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27 February 2007

Italia.it: controcanto

Quando qualche giorno fa Jacopo mi ha chiesto di dare un mio punto di vista "tecnico" sul sito Italia.it non avevo ancora letto i post infiammati contro quello che è stato per lungo tempo famoso come "il sito costosissimo che non c’è" (anche questa è popolarità), per cui ho navigato senza particolari pregiudizi alla scoperta di quanto offre il nostro bel paese.

Inizialmente ero concentrato sugli aspetti tecnologici, ma subito dopo mi sono reso conto che andavo dietro ai contenuti, ero interessato a quello che il sito proponeva, gli eventi, i premi e i concorsi, le iniziative culturali, la storia delle nostre regioni, temi che mi catturano perché amo visitare il nostro paese e scoprire posti incantevoli, spesso sconosciuti, a poche ore di viaggio da casa.

Ho giocherellato con la macchina del tempo ed ho provato a indovinare qualche data "cruciale", prima di fare lo "zoom" e vedere se ci avevo preso… Beh, sull’inizio del Rinascimento datato 1400 ho avuto qualche dubbio, però la sensazione è stata molto divertente e coinvolgente.

Insomma, devo ammetterlo, il sito "mi ha preso".

A quel punto sinceramente avevo completamente "scordato" il motivo reale per cui mi trovavo lì e ho coinvolto anche mia moglie nel "viaggio". Con lei ci siamo avventurati nella nostra terra natia, l’Abruzzo, alla ricerca dei prodotti tipici, con il piglio di chi vuole verificare le proprie conoscenze. Ed ecco che subito lei ha trovato un bug grave! Nella ricetta delle ferratelle mancava lo zucchero! Siamo stati poi interrotti, ma ci siamo ripromessi di visitare ancora il sito e di utilizzarlo per decidere dove andare nelle nostre gite del week end o per le vacanze.

Poi in serata sono tornato sui blog che leggo di solito, scritti per lo più da professionisti della rete, persone che fanno il mio mestiere di informatico (con un retrogusto di webmarketing) o che, come molti di voi, si occupano di SEM ed ho trovato lo sfacelo: una serie di invettive contro lo sperpero del denaro pubblico, un rifiuto totale di un’opera considerata morta prima ancora di nascere, una totale assenza di interlocutorio con le persone che il sito lo hanno pensato, progettato e realizzato. Addirittura una "caccia alle streghe" per individuare i colpevoli del misfatto.

Sinceramente mi aspettavo qualcosa di diverso da chi, prima di essere un professionista del settore, è un cittadino italiano e credo ami come me il nostro meraviglioso paese. In particolare vorrei evidenziare alcuni "sprechi" di energia cerebrale:

