15 November 2006
Apertura e gestione di un blog: la nostra esperienza
Visto che su Marketing Routes sta nascendo un confronto interessante sui link, ed in particolare sulla richiesta di scambio link e sul blogroll come indicazione di risorse pensate per il navigatore, aggiungo un piccolo carico personale alla vicenda, cogliendo l’occasione per riportarvi la nostra esperienza di blogger, concentrando l’attenzione su come aprire e gestire un blog.
Come tanti, frequento la rete da diversi anni, e vedo che certi atteggiamenti, da parte di molti webmaster (buona parte di questi ora blogger), tendono a non mutare. Non mutano nella forma, ancor meno nella sostanza.
Tra le nostre pagine abbiamo ampiamente parlato di scambio link, inbound links, del peso di un link etc… offrendo il nostro punto di vista a quanti volessero o vogliano approfondire il tema. Tranne alcuni casi, in cui lo scambio link può caratterizzarsi come utile scelta strategica, vi dirò come mi muoverei io per ottenerlo, sensatamente, e senza indisporre il webmaster/blogger. Ma soprattutto cercherò di collocare una certa metodica di interlinking all’interno di un quadro più generale, che parte dall’apertura di un blog fino ad arrivare alla gestione quotidiana di questa nostra nicchia online. Il post sarà purtroppo piuttosto lungo, ma non credo come altri, che sia utile spezzare i post in più parti, tranne alcune eccezioni (poi vi spiego anche il perchè).
Cominciamo da un dato della blogosfera: secondo i dati rilasciati da David Sifry alcuni giorni fa, i blog nel mondo sono oltre 57 milioni (quanto meno quelli tracciati da Technorati). Personalmente spaccherei drasticamente in due questo dato, collocando da una parte coloro che hanno una visione strategica, ampia ed ‘interessata’ del web, dei suoi meccanismi, strumenti, dell’utenza variegata che lo compone, di concetti come ‘traffico’ o flussi, di come gestire e monitorare una conversazione online, di come attirare il navigatore, di come interagire (almeno potenzialmente) con la comunità tutta di webmaster e blogger etc.., mentre dall’altra la massa (tra cui gli splogs che qui non rilevano direttamente) delle voci not so popular che rappresentano la maggior parte di questi blog e che non ha la più pallida idea di come vivere ‘da protagonista’ delimitando i propri spazi online (tutti lo vogliono, ma pochi ci riescono).
Per dirla in altri termini, la minoranza ha già una certa esperienza di internet (e sa come sfruttarlo a proprio vantaggio), mentre la maggioranza no; al limite utilizza quotidianamente questo o quel servizio, questo o quello strumento, ma ignora l’enorme potenziale che internet mette nelle mani di ciascuno di noi. Senza voler divagare eccessivamente su cosa rappresenti il successo per un blog o come vada misurato (ognuno di noi ha la sua idea), alcuni parametri, a mio avviso, hanno necessità di essere stabiliti. A breve vi segnalo la mia idea in proposito.
Tornando all’apertura di un blog, questa è stata la mia esperienza diretta: inizialmente tutto è ricaduto sulla scelta del nome a dominio. Era ovviamente questo il primo passo da fare. Le ragioni che hanno spinto alla scelta di "Marketing Routes" sono state diverse: in primis, a seguito di intensa sessione di brainstorming con Andrea (forse l’unico caso in cui la parola sushi non ha attraversato le nostre menti), abbiamo pensato a un nome facile da ricordare, di uso comune, non eccessivamente lungo, che contenesse il termine marketing per dare già un idea all’utente del content che vi avrebbe potuto trovare. Perchè Routes? Il motivo (non ci tirate i pomodori) è stato che da una parte dato che marketing è un termine mutuato dall’inglese, uno italiano accanto avrebbe probabilmente stonato. Al contempo, Routes (volutamente plurale) trasmette un’idea di pluralità di rotte, estensivamente quindi, di visioni diverse, che a volte si incrociano, in alcuni casi viaggiano parallele, altre volte si intersecano.
