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12 December 2006

Per un barattolo di fichi

Al convegno Forum GT di Firenze ho vinto un barattolo di marmellata di fichi (molto buona!) per l’intervento più…  non ho capito bene ancora per cosa, ho solo detto: la colpa della poca stima verso i webmaster è del “cognato dell’amico di mia sorella” che fa siti Internet (e fa anche SEO).
Vorrei chiedere scusa per la mia leggerezza e vorrei brevemente commentare la mia battuta.

Questo personaggio è colui che ci fa ombra, quello che pensa di essere Webmaster perché è in grado di creare 4 pagine linkate in croce e chiamarle “sito Internet”, è quello che per disperazione fa spam per posizionare “quella cosa là” nei motori di ricerca e via dicendo.

E purtroppo è quello che una volta, all’inizio del boom Internet, chiedeva delle cifre assurde per fare un sito e un anno dopo 100 euro per fare lo stesso lavoro. Un avvocato o un elettricista non avrebbero mai fatto una cosa del genere per dignità e rispetto verso se stessi e la propria professione.

Allora la colpa si potrebbe trovare un po’ ovunque. Ad esempio, su tutti i giornali di informatica c’è un articolo oppure la recensione di un nuovo prodotto che parla di Web Design fai da te: "Finalmente non hai bisogno di conoscere HTML per fare un sito Internet!"… 3 giorni dopo arriva un’agenzia seria e fa un preventivo giusto per il lavoro e il titolare della azienda richiedente risponde: ma ho letto poco fa che si può fare gratis e senza conoscere niente di HTML e programmazione!!

Il paragone con gli avvocati non è semplice, spiego perché. Non esiste un esame per diventare webmaster. Nessun albo nè codice deontologico. Nessuna barriera all’entrata. Ecco perché il cognato dell’amico di mia sorella fa siti e non fa l’avvocato ;)

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Conosco bene questo problema. Sono un laureato in Informatica che dopo 5 anni di studi (un po’ di più a dire il vero) scopre che non esiste un albo di informatici e che l’albo al quale poter accedere (dopo pagamento di oltre 1000€ per convertire la vecchia laurea in nuova) è quello di ingegnere (?) elettronico (!?). Se avessi voluto essere "L’Ingegnere" mi sarei iscritto a Ingegneria, giusto? Devo dire che sono combattuto fra il mio orientamento anti-corporativista che vede negli albi professionali un retaggio tardo medievale e la seccatura di dovermi confrontare spesso con persone che con un po’ di copia&incolla svalutano anche il mio lavoro. Perchè pagare di più me che perdo il tempo a leggermi i documenti w3c, a cercare di dare un senso alla struttura di un progetto oltre al "ci sarà la home, i contatti e un po’ di ajax qua e là"… perchè pagare di più quando lo stesso apparente risultato lo ottengo nella metà del tempo?

Comment by Andrea Morandini — 12 December 2006 @ 12:18

[...] Metto sul piatto due interventi nati al Convegno GT che poi si sono riprodotti in blog e che toccano questo argomento: Per un barattolo di fichi Ridefinire il ruolo del seo La situazione in Italia cambier, non penso proprio che resteremo ancorati a questo sistema. L’argomento era stato introdotto da Nikita se non vado errato, nella sezione Botta e Risposta (abbiamo fatto un "Live Forum" ), dove parla di un consorsio che promuoveva la Birra (un cartello che ha avuto il compito di promuovere il consumo della Birra) Il nostro lavoro molte volte non viene percepito per quello che vale realmente Faccio un benvenuto nel Forum a masterx __________________ [18 Dicembre] "Strategie per far decollare un Forum" il nuovo Ebook di Giorgio Taverniti [...]

Pingback by |► Quotazioni e prezzi - Pagina 4 — 12 December 2006 @ 14:13

La blogosfera sul Convegno GT

Bene Ragazzi,

faccio un thread di raccolta dei Blog che parlano del dopo Convegno GT, per farvi sentire cosa dicono (segnalateli pure qui):

[B]Motoricerca.net: [/B] [URL=”http://www.motoricerca…

Trackback by Forum per Webmaster — 12 December 2006 @ 22:17

Ciao Johnnie,

ti lascio un saluto anche qui, prima di scrivere anche io un post su Marketing Routes :)

Non vedo l’ora di vedere il tuo progetto :)

Comment by Giorgio Taverniti — 12 December 2006 @ 23:03

[...] Quello descrittivo pre-convegno (scritto da Jacopo), la parte dedicata alla prima giornata ed alla seconda (scritte da Francesco) e poi il famoso post Per un barattolo di fichi (scritta da Johnnie). [...]

Pingback by Il Convegno GT? e io che ne so…. — 13 December 2006 @ 18:47

Caro Johnnie come ti dissi già a Firenze purtroppo hai tremendamente ragione, io periodicamente mi scontro con queste realtà: “il sito lo fa mio nipote che ha 15 anni e a scuola gli insegnano il computer…”, piuttosto che “io sono architetto, se voglio il sito me lo faccio da solo, daltronde che ci vuole… (e sorriso a sminuire l’attività)”.
Che dire diffondiamo cultura.
Ciao Johnnie.

