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2 January 2007

Social Bookmarks, questi inutili sconosciuti

social bookmarks Inauguro il nuovo anno cominciando dai social bookmarks. Era un po’ che non ne parlavo quindi approfitto per rispolverare l’argomento, cercando di approfondirlo.

Quando si affronta in Italia il tema del social bookmarking, mi viene in mente, oltre a un mucchio di gente che sgrana gli occhi, che pochi lo conoscono e pochissimi lo usano. A breve spiegherò le possibili ragioni di questo divide, che ci vede lontani anni luce rispetto a paesi come gli USA. Ma non è necessariamente una distanza per noi limitante, anzi.

Cominciamo col capire che cosa è un social bookmark: in breve una condivisione di bookmarks, o ‘preferiti’ come si usa dire dalle nostre parti. Si proprio i preferiti che utilizzate nel vostro browser (Internet Explorer, Firefox o altro poco importa). Ora come avete certamente notato da qualche mese a questa parte, su Marketing Routes sono presenti, in calce ad ogni singolo post, delle gif che linkano altrettanti siti di social bookmarking, come Delicious, Magnolia e tanti altri…

La ragione che mi ha portato ad inserirli, era ovviamente un test che volevo fare, in modo da capire nel nostro piccolo (ma non solo nel nostro) quanti utilizzassero questi servizi di condivisione di bookmark, e come la scelta si sarebbe potuta redistribuire tra i più, pur prevedendo che la maggior parte (pur sempre numericamente irrisoria) sarebbe ricaduta su Del.icio.us.

Facendo un check sui vari servizi, quello che ho realizzato, è che nello stivale questi strumenti (generalizzando ai massimi) non li usa nessuno. Ovvio che degli utenti italiani si sono sicuramente iscritti a questo o quel servizio, ma riflettendo su alcuni parametri come:

  • numero di utenti internet italiani
  • numero di blog italiani
  • numero di siti italiani

ho salde certezze che questi servizi da noi non sfonderebbero nemmeno con un sonoro calcio in c*lo. Cerchiamo di capire il perchè. Io sono il primo (o forse l’ultimo) a non usarli, ed è possibile che la ragione del mio comportamento sia condivisa o diffusa: non servono.

Qualcuno forse penserà che qualche milionata di utenti nel mondo non può aver preso un abbaglio, registrandosi ad un qualcosa di inutile. Beh, oltre a essere possibile e probabile, il numero di iscritti non è di per sè l’unico parametro con cui giudicare un successo, specie di siti di questo genere, così come tanti altri parametri storicamente adottati da e nel web sono ormai ‘passati’, o quanto meno da ridimensionare.

Per la visione che io ho del web, direi che l’uso possa senz’altro essere un parametro di più ragionevole validità in alcuni casi (e i social bookmarks sono tra questi), molto più affidabile della subscription. Solo che per uso, non intendo quello che qualche iscritto particolarmente attivo fa di servizi di social bookmarking. Intendo piuttosto l’utilizzo da parte di terzi (anch’essi iscritti o meno poco importa) che si affidano alle segnalazioni di risorse internet raccolte da un iscritto.

Il fallimento vero dei social bookmarks sta proprio in questo. In effetti questi servizi hanno come mission, non solo la fase storage, in cui accumuliamo bookmark su bookmark, quanto piuttosto la fase di sharing, di condivisione con altri di risorse utili. E qui entrano in gioco diversi elementi a bloccare il raggiungimento di alcuni obiettivi:

