« L’errore dell’e-commerce: I° Convegno sul commercio elettronico italiano
Nodi e connessioni, estensione e forza »

30 January 2007

300 euro di banane!

Abbiamo discusso tanto sull’etica nella nostra attività e sull’interferenza di piccoli “agenti” che disturbano il nostro percorso nel “sublime” compito di dare dignità al nostro lavoro del Web. In altre parole, quando si va da un prospect a presentare un progetto di Search Marketing, non sempre siamo capiti al primo colpo. Solo una presentazione curata e ben studiata ci può far superare certe situazioni che ora descriverò brevemente:

Un prospect ci chiede un incontro per presentare i nostri servizi di Search Marketing (anche se lui parla in realtà di “posizionamento”). Un attimo prima - l’incontro è verso metà mattina - il nostro prospect controlla la posta e riceve un’email, forse di dubbia provenienza (spam), dove gli viene offerto il servizio di posizionamento (quello che lui intende) a un costo annuale di 300 Euro con la garanzia su Google e altri tanti motori di ricerca. La nostra offerta, che presentiamo soltanto qualche minuto dopo l’email di prima, non è vicina a quella cifra neanche se mettiamo due scimmie a lavorare per un anno: spenderemmo più di 300 euro solo in banane! :)

Fin qua è molto facile far capire al cliente la differenza tra un’offerta di “posizionamento” e un progetto di “Search Marketing”.

Mi disponevo a finire una normale giornata di lavoro quando mi è venuto in mente di controllare in Google(it) la keyword “SEO” e trovo che tra i collegamenti sponsorizzati non c’è la piccola azienda che fa spam, oppure il nostro caro freelance che fa il SEO a tempo perso, oppure il cognato dell’amico di mia sorella che fa siti. In questo caso, tra un elenco di annunci di cattivo esempio, c’è un GIGANTE del web che offre l’inserimento in 400 motori di ricerca per solo 250 euro all’anno! Google garantito!

A questo punto ho pensato: “Invece di giudicare, preferisco costruire!”; è per questo, quindi, che ho scritto un post in grado di offrirci alcune risposte: ecco a voi un primo intento (forse fallimentare) al fine di individuare i famigerati 400 MOTORI DI RICERCA!

Social Bookmarking
blinkbits  BlinkList  blogmarks  co.mments  connotea  del.icio.us  De.lirio.us  digg  Fark  feedmelinks  Furl  LinkaGoGo  Ma.gnolia  NewsVine  Netvouz  RawSugar  Reddit  scuttle  Shadows  Simpy  Smarking  Spurl  TailRank  Wists  YahooMyWeb 

Il Seach marketing non è il mio lavoro, ma visto che produco contenuti, ci convivo giornalmente. In tre mesi di lotta per posizionare il mio sito (con un relativo successo), ho impartato parecchio sulle cose da NON fare, e un pochino su quelle attuabili. la conclusione è che il fai da te non paga. Non se hai bisogno di VERI risultati. E i professionisti costano. Contano cifre che il piccolo imprenditore, quello che il web non lo capisce e che considera il sito unicamente come unappendice web del suo lavoro, non vuol pagare. E invece paga. Paga in termini di visibilità, di perdita di introiti e di cattva immagine.

In questo momento sto lavorando al sito di una spa che pagerà intorno a 5.000€ per il restyling del suo sito e che ha rifiutato l’apporto di esperti di Search Marketing a 3.000€. Tra quanto pensate che si accorgerà che il lavoro fatto gli serve a ben poco, causa scarsa visibilità su Google e co.? Alex

Comment by AAA Copywriter — 30 January 2007 @ 09:37

Notoriamente purtroppo il marketing è una delle voci di spesa che si taglia prima e più delle altre quando l’economia non va granchè.

Alex non mi stupisco del fatto che nel nostro paese i professionisti non vengano ricercati in quanto troppo cari. E nemmeno del fatto che offerte (se così possiamo chiamarle) a 300 euro abbiano ancora un certo mordente, a discapito di risultati concreti e di lungo periodo. O nemmeno del fatto che il sito web venga fatto dal nipote del cugino del figlio dell’amico. Questo è il nostro paese.