  1. sul punto del costo eccessivo del sito credo sia giusto esibire dei dati concreti: quali sono gli ordini di grandezza per un sito come Italia.it? Su quali basi l’incidenza del costo dell’infrastruttura tecnologica si può ritenere "eccessivo" rispetto all’ammontare complessivo del progetto? Qualcuno ha letto il bando di gara, la successiva aggiudicazione e i criteri di selezione delle imprese? Tra gli esimi colleghi che hanno scritto di Italia.it, ce n’è qualcuno che ha partecipato davvero alla gara, ha presentato un’offerta più bassa di dieci volte e può dire che ha perso perché hanno imbrogliato? Su questo punto i blog che ho letto sono piuttosto carenti, eppure dovrebbe essere uno dei punti più dibattuti visto che si parla tra professionisti del settore… Come dire: siamo tutti molto bravi, ma nel momento in cui dovevamo dimostrarlo eravamo distratti? Mi piacerebbe anche sentir raccontare la storia di qualcuno che ha provato a partecipare alla gara, ma è stato "estromesso" per più o meno evidenti ragioni "politiche" o discriminazioni.
  2. Sul discorso della tecnologia scelta si è parlato di alternative Open Source a IBM Web Sphere Portal. Non è questa la sede in cui parlarne, ma è piuttosto ovvio che chi si aggiudica la gara d’appalto opta per la soluzione che ha in casa. Mi dicono tra l’altro che l’installazione gira su server con Linux Red Hat, per cui non è così vero che l’open source è del tutto assente. Qualcuno forse non sa o non ha capito che Open Source non significa "costo zero", è un altro modello di licenza del software che richiede un’attenta valutazione di altre categorie di costo. Non voglio convincervi, ma farvi riflettere: se realmente qualcuno avesse dimostrato la capacità di realizzare lo stesso portale con un CMS Open Source a costi dieci volte più bassi, perché non lo ha fatto e non ha vinto la gara? Avrebbe fatto bene anche alle tasche dei contribuenti, su questo siamo d’accordo…
  3. Parlando di design ho letto più o meno i soliti anatemi che si rifanno ai quattro concetti condivisi (e travisati) sull’usabilità di Jakob Nielsen. Non conosco sito che non sia stato messo alla berlina alla prima uscita con i mezzi di "medicina legale" offerti da Nielsen: fatta l’autopsia, il sito è morto. Forse sarebbe meglio farla dopo averne accertato il log piatto. Adesso per cortesia tutti quelli che hanno citato Nielsen vadano a modificare gli stili delle pagine e impostino lo stile dei link in colore blu rigorosamente sottolineato, pena l’inusabilità a morte. ;)
  4. Mi piace l’idea della blogosfera come grande conversazione universale, non vi ho ancora preso parte con un mio contributo, ma la frequento e ancora non mi convince del tutto. Beh in questa occasione ho capito il perché. La scelta degli interlcutori è piuttosto curiosa: si parla a volte come nella pausa caffé. Si dice tutto e il contrario di tutto del collega alla scrivania dell’ufficio accanto, ma non si ha il coraggio di affrontarlo direttamente quando se ne offre l’occasione. Dalla porzione di blogosfera in cui posto queste righe mi aspetto molto di più dei commenti isterici e irragionevoli che ho avuto modo di leggere: lettori e scrittori che ne fanno parte sono tra le menti più brillanti (italiane e non solo) che la rete abbia modo di collegare, utilizziamo questo talento per costruire, distruggere è redditizio per pochi.
Social Bookmarking
blinkbits  BlinkList  blogmarks  co.mments  connotea  del.icio.us  De.lirio.us  digg  Fark  feedmelinks  Furl  LinkaGoGo  Ma.gnolia  NewsVine  Netvouz  RawSugar  Reddit  scuttle  Shadows  Simpy  Smarking  Spurl  TailRank  Wists  YahooMyWeb 

ottima analisi, anche se da un punto di vista più contenutistico in sè che globale.
Posso anche esser d’accordo sul fatto che vengano presentate informazioni dettagliate e appassionanti sul nostro bel Paese, ma credo che non possiamo dimenticare il COME queste siano state presentate.
Confesso che la prima volta che ho visitato il portale l’ho chiuso dopo 5 secondi perchè non mi caricava la intro, e confesso che la seconda ho resistito alla prima intro ma mi sono arreso alla seconda.
E sono anche un grande sostenitore di flash…
Però perchè presentare una bella pietanza su un piatto di cartone?
insomma, progettare un’interfaccia per lo meno guardabile non mi sembra sia impossibile, e da lì in poi rendere il viaggio affascinante alla scoperta dell’italica terra e delle sue bellezze il passo è breve.
Sul bando di gara non mi pronuncio in quanto non ne sono a conoscenza, non sono tra quellli che gridano allo scandalo per i 50 milioni (perchè ad esser ragionevoli, solo poca parte di questi sarà andata all’effettivo lavoro di realizzazione), ma sinceramente mi sento di condannare impetosamente un sito che ti passa la voglia anche soltanto di entrarci causa lungaggini e grafica scadente…

Comment by RyanGiggs79 — 27 February 2007 @ 19:47

Italia.it mette anche tanti link ai siti che ritiene validi… interessante sta cosa…

ne ha messi un paio verso siti che curo !!!

Comment by Luca — 27 February 2007 @ 20:36

[...] Italia.it controcanto, critiche di un professionista verso altri [...]

Pingback by Polemiche e proposte — 27 February 2007 @ 21:01

Bhe sicuramente il “controcanto” e’ stato ben scritto, ma riflettendo un attimo, come mai in questi ultimi giorni gli autori o chi per loro stanno facendo modifiche in modo cosi drastico?

penso che la la pavarottiana introduzione con il nostro nuovo simbolo sia stata studiata ( ? ) attentamente… perche’ rimuoverla dopo pochi giorni? (non dovrebbero farsi influenzare dalla piazza virtuale)

come ho avuto modo di dire ad altri amici a cui tutto sommato il sito era piaciuto, io non vedo tutti questi contenuti all’interno del sito, e per la cifra astronomica spesa , esigo il 101% di perfezione.. non ditemi che con quei soldini non si potevano prendere 200 persone e farle testare il sito prima di mandarlo in prima mondiale ?

e poi avrei la seguente domanda.. ma voi quanto avreste chiesto per la realizzazione di tale opera? cosa tale progetto secondo voi offre da giustificare un costo cosi elevato ?

