19 January 2007
Customer care, assistenza clienti, webmarketing. Avere cura del cliente per raggiungere un po’ di… Spillover Effect.
Ieri leggevo sul corriere della sera una news relativa al fenomeno dei “saldi”. Tipicamente, i saldi fanno leva su certe “molle” dell’animo umano (o – come direbbero alcuni – della sua psicologia) che fanno sì che sia i “professionisti” sia i “dilettanti” dei saldi, spendano poi più di quanto previsto proprio per i forti sconti delle merci proposte. Il pezzo del corriere prendeva spunto da uno dei tanti studi sul “comportamento di acquisto” che fioccano tipicamente in periodo pre e post natalizio, tanto quanto accade con i consigli per evitare le scottature di giugno-luglio e i consigli per la vaccinazione antiinfluenzale di Ottobre.
Nihil sub sole novi dunque, ma ciò che mi ha colpito di questo aticolo è la sottolineatura del fatto che – a prescindere da componenti di pricing ormai arcinote , per cui si comprano piu volentieri due borse scontate del 30% che una a prezzo pieno, di pari prezzo iniziale – un clima “euforico” o anche solo “amichevole”, fatto della presenza di altre persone che hanno lo stesso mood di acquisto. Tutti sanno che si riempiono più facilmente le discoteche piene che quelle vuote; il problema del web è che è difficile far capire all’utente che non si è “soli” davanti al nostro carrello.
Come fare quindi per riprodurre (anche in periodi non di saldi) un clima di “condivisione” dell’emozione di acquisto, che – senza farci perdere tempo in file sotto luce al neon e senza sentire l’afrore di personaggi di rientro da 10 ore di officina – permetta di replicare in qualche modo lo stesso effetto che fa sì che in un supermarket si esce sempre con il doppio degli acquisti previsti?
Ho qualche suggerimento:
- mostrare la presenza di altri clienti con il numero di utenti in tempo reale (è inelegante per un sito brand o per un sito istituzionale, ma è di ottimo effetto per un e-commerce).
- Mostrare gli “articoli simili”, ovvero quelli acquistati da altre persone che hanno acquistato il prodotto o i prodotti a cui un utente è interessato in quel momento.
- Mostrare i commenti dei clienti ai prodotti (non solo quelli positivi e non solo quindi a scopo di aumentare i contentuti del sito).
- Dare un contatto vero e umano con il customer care (la strategia IKEA va bene se si vende truciolare nobilitato a prezzi imbattibili nelle periferie delle grandi citta’ ma non quando si venfdono prodotti che, normalmente, si possono trovare sottocasa a prezzi simili).
- Creare una community di co-customer (con chat, forum, blog etc. A questo servono le community e non – come dice qualche sportellista del web – a discutere sulle scelte aziendale o sul margine prima degli ammortamenti).


























corretto. hai in mente qualche sito che abbia le caratteristiche che hai individuato?
Comment by dottorecommercialista.eu — 23 January 2007 @ 15:36