« LINKAHOLICS
BBQ Guerrilla »

14 November 2006

Web 2.0 è solo marketing!

web2_jm.png(volevo rispondere al bel post di Jacopo ma il commento è venuto cosi lungo che… è diventato un altro post :) )

Ricordo nitidamente quando si parlava con euforia di Internet2, sulla base del malaugurato crollo della rete mondiale che si pensava avrebbe generato la crescita incommensurabile dell’utenza su Internet, effetto di crescita che ho avuto la fortuna di presenziare in due stati e regioni del mondo completamente diverse. Ma il crollo non c’è stato, l’unico crollo negli anni recenti c’entra ben poco con Internet, anche se ha segnato un cambiamento importante nel nostro modo di pensare in materia di Economia o meglio dire New-economy. Internet sembra crescere e fortificarsi ad ogni nuovo utente come una sorta di Alien 2.0. :)

A cosa avrebbe potuto servire questo Internet2? Si parlava di una corsia preferenziale per le Istituzioni di studio e ricerca, Università, e-Gov, Nasa, ecc., dove in parole povere l’utente base (proprio quello che dà vita a Internet) non rompesse le scatole. Tuttora il progetto Internet2  è vivo, ma non se ne parla più come una volta. Ora c’è un’altra moda, si chiama Web 2.0  e su wikipedia c’è scritto che Web 2.0 è chiamato anche Internet2, ancora più motivi per dubitare della sua validità.

Sarò onesto, arrivo dalla preistoria del Web visto che lavoro alla creazione di siti internet dal 1996 e mi sembra strano sentire parlare di Web 2.0, la vedo come una strategia commerciale di puro marketing che tenta di dare visibilità ad un gruppo di “creativi del web” che ha reso disponibile a tutti noi la tecnologia che fino a prima era a portata di un ristretto gruppo di persone con delle altissime conoscenze.

Perché faccio fatica ad accettare il termine Web 2.0? Forse perché non c’è stato nessun aggiornamento (upgrade), almeno che io sappia, e il fatto che ci siano dei progetti belli e fecondi sulla rete non mi sembra una cosa particolarmente nuova o addirittura il via per parlare di Web 2.0. Questo tipo di nomenclatura è utilizzata nello sviluppo dei software, ad esempio Photoshop 7.0, e quando Adobe ha chiamato la nuova versione "Photoshop CS" ha dovuto chiarire il perché (ancora una strategia di marketing, la vera nomenclatura sarebbe stata "Photoshop 8.0").

A mio avviso e non tanto lontano nel tempo, c’è stato un vero evento che poteva originare una situazione come quella che oggi viviamo sotto l’effetto 2.0 ed è stato il lancio di Macromedia Flash. Che tempi! Era una cosa davvero sconvolgente, mi ricordo che ero un orgoglioso membro del Macromedia User Group. Ma nonostante l’innovazione proposta da MM con la tecnologia Flash nessuno ha mai chiamato il Web in modo diverso, infatti Macromedia usava lo slogan: “add life to the web” (senza 2.0 però).

Non è un caso che tra tutti i progetti che si propongono come Web 2.0 solo una categoria non si poteva sviluppare prima dell’arrivo di Flash. Parlo di YouTube e tutti i portali che usano i broadcast casalinghi; il resto, da wikipedia ai blog, si poteva sviluppare già nel lontano 97-98 solo che non c’era ancora l’idea.

Logos.it, le origini di wikipedia in Italia.
Logos.it  è il sito Internet della omonima ditta che offre servizi di traduzioni in tutte le lingue. Nel portale c’è un sistema multiutente per l’aggiornamento dei dati e contenuti che crea un dizionario multilingua. Per spiegarmi meglio posso dire che è un wiki per tradurre le parole (mostrando anche la definizione) in tutte le lingue possibili. Ma sapete da quando funziona questo servizio con queste caratteristiche 2.0? Dal 1995. Wikipedia è stato lanciato nel gennaio del 2001.

