18 September 2006
MSN Shopping ottimizzato per Google e il concetto meritocratico del web fondato sul Trust
Il web rappresenta indubbiamente una dimensione in cui i piani della libera concorrenza si dilatano, molto più che nell’offline. Non parlo di nuove leggi di mercato ed economiche applicate. Anzi, quelle rimangono esattamente le stesse, come molti, durante la bolla di internet hanno imparato a caro prezzo, rinsavendo forse grazie al senno di poi. Piuttosto sto parlando del fatto che il virtual web offre degli strumenti per concorrere (democratici nella teoria, ma de facto meritocratici nella pratica), dei piani d’azione maggiori (per chi li sa seguire e ancor prima sviluppare) in termini di visibilità, dove, quanto meno rispetto all’organic, vale il principio secondo il quale il soggetto con maggior trust gode di maggior visibilità.
La dimensione dilatata della concorrenza fra player fa sì che sia lecito prendersi (o cercare di prendersi) tutti i vantaggi del caso per annullare o cercare di annullare i propri competitor. Talvolta a ben guardare, non serve alcun tipo di ‘spionaggio industriale’ per capire quali mosse la concorrenza abbia in mente, e trasversalmente non è neppure difficile intuire quanto sofferente sia una situazione in seno ad una web company, quali siano le falle che questa cerchi di sfruttare a proprio vantaggio.
Delle volte basta guardare una serp, come ho fatto io, per caso, scoprendo qualcosa di molto interessante che a breve vi segnalo. Ma facciamo prima un passo indietro. Qualcosa nel search sta cambiando, ve ne sarete certamente accorti. Cambiano gli algo dei motori (anche se non ai ritmi che sarebbero necessari), cambiano le strategie aziendali, gli obiettivi di medio e lungo periodo, cambiano gli stimoli degli (e per gli) utenti, cambia l’approccio dei Seo, spesso il competitor lo si va a sfidare in casa propria. Ora vi starete chiedendo cosa ha a che vedere tutto questo con MSN Shopping, Google e soprattutto con la meritocrazia e il trust.
Alcuni giorni fa, mi sono imbattuto in una serp su Google che ha subito attirato l’attenzione. Provate anche voi cercando sullo smart-plex-engine la keyphrase produttori marche ram.
Al momento in cui scrivo i risultati offerti sono 116.000. L’altro giorno erano pochi di più, circa 131.000 (dipende dai DC ballerini cui vi appoggiate). Vedrete in 6° posizione il dominio trusted di MSN. Precisamente dovrei dire che si tratta di un sottodominio di Redmond dedicato allo shopping online. Quanti di voi seguono Marketing Routes da un po’, sanno benissimo come la penso in merito al fatto che un motore di ricerca si faccia indicizzare le proprie pagine di risultati da un altro motore. E’ un paradosso concettuale al quale però molti utenti (e player del search) sembrano ormai assuefatti. Non importa come si chiami o quanto ‘big’ sia. A livello di rilevanza dei risultati la trovo una contraddizione in termini, per quanto sappia che molti non la pensano come me. Comunque tornando alla pagina di risultati di Google, leggete con attenzione lo snippet in tutta la sua interezza.

Ed ora cliccate sul risultato. Sarete probabilmente sorpresi di trovarvi di fronte una pagina bianca (ironia della sorte mi torna in mente Mallarmè).
Come lo sono stato io del resto. Se leggete il codice html della pagina di MSN noterete alcune ‘stranezze’ (almeno per un search engine) a partire dai meta inseriti (più o meno tutti inutili). Appare chiaro come l’intento di MSN relativamente al suo motore di shopping sia quello di non solo indicizzarsi, ma anche posizionarsi su Google. La pagina che vi ho segnalato ha un chiaro taglio ottimizzato, fa ricorso al Mod Rewrite, oltre a contenere peraltro i riferimenti dell’azienda che si è occupata del lato SEO della faccenda, un po’ di testo nascosto (n.b. i div), immagini a 0px (cercate fakeDesc), meta keywords (che non servono a nulla, trattandosi di Google). A dirla tutta la pagina non è del tutto bianca. Ci sono degli annunci pubblicitari al top, e un menu a sinistra (notare i link di puntamento della seconda sezione del menu).
Ora veniamo all’aspetto meritocratico e al trust degli algoritmi. Sono certo che siamo tutti d’accordo nell’affermare che quella pagina di MSN Shopping non merita di trovarsi lì dove sta ora. Sono certo che in quelle migliaia di pagine che il Plex ha nel db, qualcosa di meglio potrebbe spuntare fuori. Ma questo è un effetto del trust algoritmico che evidentemente Google mostra nei confronti del sito in questione. Solo che l’utente, che spesso ci dimentichiamo esistere, non trae alcuna utilità da un trust ranking di questo tipo. Ora tornando al discorso di giocare in casa dell’avversario, quella serp secondo me ci può far comprendere qualcosa in più:
- Il ranking (non approfondisco oltre perche’ a breve sara’ oggetto di analisi da parte di Federico) spesso e volentieri si basa su una fiducia immotivata, e gli stimoli per generarla artificialmente (dato che viene determinata da algo) sono assolutamente replicabili, potenzialmente da chiunque, rispettando alcuni parametri.
- La necessità di essere presenti nelle altrui serp, a mio modo di vedere, lascia anche intendere che ci sia una certa difficoltà, da parte di MSN, a fidelizzare i propri utenti, ma ancora prima a generare traffico qualificato.
- La necessità di inseguire, ansimando, il leader del search, ricorrendo anche all’aspetto seo, da parte di MSN (ma dovrebbe farvi pensare anche la mossa di Yahoo! che recentemente cercava Seo specialist).


























A puro titolo di cronaca, l’azienda “che si e’ occupata del lato SEO” (ossia Display –> Costameno.it) in realta’ “e’” MSN shopping (contenuti e gestione del canale), ed allo stesso modo ha sviluppato il canale shopping di Kataweb. Piu’ che vedere strategie da parte di Seattle, vedo il legittimo day-by-day dell’azienda di Giulio Finzi che lavora per sviluppare l’utenza dei canali che gestisce.
Comment by Paolo — 18 September 2006 @ 22:16