12 November 2006
Wild Advertising
La pubblicità è l’anima del commercio si diceva sin dai tempi della prima repubblica ma che si mantiene forse attuale ai giorni
nostri. A differenza di qualche anno fa però sia gli operatori del settore che gli utenti sono molto più consapevoli dei processi comunicativi e di marketing alla base dei messaggi pubblicitari. Se poi ci mettiamo la crisi della pubblicità tradizionale, capiamo l’importanza di produrre nuove forme e nuove modalità pubblicitarie.
Sta prendendo piede quella forma below the line di advertising che prende il nome di guerrilla marketing; Jay Conrad Levinson, colui che ha coniato questo termine nel libro Guerrilla Marketing edito nel 1992, la descrive come: "unconventional way of performing promotional activities on a very low budget. Such promotions are sometimes designed so that the target audience is left unaware they have been marketed". Ne abbiamo oramai un tale numero di case history che sta diventando un termine inflazionato soprattutto sul web. Ultimo esempio off-line, invece, l’ho visto durante l’ultimo IAB Forum (come dimenticare l’infermiera che si aggirava tra gli stand?)
Ultimo esempio di campagna non convenzionale è quella qui di seguito riportata: i confetti M&Ms brandizzati. Qualche tempo fa già "colonizzati" dalla possibilità di personalized ad, ovvero la possibilità di personalizzarli con il proprio nome oggi "svenduti" ai brand che vorranno reclamizzare i confetti più sfiziosi mai creati.
Il nome della campagna? My M&Ms My Branding


























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Pingback by Guerrilla sotto la neve — 29 January 2007 @ 10:01