Quindi per me il vero Web 2.0 è partito da Macromedia Flash. Non vi sembra che l’ultima cosa tecnologicamente diversa nel Web negli ultimi anni sia proprio Flash?

Social Bookmarking
blinkbits  BlinkList  blogmarks  co.mments  connotea  del.icio.us  De.lirio.us  digg  Fark  feedmelinks  Furl  LinkaGoGo  Ma.gnolia  NewsVine  Netvouz  RawSugar  Reddit  scuttle  Shadows  Simpy  Smarking  Spurl  TailRank  Wists  YahooMyWeb 

Secondo me ti sbagli. Le due grosse novità del cosiddetto web 2.0 sono il web asincrono con Ajax (é vero che con flash si poteva fare lostesso, ma flash qualche anno fa lo usavano tutti per la grafica mica per fare le pagine asincrone) che rendono le pagine web quasi dei fat client e la gestione dell’utente inteso come protagonista anziché consumatore passivo. Inoltre non sono da sottovalutare gli aspetti di syndication e integrazione. Oggi puoi fare un sito le cui foto sono dinamicamente integrate con flickr, in asincrono sul client, e magari rimandano a delle mappe di google maps. L’unione fa la forza, e questo concetto lo esprime bene il web 2.0, mentre prima il massimo di integrazione fra siti diversi era dato dai link o l’incapsulamento con qualche frame (bleah)

Il link che hai postato? Ho osservato l’home page diversi secondi senza trovare dove iscriversi per aggiungere un termine. Il menu’ sulla sinistra é un esperimento per ipnotizzare gli utenti? E’ un classico sito web 0.5!!! altro che 2.0!

Vuoi capire la differenza con un sito web2.0? vai su http://scrive.it Ecco che si capisce nei primi 5 secondi che vedi l’home page: 1) di cosa si parla 2) come si partecipa 3) chi ne fa parte. E naturlamente ci sono molti elementi che tramite ajax rendono piacevole e ricca la navigazione.
(p.s. non l’ho fatto io, eh)

Ci sentiamo, mi piacerebbe parlare ancora con te sull’argomento.

Comment by Paolo Sammicheli — 14 November 2006 @ 19:24

update:
su logos.it, per registrarsi bisogna cliccare sul link “utente professionale”, al centro della pagina. Retrocessione a web 0.4 direi :D

Comment by Paolo Sammicheli — 14 November 2006 @ 19:39

Paolo,
mi sfugge dal tuo discorso se sia un bene o no che il web diventi un “fat client”, a mio avviso il pregio della “leggerezza” non morirà mai. Qualcuno ha scritto “fai di più con meno”, ecco voglio dare questo come un “buon” senso per il web 2.0 (che un senso ad oggi non ce l’ha).
Quanto a logos.it ti prego di usare più rispetto per un progetto che ha visto la luce quando probabilmente molti come te non avevano ancora una connessione alla rete ed è ancora vivo e vegeto. Condivido il giudizio che soffra un poco di vecchiaia, ma posso assicurarti, da utente assiduo del sito, che i contenuti sono di gran livello.
A proposito di scrive.it invece sospendo il giudizio e me ne vado a letto, ultimamente un certo tipo di siti alla terza persona mi danno noia…
Buonanotte

Comment by Fabio Montuori — 15 November 2006 @ 01:58

Ciao Fabio.
Sul discorso del fat client lo vedo come un bene. Ovvero, non che debba girare molto software sul client con applet o flash, concordo con te sulla leggerezza, ma che con le chiamate asincrone xmlhttprequest si riesce a far dialogare la pagina web di html puro a dei web service in una maniera economica per la rete, con maggiori potenzialità funzionali e con un’esperienza per l’utente che non si riscontra con i continui post/reload tipici del web sincrono.

