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24 February 2007

Caccia alla Seo Agency

Da quello che ho letto, tutti siamo insoddisfatti del lavoro svolto e del modo in cui 45 e passa milioni di euro sono stati spesi (forse bruciati rende più realisticamente l’idea) per il portale Italia.it.

C’è un aspetto in particolare che non mi va giù di tutta questa faccenda. Che volete, deformazione professionale. Ovvio che mi riferisco a quello della promozione online del portale. Che nelle varie voci di spesa, nemmeno una piccola fetta sia stata riservata alla pubblicità che un sito di quel genere, peraltro multilingue, dovrebbe trainare mi pare semplicemente assurdo.

Non parlo qui di tutto il buzz negativo che i colleghi blogger hanno sollevato, per quanto abbia suggerito una volta tanto di linkare Italia.it col nofollow (altrimenti finisce che li aiutiamo anche a generare un’impopolare link popularity). Parlo della mancanza di visione d’insieme. E non me se ne voglia, se per l’ennesima volta, rilevo in un caso concreto la mancanza di preparazione di taluni. Potrei linkarvi thread e post a non finire, a riprova del fatto che è necessario un certo asset quando si mettono i piedi nell’online. Specie in fase promozionale. Bisogna conoscere gli utenti, i mercati di riferimento, oltre al canale di promozione scelto e alle logiche che lo muovono, sia questo il posizionamento nei motori, il ppc, il display adv, o quello che vi pare a voi.

Ho chiesto a Mauro di sapere chi fosse l’agenzia che avesse vinto la gara d’appalto. Pare che non sia così semplice riuscire a scoprirlo, in quanto al di là della gara, nessuno rende pubblico chi fa cosa. E anche questo mi pare discretamente assurdo, trattandosi di soldi dei contribuenti.

Andiamo oltre, una volta tanto facciamo community vera, attiva ed unita. Diamo dimostrazione (non per fare il Beppe Grillo dei poveri) che parte di questo web ha le palle, non ci sta, non condivide e accetta. Alla fine sarebbe logico auspicare che questo paese e l’immagine che si offre world wide dello stesso, passi anche per i nostri desideri. O no? Scopriamo chi è l’agenzia che ha preso in carico l’ottimizzazione, il posizionamento e il SEM a 360 gradi di quel c*sso di portale (con rispetto per il mio bagno). Voglio i nomi. Chi sono. Che facce hanno.

Magari li possiamo intervistare anche, per capire che succede a quest’Italietta che si guarda ancora le punte dei piedi mentre il resto del mondo va avanti.

Non voglio i loro scalpi. Mi accontento dei nomi. :D

Altrimenti comincerò a ritenere veritiera una frase che campeggia su qualche muro di Roma, che per inciso recita: i cetrioli cambiano, ma i culi sono sempre gli stessi.

Ora, l’idea che ho avuto per dire grazie al primo tra voi che fosse in grado di portare (meglio mostrare) prove inconfutabili dell’assegnazione dell’incarico Seo/Sem all’agenzia tal dei tali, è di regalare 50 euro di prodotti tipici (italiani, of course) offerti in collaborazione con Inari.it. Provo a prendervi per la gola, siamo o non siamo italiani? :)

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Chris Bloor
Lismore Australia

Comment by Chris Bloor — 24 February 2007 @ 07:34

Purtroppo siamo sempre alle solite nella nostra italietta. Riflettendo perchè ci dovremmo stupire. Come si buttano i soldi nel realizzare strade inutili o già vecchie, anche nel fare un sito nazionale ci sono gli stessi problemi. Costi pazzesci, risultati mediocri e vecchi.
Cercherò anch’io di trovare questa agenzia seo, ma ho dubbi che esista una vera agenzia, probabilmente saranno subappalti a freelance…..