  1. fattore tempo. Il tempo è una risorsa limitata, per chiunque, ma soprattutto questo limite è avvertito da chi lavora online. Indi, non ho il tempo di scandagliare centinaia di tag, per trovare qualche sito utile.
  2. Fiducia. Il fatto che un utente possa prendere in considerazione alcune risorse segnalate da altri e ritenerle valide, presuppone che in mezzo a qualche centinaia di migliaia di iscritti, io abbia dei punti di riferimento, che per definizione, devo ritenere affidabili ed autorevoli. Bene, io non ce li ho.
  3. Local. Servizi pur popolari come Del.icio.us e simili mancano di versioni localizzate, il che lascia intuire che non siano dopo tutto pensati per una reale distribuzione globale. Ciò concorre ulteriormente a limitarne l’utilità e l’efficacia, perchè se è vero che un italiano forse non ha problemi a leggere risorse inglesi, ciò non vale per l’inverso.
  4. Selezione. Da interpretare come conseguenza necessaria del fattore tempo. Non ci sono metri di alcun tipo per giudicare o valutare a priori qualità e utilità delle risorse condivise.
  5. Valore aggiunto. Quando si lancia un qualsivoglia servizio online, è sempre necessario avere in mente quale sarà il valore aggiunto. Cosa questo servizio offrirà in più rispetto ad altri simili già esistenti, in che modo sarà diverso, migliore, innovativo. I bookmark sono nati con i browser. Servizi di social bookmarking sono presenti in rete dal 1996, seppure molti a torto ritengono che sia un qualcosa di assolutamente nuovo. Sui siti di social bookmarks non ci vado perchè mi bastano i miei preferiti, che già faccio fatica a consultare periodicamente, in quanto sono tanti e il tempo è poco. Quindi mi domando a che serva questa new generation? Che c’è i browser sono passati di moda?
  6. Nicchia. Spesso su internet sentite parlare di nicchie, ritengo quindi che già sappiate di cosa si tratta. Bene. Qual è la nicchia che questi servizi di social bookmarking vanno ad occupare? Non ci sono già le directory (Dmoz e la dir di Yahoo in primis) che servono a segnalare risorse utili? E non mi pare che la qualità o la scelta manchino. Non ci sono forse i motori di ricerca a trovare ulteriori risorse?

Per quanto siti come Digg vengano spesso associati al social bookmarking, questo è di per sè un errore. Oltre a essere comunque servizi pieni di falle lato credibilità, pilotati e incentivati dall’alto come recenti casi hanno dimostrato, semplicemente consistono nella segnalazione alla comunità di alcune notizie, che possono essere commentate e condivise, previa registrazione. Anche qui mi domando, pur non volendo mettere limiti alla provvidenza, ma 50 e più milioni di blog, non bastano per trovare qualche info da leggere, segnalare, commentare? Qual è il valore aggiunto? Però c’è una differenza fondamentale tra blog e digg. Nel primo caso, io autore, posso contare su alcuni fedeli lettori, legati dal comune interesse verso il tema chiave attorno a cui ruota il mio blog. Nel secondo il ruolo è totalmente decentrato. Immaginate Digg come un grosso stomaco, che continuamente ingerisce e digerisce notizie. A che serve? Valgono poi tutti i discorsi già segnalati sopra, local incluso. Una notizia in italiano, non ha possibilità di reale diffusione.

Altri articoli sui social bookmarks :

Social Bookmarking
blinkbits  BlinkList  blogmarks  co.mments  connotea  del.icio.us  De.lirio.us  digg  Fark  feedmelinks  Furl  LinkaGoGo  Ma.gnolia  NewsVine  Netvouz  RawSugar  Reddit  scuttle  Shadows  Simpy  Smarking  Spurl  TailRank  Wists  YahooMyWeb 

Carissimo, sono completamente d’accordo. A costo di essere molto poco 2.0, non ho mai usato (per le stesse ragioni che hai indicato tu) né servizi di social bookmarking né amenità come digg di cui fatico davvero a comprendere quale sia il motore propulsivo.

