27 February 2007
Italia.it: controcanto
Quando qualche giorno fa Jacopo mi ha chiesto di dare un mio punto di vista "tecnico" sul sito Italia.it non avevo ancora letto i post infiammati contro quello che è stato per lungo tempo famoso come "il sito costosissimo che non c’è" (anche questa è popolarità), per cui ho navigato senza particolari pregiudizi alla scoperta di quanto offre il nostro bel paese.
Inizialmente ero concentrato sugli aspetti tecnologici, ma subito dopo mi sono reso conto che andavo dietro ai contenuti, ero interessato a quello che il sito proponeva, gli eventi, i premi e i concorsi, le iniziative culturali, la storia delle nostre regioni, temi che mi catturano perché amo visitare il nostro paese e scoprire posti incantevoli, spesso sconosciuti, a poche ore di viaggio da casa.
Ho giocherellato con la macchina del tempo ed ho provato a indovinare qualche data "cruciale", prima di fare lo "zoom" e vedere se ci avevo preso… Beh, sull’inizio del Rinascimento datato 1400 ho avuto qualche dubbio, però la sensazione è stata molto divertente e coinvolgente.
Insomma, devo ammetterlo, il sito "mi ha preso".
A quel punto sinceramente avevo completamente "scordato" il motivo reale per cui mi trovavo lì e ho coinvolto anche mia moglie nel "viaggio". Con lei ci siamo avventurati nella nostra terra natia, l’Abruzzo, alla ricerca dei prodotti tipici, con il piglio di chi vuole verificare le proprie conoscenze. Ed ecco che subito lei ha trovato un bug grave! Nella ricetta delle ferratelle mancava lo zucchero! Siamo stati poi interrotti, ma ci siamo ripromessi di visitare ancora il sito e di utilizzarlo per decidere dove andare nelle nostre gite del week end o per le vacanze.
Poi in serata sono tornato sui blog che leggo di solito, scritti per lo più da professionisti della rete, persone che fanno il mio mestiere di informatico (con un retrogusto di webmarketing) o che, come molti di voi, si occupano di SEM ed ho trovato lo sfacelo: una serie di invettive contro lo sperpero del denaro pubblico, un rifiuto totale di un’opera considerata morta prima ancora di nascere, una totale assenza di interlocutorio con le persone che il sito lo hanno pensato, progettato e realizzato. Addirittura una "caccia alle streghe" per individuare i colpevoli del misfatto.
Sinceramente mi aspettavo qualcosa di diverso da chi, prima di essere un professionista del settore, è un cittadino italiano e credo ami come me il nostro meraviglioso paese. In particolare vorrei evidenziare alcuni "sprechi" di energia cerebrale:
- sul punto del costo eccessivo del sito credo sia giusto esibire dei dati concreti: quali sono gli ordini di grandezza per un sito come Italia.it? Su quali basi l’incidenza del costo dell’infrastruttura tecnologica si può ritenere "eccessivo" rispetto all’ammontare complessivo del progetto? Qualcuno ha letto il bando di gara, la successiva aggiudicazione e i criteri di selezione delle imprese? Tra gli esimi colleghi che hanno scritto di Italia.it, ce n’è qualcuno che ha partecipato davvero alla gara, ha presentato un’offerta più bassa di dieci volte e può dire che ha perso perché hanno imbrogliato? Su questo punto i blog che ho letto sono piuttosto carenti, eppure dovrebbe essere uno dei punti più dibattuti visto che si parla tra professionisti del settore… Come dire: siamo tutti molto bravi, ma nel momento in cui dovevamo dimostrarlo eravamo distratti? Mi piacerebbe anche sentir raccontare la storia di qualcuno che ha provato a partecipare alla gara, ma è stato "estromesso" per più o meno evidenti ragioni "politiche" o discriminazioni.
- Sul discorso della tecnologia scelta si è parlato di alternative Open Source a IBM Web Sphere Portal. Non è questa la sede in cui parlarne, ma è piuttosto ovvio che chi si aggiudica la gara d’appalto opta per la soluzione che ha in casa. Mi dicono tra l’altro che l’installazione gira su server con Linux Red Hat, per cui non è così vero che l’open source è del tutto assente. Qualcuno forse non sa o non ha capito che Open Source non significa "costo zero", è un altro modello di licenza del software che richiede un’attenta valutazione di altre categorie di costo. Non voglio convincervi, ma farvi riflettere: se realmente qualcuno avesse dimostrato la capacità di realizzare lo stesso portale con un CMS Open Source a costi dieci volte più bassi, perché non lo ha fatto e non ha vinto la gara? Avrebbe fatto bene anche alle tasche dei contribuenti, su questo siamo d’accordo…
- Parlando di design ho letto più o meno i soliti anatemi che si rifanno ai quattro concetti condivisi (e travisati) sull’usabilità di Jakob Nielsen. Non conosco sito che non sia stato messo alla berlina alla prima uscita con i mezzi di "medicina legale" offerti da Nielsen: fatta l’autopsia, il sito è morto. Forse sarebbe meglio farla dopo averne accertato il log piatto. Adesso per cortesia tutti quelli che hanno citato Nielsen vadano a modificare gli stili delle pagine e impostino lo stile dei link in colore blu rigorosamente sottolineato, pena l’inusabilità a morte.
- Mi piace l’idea della blogosfera come grande conversazione universale, non vi ho ancora preso parte con un mio contributo, ma la frequento e ancora non mi convince del tutto. Beh in questa occasione ho capito il perché. La scelta degli interlcutori è piuttosto curiosa: si parla a volte come nella pausa caffé. Si dice tutto e il contrario di tutto del collega alla scrivania dell’ufficio accanto, ma non si ha il coraggio di affrontarlo direttamente quando se ne offre l’occasione. Dalla porzione di blogosfera in cui posto queste righe mi aspetto molto di più dei commenti isterici e irragionevoli che ho avuto modo di leggere: lettori e scrittori che ne fanno parte sono tra le menti più brillanti (italiane e non solo) che la rete abbia modo di collegare, utilizziamo questo talento per costruire, distruggere è redditizio per pochi.


























ottima analisi, anche se da un punto di vista più contenutistico in sè che globale.
Posso anche esser d’accordo sul fatto che vengano presentate informazioni dettagliate e appassionanti sul nostro bel Paese, ma credo che non possiamo dimenticare il COME queste siano state presentate.
Confesso che la prima volta che ho visitato il portale l’ho chiuso dopo 5 secondi perchè non mi caricava la intro, e confesso che la seconda ho resistito alla prima intro ma mi sono arreso alla seconda.
E sono anche un grande sostenitore di flash…
Però perchè presentare una bella pietanza su un piatto di cartone?
insomma, progettare un’interfaccia per lo meno guardabile non mi sembra sia impossibile, e da lì in poi rendere il viaggio affascinante alla scoperta dell’italica terra e delle sue bellezze il passo è breve.
Sul bando di gara non mi pronuncio in quanto non ne sono a conoscenza, non sono tra quellli che gridano allo scandalo per i 50 milioni (perchè ad esser ragionevoli, solo poca parte di questi sarà andata all’effettivo lavoro di realizzazione), ma sinceramente mi sento di condannare impetosamente un sito che ti passa la voglia anche soltanto di entrarci causa lungaggini e grafica scadente…
Comment by RyanGiggs79 — 27 February 2007 @ 19:47