Come scrivo nel post del mio blog, è meglio cantarci sopra la perfetta canzone di Elio, che è sempre attuale. Italia si, Italia no, Italia gnamme… ;-)

Comment by Roberto — 24 February 2007 @ 08:49

Jacopo ma sei sicuro che si tratta di una agenzia SEO/SEM? Francamente non credo esistano agenzie SEO/SEM capaci di fare una cosa simile :)

Piuttosto credo si tratti di gente che tra le tante (o tantissime) cose e cosine più o meno legate all’informatica si diletti anche nello sviluppo di portali (una tantum) :)

Forse chiamarli SEO/SEM è un azzardo, oltre che un offesa per i tanti colleghi competenti…non credi? ;)

Comment by Alexs2k — 24 February 2007 @ 11:15

Secondo me è il solito carrozzone di imprese di informatica di grandi dimensione (es. engineering) che prendono gli appalti pubblici perchè a quelli mirano (e per quelli hanno le entrature) che poi ha decentrato la promozione (se c’è) a qualche piccola società conoscente facendoci dei margini spaventosi

Comment by Bob — 24 February 2007 @ 12:34

Ma siamo proprio sicuri che ci interessi capire chi sono? Me lo chiedo perchè non vedo il motivo del pubblico ludibrio.

Abbiamo detto e letto di tutto riguardo questo m(p)ortale nato (già morto) con parto difficoltoso a fronte di ingenti spese “mediche”. Detto ciò mi sembra normale dire che allo stato attuale è un pessimo prodotto. Andare oltre e cerca per forza i nomi, mi sembra il tipico atteggiamento da “italietta” che deve per forza veder scorrere il sangue.

Rispettabilissima la volontà di sapere l’agenzia seo, ma vedrei l’utilità di saperlo solo per considerarlo un “servizio pubblico” del tipo: “se volete ottimizzare un portale non fatelo da questi”, niente di più. Personalmente non voglio i nomi di chi lo ha fatto sputtanati ai 4 venti. Non è corretto verso chi ha lavorato, male ma ha lavorato. Mi hanno insegnato che solo chi lavora può sbagliare: condannare alla gogna mediatica le persone che hanno fatto ciò non mi interessa.

Oltre tutto se ne sta parlando su tutti i blog di questo m(p)ortale e sta prendendo una visibilità eccessiva (a fronte di tutte le segnalazioni negative). Il 95% delle persone che navigano internet (mia statistica) non sa nemmeno cosa sia un “browser” figurarsi se ha l’occhio clinico per analizzare una sola stringa di codice.

E’ stato fatto, le persone “normali” diranno che è bello e utile e tra 2 mesi, quando il polverone si sarà posato, l’Italia avrà un portale in coma vigile che però piace “all’utilizzatore medio di internet”. End of story.

Comment by Andrea Signori — 24 February 2007 @ 12:58

Temo che Bob abbia ragione. E no, non sono sicuro che l’agenzia che eventualmente provvederà a curare la promozione sia tecnicamente una SEO/SEM agency.

Lo voglio sperare, anche se a giudicare da quello che è online sotto gli occhi di tutti, mi auguro che sia solo una delle tante imprese informatiche.

Per quanto riguarda i nomi, io li voglio proprio per lanciare un messaggio ad altri meno esperti che non è solo ‘da questi non ci andate’ visto che parliamo di soldi di contribuenti (diversamente non mi sarei minimanente interessato a quell’it).

Il messaggio che deve passare è che:

Aziende come quelle responsabili dell’aspetto SEO/SEM ove presenti fanno un danno di immagine a quanti in questo paese lavorano e si impegnano, lavorano e portano risultati concreti, lavorano a delle cifre realistiche e non pompate con siringoni di cazzate, a quanti lavorano e non ingannano il prospect, a quanti ottimizzano e non piazzano doorpage (quelli io li chiamo cazzari), quanti lavorano e non fanno bannare i propri clienti.

Le persone normali su quel sito non ci andranno mai. Me lo auguro per loro.

Comment by Jacopo Gonzales — 24 February 2007 @ 13:26

Ci andranno :)

Il web allarga giornalmente la propria base di “utilizzatori”; di ogni rango e ceto.

Forse il 5% (già mi sembra eccessiva) degli attuali utilizzatori di internet si intende anche di codici, mo rewrite, no follow e simili. Gli altri lo usano, lo navigano, per cercare, per informarsi e gliene frega poco del codice. Se sul quel sito trovano una notizia di loro interesse per scegliere nel miglior modo possibile la propria vacanza (per esempio), quello diventerà per loro una fonte attendibile.

Tutto il resto è la tipica Italia.