Comment by Filippo Ronco — 2 January 2007 @ 13:04

sinceramente non sono assolutamente d’accordo con la vostra tesi.

la questione tempo può solo spiegare che non si riesce a cogliere la potenzialità del servizio, ma sappiate che le potenzialità sono tante e lo saranno sempre più nel momento in cui sarà raggiunta una massa critica di utilizzatori che non mancherà nel futuro.

se si comprendono le potenzialità si comprenderanno anche il valore di digg e tutte i sistemi di editoria sociale.

il social bookmarking deve prima di tutto essere un servizio per la gestione ed organizzazione personale dei preferiti e quindi è un tool, nel momento in cui nvece si raggiunge una massa critica permetterà grazie alla logica sottostante a fare enormi passi anche nei motori di ricerca semantici e ad una razionalizzazione dei cntenuti presentu sulla rete.

sono convinto che se la gente li userà e si svilupperando potremo ben presto vedere dei motori du ricerca che si basano sui social bookmarking invece che degli attuali motori di ricerca che poco hanno a che fare con la ricerca e l’attendebilità della ricerca stessa ma solo meramente ad interessi economici e pubblicitari che sono la fonte di funzionamento dei motori di ricerca sempre meno motori sempre più grandi media pubblicitari

Comment by antonio — 2 January 2007 @ 16:12

Tutto quello che dici è vero, concordo con il fallimento dal punto di vista di business ma non lo condivido in pieno.

E’ indubbiamente vero che tra pre-requisiti per un utilizzo di strumenti come del.icio.us o digg o altri dovrebbe esserci la localizzazione…
Ma è altrettanto vero che noi italiani da questo punto di vista siamo estremamente pigri e diciamo la verità … ci fa fatica l’inglese :D

E’ anche vero che -forse- “la nicchia” a cui il social bookmarking si rivolge è troppo ristretta e che non tutti siano così “filantropicamente disinteressati” a condividere con altri risorse trovate nel mare magnum di Internet.

Tuttavia per me il Social Bookmarking è un sistema molto comodo e “trasversale” rispetto ai tradizionali metodi di ricerca di risorse online;

I bookmark su del.icio.us: sono indubbiamente comodi. Da quando ho aperto il mio account e trasferito lì i miei 2000 preferiti circa non mi dispero più tra browser, sistemi operativi diversi o “perdita” dei preferiti dovuto a riformattazioni del PC.
(Quante volte gli utenti sono costretti solo dopo la formattazione del proprio PC “si ricordano” dei preferiti?)

Riguardo ai punti che hai scritto “tempo” e “fiducia” personalmente affianco sempre a ricerche tradizionali nei motori di ricerca quelle tra le risorse lì disponibili sia nei blog che nei siti di social bookmarking… (si tratta solo di pochi click in più).
E molto spesso mi è più rapido filtrare le risorse segnalate da altri.Non a caso tra gli utenti nel network del mio account del.icio.us ho proprio Mauro Lupi :D .
Perchè? Perchè ho tenuto d’occhio per un pò cosa postava, ho guardato le risorse nel suo account del.icio.us e l’ho ritenuto interessante per la mia attività.

Comment by Francesco Tinti — 2 January 2007 @ 16:14

Io sto scrivendo una tesi in cui tratto anche di sistemi di tagging e di social bookmarks. Concordo sostanzialente con le tesi di Antonio e Francesco: siti come del.icio.us servono anzitutto per organizzare i bookmarks e avervi accesso da PC diversi, il che è un grande vantaggio.

Inoltre se utilizzati come alternativa ai motori di ricerca, funzionano come un filtro sociale. In effetti
per ottimizzare fiducia, tempo e selezione secondo me del.icio.us funziona meglio di un motore di ricerca che presenta i risultati in modo opaco e non sempre i più significativi in cima; nel social bookmark dal numero di utenti che hanno scelto di inserire un link nei propri preferiti si ha un’idea abbastanza precisa del suo valore. Non va bene per ricerche esaustive, ma per trovare qualcosa di ragionevolmente utile con un impegno di tempo ragionevole per me funziona.

C’è anche da dire che per come sono strutturati questi sistemi, più utenti ci sono meglio funzionano. Non a caso del.icio.us è il migliore, potendo contare sulla massa critica più grande per siti di questo genere…

In ogni caso, dovremo aspettare un paio d’anni almeno per vedere se il tagging e il social bookmark si espanderà davvero o resterà fenomeno di nicchia. Su questo punto sono del tutto d’accordo, per ora è così e siamo davvero una minoranza a taggare. Io comunque ho conosciuto questo sito, di cui attualmente seguo i feed, proprio su del.icio.us :) quindi almeno a qualcosa sarà servito!

