12 September 2006
I brand su Wikipedia e la fiducia dei motori di ricerca
Steve Rubel ha condotto uno studio sui principali brand presenti su Wikipedia, l’enciclopedia online che tutti conosciamo. Ciò che viene rilevato è come molti brand della rete abbiano tutti una pagina ospitata su Wikipedia e di come questa sia rintracciabile, spesso e volentieri nei primi 10 risultati di una query che contenga il nome di un brand affermato.
Già diverse volte ho sottolineato come l’informazione gestita dai motori non sia classificata e valutata secondo criteri ‘umani’ di rilevanza, quanto piuttosto da valori algoritmici. Il fatto che una pagina di Wikipedia sia linkata da diversi siti, non basta a mio avviso a poterla considerare di valore. Intanto perché purtroppo il concetto di link come voto (che potrebbe essere anche negativo, ma per Google et alii è sempre positivo, in quanto presente) non è sufficiente come criterio unico di valutazione da parte di un algo, se poi mai è stato sufficiente, per determinarne attinenza, rilevanza, valore, utilità etc… semplicemente perché quelle sono variabili suscettibili di interpretazione, e non è possibile assoggettarle a dei parametri univoci ed universalmente immutabili.
Inoltre tempo fa rilevavo come ci sia una certa invasione nelle serp di Google di pagine indicizzate di Technorati o la presenza di url prive di descrizione, come nel caso di Del.icio.us. Il problema da porsi nel caso di Wikipedia (ma anche nei precedenti) è innanzitutto legato alla qualità dei dati offerti. Su Wikipedia chiunque ne abbia voglia può contribuire, scrivere una pagina wiki e metterla online. Conseguentemente, l’informazione pubblicata su un brand affermato e noto non può essere modificata da brand manager o comunque da quanti in seno ad un’azienda hanno la responsabilità dell’immagine che il brand ha o deve avere sul mercato, ritrovandosi quelli in una situazione di “guardare ma non toccare” come correttamente sottolineato su Micropersuasion.com.
Nel caso di Wikipedia, sono dell’avviso che le sue singole pagine di contenuti dovrebbero essere valutate in modo meno rilevante di quanto accaduto fino ad ora, non considerando il numero di link in entrata un fattore necessariamente determinante e sinonimo di attinente con la query eseguita. Per quanto riguarda poi Technorati e Del.icio.us, le loro pagine di risultati non dovrebbero essere presenti nelle serp, in quanto prive di valore aggiunto per l’utente. Se voglio seguire o monitorare una conversazione sull’uno o controllare i bookmark nell’altro, reputerei corretto che il navigatore si recasse direttamente sull’uno o sull’altro, ma questa è un’altra storia.


























[...] I brand su Wikipedia [...]
Pingback by Grandi brand diventano piccoli (ma per gioco) — 23 September 2006 @ 12:00