3 December 2006
Youtube: You lost
Seguo Youtube sin dai primi mesi di pubblicazione e ho sempre stimato che fosse uno dei siti più belli recentemente creati (al netto delle polemiche idiote relative a qualche studente brufoloso che
sfonda a testate l’armadietto di ordinanza). Voglio anche far notare a chi ci legge (ma soprattutto a chi probabilmente non ci legge…) che YouTube ha avuto molto più successo relativamente a Google Video per un motivo molto semplice: YouTube è stato vissuto – sin dall’inizio – come una vera e propria community di appassionati (o distratti) “video reporter”, normalmente di se stessi e dei propri amici, senza particolari caratteristiche di qualità o talenti, ma molto più attrenti dell’ennesima “costola” di MountainArea.
YouTube, partendo da zero, ha presto distanziato enormemente Google Video, incapace di mostrarsi ai propri utenti come un luogo “ad hoc” dove caricare e scaricare video (un’idea troppo banale per i BrinBrothers). Col passar del tempo (e il crescere del successo di YouTube) ho sempre trovato più singolare il fatto che i due ragazzi Ringo non avessero niente di meglio da fare (per guadagnare con gli spazi pubblicitari) che inserire degli Adsense per i contenuti, un’operazione sicuramente poco originale e poco redditizia (relativamente al traffico sviluppato), e pensiamo che la semanticità degli Adsense su YouTube può essere considerata a buon diritto la cartina di tornasole di come non ci sia nulla di semantico nel più potente sistema di contextual adv del web mondiale.
Già tempo fa avevo proposto [come (marketing)Vox clamantis in deserto] l’inserimento di prevideo da 5 secondi segmentabili in categorie (quelle di youtube per esempio?), ma niente, dai garage della west coast non mi hanno ascoltato. Ok niente di male. Ora YouTube fa parte del DelaPlex e quindi sarà sicuramente pronto a migliorare, definitivamente e fortemente, lo sfruttamento pubblicitario dei suoi milioni di unique users quotidiani. Davvero? No, per scherzo, dato che non solo gli adsense di YouTube non sono affatto migliorati e hanno quasi sempre a che fare più con la semanticità dei dollari che pagano inserzionisti distratti, piuttosto che con il significato delle pagine (anche se ci sono delle comodissime tag che ogni subscriber deve inserire quando carica un video…).
Ormai è più di una settimana che sono lampeggiato da un banner modello Windows Error (ah , che nostalgia) che però non mi dice ingannevolmente che ho un problema al Bios del mio pc o altro, ma solo che sono il visitatore numero 999.999 o qualcosa del genere (ho perso il numero dei 9 ma si trova nella gif di “accompagnamento" del post :)). Oltre al fatto che si deve essere incastrato il counter dei visitatori (sono il 999.999th visitor da ormai una settimana e lo sono anche molti miei net friends) , questo banner porta a un ottimo sito che mi comunica di avere vinto non so quanto a una lotteria online. Ho salde certezze che il banner counter di YouTube non funzioni e anche che a quella lotteria non sarà così facile vincere qualcosa senza pagare qualcosina. Anzi: sarà facile non vincere nulla pur avendo pagato.
Secondo le legge italiana, questa è: pubblicità ingannevole. Ma, come si sa, il Web è tutto il mondo….perchè evitare che qualcuno delle Cayman vinca gratis alla lotteria, anche se qualche decina di migliaia di italiani (i più inesperti ritengo) sono finiti nelle grinfie del solito pietoso e wannamarchiano: You won! You won! You won!
You Won, but Google lost one more chance.


























errata : vox clamantis( gentivo ) in deserto. corrige : vox clamans ( nominativo ) in deserto.
Comment by zanin giovanni — 6 December 2006 @ 15:53