Riguardo a logos.it, sicuramente mi sono lasciato trasportare (ma avevo messo la faccina) cmq rimane il fatto che “nascondere” la registrazione utente su un minuscolo link “utenti professionali” é sicuramente l’antitesi del concetto del web 2.0 di porre gli utenti al centro del sistema. “Qui ti puoi registrare per contribuire” dovrebbe essere scritto a caratteri cubitali, e non puoi non convenire con me che in questo logos.it pecca, cosi’ come per l’anacronistico menu’ di sinistra che già migliorato di poco potrebbe migliorare di molto l’usabilità del sito.

Riguardo la mia età da cybernauta mi spiace ma ti sbagli, nel 95 navigavo già da un po’… se non ci credi ti dico una sola parola: trumpet :D

Su scrive.it invece non ho capito cosa ti da’ fastidio. Ne puoi parlare male a piacimento, non mi urti: sono solo uno sporadico utente ma soddisfatto di quel sito. Era solo per fare un esempio con un sito piccolino portato avanti in pochi, non era pertinente se ti portavo come paragone a logos.it un sito tipo flickr o maps di google.

Saluti

Comment by Paolo Sammicheli — 15 November 2006 @ 02:36

Anche secondo me sbagli.
La differenza che vedo tra web e la sua “versione 2.0″ è più che altro di impostazione di contatto tra chi usufruisce dei servizi e chi li crea, se prima l’iterazione non c’era o era solo minimale ora tutto (o molto di questo tutto) si basa sul far sentire l’utente parte attiva.
Blog, contenent publishing e wiki sono tutti figli di questo 2.0.
M2C

Comment by Umberto — 15 November 2006 @ 09:45

Ciao Johhnie, non sono d’accordo con la tua analisi.

O meglio, posso concordare sul fatto che l’idea del 2.0 sia molto gonfiata dal lato mktg, però quando dici “…che ha reso disponibile a tutti noi la tecnologia che fino a prima era a portata di un ristretto gruppo di persone con delle altissime conoscenze.”, ti pare poco?

Secondo me è esattamente questo che fa fare il salto di qualità ad una tecnologia (o a un modo di utilizzarla) e la fa percepire come “nuova” anche se in realtà nuova non è.

La facilità di accesso, sia tecnica che economica, ad una tecnologia è di per sé già un upgrade, che in alcuni casi ha conseguenze enormi: pensa a cosa hanno significato le schede prepagate per la diffusione dei telefoni cellulari in Italia. La telefonia mobile esisteva anche prima, ma la rimozione di ostacoli di accesso (tecnici, economici o psicologici che fossero) ha consentito un boom che ha cambiato le nostre vite. Nessuno l’ha chiamata telefonia 2.0, ma nei fatti lo è stata.

Naturalmente i numeri del web 2.0 sono molto più piccoli, l’ambito di applicazione e quindi il suo impatto è molto più ristretto, e forse si tratta solo di una tappa intermedia verso qualcosa di più evoluto (leggi: più accessibile o con più possibilità). Non credo che il web 2.0 cambierà radicalmente le nostre vite, ma può sicuramente cambiare il nostro modo di pensare alla Rete.

In più, aggiungiamoci l’aspetto della condivisione, che non è certamente nato con il 2.0 e neanche con il web (si condivideva anche con le BBS, o con le email), ma che dal 2.0 ottiene nuova linfa e nuove possibilità (che alla fine, se ci pensi, si concretizzano proprio a partire dalla facilità di accesso e uso: faccio un video col telefonino e lo carico su youtube. 10 anni fa mi serviva una telecamera, un computer potentissimo, un sofware costoso, un mio sito web, un know-how da paura…)

Ciao
Marco

Comment by Marco Conte — 15 November 2006 @ 13:46

…….Perché faccio fatica ad accettare il termine Web 2.0? Forse perché non c’è stato nessun aggiornamento (upgrade)…….

fare del web2.0 una questione di aggiornamenti software (o simili) non credo sia la scelta corretta.

a mio modesto parere il web2.0 è una grande rivoluzione filosofica “web” e non tecnologica……
o meglio, è pure tecnologica ma questa è piuttosto una conseguenza e non una causa.

se dovessi associare un sostantivo a web2.0 direi condivisione e non di certo Ajax o Feed.
scrivo questo, consapevole del fatto che Ajax e Feed sono pilastri del web2.0 ma di questo non ne rappresentano l’essenza ma ne sono semplici (ma splendidi) strumenti.