Comment by Andrea Signori — 24 February 2007 @ 13:38

Ovviamente mod rewrite…. ;-)

Comment by Andrea Signori — 24 February 2007 @ 13:39

avevo seguito questa notizia sin dai tempi del bando…
http://www.iteam5.net/blog/2005/03/portale-nazionale-per-il-turismo.asp

ecco l’aggiudicazione gara portale nazione del turismo
http://www.sviluppoitalia.it/societa.jsp?ID_LINK=1041&area=129

ho vinto qualche cosa?

Comment by francesco — 24 February 2007 @ 13:56

Gli autori o quantomento i responsabili, coloro che hanno reso possibile questo scempio:

” Innovazione Italia è una S. p. A. pubblica, una sorta di braccio operativo del Dipartimento per l’innovazione e le tecnologie, guidato dal ministro Stanca. La società ha seguito lo sviluppo del progetto “Scegli Italia” e a luglio ‘05 ha assegnato l’appalto da otto milioni di euro per la realizzazione di Italia. it a un consorzio di tre aziende (Tiscover, Ibm, Its). La prima versione del sito avrebbe dovuto essere consegnata a ottobre. ” preso da :

Come risulta dal trafiletto trovato su:

http://www.repubblica.it/2006/c/sezioni/cronaca/porfan/porfan/porfan.html

Comment by Agenzia Web - SEO SEM — 24 February 2007 @ 16:13

Anch’io ho vinto! Ho indovinato che era un carrozzone con a capo una grande azienda (IBM). L’importo di 9milioni di € è però un pò diverso dai 45 di cui si dice spesso…E’ sempre e comunque una cifra con la quale di portali così ce ne fai 3…

Un saluto
Bob

Comment by Bob — 24 February 2007 @ 16:24

@ Francesco

Ho letto quei link che hai segnalato, ed entrambi i pdf che erano presenti, solo che non trovo menzione dell’aspetto relativo alla promozione del portale.

Possibile? Mauro Lupi parlava addirittura di pesanti penali per chi non avesse rispettato i posizionamenti garantiti.

C’è qualcosa che non quadra…Almeno per me.

Comunque di quelle 3 aziende:

- IBM S.p.A.
- ITS S.p.A.
- Tiscover

…lo sapevamo già, dato che sono presenti e nominate nell’aberrante sezione Chi Siamo di quel ‘wannabe a quality portal’.

Io ho controllato i siti delle 3, e di seo o sem ovviamente non c’è traccia. Sicchè la caccia continua.

Comment by Jacopo Gonzales — 24 February 2007 @ 16:51

mi stupisce questo stupore….;-)
tutto ciò era prevedibile

Comment by dottorecommercialista.eu — 24 February 2007 @ 16:56

[...] di promozione online del portale, ed in particolare per il SEM rimando agli infuocati articoli di Jacopo e soci, che hanno anche aperto un sondaggio ed una indagine per scoprire chi e’ l’agenzia che [...]

Pingback by Il blocco-note di Markingegno » italia.it: varato e ..affondato! — 24 February 2007 @ 17:59

Secondo me non verrà mai fuori nessuna SEO/SEM Agency. Non si pensa ai motori di ricerca prima (in fase di progettazione) bensì dopo a progetto finito e questo progetto (per chiamarlo in qualche modo) non è stato pensato in ottica SEM, ovviamente niente SEO, quindi secondo me non c’è nessuna SEO/SEM Agency.

Sto lavorando sulla mia proposta iniciale al post di Enrico!
Non vorrei prometere nulla ma nelle prossime ore ci leggeremo :)
Ci siete? Jac? Piero?
;)

Comment by Johnnie Maneiro — 24 February 2007 @ 20:11

Il bando di gara prevedeva la possibilità di subappaltare parte dei lavori (limiti ben precisi), e la cordata vincitrice si è organizzata di conseguenza per il SEM identificando un partner.
Come ha detto Mauro a Jacopo, il bando era basato sul concetto del “posizionamento garantito”, con forti penali in caso di mancato raggiungimento dei risultati (di visibilità, non di traffico).
Come dissi all’epoca leggendo i dettagli del bando, questo era nato male, vecchio prima ancora di essere pubblicato; chiedeva la realizzazione delle attività SEO secondo metodologie che oggi non solo non sono (più o meno) efficaci, ma mettono addirittura il sito a rischio ban.
Non sono più riuscito a trovare quel documento (troppi traslochi negli ultimi anni:-), ma nulla mi vieta di pensare che italia.it non sia ottimizzato non tanto perchè l’agenzia SEO abbia lavorato male, ma forse proprio perchè il bando non prevedeva quest’attività (evvai di doorway pages).
Ps: se non ricordo male, l’importo destinato al SEO non era proprio all’altezza del budget complessivo…