Ma a me non interessa nemmeno spiegare. Davvero. E’ una cosa che nn accetto più. Da 7 anni a questa parte nella mentalità degli imprenditori che si propongono sul web non è ancora cambiato nulla. E 7 anni di web sono un tempo a dir poco biblico.

C’è stato il flop delle newcos e ancora parliamo di web 2.0 come qualcosa che innova e rivoluziona.
Sono nati i motori di ricerca, e ancora oggi, molti non li sanno usare.

Quando ad un prospect chiedi un’idea di budget da investire, in quello si ingenera sempre l’idea che lo si chieda per spillargli più soldi, mentre invece le persone serie che lavorano online lo fanno solo per aiutarlo a strutturarsi nel modo il più adeguato possibile.

Nessuno di noi è andato a scuola per capire perchè si andava scuola. L’obiettivo era palesemente imparare. Bene, che imparino allora, come hanno fatto tutti. Ma intanto il web evolve, e non aspetta certo i ritardatari.

Quindi per rispondere alla tua domanda Alex, prima o poi lo capiranno, ma sarà tardi e troveranno qualcuno a cui dare la colpa. :)

Comment by Jacopo Gonzales — 30 January 2007 @ 10:11

Siamo sicuri di “conoscere” la mentalità degli Imprenditori grandi o piccoli che siano?? ovvero siamo capaci di entrare nella testa del Potenziale Cliente che abbiamo davanti e così poi guidarlo verso le nostre posizioni?

Se non conosciamo il modo con cui il nostro Cliente costruisce nella sua mente le strategie per la sua Azienda, allora è il caso che ci diamo da fare per trovarlo altrimenti saremo destinati a continue ed inutili delusioni.

Comment by Piero Viscardi — 30 January 2007 @ 10:30

Portroppo, Jacopo, non mi dici nulla che io non sappia già. Ricorda che prima di occuparmi di web mi occupavo di marketing e di advertising (e lo faccio ancora), e nemmeno in quel settore la musica era diversa. Il piccolo imprenditore fattosi da se dopo la sola scuola dell’obbbligo (leggi licenza media) era una costante quando ho iniziato a lavorare, e ancora oggi ce ne sono alcuni che lottano con i figli che vorrebbero innovare. Ll piccolo imprenditore, dicevo, “sa tutto del marketing” e la “reclame” è il prodotto del nipote che fa grafica. Io stesso racconto come mi abbiano fattos tudiare da pubblicitario perché scrivevo poesie… Beh, lo ripeto, nulla di nuovo.

Per questo nell’advertising lavoro come free-lance, lasciando alle mie agenzie la faticaccia di gestire i clienti., ma siccome è solo il 30% del mio business, ho tempo e spazio per il web, e amo imparare…

A chi mi cheiede perche dovrebbe investire in search marketing (ma perme conta l’ottimizzazione, perché sono io poi che devo usare le keyword nei testi), io dico: quanto vuoi avere di utile? E ti lascio immaginare cosa posso suggerire quando mi rispondono….

Ti farò ridere… Io odiavo andare a scuola. Per me era realmente questione di capire perché ci andavo. Mi sono svegliato quando ho iniziato ad appassionarmi alle cose che faccio.

Alex

Comment by AAA Copywriter — 30 January 2007 @ 10:34

Piero Viscardi chiede “Siamo sicuri di “conoscere” la mentalità degli Imprenditori grandi o piccoli che siano??”.

No Piero, non lo possiamo essere. Noi non siamo loro, e il nostro ruolo non è il loro. Ma se mi concedi il valore di qualche anno di esperienza nei rapporti con i clienti, è il briefing che dovrebbe dirci non tanto quello che il cliente vuole (a meno che a farcelo sia uno specialista nostro pari), m apiuttosto quello che il cliente vede nel suo prodotto/mercato. A noi “decodificare” le sue necessità reali, e stabilire il “codice” di comunicazione. Certo che, se a un cliente che aveva preventivato uno stanziamento di una certa cifra per un lavoro vai a dire che per ottenere i risultati che desidera dovrà senderne il doppio senza che lui ne capisca la ragione, il compito diventa difficile.

