9 February 2007
I cavallari del web

Il web permette l’anonimato, indi, dietro un monitor ed una connessione adsl (quando almeno si pagano le bollette) tutti possiamo essere tutto. I blog poi permettono veramente a chiunque di poter parlare di argomenti specifici, magari non conoscendo neanche le regole elementari di ciò di cui si parla.
Terreni molto ambiti dai trapezisti/ignorantisti del web sono il marketing e la pubblicità. Il primo perché fa fico; alzi la mani chi non si ama un po’ di più ogni volta che diciamo “mi occupo di marketing”. Il secondo perché è uno degli ambiti “della vita” con il maggior numero di “utilizzatori”; ovvero siamo tutti bersagli della pubblicità. Quindi sommiamo l’aspetto cool del marketing e l’enorme bacino d’utenza della pubblicità ed ecco lì che otteniamo il blog specifico.
Il problema potrebbero essere le fonti di notizie. Mi spiego. Se io fossi un astrofisico frequenterei giornalmente “colleghi” intenti a studiare l’antimateria e simili, avendo quindi argomenti di cui poter parlare anche su un blog. Chi invece dice di occuparsi di marketing, ma magari passa la giornata a scommettere all’ippodromo o a sparare ai gabbiani, impersona quello che la letteratura definisce “azzecca garbugli”, secondo un italiano più moderno un fancazzista inconcludente. Sono quelli che, molto spesso, sui blog pubblicano i comunicati stampa facendoli passare come “articoli” scritti di proprio pugno. Sono anche gli stessi che magari pensano di svoltare col web, quando è palese che se i portali con alle spalle le multinazionali sono in forte perdita, figuriamoci un sito tirato su con un budget “versato” di 56 € e due caffettini.
Ma per loro questo non è un problema (apparentemente). Loro sono furbi. Loro lo riempiono di AdSense. “La svolta sono gli AdSense”, dicono. Magari suggeriti da qualche “stratega emerito” che ha la domiciliazione nel garage della suocera (perché pensa che anche Google in fondo è nato in un garage). Costruiscono imperi di cartone pensando a guadagni faraonici grazie agli AdSense o a qualche super redditizio programma di affiliazione. Non calcolano che il cartone alla prima pioggia si sfalda e quindi eccoli tornare a scommettere sui cavalli. E, pure all’ippodromo, si vendono qualche “dritta giusta” solo per reperire qualche spicciolo per mettere benzina e tornare a casa. Ma in fondo ci sono i blog, pensano.
Anche questi riempiti di AdSense perché così “guadagnano”. Si improvvisano come esperti SEO (in fondo che ci vuole a mettere le keyword?), ma sono gli stessi che considarano le keyword come "portachiavi" e gli spider come "animale appartenente al gene arachnide". Fanno tutto, ma alla fine non concludono nulla. Hanno la frusta, ma gli manca il cavallo. Provengono dal mondo dei quadrupedi, ma ne ignorano il detto più famoso “i cavalli buoni si vedono all’arrivo”.
Lo impareranno.


























Jacopo,
mi sono messo a studiare per crescere. Ed una delle mie fonti del sapere siete voi di Marketing Routes. E per questo vi ringrazio.
Mi sono messo a studiare proprio perche’ non mi piace scommettere e perche’ ho la vostra stessa passione!
Ma, a costo di sembrarti impertitente: come mai questo amaro sfogo ?
Comment by Marco — 9 February 2007 @ 16:40