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25 November 2006

Il Web è sempre più blu

Il Web è sempre più bluMolti sanno che non ho mai risparmiato la mia intelligenza, sagacia e cultura per attaccare lealmente Google, in tutte le sue inadempienze, mancanze, e broken dreams. Ieri notte però – in un fase di dormiveglia, mentre scanalavo la televisione terrena (se non terrestre) del duopolio “naturale” Rai -Mediaset, mi sono imbattuto in un servizio (del TG5) che rivelava:

1) l’iscrizione nel registro degli indagati di due “legali rappresentanti” di Google Italia (due in quanto sovrappostisi durante il periodo “incriminabile” dalla magistratura.
      
2) l’equiparazione di un sito (nello specifico) di un motore di ricerca, a una testata giornalistica, con annesse le responsabilita’ che qui possono essere individuate. Invece di citare (vado a memoria) un comma dell’articolo 40 del codice penale, che è decisamente condivisibile, ma molto vago (se impedisci che venga commesso un reato è come se lo commettessi tu stesso), sarebbe stato sufficiente citare il reato di omissione di controllo, che riguarda appunto le testate giornalistiche, online e offline.

A parte il fatto che non capisco che cosa abbia a che fare la finanza con un reato del genere (il caso sarebbe stato infatti di competenza della Polizia Postale al limite e non certo della G.d.f.), mi chiedo perche’ “tanto rumore per nulla”.

Da quel che ho capito, la difesa dei legali rappresentanti di Google (e qui mi fanno un po’ pena) ha accampato il fatto che le immagini sono ospitate su server non ‘located’ in Italia. Dico che mi fa pena perchè è ovvio che una ‘scappatoia’ di questo tipo lascia il tempo che trova, quando un video (o comunque un documento che possa essere considerato indizio di reato o prova di reato) è non solo visualizzabile sul territorio italiano, ma è anche “embedded” nella versione italiana di un motore di ricerca che ha estensione .it e che quindi può essere di proprietà solo di una società o di un cittadino italiano, oltre al fatto che l’editing del video stesso (nella podestà esclusiva di chi uppa il file, ovverosia di chi – con una funzione di “pubblicista non iscritto all’albo” – carica il documento video su server che sono raggiungibii non solo dall’Italia, ma dal mondo intero).

Google purtroppo perisce (o semplicement si graffia) della spada con cui ha sempre ferito tanti webmaster, clienti e utenti, ovverosia:

  1. noi siamo U.s.a. e abbiamo la sede sociale nel Delaware e quindi dobbiamo rispettare le leggi (anche fiscali) d quello stato.
  2. Noi siamo i migliori e non dobbiamo rendere conto a nessuno dei clicks fraudolenti (per chi fa pubblicita’), dei clicks non conteggiati (per chi fa il publisher, ovverosia ha un sito su cui inserisce i famosi AdSense).
  3. Noi applichiamo la censura solo negli stati che ce la chiedono insistentemente (la Cina è vicina…).
  4. Noi non paghiamo con IVA.
  5. Noi non dobbiamo rendere conto (pur trattandosi di un meccanismo ad asta) di quanto paghi l’inserzionista che sta sopra di noi e di quanto paghi quello che sta sotto di noi.
  6. Noi non dobbiamo fornire ai servizi segreti o di sicurezza nazionale U.s.a. (o di altri stati) informazioni sensibili (o anche insensibili) relative ai nostri utenti e clienti.

Ora, la magistratura italiana ha deciso di procedere con un’indagine (corredata di capi di imputazione di reati penalmente perseguibili senza querela) nella sede di Google Italia, senza sapere in effetti che questa sede poco ha a che fare con il vero businees (non solo tecnico ma anche commerciale) di DelaView, che è a dir poco U.s.a.-oriented/administrated.

Ora, a me non interessa qui l’annoso problema del fatto che un reato compiuto in uno stato, propagato attraverso il server di un altro stato e poi ridiffuso sullo stato dove il reato è stato compiuto (parlo qui della scuola torinese dove è stato picchiato e dileggiato un ragazzino con problemi psichici) , quanto piuttosto l’equiparazione di un motore di ricerca a una testata giornalistica.

La mia teoria è questa: posto che condivido l’idea per cui un direttore responsabile di un quotidiano debba rispondere del reato di omissione di controllo, nel caso in cui anche l’ultimo dei suoi stagisti pubblichi un articolo passibile, non vedo che cosa questo abbia a che fare con un motore di ricerca o un sito in cui (IN PERFETTA FILOSOFIA 2.0) non solo i testi crawlati, ma anche le immagini o i video (qui poco importa se c’e’ stato un uppaggio “dal basso” piuttosto che uno spidering “dall’alto”) sono “non collegati al sito che li recensisce” e dico anche questo perchè tempo fa, ebbi modo di parlare con una persona addentro alle tematiche del controllo telematico delle attività di prevenzione e lotta alla diffusione di materiale pedopornografico ed ebbi modo di capire che solo immagini e non testi (e soprattutto non ricerche via motore di ricerca) avrebbero potuto costituire un reato.