Comment by Filippo — 3 January 2007 @ 10:49

EDIT non è ben specificato nel mio post, comunque secondo me il valore aggiunto della nicchia è dato proprio dal suo essere servizio che funziona bene come ricerca (per effettuare tipologie di ricerche diverse da quelle su motori e directory basate sul filtro sociale). Ma secondo me ora come ora la nicchia è ristretta e costituita da gente che con le nuove tecnologie ci molto a che fare; migliori risultati si avrebbero allargando la base di utenti.

Comment by Filippo — 3 January 2007 @ 10:54

Secondo me, la proliferazione di questi tool sara’ un insuccesso (…per la maggior parte di questi). E sicuramente ora stiamo parlando di piccoli numeri (anche Technorati è poco utilizzato, fuori dal mondo dei blogger)
Ma come sempre succede qualcuno di questi diventerà standard e l’utilizzo crescerà man mano che l’alfabetizzazione aumentera’ (due anni fa quasi nessuno – non introdotto – sapeva cosa era un blog).
Per quanto mi riguarda, delicious è un mai-più-senza per organizzare la mia conoscenza, per ritrovarla piu’ facilmente in seguito, e spesso io uso il motore di ricerca di delicious per vedere quali sono i sw o white paper o i post piu’ taggati per certi argomenti.

Comment by [mini]marketing — 4 January 2007 @ 01:13

Io delicous lo uso spesso, ma non per cercare link interessanti segnalati da altri, quanto per avere un archivio con tags dei miei preferiti da poter consultare ovunque in qualunque momento. L’idea di condividerli mi piace, ma non mi rendo conto che una sfilza enorme di link, senza immagini, e spesso senza descrizioni, sia dura da digerire.
Non vorrei sembrare troppo 2.0 però… in compenso non riesco ad usare i feed ; )

Comment by ELMANCO / Stefano Ricci — 5 January 2007 @ 16:16

Concordo anche io sul discorso del social bookmarking e sulla scarsa qualità che possono avere dei link segnalati da altri.

Per quanto riguarda il semplice bookmarking online (non "social") sto lavorando ad un piccolo progetto (http://www.quickbookmarks.com ) che però ritengo differente da molti altri in quanto focalizza sul solo obiettivo di raccogliere bookmarks e feed RSS, tenerli online e averne accessibilità nella maniera + immediata possibile (icone dei siti, struttura a tab e gruppi, ecc..).

Stavo però iniziando a pensare allo sharing dei bookmarks, ragionando però a qualcosa di differente: la condivisione potrebbe non essere di singoli links, ma di collezioni mirate a tema. In questo senso, un utente esperto di un certo tema potrebbe veramente mettere a disposizione collezioni di links già organizzate e selezionate. Fatemi sapere cosa ne pensate ;) sia dell’implementazione attuale (senza funzionalità di share) che delle possibili implementazioni di condivisione.

Comment by chrjs — 7 January 2007 @ 04:34

X Chris:

- credo anche io che qualche icona e minimmagine possa essere utile.

- i gruppi, o liste, di link con un tema in comune sono uno strumento utile, che trasmette una maggiore “sicurezza” sui contenuti. Guarda http://www.thisnext.com , che fa qualcosa di simile.

Comment by ELMANCO / Stefano Ricci — 7 January 2007 @ 15:44

Effettivamente questi servizi sono utili per quanto riguarda il poter salvare i propri bookmark online e usarli quando serve.

Li trovo poco utili per quanto riguarda la loro destinazione a “motori di ricerca” per il reperimento di informazioni, poiché varrebbe il principio “maggioritario” piuttosto che quello “meritocratico”.

Siamo sicuri che i siti in cima per alcuni TAG sia quelli migliori?