Comment by F@bri — 13 December 2006 @ 22:24

@giorgio
anch’io sono ansioso di vederlo online, grazie

@f@bri
Grazie per aver commentato. Quella che ho raccontato è purtroppo una storia vera. Mia sorella da tanto tempo lavora con un’importante azienda italiana e questo è capitato all’interno. Il sito, fatto 4 anni fa, è ancora lo stesso ed è a cura di una persona dedicata che come ho detto ha un rapporto di parentela con i proprietari dell’azienda.
Per motivi ovvi non dico il nome della azienda, ma il settore non è internet, è nel campo metalmeccanico.

Comment by Johnnie Maneiro — 14 December 2006 @ 15:38

Ciao, Johnnie, io lavoro per un’azienda informatica che ha lo sviluppo di siti Internet come core business. Dato che sul mercato ci sto attivamente (sono un commerciale) condivido pienamente la tua opinione e sottolineo che, oltre alla cattiva reputazione generata, una concorrenza simile svilisce il mercato abbattendo i costi a scapito dei professionisti che lavorano sulla qualità.
Sorrido anche pensando che giusto stamane con un collega abbiamo tirato fuori un assioma: più è grande l’ignoranza informatica del cliente tanto maggiore è la concorrenza :-)
Ciao

Comment by swanbarese — 17 December 2006 @ 01:03

Non so voi io degli albi non ne posso più
faccio il ragioniere in una azienda multinazionale da 25 anni, ora se volessi fare la libera professione, dovrei innazitutto affrontare l’esame (che accidenti ho lavorato a fare per 25 anni la mia professionalità non conta niente) e iscrivermi all’albo….. ragionate sono il cognato dell’amico della sorella di … e faccio il ragioniere e a volte anche il webmaster senza fini di lucro per associazioni sportive e non.
Sono in concorrenza con VOI?

Comment by Mario — 19 December 2006 @ 10:56

Vedi Mario, secondo me ognuno deve avere il proprio ruolo nella società.
Se ti occupi della parte fiscale e sicuramente sei capace (dopo 25 anni) perché devi inquinare il nostro mercato?
Non lo dico in tono polemico che sia chiaro, sei uno dei pochi che lo dichiara pubblicamente e di questo ti rendo merito.
Se noi seri professionisti(webmaster, SEO, ecc…) studiamo e approfondiamo quotidianamente le ns. competenze siamo per forza di cose più adatti a svolgere il lavoro, no?
Se tu che sei ragioniere fai siti, una persona esterna cosa penserebbe di noi? “Se può farlo lui a tempo perso che fa il ragioniere tutti gli altri ci prendono in giro…”.
Grazie per la tua testimonianza, se ti piace fare siti lascia il tuo lavoro da ragioniere e mettiti a fare solo siti internet, noterai tu stesso quanto sia antipatico doversi confrontare giorno per giorno con figure esterne alla professione.

Se avessi uno studio tuo cosa penseresti della gente che si fa compilare la dichiarazione dei redditi dal vicino di casa?

Comment by F@bri — 19 December 2006 @ 11:55

per esperienza anche gli avvocati hanno gli stessi problemi ;-) non è certo di un albo, ma di concorrenza, trasparenza e cultura di mkt di cui c’è bisogno.

Comment by spiderpanoz — 17 January 2007 @ 18:56

[...] Ecco allora che anche in questo caso si intravede (spuntare dal sottobosco…) la presenza dello stesso cognato dell’amico di mia sorella, personaggio già citato più volte in precedenza….! Una presenza, la sua, che mi induce a pensare che il mondo web sia disseminato di individui che, pur non avendo approfondite competenze informatiche e l’adeguato bagaglio di conoscenze,  nutrono però delle ambizioni spettacolari…  Un mondo web, insomma, che può fungere da “refugium peccatorum”, un posto cioè dove, comunque, nel bene o nel male, chiunque può trovare un minimo di visibilità, quella visibilità che non ha nel mondo reale. [...]

Pingback by Motori di ricerca minori — 31 January 2007 @ 23:25

Mi affianco a Mario! Che male ci puo’ essere se realizzo un sito amatoriale avendone in cambio gratitudine e/o favori personali? Che tutto debba essere finalizzato solo e unicamente alla grana? Provate a pubblicare il costo orario della vostra prestazione e poi se ne riparla! E se devo indicare qualcosa di non immediato nella mia dichiarazione dei redditi, vado dal ragioniere che abita di fronte a me, certamente! Quando poi non ne posso fare a meno, mi rivolgo ad un “professionista” ed alla fine, per ottenere la ricevuta fiscale, sono grane!