Una volta scelto il dominio, abbiamo pensato alla piattaforma. Quale scegliere? Avevamo già una discreta conoscenza di Blogger (che ha i suoi limiti oggettivi) e Movable Type. E poi c’era Wordpress, che vanta una community vastissima, nemmeno lontanamente paragonabile a Movable Type. E’ molto semplice da utilizzare. Permette la gestione di diversi autori. Si installa in pochissimi minuti. I bug vengono continuamente corretti. Per i vari plugin avete solo l’imbarazzo della scelta. Infine è gratuita. Ecco quindi che la scelta è ricaduta su WP. Veniamo alla creazione delle categorie. Ovviamente per riflettere una reale pluralità di vedute, era necessario che attraverso le categorie del blog trasmettessimo quelli che sono gli argomenti che ci interessano maggiormente, che ci appassionano o incuriosiscono, ma soprattutto, ciascuno nel suo campo, che fossero un po’ lo specchio delle nostre competenze ed esperienze dirette. Ma non solo.
Abbiamo anche scelto alcune categorie che fossero ricercate all’interno di T’rati, per ricevere un po’ di traffico anche da lì (quando effettuate un ping dal vostro blog infatti T’rati interpreta le categorie di Wordpress come tag). Infine, il ragionamento dietro le 43 categorie nella sidebar è stato: quante persone sono interessate in modo diretto al marketing? Abbiamo ipotizzato un certo valore. Da questo abbiamo sottratto quanti per ragioni di tempo, interesse etc.. vedono ancora il web con distacco, abbiamo sottratto ancora coloro che non hanno una particolare propensione all’approfondimento. Abbiamo anche pensato che per poter garantire un certo pluralismo di contenuti, in modo da non annoiare il lettore solo sul marketing, avrebbe potuto essere interessante parlare anche di hot topic tutto sommato contigui, come l’advertising, la comunicazione, i blog, e tutte le altre a seguire.
La diversificazione delle varie categorie, ci ha consentito anche di conoscere e relazionarci direttamente ad un gran numero di blogger di tutto il mondo, che condividono con noi interessi comuni o anche diversi. Ma non importa. L’interazione è fondamentale, specie poi per un blog che vive di dinamismo.
Il blogroll di Marketing Routes poi è un mix di quelli che erano siti già segnalati sugli altri nostri blog, che curavamo prima di ritrovarci qui. Ci piacevano, le trovavamo risorse interessanti in primis per noi, abbiamo perciò ritenuto che ad alcuni di voi, anche solo nella contingenza di un momento, potessero tornare utili. Qualche risorsa segnalata (forse un paio), è invece solo frutto di uno scambio link.
I contenuti: ci ‘sforziamo’ quotidianamente nella nostra mission, di condividere, toccando qua e là , argomenti variegati. Con ironia, a volte ‘criticando’ (come si dice a Roma, quando ce vole ce vole), altre approfondendo o proponendo più modestamente i nostri punti di vista, senza prenderci mai troppo sul serio (basta che vi facciate un giro nella pagina Autori per capire che intendo). Comunque anche dietro i contenuti c’è una buona dose di analisi della ‘concorrenza’. Alcune delle domande che mi sono posto sono state del tipo: quanto frequentemente postano gli altri blogger? Quelli di successo quanto spesso? Quali sono le notizie maggiormente trattate? E via discorrendo…
Mi preme precisare che volutamente non siamo un luogo di news nel senso più stretto del termine. La notizia sterile data solo perchè la danno in mille altri, per noi non ha senso o utilità . Ci piace essere diversi dalla massa di blog anche in questo. Poi se ogni tanto si vuole rendere più leggero il tono della conversazione, prendiamo in considerazione anche quell’eventualità , ma in linea di massima, ve ne sarete accorti, non siamo un sito di news. E’ importante diversificarsi anche e soprattutto nel content offerto a chi ci legge.
