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20 September 2006

PR On-line vs Pr Off-line: differenze e vantaggi – Prima parte

Questo post lo faccio in preda ad una crisi di nervi quindi se userò molte parolacce, capitemi. Il nervosismo mi nasce da un semplice incontro in garage. Mentre parcheggiavo la moto in garage dopo una giornata lavorativa incontro un’amica e come è costume, scambio le famose "due chiacchiere". Lei è giornalista, e si occupa espressamente della parte off-line, nel senso che scrive articoli per il quotidiano cartaceo e non nutre grande passione per il web (comprensibile ci mancherebbe, ma non invidiabile).

In ogni modo in maniera molto semplicistica afferma che le funzioni ed i risultati del lavoro di un ufficio stampa o di relazioni esterne di un’agenzia online (per la quale io lavoro) sono pressochè identici a quelli svolti per l’off-line. Come avrete imparato a conoscermi, sapete che ho poca pazienza con le persone che non sopporto quindi ho preferito tagliar corto e correre a casa a preparami la cena (una semplice insalata, non so cucinare…) e fiondarmi sul divano a gustarmi le partite di campionato (sono i momenti in cui apprezzo le tradizioni tipicamente italiche).

Come si può affermare quanto ha detto la mia conoscente? Sono due mondi con dinamiche completamente diverse; sia comunicative, sia ricettive che di diffusione e "propagazione" della notizia. Come, ad esempio, fare relazioni pubbliche per l’online non vuol dire stare tutto il giorno al telefono (ma che ci avete preso per "telefonisti" senza skill professionali?)come potrebbe essere per l’off-line; sono stanco degli stereotipi, in ogni campo. 

Un documento di "comunicazione" (non espressamente un comunicato stampa) per l’off-line viene inviato a x numero di giornalisti o opinion leader, verrà pubblicato da una parte di questi e verrà letto dal "pubblico" di questi giornalisti. Una comunicazione messa online anche su un unico sito (che magari faccia 4/5 mila accessi al giorno) ha già di suo un numero elevato di lettori (gli stessi del sito) e potenzialmente potrebbe essere preso da, diciamo, il 10% di questi 4/5 mila, il che moltiplecherebbe i lettori ed i contatti esponenzialmente.

Continua…  

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Aspetto la seconda puntata, ma è chiaro che ti tocca rassegnarti…
Gli stereotipi ci sono e ci resteranno e quelli che sottovalutano il lavoro degli altri, pur anche quando non sanno neanche di cosa si stia parlando, ci sono e ci resteranno.

Spero, almeno, di non cadere anche io nello stesso errore. :-)

Comment by fradefra — 21 September 2006 @ 00:03

Perdonami ma non credo che il punto della questione sia quanti utenti leggono un documento di “comunicazione”.
Condivido a pieno quanto da te detto circa certi stereotipi e purtroppo non posso che confermare che toccano anche me.
Io lavoro da sempre per l’online (e per la cronaca non sono neanche laureata, mi occupo di web da 5 anni a questa parte) e subisco una sorta di poca considerazione per le attività che riguardano il web marketing; perché evidentemente non ci colgono nessuna conoscenza intesa come “saper fare”, sono cose che potrebbe fare chiunque…siamo degli improvvisati.
Credo che sia esattamente il contrario, dobbiamo constantemente aggiornarci e constantemente guardarci intorno per non perdere neanche una virgola nell’immensità di internet.

Grazie per il post ;-)

Comment by Caterina — 21 September 2006 @ 13:20

Si Caterina. Un lavoro che la gente “stereotipata” neppure immagina. Sfiancante a volte.

Comment by Filippo Ronco — 21 September 2006 @ 16:33

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