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28 February 2007

Soddisfazione dei bisogni biologico-sensoriali e acquisti on-line

Come ormai saprete, sto conducendo una ricerca che ha lo scopo di capire quali siano le maggiori difficoltà di tipo psico-cognitivo di un potenziale cliente di un sito di e-commerce, nel settore enogastronomico.

Ieri assieme ad uno dei partecipanti si rifletteva su un interessante aspetto. Anche per lui, come peraltro per altri, un motivo che lo porta a non acquistare on-line è il fatto di non poter “aver subito in mano” i prodotti e poterli consumare. Inoltre mi diceva che, per lui, questo vale soprattutto per i prodotti enogastronomici perché nella fase di scelta sono i sensi, come appunto il gusto, l’olfatto (la tipica “acquolina in bocca “) ad essere attivati. E quindi, il pensiero di non poterli consumare a breve fa passare la voglia di acquistarli on-line e di scendere nel negozio più vicino a cercare il prodotto che più gli assomigli. L’unica cosa che può far si che si proceda con l’acquisto è che si voglia assolutamente quello e nessun altro prodotto.

A questo punto una domanda mi sorge spontanea: con la scelta e l’offerta che oggi il mercato offre, quante volte ciò avviene? Credo che, più spesso, pur di soddisfare i nostri bisogni, scatenati dalle sensazioni del gusto e dell’olfatto, ci accontentiamo di un prodotto di minor qualità o che non sia esattamente lo stesso.

Gli aspetti biologici sono molto importanti e sicuramente non sottovalutabili dal marketing. Avete presente i banchi di frutta e verdura al supermercato? Che odore sentite? Se sentite l’odore della frutta e della verdura molto spesso sono aromi messi apposta per invogliare l’acquisto. Il marketing sensoriale insegna.
Da qui nasce una riflessione sulla tragica (e non sto esagerando con il termine) situazione degli spedizionieri italiani. Non so voi, ma le mie esperienze in merito come acquirente sono state assai negative. Senza andare nel dettaglio, sarebbe importante capire se in Italia, così come negli USA, sarebbe possibile consegnare in giornata. Perché, secondo me, questo potrebbe, in parte, sopperire al problema dell’acquisto per la soddisfazione di un bisogno biologico-sensoriale. Non lo chiamo bisogno primario perché acquistiamo una bottiglia di vino non perché dobbiamo dissetarci (un bisogno primario appunto), ma perché si è attivata una sensazione gustativa e/o olfattiva, innescata dalla vista del prodotto sullo scaffale virtuale del sito di e-commerce.

Chiedo quindi a voi cosa ne pensate. Vi è mai capitato di trovarvi nella situazione di non acquistare on-line un prodotto di tipo alimentare perché dovevate aspettare troppo tempo per poterlo consumare? Vi è capitato per altri tipi di prodotto? Se sì, il poter ricevere la spedizione entro 24 ore, vi faciliterebbe l’acquisto del prodotto on-line?

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Ciao,

Mariangela ritengo che 24-48 ore (pensiamo anche alle isole) siano tempi ancora accettabilissimi.

Poi dipende dai casi. Abbiamo un cliente affezionato su di una bellissima isoletta siciliana. Lì i tempi di consegna sono di 10 giorni (si avete letto bene DIECI giorni). Quindi io esaminerei anche il contesto da dove il cliente fa l’acquisto. Parto da questa osservazione in quanto la ricerca è svolta con clienti/test nelle zone di Milano e dintorni dove la percezione del tempo è piuttosto accellerata. Pensiamo a clienti dei piccoli centri dove la vita è più rallentata. Mi è capitato più volte con clienti residenti in piccole provincie di osservare lo stupore dovuto alla consegna effettuata in appena 24 ore.

Ciaooooooooooooooooooooo

Comment by Angelo_ew — 28 February 2007 @ 15:32

E’ vero che la qualità di vita dei milanesi è sicuramente miolto diversa da quella di un isolano, soprattutto per il fattore tempo. Ma tutti gli uomini, sia che vivano in città, sia in un paesino sperduto in campagna, hanno dei bisogni e dei desideri innescati da sensazioni legate ad aspetti biologici. Anche il tuo cliente isolano sentirà una spinta e un bisogno nel momento in cui vede un vino che gli piace o anche solamente lo ricorda, probabilmente è solo più abituato a dover aspettare, ma se solo potesse… sarebbe sicuramente interessante studiare quanto gli aspetti sociali possano incidere sui bisogni biologico-sensoriali.

Comment by Mariangela Balsamo — 28 February 2007 @ 18:11

mmmh… un giorno per la merce… questo penso che possa rompere un’altro muro dell’acquisto online.
Se solo penso al poter comprare online e averlo in mano il giorno stesso o al massimo il giorno dopo mi piace.

Ma io acquisti alimentari non ne ho mai fatto, l’unica volta è stata la spesa dell’Esselunga, in quel caso non ero troppo interessato all’appeal che mi dava il prodotto quanto al prodotto in quanto bene. In questo bisogna ammettere che l’acquisto via internet toglie parte del marketing investito per il packaging…

Generalmente acuisto online oggetti di cui non ho necessità urgente e mi posso permettere si aspettare, oltretutto so benissimo che le spedizioni in italia fanno pena, basta comprare un libro a Dicembre per accorgersene… credo di aver fatto un buon esempio per far capire il problema… :)

Comment by greenkey — 28 February 2007 @ 20:54

Un buon compromesso, realizzabile però soltanto da alcune realtà, è la vendita online con ritiro in pickcenter di prossimità. Il mio esempio è però difficilmente adattabile a realtà che ad esempio adottano una politica di prezzi ridotti all’osso grazie all’assenza di costi di magazzino, affitto, personale, etc etc. L’e-commerce per me rimane un’alternativa seria e reale per prodotti di nicchia, di difficile reperibilità sul mercato o grazie a prezzi molto più bassi. Se il tuo amico ha voglia di formaggio di Fossa ma non lo trova a Canicattì, io credo che sia ben disposto ad aspettare 3-4 gg che gli arrivi a casa, molto meno se ha voglia di Philadelphia e può comprarselo sotto casa.

Comment by andrea serravezza — 28 February 2007 @ 23:33

Ho letto da poco un libro molto interessante, intitolato “Marketing Sensoriale. 5 sensi per comunicare, vendere e comprare”, edito da Fausto Lupetti e scritto da un variegato gruppo di autori: Susanna Messaggio, Alessandro Miani, Marialuisa Tonielli e Gianfranco Virardi.

Lo consiglio a tutti quelli che, come me, ritengono che i sensi e la sensorialità siano lo strumento più utile per arrivare al cuore e al cervello del consumatore in modo immediato e vero, lasciando un segno mnemonico indelebile.

Il sito del libro e del progetto MDS (marketing dei sensi) è: http://www.marketingdeisensi.it

Comment by Giorgio M. — 13 May 2009 @ 20:03

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