Comment by massimiliano.c — 27 February 2007 @ 21:05

Le prime critiche sono state più emotive che razionali, questo occorre dirlo, ma anche che alla protesta è seguita la proposta con il progetto http://wiki.bzaar.net/RItaliaCamp che cercherà di analizzare il portale e offrire un contributo.
Vediamo cosa ne uscirà, ma vedere che più di 60 professionisti decidono di incontrarsi per lavorare gratis per avere un portale degno di questo Paese è estremamente incoraggiante. Non credi?

Comment by Maurizio Goetz — 27 February 2007 @ 21:29

@ Fabio: ma hai letto i contenuti reali? Come si fa a dire che il nostro paese ha un sistema autostradale efficiente? E parlare di sistema ferroviario all’avanguardia? Anch’io ho fatto un’analisi dei contenuti e onestamente ne sono rimasto alquanto deluso… Dai un’occhiata al mio post se hai tempo.

Comment by Carlo Odello — 27 February 2007 @ 22:38

I contenuti sono scarsi e l’architettura delle informazioni necessita di essere rivista.

Comment by Maurizio Goetz — 27 February 2007 @ 22:42

@ Maurizio: sono curioso di vedere cosa succederà in quel camp, l’idea è buona, ma ho la sensazione che possa assumere i toni dell’iniziativa “amatoriale”, per quanto impegno potranno profondere i professionisti che intendono partecipare. Ti dico la verità, se ce la faccio vado anch’io a sentire cosa si dice…

@ Carlo: condivido il tuo post, ma sinceramente, non credi che un tono eccessivamente realistico non finisca per allontanare davvero i turisti? Cosa gli vai a raccontare, il ritardo medio in minuti dell’Eurostar Roma - Milano?

@ Massimiliano: so che non si fa, ma ti rispondo con una domanda, quanto credi che valga la pena spendere per risollevare le sorti di un’economia sempre più terziarizzata e frammentata in piccole e medie imprese, che hanno la possibilità di sfruttare uno dei più attraenti e redditizi bacini turistici del pianeta?

Comment by Fabio — 28 February 2007 @ 00:46

Fabio, non capisco il tuo punto 4….

Su http://www.progetto-david.com non si sta solo distruggendo, anzi!

Comunque forza Abruzzo. Io sono di Guardiagrele, e tu ?

Comment by Marco — 28 February 2007 @ 01:23

@ Fabio: allora raccontiamo ai potenziali turisti stranieri il paese che non c’è. Iniziamo a fregarli via web, poi andiamo avanti a farlo quando arrivano nel nostro paese. Difficile sarà fregarli anche quando non torneranno più. Non dico certo di raccontare il ritardo medio degli Eurostar ma indicare le soluzioni di viaggio in modo più realistico è prova di maturità. Da anni viaggio in Germania: nessun tedesco ha mai provato a convincermi che la loro cucina è complessa e variegata, non vedo perché dovremmo pretendere di avere trasporti che oggettivamente non abbiamo (e non avremo probabilmente nei prossimi 10 anni).

Comment by Carlo Odello — 28 February 2007 @ 01:25

Io continuo a cantare nella direzione opposta. Ho pure citato Nielsen: non lo considero il Messia del web, ma, spesso, il primo che ha avuto l’intuizione di mettere in discussione un certo modo di concepirlo. Certamente criticabile e oltremodo pragmatico a volte, ma lucido nelle sue analisi. Insomma io cerco di trovare il buono nei suoi scritti. Tu cerchi di trovare il buono nel progetto di quel portale e hai perfettamente ragione, è anche nostro. Che ti posso dire, con tutta la buona volontà proprio non ci riesco. Mi sono riletto i contenuti e, onestamente, non mi sembrano valere quella spesa. Open source o meno per circa 7 milioni di euro mi aspettavo ben di meglio. Insomma, per quanto mi sforzi, non ci riesco a vederci del buono, ognuno ha i suoi limiti…

Comment by Enrico Ladogana — 28 February 2007 @ 03:37

lento, veramente poco intuitivo e dispersivo.

fatto con le tabelle, con grossolani errori di contenuto e traduzione.

non è certo una macchina del tempo a giustificarmi i 50 milioni di euro spesi.

fai parte per caso del progetto italia.it? :D

Comment by diegalax — 28 February 2007 @ 10:29

Chiunque abbia fatto quel sito non è un professionista.
E’ solo il frutto di un’insieme di “tacchine”.
Stessa storia per il logo. 80 mila euro sono un furto .

