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12 January 2007

Aggiornamento del PageRank e quello che dovremmo imparare dal PageRank

Un paio di giorni fa, il buon Matt Cutts ha pubblicato un post che vi consiglio di leggere con attenzione, allertando i webmaster che era in corso l’aggiornamento del PageRank, che ultimamente, in media, è avvenuto ogni 3 mesi. Toccherò alcune ovvietà (per pochi ma non per tutti ) in questo post, quindi i Seo più ‘abili’ e rodati saltino pure a piè pari l’intero contenuto, se vogliono.

Che cosa è questo aggiornamento del PageRank di cui tutti parlano? In realtà si tratta di un update farlocco, nel senso che riguarda soltanto la modifica dei dati che la toolbar di Google mostra agli utenti che hanno deciso di installarla. Questo tipo di update viene comunemente definito come TBPR Export, dove TBPR sta a significare Toolbar PageRank, mentre export chiaramente sta ad indicare il ‘travaso’ di ‘nuovi’ dati.

Perché l’aggiornamento del PageRank della toolbar è fittizio? Beh innanzitutto perché è vecchio e non si riferisce alla situazione attuale di un dominio. In secundis perché il PR reale di un sito viene aggiornato continuamente, ma ovviamente nascosto ai webmaster e amministratori di siti internet. Il motivo è semplice: così facendo si vuole, almeno secondo il Google pensiero, limitare il campo d’azione dei SEO, che più di altri sono in grado di influenzare il posizionamento dei risultati organici. Al contempo, con questi update trimestrali, si tiene alta l’attenzione degli amministratori di siti, che si caratterizza quindi come Google-centrica. Infine perché, almeno questa è la mia credenza, l’aggiornamento fake non riguarda ad ogni aggiornamento tutti i siti, ma solo una (gran) parte. Alcuni, come il mio, sono stati saltati, tranne che per il calcolo aggiornato dei BL (che anche in questo caso non mostra tutti i link in entrata, ma solo alcuni).

Tempo fa ricordai di come in generale i motori di ricerca con Google in testa, siano riusciti, con successo, a creare schiere di schiavi fedeli che lavorano secondo i loro standard e linee guida. Quello del PageRank, come contentino e mossa per canalizzare l’attenzione, è uno di quegli esempi. Ma ce n’è un altro di esempio che possiamo fare, di come Google stia prendendo per il c*lo tutti quanti a questo motore facciano riferimento. In che modo? Semplicemente essendo inattendibile in tutto quello che fa.

Un piccolo esempio a supporto di quello che affermo lo avete da questa immagine, che si riferisce al mio account Sitemaps, che come tutti sapete, è il pannello di controllo dal quale avete accesso a numerosi dati (inaffidabili e falsi per la maggior parte) in merito al vostro sito:

 robots

Come vedete, Google mi avvisa che ci sono, secondo lui almeno, 3 url che non è riuscito a raggiungere, a causa del robots.txt. La cosa divertente è che Marketing Routes non utilizza alcun file robots. Indi, il dato è assolutamente inventato.

Facciamo un altro esempio del perchè i dati che Google ci mostra sono poco credibili, prendendo a modello la frequenza di scansione:

Scansione

Secondo questa immagine, l’ultima volta che il bot di Google è passato a visitarmi, è il 6 gennaio. Anche questo dato è falso, perchè lo spider passa su Marketing Routes tutti i giorni.