In definitiva, qualità dei contenuti e frequenza dei post giocano un ruolo chiave, per potersi elevare rispetto a quella massa di 50 e oltre milioni di blog. Ma non basta. Della serie prendiamoci tutti i vantaggi possibili, anche una mano al codice di wordpress (ma non solo a quello; essere un Seo aiuta moltissimo), per renderlo più gradito ai motori di ricerca era necessario. Anche questo è un aspetto rilevante per agevolare la visibilità di un blog.
Lunghezza dei post: in generale è vero che un post di media lunghezza invoglia e facilita la lettura, ma talvolta non abbiate timore di approfondire dilungandovi. Per quanto riguarda lo spezzare un post in più parti, non sono daccordo, perchè rischiate di far perdere il filo ai vostri lettori su quanto è stato detto precedentemente.
La grafica: anche su quella abbiamo ragionato. A qualcuno ad esempio il colore non piace. Ma non fa nulla. Non è piacere a tutti il nostro scopo. Sta di fatto che ho optato per un template che fosse facilmente distinguibile dai classici di Wordpress, quasi tutti uguali tra di loro e che rendono più difficile al navigatore distinguere e ricordare quale ha visitato, quale no, quale lo ha colpito etc…
Diversi feedback via email, poi ci hanno confermato tale dato.
Perchè un blog multi-autore: perchè facilita la produzione e la frequenza di contenuti pubblicati online. Se gestite un blog multiautore avete anche il vantaggio di poter essere fonte delle Google News, il che porta altro traffico al vostro blog. Qualora gestiate un blog con diversi autori, è consigliabile una pagina dove inserire i profili di quanti contribuiscono attivamente.
Non copiate: self explanatory.
Dal nostro punto di vista siamo soddisfatti degli obiettivi raggiunti. Abbiamo superato ormai la soglia dei 4.000 visitatori giornalieri. Riceviamo continuamente link spontanei ai nostri post. E anche l’interazione con voi lettori ci ripaga di tanto impegno speso a cercare di far bene. Chiaramente poi siamo i primi a essere perfettibili.
Consigli finali ai blogger o aspiranti tali: studiate la vostra nicchia, molto approfonditamente. Puntate sul linguaggio e sui contenuti. Linkate con criterio senza pensare al PageRank. Evitate nel tempo di uscire dai binari della vostra mission, ma piutosto perseguitela con determinazione. Seguite ove possibile un filo conduttore, che leghi i vari post tra di loro. Ne beneficerà un sano linking interno. Se scrivete cose interessanti e stimolate (partecipando) la conversazione e l’interazione con chi vi legge, i link arriveranno. Infine ascoltate con attenzione i suggerimenti che vi vengono dati dai vostri lettori, e prendetevi tutti i vantaggi possibili, qualora possiate.
Avrei un milione di altre cose da riportare sulla nostra case history, ma il post è già fin troppo lungo.
Attendo le vostre considerazioni, sperando che qualcosa di quanto scritto, sulla nostra diretta esperienza, possa essere di stimolo.


























Consigli interessanti e vincenti, che personalmente ho sempre adottato “naturalmente” dalla nascita dei miei weblog.
Ritengo che il successo di un blog dipenda molto dalla frequenza con il quale si pubblicano contenuti, così come da quanto si riesca a fidelizzare i propri lettori (e lo si fa anche, appunto, con articoli frequenti e variegati).
Purtroppo un blog privato con singolo autore non é in grado di pubblicare quantitativamente quanto voi e, conseguentemente, non può raggiungere la stessa popolarità in così poco tempo, a meno che non diventi un impiego a tempo pieno.
Un target tecnologico, poi, aiuta molto, poichè i lettori utilizzeranno tutti gli strumenti necessari per non perdere nemmeno una riga di quanto scritto, moltiplicando accessi, pageviews e concretizzando il loro interesse in backlink e ispirazione per i loro stessi contenuti.
PS. il link per gestire le iscrizioni alle notifiche email dei vostri post restituisce un internal server error.
Comment by Marco Cattaneo — 15 November 2006 @ 19:49