Negli anni cinquanta, il marketing era un illustre sconosciuto, e solo alcuni (come adesso) potevano permettersi di accedere a Carosello, perché fare pubblicità televisiva comportava anche aquistare spazi sulle testate gestite da SIPRA/SACIS, le concessionarie RAI, e non tutti i clienti venivano accettati. Me è stato il miraggio di Carosello che ha spinto molti imprenditori ad accettare il concetto di marketing, e questo, alla fine ha portato ad Arcobaleno, ovvero ai veri spot televisivi, e al cambiamento del modo di concepire la pubblicità. Ma è solo dagli anni settanta, con la liberalizzazioone, che l’advertising radiotelevisivo è diventato tale…

Il web,invece,non ha restrizioni. Per molti è ancora il mito della “frontiera” informatica, della libertà di parola e dell’imprvvisazione. Sono questi i più duri. quelli della mia generazione….

Forse dovremmo iniziare noi una campagna di immagine per il settore del seach marketing, per differnziarci dai non-professionisti. I nostri clienti acquisiti gia lo sanno, ma se guardi AudiWEB, quanti sono gli associati? I soliti quattro gatti blasonati con budegt milionari di cui al web va solo una minima parte. Come fai a dire ad un piccolo imprenditore che, per esempio, deve investire anche in affissioni o in annunci stampa per fare conoscere il suo e-commerce, quando lui lo ritiene la soluzione ottimale per non fare advertising tradizonale?

Per concluder la mia tirata, non credo che stia tanto a noi conoscere la mentalità dell’imprenditore (entro determinati limiti), ma pittosto sia nostra responsabilità fare conoscere allo stesso imprenditore cosa comporta un’attività del tipo che vuole intraprendere, e cosa deve sapettarsi prima di ottenere dei risultati.

Io ritengo di avere un vantaggio su molti SEO… Ho a che fare anche con il marketing tradizionale, e questo mi permette una visione d’insieme di spettro più ampio (almeno spero)…

Alex

Comment by AAA Copywriter — 30 January 2007 @ 11:01

Copywriter scrive “…è il briefing che dovrebbe dirci non tanto quello che il cliente vuole…”. Anche per me il briefing è un momento chiave che ottimizzo solo se riesco a capire come il cliente si costruisce nella mente le sue strategie personali e quindi anche quelle aziendali.

Copywriter verso la fine del commento scrive: “…non credo che stia tanto a noi conoscere la mentalità dell’imprenditore(entro determinati limiti)…”.

Qui non ti seguo perché i fatti di ogni giorno e l’osservazione costante di consulenti capaci mi fanno convinto (fino a prova contraria) che un buon consulente non può essere tale se non è capace di entrare e capire il funzionamento della mente del suo cliente.

Comment by Piero Viscardi — 30 January 2007 @ 13:26

Totalmente d’accordo con te per quanto riguarda il briefing…

“Copywriter verso la fine del commento scrive: “…non credo che stia tanto a noi conoscere la mentalità dell’imprenditore(entro determinati limiti)…”.

Qui non ti seguo perché i fatti di ogni giorno e l’osservazione costante di consulenti capaci mi fanno convinto (fino a prova contraria) che un buon consulente non può essere tale se non è capace di entrare e capire il funzionamento della mente del suo cliente.”

Mi sono espresso male, e me ne scuso. Quando dico “entro certi limiti” intendo dire che, malgrado la mia non giovane età, continuo a restare sorpreso dai diversi mod di pensare della gente e a restre sorpreso da certi attegiamnti imprevisti ed immprevedibili. Certo, come tutti, faccio quanto possibile per capire cosa vuole il prospect e cosa si aspettta da me, ma so di non poter andare oltre un determinato limite, sia per questioni familiarità con lui, sia per obiettii modi diversi di vedere le cose. Se mi dice che vuole “A”, io do già per scontato che si aspetta “A+ 1/2″, ma so di nonpotergli dare che 3/4 dii “A”, se mi segui. Il problema sta nel fargi capire il limite, e fargli accettare le eventuali alterneative, se e quando ce ne sono. Io mi reputo una persona corretta e non amo millantare cose che non so fare,ma molti, pur di prendere il cliente lo fanno, e il cliente, neceesariamente, resta deluso. Il dubbio che avresti potuto fare di più, però, ti resta sempre.