Torniamo alla strategia di disorientamento del Googleplex. Una cosa che immodestamente, dopo anni di esperienza sul campo, mi sento di consigliare a tutti  è la seguente, peraltro già ribadita diverse volte: lavorate sui contenuti del vostro sito, portale, blog. Lavorare sui contenuti significa passare ore a scrivere articoli o post di qualità, non scopiazzati (i motori di questo si accorgono con estrema facilità). Basterà questo ad attirare link in entrata verso di voi. Non perdete tempo a inserire il vostro sito in decine di directory. Abbiate come unico riferimento 2 directory:

1) Dmoz.org
2) Yahoo directory

Non perdete tempo poi a passare la giornata a fare continui scambi link. Non servono, anzi, al limite sono ‘controproducenti’. E finchè tutti noi non capiremo che il PR non è sinonimo di impegno e qualità, che è un sistema datato che poteva andar bene 10 anni fa, l’unica cosa che vedremo continuamente cambiare è una stupida barretta verde, mentre i contenuti online rimarranno gli stessi, e la qualità spesso, la troveremo seppellita in fondo alle serp.

Social Bookmarking
blinkbits  BlinkList  blogmarks  co.mments  connotea  del.icio.us  De.lirio.us  digg  Fark  feedmelinks  Furl  LinkaGoGo  Ma.gnolia  NewsVine  Netvouz  RawSugar  Reddit  scuttle  Shadows  Simpy  Smarking  Spurl  TailRank  Wists  YahooMyWeb 

perfetta e molto centrata la tua analisi, non sono ancora un seo “master” è mi è stata molto illuminante!

Comment by webpassioning — 12 January 2007 @ 14:38

bel post!
ed è assolutamente vero che ormai il pagerank ha un’importanza davvero solo di facciata… ormai ho smesso di dargli credito, se non per una sorta di scaramanzia, dopo tutto questo tempo in cui tutti dicevano “fatti linkare da siti con pagerank alto! che è importante” è difficile liberarsi di certe convinzioni.
Però riuscire a farsi linkare da siti importanti e con molti contenuti attinenti al tema del proprio sito credo sia importante… anche perchè non si può pensare che ogni sito che si segue riceva tante attenzioni come invece è per marketing routes… insomma, un sito di un’azienda che fa, ad esempio, lavorazione di barre, in che altro modo può farsi linkare se non iscrivendosi a directory a tema o al massimo da altri 2 o 3 siti attinenti?

Comment by federico — 12 January 2007 @ 15:23

@ Nicola

Grazie mille per gli apprezzamenti. :)

@federico

“insomma, un sito di un’azienda che fa, ad esempio, lavorazione di barre, in che altro modo può farsi linkare se non iscrivendosi a directory a tema o al massimo da altri 2 o 3 siti attinenti?”

Infatti quello che tu affermi è vero. Immagino che le risorse sull’argomento siano molto limitate in rete, e quindi che non rimanga altra chance che ricorrere alle directory.

Ma in realtà non è del tutto corretto come approccio, nel senso che potresti essere tu ad esempio il punto di riferimento del settore per quanto riguarda l’approfondimento eventuale, invogliando anche quei pochi siti presenti a linkare te etc…

Qui però sorge un altro problema del web, quasi filosofico, e cioè che affermare che il web sia per tutti è fuorviante oltre che errato.

Mi spiego: io non sono uno di quelli che, pur di accaparrare un cliente, dirà mai che una presenza in rete è determinante per tutti, in un’ottica di generazione di business fondato sulla realtà e non sull’illusione. Direi solo una fesseria. E poi c’è il problema delle ricerche.

Per fare un ‘caso di scuola’ ipotizziamo che la tua azienda produca presse meccaniche; ma quante persone al giorno cercheranno mai in Italia ‘presse meccaniche’? 10, 20, 30?

Questo per dire che la visibilità, prima ancora che ai link, è legata alle ricerche. Poi viene tutto il resto.

Comment by Jacopo Gonzales — 12 January 2007 @ 16:10

riguardo al

“potresti essere tu ad esempio il punto di riferimento del settore per quanto riguarda l’approfondimento eventuale”

c’è da prendere in considerazione anche altri due fattori come minimo: le mie conoscenze riguardo al tema del sito e il tempo.