Comment by Marco Loguercio — 24 February 2007 @ 20:49

Ciao Marco…
Allora è davvero preoccupante se dietro c’è una SEO/SEM Agency… molto preoccupante :(

Comment by Johnnie Maneiro — 24 February 2007 @ 21:11

Cmq, penso ci sia qualcosa da nascondere, perché?
ieri mi ricordo chiaramente, c’erano i nomi nella pagina “chi siamo” ma oggi non più… come mai?
Per fortuna c’è Google e la cache… ;)
Questo mi dice che quelli che hanno lavorato su italia.it non conoscono le dinamiche del web e dei motori di ricerca…

http://72.14.221.104/search?q=cache:_6_FX__aiEAJ:www.italia.it/wps/portal/channels%3FWCM_GLOBAL_CONTEXT%3D/wps/wcm/connect/Portale%2Bdel%2BTurismo/Chi%2Bsiamo+site:www.italia.it+chi+siamo&hl=it&ct=clnk&cd=1&gl=it

Comment by Johnnie Maneiro — 24 February 2007 @ 21:21

Che problema c’è anche se sono spariti.

Uno screenshot è per sempre :)

Comment by Jacopo Gonzales — 24 February 2007 @ 22:22

@ Johnnie

Non è che io sia in assoluto contro il free consulting. Lo sono però verso questo specifico caso. Hanno pagato la cifra che è stata. Peggio per loro. Specie dopo le parole di Marco che riferisce di budget irrisori previsti per la visibilità dello stesso, non vedo perchè debba essere svenduta (o meglio regalata) la nostra professionalità a dei soggetti di questo calibro. Per dimostrare cosa? Che siamo meglio di loro? Beh ma chi ha un po’ di grano salis penso che già lo sappia.

Io dico che anche al più misero degli improvvisati sarebbe dovuto venire in mente che a fronte di una spesa così elevata per la realizzazione di un prodotto, questo prodotto avrebbe dovuto poi essere promosso. Altrimenti la promozione del turismo world wide come si pensa di farla? Coi segnali di fumo?

Non cito nemmeno statistiche e ricerche sulle prenotazioni on line. Non voglio più agevolarli in nulla. Penso che se i diretti interessati si facessero un giro per la rete, avrebbero già una mole di materiale su cui mettere mano per correggere il tiro. Mentre quello che sanno fare è solo far sparire dei nomi. Come se il problema fosse quello.

Una domanda. Ma possibile che, invece di dare i soldi a IBM per una piattaforma software, non esista una soluzione open source che anche a fronte di investimenti, ulteriore sviluppo, personalizzazione etc.. avrebbe potuto essere adottata come sostitutiva, certamente ad un costo inferiore?

Sarà divertente vedere appena entriamo in ‘alta stagione’ quante prenotazioni il nostro paese potrà vantare attraverso Italia.it.

Poi il portale in 4 lingue e la newsletter in 8 (che poi sono in realtà 7)?

Se poi cliccate sul link italiano per registrarvi a una newsletter, la call to action è racchiusa in questa bellissima chiosa:

“Non potete fare a meno di cantare un’aria di Rossini anche fuori dalla doccia? Una buona bottiglia di vino è il primo regalo che vi viene in mente da fare e da ricevere? Non appena esce un raggio di sole correte a comprarvi un nuovo costume da bagno? Davanti a un pezzo di parmigiano inziate a declamare poesie? Allora siete davvero appassionati dell’Italia. E questa è un’ottima ragione per registrarvi su Italia.it. Noi impareremo a conoscervi meglio e a capire le cose che preferite del nostro Paese. Voi potrete, tra breve, essere aggiornati sui servizi dedicati che stiamo pensando per aiutarvi a organizzare il vostro prossimo viaggio in Italia Registrarvi è facile: lasciate il vostro indirizzo e-mail e qualche breve info sulle vostre preferenze. Via aspettiamo e arrivederci.”