Comment by Luca — 7 January 2007 @ 18:29

Riguardo allo scarso uso in Italia, penso ci sia il problema di sempre: spesso siamo portati più a scrivere che a leggere. Esistono delicious italiani con centinaia di item, ma potrei azzardare che i rispettivi proprietari raramente utilizzano quelli di terzi: a quel punto, altro che social bookmarking, diventano semplicemente un servizio di remote bookmarking.

Comment by Giuseppe Mazza — 8 January 2007 @ 11:48

[...] a leggere su Marketing Routes questo post condivisibile sull’effettiva importanza dei social bookmarks, potreste trovarvi spunti [...]

Pingback by webDeveloper » I servizi di social bookmarking sono propedeutici al posizionamento? — 21 February 2007 @ 11:17

Concordo con chris per quanto concerne il post e ne approfitto per proporre alla vostra attenzione un mio progetto di “tech social bookmarking”. Le categorie riguardano esclusiavamente l’ambito tecnologico informatico e tutto ciò che lo circoscrive, ruota intorno, circumnaviga :) (video, tecnologie, software, economia, internet, programmazione, etc) e so già che così facendo mi sono precluso una bella fetta di utenza ma ho preferito dare un imprinting del genere piuttosto che avere una “massa critica” con bookmark spesso inutili (non sto quì a fare esempio ma ne avrei :) ) . Ho inserito inoltre una “feature” chiamata YourNetwork nella quale si ha la possibilità di crearsi un proprio network di utenti e quindi le notizie da loro postate proprio come accade per del.icio.us. Ora il servizio è ancora in fase di sperimentazione ma gradirei sapere cosa ne pensate. Sono molto ben accetti consigli e/o eventuali collaborazioni.

Un saluto a tutti,

al0ha.
Un saluto a tutti.

Comment by al0ha — 4 March 2007 @ 04:20

Dimenticavo il link ehehehe :) )
http://www.technotizie.it

Sciauz.

Comment by al0ha — 4 March 2007 @ 04:32

… e vi sembra che qualcosa sia cambiato a distanza di un anno?

Comment by frelena — 13 March 2008 @ 17:40

sono pienamente daccordo con quanto dice giuseppe mazza
alla fine risulta essere piu una sorta di remote bookmarking

Comment by dave — 22 July 2008 @ 10:44

ma, strano io ho preso 200 social bookmark per il mio sito e pensavo che non fossero inutili…

Comment by bel-pzoma — 18 September 2008 @ 18:49

domani vado a scrivere al tipo della vendita su ebay e mi faccio dare spiegazioni a riguardo, dopo vi dico qualcosa.

Comment by bel-pzoma — 18 September 2008 @ 18:51

Ciao
son passati due anni e non mi sembra che sia decollato nulla, un po’ come Alitalia. Che sarcasmo, eh!?

Ho introdotto comunque i bookmarks anche nel mio blog. ;)

ciao

Comment by Maurizio — 24 November 2008 @ 04:55

Ciao a tutti,
sono concorde in parte per quanto riguardà l’utilità di questi strumenti.
Bisogna tuttavia valutare il singolo caso: domande come “quanto è immediato il salvataggio di un nuovo preferito?” oppure “la consultazione è pratica ed efficiente?” non sono da tralasciare.
L’idea di poter disporre della lista dei preferiti da postazioni differenti è comunque valida.
Proprio nel valutare l’efficienza di questi strumenti per cercare quello a me più consono mi sono accorto che mancava sempre qualcosa: la lista nella sidebar o la gestione dei feed o il salvataggio di una copia cache o l’home page personalizzata…
E così, prendendo spunto da tutti questi servizi, ho deciso di dare anch’io vita al mio progetto di social bookmarking: http://www.fortunabay.com
Mi piacerebbe sentire un vostro parere e per questo vi ho preparato lo screenshot tour :)
http://www.fortunabay.com/bookmarks/index.php?mode=preview
Grazie,
Max

Comment by Max — 24 November 2008 @ 09:02

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