21 September 2006
“Arrenditi sei circondato”
Udite, udite. La carta stampata ha scoperto il marketing non convenzionale (come lo definiscono gli amici di ninja marketing). O sarebbe meglio dire che il marketing tradizionale ha scoperto il confratello che "vive nel sottobosco". Stamattina vengo incuriosito da un articolo che elenca i vantaggi (sia economici che d’immagine) delle campagne below the line che stanno divenendo preponderanti nei progetti di promozione e lancio.
Si è capito (presto insomma!) che i meccanismi alla base del marketing iniziano a presentare falle enormi che difficilmente riusciranno ad essere tappate. La pubblicità in radio e tv, sui cartelloni ma anche i banner presenti sui siti e sui portali non attraggono più lo spettatore oramai abituato a questi "messaggi" e divengono invisibili a fronte di costi spaziali per gli inserzionisti (15 secondi in prima serata durante un merdosissimo reality costano come un appartamento al mare). Il mio consiglio alle aziende è di modificare le proporzioni dei budget tra off-line e online; se ad oggi il primo risucchia il 70% della cifra, consiglio di invertire la tendenza e di puntare sul web, l’unico mezzo capace di dare risultati quantificabili (affidandovi a persone serie!). Comunque non voglio ora toccare quest’argomento.
Finalmente il marketer torna ad appropiarsi di nuovo della sua funzione di creativo oltre che di pianificatore. "Noi entriamo nel flusso vitale delle persone, nei loro comportamenti abituali, senza l’impatto invasivo degli spot che interrompono i momenti di relax ritagliati con fatica durante la giornata. Riuscendo a far sorridere la gente, a costi più che sostenibili" afferma Enzo Abbate strategist di Xister.
Finalmente si è scoperto che un’idea geniale non deve essere sostenuta da costi esorbitanti.


























Parole sante Andrea, probabilmente chi avrà l’accortezza di invertire ora i budget potrà prendere parte al taglio della torta del vantaggio competitivo, giocandosi la fetta a pochi euro e non la briciola al costo di appartamenti al mare. Se il mercato (saturo e inefficace) degli spot tv fosse traslato anche solo al 5% sul web ci sarebbero effetti mirabolanti.. C’è un discorso di target e tecnologie per cui gli spot tv non possono essere abbandonati, ma la proposta di riallocazione dei budget mi trova pienamente d’accordo.
Comment by Giorgio — 22 September 2006 @ 09:44