Quando si dice, una landing page di effetto (typo e punteggiatura assente inclusa). ;)

Comment by Jacopo Gonzales — 24 February 2007 @ 23:14

Ciao!
Provate a guardare questo link di questo articolo che ho trovato!
Qui si fa riferimento ad ITS la società di Napoli.

http://www.denaro.it/go/a/_articolo.qws?recID=266440

Vi quoto una frase:
“Tre le aziende che hanno realizzato il progetto: la napoletana Its, società di Pietro Altieri, presidente di Uniservizi, che si occupa di sistemi di integrazione tra le tecnologie dell’informazione e delle telecomunicazioni. Its ha curato l’elaborazione dei testi e delle immagini e la parte giornalistica del portale. Le altre due sono Ibm e Tiscover.”

http://www.denaro.it/go/a/_articolo.qws?recID=266440

Comment by MARCO — 24 February 2007 @ 23:45

Italia.it un Sito con uno Strano Rapporto Prezzo-Qualità

Italia.it è il portale istituzionale(tradotto: pagato da noi) del turismo italiano. Cosa vi aspettereste da un sito costato 45 milioni di euro a cui si sta lavorando da alcuni anni. Probabilmente il meglio per l’interattività, realtà virtua…

Trackback by Divario Digitale — 25 February 2007 @ 13:08

Mi piace l’idea di una “taglia” ufficialmente posta da Jacopo. Dai, divertiamoci un po’.
Inviterei pure qualcuno bravo in grafica a realizzare una locandina ufficiale tipo Rewards da vecchio West (con codice html) che potrebbe essere inserita sui nostri blog. Io ci sto!

Comment by MarketingPark — 25 February 2007 @ 19:18

mi riservo di verificare con le mie fonti (e naturalmente di NON dire il perché o il percome ho accesso all’informazione) ma da quel che so NON c’è nessuna agenzia di SEO/SEM dietro.
Semplicemente, non è previsto nessun posizionamento.

Comment by Tambu — 25 February 2007 @ 22:27

[...] per ultimo questo post con i seguenti trackback:Caccia alla Seo AgencyItalia.it: una vergogna tutta italiana…logo incluso Social Bookmarking       [...]

Pingback by Progetto-david — 26 February 2007 @ 00:44

@ Tambu
“Semplicemente, non è previsto nessun posizionamento.”

La vicenda si fa interessante:-)
Soprattutto considerando quanto è stato comunicato in passato relativamente alla promozione di quel portale:
“[...] e per la prima promozione del portale http://www.italia.it a livello mondiale, è prevista, in due anni, una spesa di 20 milioni di euro.”
[Fonte: webarchive.org ]

Vedremo cosa succederà:-)

Comment by Marco Loguercio — 26 February 2007 @ 11:51

Se di 2o milioni di euro, poniamo ne vengano investiti 10 per la promozione online, si potrebbe riempire Internet con messaggi di italia.it fino alla noia…

Comment by Bob — 26 February 2007 @ 12:10

nè la mia fonte nè la SUA fonte (e i relativi documenti in loro possesso) contengono l’informazione.
Quindi può essere che mi sia sbagliato e che un’agenzia ci sia, ma che stranamente questo non compaia scritto da nessuna parte, nessuno ne sappia il nome e anzi sia un’informazione quasi da tenere segreta.

Oppure può essere come dicevo, non c’è nessuna attività di SEM/SEO dietro. Per mia natura tenderei a darmi fiducia, ma valutate voi :)

Comment by Tambu — 26 February 2007 @ 12:18

La vicenda sta diventando un “giallo”, anzi un nuovo mistero (sempre più fitto) italiano.

Comment by MarketingPark — 26 February 2007 @ 12:24

Mi convinco sempre più che dietro la parte SEO/SEM ci sia l’ombra del famigerato “cognato dell’amico di mia sorella” che tanto vogliamo conoscere, che per l’occasione si è trasformato in SEO Expert.

Scherzi a parte, secondo me il problema sostanziale, più che scoprire quale agenzia abbia effettuato questo scempio, sia quello di capire quanto budget è stato messo a disposizione all’interno dei 45 milioni. E’ chiaro che a fronte di piccolo percentuali il lavoro non potrà che essere indecente.
Per cui sarebbe meglio sapere chi è stato il Web Project Manager che ha fatto muovere tutti i burattini. Se a monte non ci sono state specifiche adeguate e come sottolinea Marco le specifiche con il passare del tempo sono diventate tecniche antidiluviane a rischio ban è spiegabile il mostro che ne è uscito….

