Carla

Comment by Carla Lattanzi — 18 April 2007 @ 10:45

Il bello, Carla, è che una persona che sa scrivere, può ottimizzare i suoi testi anche sapendone poco, di motori di ricerca. In fondo, per guidare la macchina, ti servono pochi principi di meccanica… :-)
Ai copywriter basta veramente poco, per essere ottimi web writer. Poco non perché non importante o perché poco di volume, ma perché chi sa scrivere queste cose più o meno già le sa, ma non ne ha consapevolezza.

Io non devo insegnare ad un copywriter come scrivere per il web. Devo solo ricordargli alcune cose che sa già e spesso meglio di me.

Comment by Fradefra — 18 April 2007 @ 15:14

[...] che in fatto di contenuti è ormai assodato il fatto di rispettare i dovuti accorgimenti nella stesura, mi sono soffermato un po’ più attenamente sui concetti di popolarità e trust ispirato da [...]

Pingback by LinkPopularity intelligente al cospetto di Google. » WWW Passion weblog di Francesco Gori — 11 October 2007 @ 23:39

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