Comment by Merlin — 28 February 2007 @ 11:19

[...] Qualcun’altro invece si è chiamato fuori dal coro e, soprassedendo sulle caratteristiche obsolete, ha invece in parte approvato il progetto e bacchettato i commentatori come cori da caserma. Evitando di giudicare le opinioni altru, una cosa comunque è sicuramente giusta: è sbagliato buttarsi a capofitto in critiche e commenti seguendo l’onda della corrente. [...]

Pingback by Web Development Addviser » Italia.it: facile parlare? — 28 February 2007 @ 11:28

Analisi condivisibile la tua. Ma mica tanto.

Un portale turistico deve parlare di turismo: background territoriali, storia, ecc… devono sì essere presenti, ma se voglio cercare un albergo ci vuole almeno una foto, la possibilità di prenotare online, una cartina dettagliata, la zona rispetto al centro città dove si trova, ecc…

A me turista che cacchio frega se Liz Hurley si sposa con un abito italiano? Non è meglio usare lo spazio news per cose più utili?

Se devi fare un servizio fallo (e per 90MLD di vecchio conio dovresti fare anche il caffè IMHO), se devi descrivere il bel paese fallo, ma almeno dicci a che cavolo servi, sig. portale.

Mettendomi nei panni di un turista credo che mi rivolgerei ad altri portali quasi sicuramente.

Comment by Napolux — 28 February 2007 @ 12:24

Il post ed i commenti che sono seguiti sono il miglior auspicio alla collaborazione: se tutti noi sospendessimo un attimo la sola valutazione del portale Italia.it, considerandolo esclusivamente come progetto web di comunicazione promozionale, e riflettessimo sull’importanza che ha il turismo nello sviluppo macro-economico e, conseguentemente, occupazionale, potremmo forse capire il ruolo attivo di questa discussione.

L’iniziativa pubblicizzata da Maurizio Goetz vuole andare proprio nella direzione costruttiva: non giudichiamo Italia.it solo come piattaforma incompleta o viziata da numerosi difetti, limitando la visione al progetto IT. Superiamo l’impasse che le polemiche potrebbero aver prodotto. Cerchiamo di lavorare tutti insieme, ciascuno contribuendo con il proprio livello di competenze, allo scopo di rappresentare un modello alternativo o complementare.

In questo modo avremmo tutti partecipato, e, forse, svolto un ruolo ampiamente positivo: una vera cittadinanza attiva.

Comment by Claudio Iacovelli — 28 February 2007 @ 15:28

“ci siamo ripromessi di visitare ancora il sito e di utilizzarlo per decidere dove andare nelle nostre gite del week end o per le vacanze”

Potreste andare alle Isole Tremiti in Molise
http://garganopress.net/modules/news/article.php?storyid=2842

O sulle doomiti Venete, una regione prevalentemente pianeggiante oppure mangiare anguilla in Trentino

“Insomma, devo ammetterlo, il sito “mi ha preso”"

Non ha preso solo te, ha preso tutti
Per il culo

Comment by Alessandro — 28 February 2007 @ 15:38

Io ribadisco un concetto a mio modesto avviso molto importante. In molti hanno derisoi l progetto quasi fosse uno sport, non c’è dubbio. Altri sono stati altrettanto aspri ma costruttivi.
Sono state effettuate delle analisi eccellenti sui problemi di Italia.it sia a livello tecnico che di comunicazione.
Insomma a me non sembra che le critiche siano state tutte sterili, tutt’altro.

Se io fossi il responsabile di progetto del portale mi andrei a rileggere tutti i blog, gli articoli, gli interventi e comincerei a lavorare per migliorare il progetto. La sostanza è questa: si è criticato il progetto ma si sono anche sviscerati i suoi tanti punti deboli, quindi si è offerto un servizio. Nulla di più, nulla di meno.