Per questo, rinuncio magari a un cliente, pur di non andare conto i miei principi. Non guadagnerò più di tanto, ma mi sento più tranquillo…

Alex

Comment by AAA Copywriter — 30 January 2007 @ 13:41

siamo però sicuri che i consulenti siano così trasparenti coi clienti? credo che sia solo un problema di cultura. io stesso fino a poco fà pensavo che il sito per la mia attività fosse inutile…. ora lo considero un eccezionale strumento per meglio comprendere i clienti e i servizi che dovrò fornire. questo però mi spinge a lavorarci direttamente delegando poco. anche perchè ad essere sincero un paio di consulenti di web mktg, seo, ecc… mi hanno proposto soluzioni più vicine alla vendita di banane che non alla mia attività.

in realtà ormai considero il mio sito quasi come un business plan da aggiornare periodicamente. confesso che quando lo dico hai miei clienti e gli suggerisco di lavorare con professionisti del settore e non solo delegare in toto, all’inizio mi guardano un pò perplessi….

Comment by dottorecommercialista.eu — 31 January 2007 @ 14:30

Ciao dottorecommercialista.eu,

Ci sono consulenti e consulenti… Credo che tu lo sappia quanto me, e non voglio esprimere giudizi in merito. Ma quelli coscienziosi si riconoscono soprattutto dal loro lavoro. I SEO non fanno eccezioni.

Buon per te che ti sei reso conto dell’importanza che può avere un sito ben ideato e ben posizionato. Non ceredo che si possa dissentire. Ma sei sicuro che un consulente REALMENTE valido non possa fare per te di più di quello che, con le tue conoscenze non sppecialistiche, per quanto approfondite, tu stesso fai? Certo, ha un costo, anche alto, ma i risutati dovrebbero ripagarti.

Io so tenere una partita doppia e so fare le mie fatture, ma al momento di gestire le mie pratiche avrò sicuramente bisongo di un esperto come te. Perché credi che sul web debba essere diverso?

Alex

Comment by AAA Copywriter — 31 January 2007 @ 14:41

scusa, evidentemente non mi sono spiegato correttamente.
sono assolutamente convinto di quello che dici.

quello che volevo sottolineare e che forse non è passato è che spesso nè il seo vuole coinvolgere il cliente, nè il cliente è interessato ad essere coinvolto nella realizzazione del sito, un qualcosa di tecnico che comprende relativamente poco e che considera quasi un accessorio e non uno strumento operativo.

probabilmente la strada per dare valore alla figura del seo è, come in tutte le professioni che offrono servizi, la co-progettazione tra consulente e cliente.

aumentando così la cultura d’impresa del cliente e consentendogli di distinguere la vera professionalità.

Comment by dottorecommercialista.eu — 31 January 2007 @ 15:03

Beh, allora siamo TOTALMENTE d’accordo… È quanto cerco di realizzare io con i miei (pochi) clienti diretti…

Alex

Comment by AAA Copywriter — 31 January 2007 @ 15:10

meno male, temevo di averti fatto arrabbiare ;-)

credo comunque che ogni consulente abbia la grande fortuna di farsi pagare per imparare dal proprio cliente. è nell’umiltà di apprendere la forza del professionista.

ciao
andrea

Comment by dottorecommercialista.eu — 31 January 2007 @ 15:12

Infatti!!! :I

In quato all imparare, malgrado la mia non tenera età, sono ancora all’asilo… :D

Alex

Comment by AAA Copywriter — 31 January 2007 @ 15:23

@dottorecommercialista.eu

ciao Andrea, grazie della tua partecipazione. Avrei una domanda da farti perché come dici nel tuo primo commento, hai ricevuto delle consulenze poco soddisfacenti. Stiamo parlando del sito http://www.studiopanato.it vero? Ci stai lavorando direttamente tu sul sito per quanto riguarda al web marketing? Non voglio far il commerciale, la mia è solo una curiosità tecnica.

