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Acquisti online: in arrivo il Natale »

8 December 2006

La comunicazione aziendale a Natale

Erano gli ultimi giorni di Ottobre quando iniziarono ad arrivarmi le prime telefonate di gentilissime ed amorevoli operatrici che chidevano l’indirizzo a cui inviare il catalogo della loro azienda e/o agenzia specializzata in merchandising. Ero in pieno periodo "preparazione IAB Forum" quindi rimandavo continuamente gli appuntamenti ai primi giorni di Novembre o li declinavo direttamente.

Ho una mia opinione dei gadget o del merchandising in occasione delle festività "di Stato". Premetto che adoro i gadget distribuiti durante gli eventi; i miei "colleghi" possono testimoniare che ogni volta che torno da qualche appuntamento aziendale ho sempre la "strenna" per tutti, e sono io il primo a girare per stand cercando qualche idea interessante da "riadattare". Non ho invece simpatia per quelli che vengono "obbligatoriamente" distribuiti durante le feste come Natale o Pasqua.

Non ne ho simpatia, proprio perchè sono "obbligatori"; è uso farli e quindi vanno fatti. Non c’è quindi "studio progettuale", trasporto ed empatia e siccome le emozioni si trasmettono insieme all’oggetto, un gadget dato in modo freddo e meccanico porta indubbiamente con sè sentimenti superficiali. Si vedono (e si ricevono) sempre le stesse cose. Ogni anno ci si lamenta della scarsa fantasia e che "si migliorerà" il prossimo anno, ma poi l’anno dopo i tempi saranno stretti, ci saranno altre 2000 cose più importanti da fare (business first) e quindi il gadget sarà quello "più economico e scelto velocemente".

Siccome diciamo, noi tutti, che "siamo in una nuova era comunicativa, che l’utente è divenuto parte attiva del processo comunicativo, che si fanno strada i bisogni di ogni singolo interlocutore rispetto a quelli generici, che la comunicazione non è più broadband ma ipodermica", perchè continuiamo a fare gadget univochi, uguali a tutti e per tutti? Certo non sto certo dicendo che se un’azienda ha 500 clienti deve fare 500 gadget diversi in base all’azienda; servirebbe un ufficio di almeno tre persone che per tutto l’anno dovrebbe lavorare sulla scelta e creatività del gadget. ;) Qualche soluzione si potrebbe trovare, ma come direbbe il buon Riva, "se la vuoi, pagame" :D 

In ogni modo anche per i gadget ai dipendenti si può trovare una soluzione più…2.0 (anche se non amo molto il termine). Un’azienda, piccola, media o grande che sia conosce, bene o male, i propri dipendenti. Grazie ai blog che qualche dipendente ha si può anche sapere qualche informazione in più. In ogni modo ho una mia proposta che proporrò alla "mia" azienda per le prossime occasioni festive: regalare qualcosa inerente un hobby o un interessente specifico del singolo dipendente. In questo caso l’azienda si dimostra, secondo me, più attenta e vicina al dipendente che dal canto suo "sente", di riflesso, un maggior interesse dell’azienda.

Esempi: se un dipendente ha l’interesse per gli acquari (ed io uno lo conoscerei pure ;) ) gli si può regalare un libro o un gadget specifico in tema, magari anche ironico, stesso discorso per dipendententi con interessi ad esempio per la tecnologia o, non so, l’ornitologia. E’ una proposta che farò e se verrà accettata la proverò e ne scriverò degli effetti (positivi o negativi che siano); non dovesse andar bene, si fa sempre in tempo a tornare indietro, ma almeno potrò dire che abbiamo provato a fare qualcosa di nuovo!

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di solito dico: quanto vuoi e non se la vuoi. ma capisco che puoi essere confuso sulla cosa :)

Comment by guiguox — 8 December 2006 @ 22:32

Più che confuso direi annebbiato. L’ultima immagine semi lucida che ho di te è in penombra, in stile “Colonnello Kurtz” in una stanza umida a due passi dal Mekong.
Era nebbia, te l’ho detto.

Comment by Andrea Signori — 9 December 2006 @ 10:42

L’unico Mekong che abbia mai visto e’ un distillato quasi imbevbile che gira a 1 euro nei migliori negozi :) in effeti quello annebbia parecchio, ma non pensavo ne facessi uso, perche’ fa ingrassare molto.

Comment by federico — 9 December 2006 @ 12:54

Ed infatti l’ho usato… ;)

Comment by Andrea Signori — 9 December 2006 @ 13:36

L’idea è molto interessante, ma per farlo bisogna che l’azienda abbia una banca dati di dipendenti e clienti fornita di molti particolari e di dati relativi alla sfera privata. Non so in quanti siano d’accordo a svelare queste informazioni alla propria azienda.

Comment by balla — 9 January 2007 @ 15:37

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