Poi si sono creati gruppi che hanno intenzione di creare progetti alternativi, di dieci, numero a caso, ne andranno in porto due, ma è una cosa bellissima a mio avviso, pura condivisione di conoscenza, il bello di internet.

Resta il fatto che Italia.it così com’è non può andare, ormai parte dei soldi sono stati spesi e quindi deve essere migliorato. Punto!

Comment by Enrico Ladogana — 28 February 2007 @ 16:11

mi intrigano sempre i post fuori dal coro, soprattutto quando sono supportati da argomentazioni di livello che possono porre in una posizione di rispetto, chi (da solo) va controcorrente (in questo caso “contro” centinaia/migliaia di professionsiti).

non mi pare questo il caso però, peccato.

mi pare invece che le decine/centiaia di post critici nei confronti di italia.it abbiamo messo sul piatto fatti e non solo opinioni o concetti mutuati da nielsen. c’è chi ha ridisegnato l’hp con i css, chi fatto un check dei broken/bad link, chi ha puntato il dito sulle traduzioni approssimative, sugli errori contenutistici di regioni e province, sulla povertà di offerte di hotel e b&b in città come venezia, etc.. etc…

comunque un obbiettivo questo post l’ha raggiunto, ha provocato una reazione a chi si è sentito chiamato in causa, ma ripeto le argomentazioni (dell’autore) non mi sembrano sufficienti, anzi.

alla fine i punti esplicitati sui cui si può anche discutere sono:

1) eravata alla gara d’appalto?
2) pesate che opensource sia gratis?

ma i discorsi su nielsen e la comunità online li trovo poveri. e l’analisi tecnica dov’è?

rimango dell’idea che italia.it sia un aborto all’italiana, uno di quei progetti magna-soldi in stile sviluppoitalia.

felice di cambiare idea magari leggendo un post e una tesi “alternativa” non aspetto altro.

Comment by Matteo Caruso — 28 February 2007 @ 16:17

Questo post mi ha fatto riflettere, in effetti molte critiche sono più che giustificate, ma non i linciaggi morali. Da parte mia visto che il marketing digitale turistico è una materia di mia competenza, ho iniziato a fare delle riflessioni su ciò che dovrebbe essere il ruolo di un portale per il turismo, perchè le idee non sono ancora così chiare e condivise.

Comment by Maurizio Goetz — 28 February 2007 @ 16:41

secondo me il potere della gentilezza non ha limiti… ho voluto impostare http://www.progetto-david.com proprio su questo potere.
La velocità delle dinamiche del Web ci fa diventare aggressivi a volte, ma mai, mai… dimenticare la gentilezza, quella che dopo verrà usata con i turisti :)

Comment by Johnnie Maneiro — 28 February 2007 @ 17:59

Un aspetto positivo: nello staff ci sono neolaureati in Scienze del Turismo.

Ad esempio Dora Barone
http://www.tesionline.it/default/tesi.asp?idt=16644

Sarà figlia di un Barone universitario ?

Comment by Alessandro — 28 February 2007 @ 19:00

è vero la cosa necessita di analisi e valutazioni
però dico….45.000.000 di euro = circa 90 miliardi ?!?

scusami ma a una prima valutazione la cosa è un pò strana…

prendi un cluster per il webserver+application server e il database mettici tutto l’HW che vuoi, la connettività i sistemisti, le licenze IBM e comprati pure DB Oracle in grid per strafare. Paga i designers e i grafici, i programmatori, gli ottimizzatori, uno staff di supporto per un anno, un team redazionale, e pure il pranzo per tutti a capodanno, raddoppia il tutto perché lo stato paga sempre di più……MA A NOVANTA MILIARDI COME CI ARRIVI?

magari non ho capito le cifre e sparare sul lavoro altrui perché c’è qualche tag sballato è scorretto, ma la cosa salta effettivamente un pò agli occhi
o no?

Comment by mauro — 28 February 2007 @ 20:46

Caro Fabio, devo dire che io non sono stato farevolmente impressionato dal sito Italia.it. Le grandi aspettative dell’iniziativa unite all’enorme attesa ed i costi non banali hanno portato ad una reazione ultranegativa dei blogger italiani.

Però sono d’accordo con te su un’aspetto, perchè come spesso succede, non avendo contradditorio la blogosfera italiana si è inviluppata su se stessa, attaccando in ogni modo possibile questa iniziativa. A volte in maniera davvero eccessiva.
Quando chi fa qualcosa viene criticato cosi pesantemente, poi è portato a pensare che forse è davvero meglio stare immobili e non fare nulla…almeno in questo caso non si riceveranno critiche.