Grazie ancora e buon lavoro. ;)

Comment by Johnnie Maneiro — 31 January 2007 @ 15:38

1) grazie a voi per le riflessioni che mettete a disposizione di tutti.

2) si ci lavoro io “artigianalmente”. tutto è iniziato avendo il primo cliente che voleva iniziare una attività di commercio elettronico. mi sono detto che potevo aiutarlo veramente solo se iniziavo a capire qualcosa di tecnico, nulla di particolare, ma almeno le basi dovevo averle. da lì in poi ho iniziato e sviluppato il sito che è cresciuto al crescere dello studio.

perchè?

Comment by dottorecommercialista.eu — 31 January 2007 @ 15:43

il silenzio si fa inquietante… ;-)

Comment by dottorecommercialista.eu — 31 January 2007 @ 17:28

Ti senti solo? :D

Alex

Comment by AAA Copywriter — 31 January 2007 @ 17:35

Ciao, scusa il silenzio, faccio tante altre cose in una giornata di lavoro.

ecco la risposta…

Perché dietro ad ogni post, c’è sicuramente un’immensa voglia di condivisione e orientata anche a far crescere una comunità. Mi piace sapere che così come hai dedicato tempo a commentare il mio post io posso dare qualcosa in più. Volevo dirti anche che mi dispiace della tua sfortunata esperienza con i SEO o consulenti di Web Marketing, ma adesso sei nel posto giusto, MRoutes (e non ho rapporti commerciali con Jacopo :)) è un posto per imparare ed aggiornarsi molto bene.
Sono tanti i siti che devo analizzare nel mio lavoro e strada facendo si sviluppa una capacità per riconoscere i punti critici, fare Search Marketing non è un posto nella SERP di Google, va ben oltre.
Cmq, ti manderò un’email privata con due righe su quello che ho visto, ti va? :)

Grazie ancora

Comment by Johnnie Maneiro — 31 January 2007 @ 17:44

ti ringrazio moltissimo.
siete davvero tutti molto gentili
;-)

Comment by dottorecommercialista.eu — 31 January 2007 @ 17:46

figurati Andrea,
è una gentilezza che proviene da due fonti:
1.- crederci in marketingroutes
2.- crederci “davvero tanto” nel mio lavoro
ed è per questo che spesso divento polemico, non lo faccio per fare casino, lo faccio per costruire discussione concrete in team di lavoro stesso dove adesso ci sei anche tu.

Comment by Johnnie Maneiro — 31 January 2007 @ 20:48

grazie ancora!
;-)

Comment by dottorecommercialista.eu — 31 January 2007 @ 20:49

[...] Capisco il senso di frustrazione che si prova nel vedere sminuito il proprio lavoro e quindi non posso che esprimere la mia solidarieta’ nei confronti di Johnnie, che nel suo recente post “300 Euro di banane” parla di “agenti che disturbano il nostro percorso nel ’sublime’ compito di dare dignità al nostro lavoro del Web”. [...]

Pingback by Il blocco-note di Markingegno » Non sparate sul pianista (freelance) — 31 January 2007 @ 20:50

Leave a comment

About Marketing Routes:

Blog multi-autore che ha come focus il mondo del marketing, dell'advertising e della comunicazione online ed offline. Non solo un bookmark da controllare giornalmente ma un dispensatore di notizie, consigli, strategie per tutti coloro che operano in questi settori. Nato con la convinzione che di blog riguardanti il marketing, la comunicazione e la pubblicità ce ne siano molti, ma quelli veramente di qualità sono pochi, Marketing Routes vuole apportare agli utenti della rete i modi di vedere, le esperienze e le considerazioni di diversi giovani professionisti del settore così da aprire un dibattito con gli utenti senza mai prendersi troppo sul serio.

Creative Commons License

Design © 2006 by Consulenzaweb.com | Powered by WordPress