Mettiamo che io sia un operatore seo con 150 domini primari da gestire sui motori di ricerca, cosa faccio?
Cerco di suddividerli in base al tema, creo una rete di link tra i siti con temi simili, magari mi creo qualche directory tematica (il numero me lo permette), inoltre posso attirare altri siti (magari con lo specchietto di aumentare il pagerank! eh eh! vedi argomento in discussione…) promettendo visibilità e inserimento gratuito ecc ecc… ma non posso pensare di avere il tempo e le conoscenze necessarie per scrivere continuamente nuove argomentazioni sui diciamo 20 topic principali no?

E’ anche vero che ovviamente non a tutti può servire il mio lavoro, vedi l’esempio delle presse meccaniche che hai fatto tu… purtroppo però io sono solo il “search engine manovale”, a me viene spesso richiesto il servizio, non l’opinione (che è la stessa che hai tu)…
In sintesi: io il lavoro lo devo fare lo stesso, anche se non serve a molto…

Comment by federico — 12 January 2007 @ 16:35

Beh, io ho inserito il mio dominio solo un paio di mesi fa, e per le keyword che uso (locali, con il nome della mia città di residenza) ho un PR (quello di Google Rankings, non quello della toolbar che su Mac non funziona) decente, ma ovviamente farlocco, visto che poi vai a verificare il piazzamento che leggi sui diversi motori e non ti trovi alle posizioni indicate). Ma la cosa reidicola sono i link. Io so di sicuro di averne diversi, di cui almeno due a tema, ma la risposta è sempre negativa. Per i contenuti, l’unico modo che ho di intervenire è proprio sul blog, perche è l’unica parte modificabile e, anche se uso Blogger, i file sono tutti trasferiti via FTP sul mio sito. Ma vedo pochi accessi e nessun commento. Uffa!!! ;-)

Comment by AAA Copywriter — 12 January 2007 @ 16:57

Per i link usa questo, perchè google appunto non li mostra mai tutti: http://siteexplorer.search.yahoo.com/

Comment by Jacopo Gonzales — 12 January 2007 @ 17:01

dmoz.org. Sono almeno due mesi che cerco di inserirvi il mio dominio e, ogni volta, mi si dice di riprovare dopo alcuni giorni. Anche quella sembra una presa per il culo. A meno che uno non debba conoscere un editor e farsi inserire da lui. Ma in quel caso, che valore ha la cosa? O vale per tutti, o che significato ha?

Comment by AAA Copywriter — 12 January 2007 @ 17:02

Grazie della segnalazione, Jacopo!

Alex

Comment by AAA Copywriter — 12 January 2007 @ 17:04

I problemi di DMOZ sono in via di risoluzione. Attualmente gli utenti esterni non possono suggerire siti.

Comunque per DMOZ in particolare ti rimando al forum apposito (sez. Italiano) aperto a tutti: http://www.resource-zone.com/forum/forumdisplay.php?f=24

Comment by Jacopo Gonzales — 12 January 2007 @ 17:05

Ma dmoz è una realtà a parte ed ha numerosi problemi da parecchi mesi, perchè si trova nel bel mezzo di una battaglia tra colossi e fatica a trovare fondi (a livello monetario è un progetto in perdita, purtroppo..).

Per quanto riguarda la funzione link: di google sono mesi che non funziona come dovrebbe… o meglio, forse funziona proprio come vogliono quelli di google, sempre a proprosito di quanto diceva Jacopo sulla sua credibilità…

Comment by federico — 12 January 2007 @ 17:07

Il fatto che non mostri tutti i BL è voluto, non casuale. :)

Comment by Jacopo Gonzales — 12 January 2007 @ 17:09

E di nuovo grazie. Comunque non me lo sono rcordato al momento ma siteexplorer lo uso gà da diverso tempo, infatti i miei risultati so Yahoo sono tra i migliori. La cosa buffa à che viene indicizzato http://aaa-copywriter. it e mi da failed per http://www.aaa-copywriter.it/???