Mi ha invece stupito molto positivamente l’iniziativa di cui ha parlato Maurizio (Goetz). Se riuscirà a funzionare (mettere insieme una squadra di fantasisti sarebbe dura anche per Orrico) sarà un bell’esempio di come la blogosfera non si limiti a criticare, ma sia anche propositiva.

Ciao,
Maurizio

Comment by Maurizio Benzi — 28 February 2007 @ 20:56

Ragazzi vi citano anche su Repubblica, ma ovviamente senza link (come da prassi) e con il tld sbagliato :D
http://www.repubblica.it/2007/02/sezioni/scienza_e_tecnologia/portale-italia-polemiche/portale-italia-polemiche/portale-italia-polemiche.html

Comment by Nicola M. — 28 February 2007 @ 21:50

Te pareva, guai regalare un link, piuttosto ti allungano 100 euro. E nel 99% dei casi nemmeno quelli ;)

Comment by Napolux — 28 February 2007 @ 22:30

@Marco di Guardiagrele: sono di Avezzano, ma vivo a Milano dal 2000. Cerco di non farmi mancare mai le ferratelle…

@Alessandro: sono stato alle Isole Tremiti e conosco altri posti incantevoli (e sconosciuti) del Molise, il Trentino lo conosco meno, magari cercherò indicazioni su Italia.it ;-)

@Matteo Caruso: l’intenzione del mio post era stimolare quesiti e riflessioni come ho spiegato non mi sono addentrato nell’analisi tecnica, ci sono molte persone in gamba che hanno detto tanto su questo argomento e sinceramente non mi sembra né il più importante né il più difficile da affrontare. Le domande più importanti restano e mancano ancora gli interlocutori che possono rispondere: chi Italia.it lo ha fatto e ne ha chiari obiettivi e sviluppi.

@Maurizio Benzi: l’immaturità della blogosfera è palese in queste occasioni. Se per una volta si uscisse dal proprio mondo fatto a feed e si guardasse di più al mondo reale diventerebbe palese che gli occhi degli utenti non distinguono tabelle e css e spesso non sanno neanche dove sta il Molise, soprattutto gli stranieri, eppure sono il “target”, quelli che vogliamo portare in Italia a godere delle nostre bellezze. Se fossi un operatore del turismo italiano sarei molto confuso da questo strano scenario: Italia.it promosso, bocciato o… con debito (in)formativo?

Comment by Fabio — 1 March 2007 @ 01:04

@ Nicola

ciao e grazie della segnalazione. Il tld è stato corretto. :)

Inoltre, ad onor dell’approfondimento, vi segnalo un’intervista, pubblicata sul quotidiano La Stampa, a Roberto Falavalti, amministratore delegato di SI Innovazione Italia.

Dal canto mio ho richiesto un’intervista al coordinatore del Comitato tecnico nazionale per la realizzazione del portale Italia.it. Sono in attesa di una risposta.

Attendiamo fiduciosi.

Comment by Jacopo Gonzales — 1 March 2007 @ 09:07

io non sono un informatico e mi ha francamente sorpreso leggere molti commenti di informatici o comunque specialisti del settore che facevano a pezzi il portale SOLO per le molte magagne tecniche.

Ma scusate, e i contenuti? E’ lì il vero sfacelo!

In http://aghost.wordpress.com/2007/02/23/italiait-il-portale-della-vergogna/
ho fatto una rassegna delle castronerie, errori e strafalcioni riguardo il Trentino, altri utenti ne hanno segnalati molti altri riguardo le altre regioni.

Ne esce un quadro grottesco, cioè di un sito che fa schifo non solo dal punto di vista tecnico ma anche e forse soprattutto dal punto di vista della qualità dei contenuti. Questo portale costato 45 milioni di euro dovrebbe servire a rilanciare il nostro turismo? Stiamo freschi!

Tra l’altro ho scoperto che non è l’unico sperpero di denaro pubblico, un altro portale precedente (http://www.internetculturale.it./, a prima vista sembra fatto meglio) è costato la bellezza di 38 milioni di euro.

