2 December 2006
Codice di condotta per blogger
Sulla BBC si parla di codici di condotta da applicare ai blogger. Della serie: hey, esistono per i giornalisti, perché non dovrebbero esserci anche per chi ha un blog? Risposta: perchè non ha alcun senso che ciò accada.
Della contrapposizione blogger-giornalisti si è già tanto, forse anche troppo, parlato sulla rete, ma viva la libertà del pensiero.
I giornalisti sono tenuti a certi comportamenti. I blogger no (tranne l’ovvio rispetto della legge). I blogger forse rappresentano il ‘vero’ flusso libero dei contenuti online (e non necessariamente la verità degli stessi), che certo non cominciano o finiscono con questi. Non sono peraltro a favore di contrapposizioni tra l’una e l’altra categoria perchè sono ideologicamente contro il concetto di casta: siano questi notai, medici, o ancora, per venire al caso in questione, giornalisti.
La presenza di caste, con tutti i retaggi che queste si portano dietro nella memoria storica del nostro paese, raramente ha determinato effetti positivi. Alzi la mano chi è contento della qualità del giornalismo italiano. Peraltro sono spesso legate a situazioni di privilegio immeritato, a interessi oscuri, a favoritismi etc… A questo aggiungiamo che ha davvero poco senso opporre blogger a giornalisti perchè non c’è scontro alcuno. Sono dimensioni che viaggiano parallele, e che possono benissimo coesistere.
Spesso e volentieri si è tentato di etichettare il blogger come soggetto poco credibile. Ma il discorso parte da presupposti totalmente errati. In primis perchè ci sono moltissimi casi in cui la mission del blogger non è necessariamente informativa. In secundis, il blogger non viene remunerato per la propria attività (tranne rari casi, sponsorizzati). La realtà dei fatti è che ci sono blogger bravi e credibili e altrettanto dicasi per alcuni giornalisti. Ci sono blogger che citano le fonti, mentre ciò dalle nostre parti non accade nel giornalismo. Se avete memoria di un articolo di un giornale italiano (online o cartaceo non fa differenza), in cui in calce è citata la fonte, alzate la mano. A me vengono in mente le continue sollecitazioni di Luca Conti a Repubblica.it proprio in merito al fatto che non linkano. Mai.
Ora sposterei l’ago della bilancia sul fatto che la mission del giornalista è fornire una notizia, credibile e non montata, utile al lettore (non come un paio di giorni fa, quando ho letto su un quotidiano che Berlusconi, uscito dall’ospedale, è andato a trovare la mamma, di cui non frega un beneamato c*zzo nemmeno all’ultimo dei minus habens, o come qualche anno fa, in cui un TG di una nota rete privata, disse che il papa aveva l’Aids, ma per favore). Al limite davvero interroghiamoci sulla qualità del giornalismo nostrano, che è piegata a interessi tutt’altro che informativi, anche perchè casta, e quindi controllata in modo interessato. E auguriamoci che lo stesso non accada per i blogger o per tutto ciò che è passabile, per estensione, sotto l’etichetta di user generated content. Mai. Tanto sia nel caso di un blog, quanto in quello di un giornale, il lettore si farà sempre un’idea. E sarà quella a essere davvero determinante.


























per me è inutile, per sua definizione il web si autoregola alla fine…
Comment by Loska — 2 December 2006 @ 12:31