Saluti

Comment by [Marketing] Departure lounge — 15 November 2006 @ 13:54

Web 2.0 è internet: partecipazione, ambienti di discussione, condivisione, chat, forum. Esistono da quando esiste internet. Qualcuno non sapeva che farsene e ha continuato a produrre e pubblicare volantini in rete (i siti web). Qualcuno ha provato a parlarne (cito Elena Antognazza tra i primi) trovando pochi che potevano realmente sentire e capire.

Diciamo che web 2.0 è internet capito e utilizzato un pò di più per quello che è e serve, da quando è stato inventato. E da quando non è stato capito da chi diceva di averlo capito (e ogni riferimento alle web agency è puramente voluto).

PS Vi ricordate FIDOnet??? Lo so, lo capiranno in pochi… Avevo un C64 all’epoca e andavo al liceo, e si faceva gia più web 2.0 di quanto fanno e dicono molti oggi…

Comment by Andrea Cappello — 15 November 2006 @ 15:17

[...] Che il modo di fare Web stia cambiando non è una novità, lo sappiamo tutti, anzi forma parte della nostra quotidianità. Non metto in dubbio che l’approccio verso l’utente sia cambiato, ma non parlavo di quello. Parlavo della piattaforma Web, non è cambiata!(Per il nuovo lettore questo post riprende la discussione iniziata qua) [...]

Pingback by Web 4.0, l’ultima frontiera — 16 November 2006 @ 01:59

Ringrazio tutti per i commenti e rimando la discussione a questo post

Comment by Johnnie Maneiro — 16 November 2006 @ 02:00

[...] Premesso che il termine “web 2.0” mi fa venire un po’ il sorriso e un po’ l’orticaria (dato che è solo marketing), mi spiegate che senso hanno i commenti dei blog in una finestrella pop up? Technorati Tags: popup, web 2.0Condividi con gli altri:These icons link to social bookmarking sites where readers can share and discover new web pages. [...]

Pingback by Stefano Gorgoni - » Popup nel web 2.0 — 3 January 2007 @ 14:02

web 2.0 è un termine adottato per motivare e sintetizzare le nuove tendenze del web.

Spesso viene criticato perchè lo si associa ad un significato diverso (una tecnologia o una metodologia)

Il progetto logos era interessante, wikipedia è un tutta altro livello.

Per quanto riguarda Flash credo aggiunga un vantaggio all’usabilità ma non consente una strutturazione dell’informazione confrontabile all’html.

Penso che la tendenza sia da una parte creare sistemi di ricerca milgiori (es. semantici) per dati non strutturati e dall’altra creare contenuto meglio strutturato (quindi organizzabile, vedi web semantico).

Flash non mi sembra di aiuto, AJAX un po meglio ma forse non solido abbastanza.

Marco

Comment by Marco — 7 March 2007 @ 14:33

Leave a comment

About Marketing Routes:

Blog multi-autore che ha come focus il mondo del marketing, dell'advertising e della comunicazione online ed offline. Non solo un bookmark da controllare giornalmente ma un dispensatore di notizie, consigli, strategie per tutti coloro che operano in questi settori. Nato con la convinzione che di blog riguardanti il marketing, la comunicazione e la pubblicità ce ne siano molti, ma quelli veramente di qualità sono pochi, Marketing Routes vuole apportare agli utenti della rete i modi di vedere, le esperienze e le considerazioni di diversi giovani professionisti del settore così da aprire un dibattito con gli utenti senza mai prendersi troppo sul serio.

Creative Commons License

Design © 2006 by Consulenzaweb.com | Powered by WordPress