15 December 2006
Coca Cola, una campagna marketing lunga 90 anni
Ci si spreme le meningi, si saltano i pasti, si leggono libri "motivanti", si frequentano persone "stimolanti", si fanno viaggi mistici; tutto per partorire un’idea. O meglio: l’idea. La botta di genio (ma il più delle volte, di cul*) che permetta di tirar fuori l’idea che possa permettere all’azienda di "svoltare". La fascinazione per la professione del marketer è proprio la possiilità di avere "voce in capitolo" sulle "politiche e linee guida aziendali" in tema ovviamente di strategia comunicativo/commerciali e tutti i possibili derivati.
Il bello (o il brutto) di tutto ciò è che ci sono fior fiore di scuole e centri studi che elargiscono didattica al fine di formare un "uomo" di marketing, ma quello che ovviamente si può imparare ad un corso è la parte operativa, perchè il "genio" o comunque il fiuto deve starci dalla nascita. E forse chi ha dato "l’ok" per il disegno della bottiglia della Coca Cola, che in questi giorni compie 90 anni, magari neanche sapeva cosa fosse "il marketing operativo", la loyalty o la brand awareness, però ha creato un mito.
Sono del parere che forse, senza quella bottiglia così particolare, che nello specifico si chiama Contour, la Coca Cola non avrebbe avuto lo stesso successo; ma questa è soltanto una mia umile congettura.
Questa mattina, ne parla anche Il Sole 24 Ore, con un articolo interessante e che "odora" di mito e fascinazione.
Unica.


























Tu dici “ma quello che ovviamente si può imparare ad un corso è la parte operativa”. Spesso neanche quella: ai corsi non ti insegnano come gestire la sabbia che si infila negli ingranaggi del proprio lavoro tutti i giorni. Quella, per nostra fortuna o sfortuna, è esperienza che si acquisisce sul campo.
Comment by Carlo Odello — 15 December 2006 @ 14:26