Comment by AAA Copywriter — 12 January 2007 @ 17:12

per quanto riguarda i problemi di dmoz andate a leggervi quanto scritto da Abaco1 su http://forum.html.it/forum/showthread.php?s=&threadid=1058390&highlight=dmoz

è illuminante…

Comment by federico — 12 January 2007 @ 17:20

Più o meno, seguendo i vasi forum e blog che trattano di seo, erano cose che magari non conoscevo nei dettagli, ma che comunque sapevo. Ma oggi Jacopo e Frderico hanno aggiunto alcuni tasselli mancanti alla mia “illuminazione”. Io piccolo Bhudda, augh!!! :D

Comment by AAA Copywriter — 12 January 2007 @ 17:21

Eh eh! :)
lieto di esserti stato d’aiuto…
comunque gli articoli e le discussioni che ci sono qui sono sempre interessanti e ricchi di nuovi spunti
(sia chiaro che non voglio leccare il -beep- a nessuno, ma questo blog è sempre una buona piazza per aggiornarsi)

Comment by federico — 12 January 2007 @ 17:30

Concordo, anche percé è uno dei pochi blog in cui si interagisce come è successo ogii tra noi e Jacopo. Mentre in quasi tutti gli altri il commento resta li a fare decorazione all’ego dell’autore (degli autori)… Quasi una chat! :D

Comment by AAA Copywriter — 12 January 2007 @ 17:35

Dio stramaledica Bill Gates. Da quando uso una tastirea wireless MS ho sicuramente un po meno casino sulla scrivania (quella vera, non quella virtuale), ma i miei refusi sono aumentati a dismisura!

Comment by AAA Copywriter — 12 January 2007 @ 17:38

Grazie a voi per la ‘chiaccherata’. ;)

Comment by Jacopo Gonzales — 12 January 2007 @ 17:58

Alla prossima dunque.
Bye Bye

Comment by federico — 12 January 2007 @ 18:15

complimenti per il post, poche parole che riassumono quel che penso anche io

Comment by lorenzo studio — 12 January 2007 @ 20:42

Scusate se mi intrometto, ma vorrei riportare una frase detta nel forum GT tempo fa, non ricordo da chi:
“Mi chiedi della barretta verde del Pagerank, fai così: non la considerare fino a che non sarai abbastanza esperto da non considerarla più, a quel punto il resto verrà da se.”

È anche un po’ diversa perché non rimembro le esatte parole, ma il concetto c’è. :)

Comment by bayle — 12 January 2007 @ 21:42

Ciao Jacopo è da poco che seguo il tuo blog.
Apprezzo molto il modo e la competenza con cui descrivi i vari argomenti proposti, davvero notevole! Per cui complimenti per la trasmissione ;-)

Vorrei portare qui una riflessione che faccio da diverso tempo e mi aggancio all’esempio della società che fabbrica presse.

Non sono d’accordo sul fatto che internet non è per tutti, ritengo anzi che internet sarà sempre di più per tutti. Mi spiego, l’adozione di uno strumento tecnologico dipende da fattori storici e generazionali:

Meucci e Bell avranno avuto le loro difficoltà a convincere i commercianti dell’epoca ad utilizzare uno strumento “infernale” come il telefono; eppure oggi chi non ha un telefono o un telefonino?

Internet è una canale complesso, in via di evoluzione e per certi versi ancora prematuro, ma non può e non deve essere ridotto alla realizzazione di un sitarello e per giunta brutto, così almeno è visibile dai robottini.

Tornando alla ditta che fabbrica presse meccaniche ci sarebbero molti argomenti per spiegare la sua ditta ha bisogno di un sito:

Un sito presidia il mercato anche quando i tuoi uffici sono chiusi: la ditta cinese tal dei tali ha bisogno di sapere la tua partita IVA e la società americana pinko pallo vuole vedere se tra i tuoi macchinari c’è un certo modello.