Comment by aghost — 1 March 2007 @ 09:32

IMPORTANTE PRECISAZIONE

La spesa dei 45 mln € rientra nel budget voluto e stanziato dal precedente governo - Lucio Stanca nel 2004 - quindi i lavori andavano completati visto che ormai parte dei costi era già stata sostenuta…

Fonti di riferimento:
http://www.bloggoverno.net/?p=96
http://campodellunione.org/?p=196

Pregherei tutti di tenere presente questo aspetto.
Luca

Comment by Loud — 1 March 2007 @ 11:05

[...] Il miglior articolo è: Italia.it controcanto, scritto da Fabio Montuori. Lo “premio” per l’attenta e coraggiosa analisi che ha fatto sul [...]

Pingback by Top Ten con i migliori articoli di internet marketing di febbraio — 1 March 2007 @ 11:17

Scopro oggi, grazie ad un articolo su Repubblica.it, l’esistenza di marketingroutes.com (vivo e lavoro all’estero, e non avevo mai trovato referenze a proposito). L’approccio e’ gradevole, leggo un po’, e finalmente trovo qualcosa di sensato, oggettivo, non aggressivo, su questa questione del portale italia.it. E mi chiedo: ma perche’il resto del mondo web/marketing/newtech italiano e’ cosi’ poco modesto? Ma cos’ha fatto questa gente di grandioso (o almeno significativo…) per permettersi un’arroganza di questo livello?

Comment by Monda — 1 March 2007 @ 11:19

italia.it sarebbe stato massacrato a prescindere :)
Con un costo di 45 milioni di euro -che io sappia mai nessun altro sito simile è costato tanto- non poteva essere altrimenti, sopratuttutto dopo la dimostrazione di arrogante cialtroneria di chi ha deciso di buttarlo on line in quelle condizioni.

Nessuna azienda seria avrebbe messo on line quella roba, zeppa di errori, castronerie e strafalcioni incredibili che rasentano il grottesco. Nella home, per dire, dopo quasi dieci giorni non hanno ancora levato il “????” della lingua mancante!

Ma è una cosa seria, con le cifre investite? Stiamo parlando del PORTALE TURISTICO NAZIONALE dell’italia, non dell’Associazione Tosacani di Lamporecchio!

Comment by aghost — 1 March 2007 @ 11:49

“Quando chi fa qualcosa viene criticato cosi pesantemente, poi è portato a pensare che forse è davvero meglio stare immobili e non fare nulla…almeno in questo caso non si riceveranno critiche”

Itala.it è stato la goccia che ha fatto traboccare il vaso
L’ennesimo esempio di come i soldi pubblici vengono sperperati in modo cialtrone e clientelare mentre centinaia di bravi professionisti del settore non paraculati si fanno un culo così per mille euro al mese.
E poi uno non si dovrebbe incazzare ?

Comment by Alessandro — 1 March 2007 @ 17:46

Ciao Fabio,
sono contenta di leggere una critica che non sia piena di disappunto, come quelle che ho sentito spesso in questi giorni e che mi sono ritrovata a fare anch’io fra colleghi alla macchinetta del caffè.
Sono convinta che ci debba essere un limite alla critica fine a se stessa e spesso basata su poche o nessuna conoscenza effettiva in merito a quanto si dibatte (bando, suddivisione del compenso…). Credo tuttavia che molte invettive nascano non tanto da una semplice invidia, come si potrebbe anche pensare in un primo momento, nè tanto meno dal vizio molto italiano (almeno questo lo è;) di criticare a spron battuto quanto fatto senza aver minimamente provato nè addirittura senza aver neppure pensato a fare di meglio. La democratica rete certo pullula anche di questo tipo di critiche, ma la motivazione che mi sento per lo meno di comprendere se non di condividere che sta dietro ad altre considerazioni di valori sul lavoro svolto per il sito e per il logo ITalia è che molti professioni sti sono davvero stufi di parteciapre a gare anche con progetti validi vedendosi poi calpestati da raccomandati o da furbetti. Questi succede in moltissime occasioni specie nel caso di concorsi e bandi, ma anche nelle celeberrime gare indette dalle aziende. Non sempre succede così e sembra un alibi semplificatore e pessimista quello di nascondersi dietro al sistema corrotto per continuare a lamentarsi senza provarea fare di meglio…tutto sommato qualche piccola grande attennuante agli sfoghi di questi giorni, se civili e documentati, la lascerei…

Comment by Manuela — 6 March 2007 @ 01:06

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