Gli errori commessi nella fase SEO/SEM sono talmente grossolani da indurmi a pensare che non ci sia stata alcuna attività in tal senso.

Comment by Davide Ardizzoia — 26 February 2007 @ 17:20

ma i soldi sono già stati spesi?

Comment by dottorecommercialista.eu — 26 February 2007 @ 17:22

@Marco: i soldi della promozione (ammesso che una promozione ci sia) sono affogati in una intera tranche di progetto che comprende “la realizzazione tecnologica del Portale, per l’acquisto dei primi contenuti digitali relativi ad ambiente, cultura, enogastronomia e turismo, per la gestione tecnica del Portale e per la creazione di una redazione operativa per i primi due anni, per la prima promozione del portale http://www.italia.it a livello mondiale, è prevista, in due anni, una spesa di 20 milioni di euro.”

Rimane un mistero e sono curioso anche io di capire, ma ho idea che ci sia proprio poco da capire :-(

Comment by Tambu — 27 February 2007 @ 10:45

Ho indagato un po’ sui nomi del “chi siamo” desaparecido.
Solo un paio di questi sembrano avere una qualche familiarità con il mondo seo:

——————

Studio Agorà

http://www.studio-agora.it

“Chi siamo
Agorà è stata fondata nel 1988, ha uffici operativi a Milano e a Cormòns (Go).
Ha realizzato oltre 200 fra progetti e consulenze nel settore turistico, in Italia e all’estero.
Attraverso un approccio dinamico, elabora per i propri clienti progetti ad hoc di posizionamento e promozione,
basati su un approfondita analisi del mercato e dei competitor e della percezione di trade e consumatori.”

——————

Marina Tagliaferri

Titolare di Studio Agorà (v. sopra)

Comment by twerty — 27 February 2007 @ 14:39

Come mandare in frantumi un sito da 45 milioni??

provate questo link…..scandaloso…

Comment by Thesee — 3 March 2007 @ 14:10

ma il sito non è piaciuto proprio a nessuno?

Comment by dottorecommercialista.eu — 3 March 2007 @ 15:41

Vergogna.
Come indictao in una nota ufficiale (http://www.funzionepubblica.it/nuovosito/salastampa/comunicati/448.htm) il sito era stato iniziato dal vecchio governo (che c’entramo noi??? mortacci!) e poi non sono stati spesi 45 milioni di euro, questi infatti VERRANNO SPESI.
Al momento SOLO 7.8 milioni (si leggono: più di quindicimilardi di vecchie lire) sono stati spesi grazie all’aggiudicazione della gara europea.

Beh, mica male per un sito.

Secondo un recente studio con 7.8 milioni di euro si sarebbero potuti realizzare 780 siti simili, 350 pagandoli cari, circa 200 come quello realizzato.

Realizzato da?
Hanno vinto una gara europea nel 2005.
“http://www.italia.it/it/guide/1,it,SCH0/objectId,RGN21it,curr,EUR,folder,HEALTA,season,at2,selectedEntry,healta/healta.html”

Comment by mario.red — 14 May 2007 @ 19:59

TROVATA!!!
TROVATA!!!
TROVATA!!!

http://www.abouttiscover.com/unternehmen/mstein…3.html?_h=mstein

Leggere la voce all’anno 2005.

Comment by mario.red — 14 May 2007 @ 20:03

L’editor di questo blog fa le bizze.
tra “mstein” e “3.html” ci sono 3 punti.
L’editor li converte nel carattere speciale che ha 3 punti.
Copiate il link e sotituite i 3 puntini.
Leggete la voce 2005 e saprete chi è che ha fatto italia.it

“http://www.abouttiscover.com/unternehmen/mstein…3.html?_h=mstein”

Comment by mario.red — 14 May 2007 @ 20:06

Forse così va meglio…
Cliccate sul link in basso (Comment by mario.red) e finite sulla pagina in cui si vantano di aver fatto italia.it.

Se vi diverte leggete anche che sono fondatori di ENTER.ORG e poi guardate, tra i premi, da chi gli arrivano.

Adesso ho capito da dove deriva la paraculaggine degli italiani: dagli Austriaci!

Comment by mario.red — 14 May 2007 @ 20:10

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