Comment by Unoqualunque — 23 February 2007 @ 19:05

Si certo che lo puoi fare ma quali garanzie darai a questa persona?
Gli dirai che lo chiameranno anche dagli Emirati Arabi per acquistare i suoi prodotti o servizi?
O gli dirai che sarà sicuramente primo su Google e che tutti troveranno il suo sito.
Perché quando fai un sito tu pensi a tutto questo vero?
Analizzi le chiavi? Controlli i concorrenti? Be immagino di sì data la tua convinzione che il tuo lavoro è pari al nostro.
Un sito non è solo quello che vedi, è soprattutto quello che non vedi, sicuramente sai a cosa mi riferisco.
Ad ogni modo perché non chiedi anche all’idraulico la sua tariffa oraria, lo stesso per un elettricista e che dire del meccanico o dell’elettrauto eppure loro non ti fanno guadagnare soldi anzi… Ma dare 50 euro a loro per farsi mettere una presa in casa va bene, spendere soldi in un sito che se fatto bene ti ritornano sicuramente no.
Scusa ma se “noi” investiamo in formazione, leggiamo valanghe di blog, cerchiamo di migliorarci giorno dopo giorno e realizziamo siti per professione tutti i giorni daremo un prodotto/servizio migliore del tuo o no?
Poi se fai il sito del tuo amico pescatore nessuno ti dice nulla, io francamente non lo farei nemmeno un “sito amatoriale”, non lavoro a progetti che non siano business oriented.
Oggi un’azienda deve capire che un sito è un potente mezzo commerciale e non una “cosa” che hanno tutti e deve avere anche lei.
Ci sono aziende che sono cresciute esponenzialmente, e non sono solo parole ma fatti, grazie ad un sito internet anzi grazie ai professionisti che gli hanno realizzato il sito.
Ognuno stia al proprio posto e il meccanismo funziona, quando si cominciano ad invadere competenze e settori professionali altrui cominciano i guai e la dimostrazione è sempre sotto gli occhi di tutti coloro che per un lavoro non si affidano ai seri professionisti, in ogni settore.
Sarò banale ma a me piace sempre citare una frase: chi spende poco spende due volte.
Non mischiare le carte: un conto è un professionista che non ti vuole fare fattura o altro, un conto è dire che il professionista è un ladro e che quindi ti ruba solo i soldi.
Infine, se ti senti così onesto mettiti in proprio, realizza siti di qualità e fatteli pagare quanto vuoi tu, in questo mercato non ci sono barriere al’ingresso quindi entra nel “club”, ti aspettiamo. :-)

Comment by F@bri — 23 February 2007 @ 19:54

Grazie x la lunga e articolata risposta al mio post, che altro non voleva essere che l’ espressione di solidarieta’ nei confronti di chi si lamenta di uno (stra)potere delle corporazioni, qualunque esse siano.
Concordo praticamente su tutti gli aspetti sollevati, ma sottolineo con forza che sono troppo frequenti i tentativi legislativi di obbligare per ogni cosa al ricorso dei “professionisti”. Se ho la fortuna di avere competenze e capacita’ per il lavoro che svolgo, posso sicuramente realizzare opere con risultati positivi; purtroppo ci si trova di fronte al fatto che la classica presa 220V aggiunta a casa della zia costituisca di per se’ una violazione alle regolamentazioni impiantistiche, visto che come privato cittadino non posso rilasciare alcun certificato di conformita’…ed il paragone in campo elettrico si puo’ estendere facilmente ad altro.
Troppo spesso mi ritrovo a valutare il lavoro di chi “professionalmente” con un uso intenso di search&replace sostiene di aver realizzato applicazioni “custom” e quindi, di aver lavorato x ore…Meccanici, elettrauto, carrozzieri ecc…sono almeno tenuti ad adottare per i preventivi i tempi delle tabelle di categoria (che non li penalizzano di sicuro).
Spero che, nella giungla attuale, si arrivi ad affermare un comportamento “etico”…non se ne puo’ + di sentire le lamentele di chi ha speso malamente un sacco di soldi affidandosi allo studio X,Y,Z e non spendera’ due volte (come dici tu) solo per il fatto che NON si fara’ fregare ulteriormente. Bastano poche mele avariate per rovinare il contenuto del cestino…ciao

Comment by Unoqualunque — 7 March 2007 @ 15:33

è solo un problema di maturità del mercato…
tra un paio di anni tutto questo srà superato.

ci saranno consulenti con solide basi di economia aziendale e una forte preparazione informatica.

oggi è ancora tutto troppo nelle mani di improvvisati.

il problema per chi lavora nel settore sarà riuscire a garantire la qualità!

Comment by dottorecommercialista.eu — 7 March 2007 @ 16:10

[...] di affidarvi a Hillman Curtis preparatevi per la fattura, se invece affidate l’incarico al cognato dell’amico di mia sorella potrebbe costare 100/150 massimo (mi raccomando non di più!). Una tariffa oraria tipo potrebbe [...]

Pingback by Come creare un Blog! Quanto costa fare un blog? /6 — 17 July 2007 @ 13:02

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