Io, con l’immodestia di Tim Lee, sono dell’idea che il web 2.0 sia un’idea fittizia come quella della Seconda Repubblica (un modo per dividere due ere che di fatto divise non sono) e che la forza del web sia proprio quella di permettere a milioni di persone di caricare i propri video su un sito qualsiasi, che sia Google Video o Youtube (ora in capo sempre a DelaMountain) e quindi non ha nessun senso indagare per reati “impliciti” un motore di ricerca che “esplicitamente” dichiara (nel bene o nel male, ma alternative in questo caso non ce ne sono, anche se io sono un ferreo sostenitore del controllo su adwords e adsense) di non svolgere nessuna forma di controllo per tutto il materiale che viene “caricato” come contenuto fondamentale del proprio successo, sui propri server, sia che essi siano ospitati in Kalifornia, nel Delaware, al Quadraro o a Settimo milanese.

Il web 2.0 è così. Non solo, anche il Web 1.0 e quello 0.0 erano così, un mondo dove tutti possono diventare potenti e influenti blogger (meno potenti e influenti del previsto) e dove qualche mentecatto può caricare i video in cui va fiero (secondo la logica nazista di veri untermenschen) di dileggiare una persona sola e in difficoltà. Adesso pare anche che la polizia stradale si stia occupando di riintracciare pregresse infrazioni alle norme della strada, visionando i video di Youtube, Google e compagnia bella. Sicuramente azioni da svolgere a seguito di segnalazione, ma sicuramente anche azioni che nulla hanno a che vedere con la vera natura del web, dove “tutto è possibile”, ma dove purtroppo fanno cronaca solo video di poveri imbecilli e non di chi, veramente “reietto” può trovare nel world wide web la possibilità’ di far vedere le proprie qualità prima che qualche direttore responsabile le abbia definitivamente conculcate e assopite.

Per chi non avesse capito come la penso: il web può fare tutto. La magistratura deve fare di tutto. Basta che l’incontro fra il web e la comunicazione non avvenga solo quando Youtube viene venduta per “un mucchio di soldi” o quando la magistratura scopre che il web non funziona com una bisca clandestina o una testata giornalistica nazionale.

P.S.: BTW, nel servizio del TG5 notturno, le immagini di violenza erano continuamente riproposte, con tanto di saluto romano, calci al bambino indifeso e Shutz Staffeln sulla lavagna della prof. Se una ragazzina uppa le immagini di quattro sottosviluppati va nel registro degli indagati per concorso di reato, ma se il TG5 ripropone le stesse immagini in visione nazionale questo non è meno grave?

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[...] Video Choc: indagati due responsabili di Google "Gi le mani dal Web" Incredibile atto della vicenda del video del disabile picchiato. Non si tratta ora di Google, ma qui vogliono mettere le mani dove non gli compete. Non solo, i media tradizionali sembra quasi che vogliano dare un’immagine del web scura e sporca. Dovrebbero oramai esserci delle istituzioni atte a lavorare sul web, con una mentalit web, che poi facciano leggi per il web. Invece qui non siamo messi mica bene… Vi segnalo alcuni articoli presenti nella rete su questo argomento: http://www.marketingroutes.com/2006/…empre-piu-blu/ http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=61312 http://www.lastampa.it/redazione/cms…4651girata.asp http://ilrestodelcarlino.quotidiano…./11/25/5448194 http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=136315 http://www.cottonbit.it/news.php?&lang=it&id_news=128 http://today.reuters.it/news/newsArt…archived=False http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca…lo337525.shtml http://www.corriere.it/ultima_ora/ag…E38D311C2CD%7D http://www.rainews24.it/Notizia.asp?NewsID=65574 http://www.repubblica.it/news/ired/u…ml?ref=hpsbdx1 http://www.infocity.go.it/vedi_articolo.php?id=7168 E poi tanti altri e tante telivisioni, dal TG5 a SkyTg24… Vogliamo il Ministro di Internet __________________ Ciao, Giorgio P.S. controlla se ti pu interessare il Il Convegno GT per SEO e SEM [...]

Pingback by |► Video Choc: indagati due responsabili di Google — 25 November 2006 @ 19:35

Caro Federico, gran bel post. Complimenti.
Sono convinto, comunque, che nulla potrà qualsiasi tentativo volto a screditare il web. Il lungo processo di inglobazione di tutti i media in questo mezzo è iniziato tempo fa e si sta – neppure troppo lentamente – compiendo, giorno dopo giorno.

Comment by Filippo Ronco — 26 November 2006 @ 13:20

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