Potrei continuare con altri esempi, ma mi fermo qui per ribadire che il perno della questione non è se al nostro cliente serve un sito, ma come questo sito può essere utile per incrementare i suoi affari; spesso infatti la prima critica che viene posta è che il sito è inutile perché abitualmente vengono utlizzati altri canali (passa parola, conoscenze, televisione, giornali)

Anche qui le obbiezioni possono essere facilmente aggirate:
“Caro cliente, come saprai viviamo in piena globalizzazione e se il tuo mercato di riferimento per le tue presse meccaniche supertecnologiche è la Russia come ti muovi? Passa parola? Conoscenze? E se sì chi Ludmila, la figlia dell’albergatore a San Pietroburgo?
Fai telemarketing in tutta la Federazione Russa?”

Appare evidente che un sito che si trova facilmente (SEO ), con tutte le informazioni necessarie e magari con contenuti nella lingua del tuo mercato di riferimento (russo, cinese etc…) diventa di importanza vitale.

Comment by Roldano — 13 January 2007 @ 13:44

[...] Anche gli strumenti per webmaster di Google, solo relativamente sono d’aiuto in quanto, quando non si inventano i dati di sana pianta, comunque si limitano solamente ad indicare la presenza sul nostro sito di ‘n’ link non funzionanti. Ma non ci viene detto in quali pagine questi possono essere rintracciati e corretti. Fortunatamente stamattina ho trovato su Soloseo.com un tool che, tra le varie, svolge proprio questa funzione di dead link checker. [...]

Pingback by Tool per link non funzionanti: Dead link checker — 15 January 2007 @ 12:08

[...] Jacopo Gonzales lo dice senza giri di parole; per lui il pagerank è una fesseria, una sorta di leggenda del Sacro Graal creata ad arte dai templari per irretire i SEO. Certo è che dare un’occhiata alla classifica su blogbabel e vedere che Gilioli ha pagerank pari a zero fa un certo effetto. [...]

Pingback by Ubik - » Fakerank — 15 January 2007 @ 14:03

ottima analisi. condivido, anche bisogna ripensare la presenza in rete. rincorrere l’autorevolezza.

Comment by spiderpanoz — 18 January 2007 @ 13:16

[...] Non mi interessa in questa sede giudicare l’utilità o meno di tale servizio. Della scarsa attendibilità di molti dati offerti, ho avuto comunque già modo di esprimermi qualche settimana fa, in un post sull’aggiornamento del PageRank. [...]

Pingback by Non tutti i link sono uguali — 6 February 2007 @ 16:24

io vi consiglio di dare un’occhiata a questo sito iwebtool.com….ha un sacco di tool ottimi per tenere “sotto controllo” il vostro sito ;)

Comment by globalwarming — 6 February 2007 @ 19:15

[...] Andate su Marketing Routes al leggervi questo bel post sul pagerank e le politiche di Google. [...]

Pingback by webDeveloper » Pagerank: specchietto per le allodole? — 21 February 2007 @ 12:00

[...] Pagerank. Si, ok, conta. Però l’errore di molti è quello di considerare il Pagerank il punto di partenza. Ma il Pagerank è un numero. E non un numero normale: è un numero datato e parziale. Se comunque considerate quel numero tanto importante, guardate anche un altro numero: quello del numero totale di link presenti nella pagina. Se il Pagerank che può essere trasferito è una torta, ogni link presente nella pagina si prende la sua fettina. Più sono i link che si spartiscono la torta, più piccole sono le fettine. [...]

Pingback by 10 trucchi sui backlink — 27 April 2007 @ 18:26

[...] Aggiornamento del PageRank e quello che dovremmo imparare dal PageRank [...]

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[...] calcolo del valore attuale di PR di un sito è tutt’altro che banale (a tal proposito si veda Aggiornamento del PageRank e quello che dovremmo imparare dal PageRank) mi stavo chiedendo quanto sia opportuno e legittimo un comportamento del [...]

Pingback by dat » PageRank: vendo - compro - perdo — 20 August 2007 @ 01:25

[...] Se vendi link sul tuo sito, puoi perdere Pagerank. [...]

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